Rabbia: i danni provocati dall’effetto “pentola a pressione” e come provare a liberarsene.

Rabbia: i danni provocati dall’effetto “pentola a pressione” e come provare a liberarsene.

Immagina la tua tipica “Giornata No”. Scommetto che non avrai troppa difficoltà nel farlo.
E scommetto anche che le prime sensazioni che ti verranno in mente saranno il nervosismo e la rabbia.
Tutto comincia dalla prima mattina, quando sai che dovrai iniziare la giornata con quelle poche ore di sonno.
Hai dormito poco perché le tue preoccupazioni ti consumavano la mente, i pensieri ti infuocavano il cervello… e ora le tue energie sono al minimo.
A lavoro, cerchi sempre di essere gentile, ma c’è un collega che usa un tono arrogante con te, arrivando a mancarti di rispetto.
Mette in dubbio la tua professionalità, commenta in modo negativo (e inutilmente) il tuo lavoro, senza che abbia la benché minima idea di quali siano le tue difficoltà.
Non tiene conto che hai un’età, un’esperienza, un minimo di voce in capitolo.
Tutto peggiora quando prende il fascicolo del lavoro che hai scritto e te lo sbatte davanti al viso come se fosse carta straccia.
Vorresti mettergli le mani al collo, vero? Ma non lo fai perché ovviamente sei una persona civile, e di certo non andresti in carcere per colpa sua.
Ma covi dentro di te un nervosismo che ti corrode e che devi tenere a freno.
E così, dopo essere sopravvissuto all’ennesima ed estenuante giornata di lavoro, te ne torni a casa credendo di ritrovare la pace… Menti a te stesso, sai già che non sarà così.
Come varchi la porta di casa e cerchi la tua solita poltrona per rilassarti, tua moglie ti chiede se hai comprato quel certo ingrediente dal supermercato per la cena, ma le rispondi che ti sei dimenticato… e le parte il rimprovero facile. Anche lei ha le sue preoccupazioni e non se la passa tanto bene probabilmente.
E in tutto questo ti senti più frustrato e inutile di prima.
E così corri al supermercato, torni a casa e finalmente sprofondi sul divano.
Ma quando pensi di poterti finalmente rilassare, arrivano i tuoi figli piccoli che iniziano a giocare a urlare…
Non riesci a sopportare il baccano e… all’improvviso… uno di loro butta all’aria uno dei sui giocattoli che finisce sul tuo piede, facendoti male…
E lì esplodi… anzi… la tua pentola a pressione (alias la tua mente) è scoppiata e ora sei un vulcano.
Ti agiti, urli, ti lamenti di tutto quello che non va a lavoro, a casa… e nel frattempo i tuoi figli e tua moglie ti guardano come se ti fossi trasformato in un piccolo grande Hulk.
Quante volte ti sarà successo?
Ma soprattutto vuoi continuare a vivere così?
La rabbia è un sentimento normale nell’essere umano, perché nasce dalle sue primitive esigenze di adattamento e sopravvivenza nell’ambiente, ma in questo caso, il tuo problema è che tutta questa rabbia non ti farà sopravvivere.
Evidentemente, ti è stato insegnato che reprimerla nei momenti peggiori è giusto, che manifestarla non è qualcosa di gradito o socialmente accettabile.
Però sappi che tenerti dentro rabbia e nervosismo non ti farà bene o migliorerà la tua condizione di salute.
La peggiorerà senza alcun dubbio.
Come spiega il ricercatore Christophe Haag, professore e ricercatore di psicologia sociale:
“A forza di lasciare che il corpo vada in sovraccarico e in ‘sovralimentazione’, sprechiamo un mare di energie che servirebbero al corpo e al cervello. Imparare a controllare questo processo è fondamentale perché è abbastanza pericoloso per l’uomo”.
Elevati picchi di rabbia possono creare reazioni fisiologiche come ernie, orticaria, psoriasi, asma e mal di schiena, e come spiega il ricercatore, reprimere la rabbia può portare allo sviluppo di patologie decisamente più gravi come malattie cardiovascolari, problemi cardiaci, ulcere e ictus a causa della pressione alta. (Tutti elementi cui dovresti fare attenzione, considerata l’insorgenza media verso la mezza età…).
E se le conseguenze fisiche non ti sembrano abbastanza, ci sono quelle psicologiche che potrebbero farti cambiare idea:
“La fisiologia periferica della rabbia è vicina a quella dello stress, quindi questa emozione può portare allo sviluppo di ansia, fobie o comportamenti compulsivi”, afferma lo studioso Haag.
Ma una delle peggiori conseguenze è sicuramente da ricercarsi nella depressione.
In uno studio condotto da Besharat e altri ricercatori, le prove hanno dimostrato una stretta relazione tra rabbia e depressione:
“Le persone depresse mostravano una maggiore repressione della rabbia rispetto alle persone normali. Questo non può che creare un’implicazione descritta dalla teoria evolutiva della depressione: l’inibizione delle reazioni di lotta (rabbia frenata) e fuga (sentimenti di intrappolamento) possono essere tra le componenti più importanti della depressione. Tuttavia si è visto anche che le persone depresse provavano più rabbia rispetto agli altri soggetti”.
(Fonti:. Asian Journal of Psychiatry, 6, 35-41)
Tutto questo può farti ben capire come, arrabbiandoti, tu stia giocando con la tua salute e a tua insaputa.
Ma questo non significa che per te la rabbia debba essere un sentimento negativo. Come hai visto, è del tutto naturale: ti serve a reagire, a sopravvivere, a far valere i tuoi diritti.
È la cattiva gestione delle emozioni la base del problema, come del resto la tua rabbia.
Proprio per questo motivo, ti porto qui dei consigli pratici su come poter gestire al meglio il tuo sentimento rabbioso (fonti: La forza della resilienza, Rick Hanson):
1) Analizza e osserva la tua rabbia, aiutandoti con la Mindfulness: spesso la rabbia opera inconsciamente, ma quando arriva, osservane le sensazioni, i pensieri che ti procura, cerca di comprendere quali sentimenti di insoddisfazione o frustrazione si nascondono, i traumi o i dolori emotivi. Accetta questi sentimenti con compassione. Arrivare a comprendere questi meccanismi, a prendere consapevolezza delle cause, questo fa sì che la rabbia spesso si estingua da sé.
Utilizza la Mindfulness per osservare i due momenti in cui la rabbia si manifesta: innesco e scintilla. L’innesco è l’accumulo di tanti piccoli fattori irritanti, sono (come afferma Hanson) come una pila di fiammiferi che possono prendere fuoco da un momento all’altro.
La scintilla è, per l’appunto, lo scoppio, accende quei fiammiferi e si trasforma in un rogo (come la tua reazione davanti a tua moglie e ai tuoi figli che ti ho descritto sopra…).
2) Riconosci gli aspetti auto-lesionistici della rabbia: pensa a come ti fa star male provare quel sentimento (anche se questo può darti una momentanea soddisfazione nel desiderare una vendetta, un riscatto, ecc…), pensa a quante ore di sonno hai perso, a come il tuo corpo e i tuoi nervi ne hanno risentito, a come i rapporti con gli altri siano stati compromessi da reazioni imprevedibili. Questo rispecchia molto bene quel proverbio che dice che “serbare rabbia è come assumere un veleno aspettandoti che sia l’altra persona a morire”.
3) Intervieni sulla fase di “Innesco”: come già detto due paragrafi più su, l’innesco è quella fase di preparazione allo scoppio della rabbia. Previeni questo sentimento; se per esempio devi discutere con un tuo collega dei problemi che avete a lavoro, prima di farlo svuota la mente, prenditi una pausa e valuta bene quali siano le parole migliori per avere una comunicazione efficiente e senza intoppi. Identifica le situazioni, gli ambienti, le persone che più ti suscitano irritazione, definiscili bene nella tua mente: “es. sono nervoso perché mi hanno annullato il volo per il mio viaggio”, “sono stanco di sentire mia sorella lamentarsi”, “nessuno mi aiuta mai a lavoro”.
E quando arriva la “scintilla”, chiediti quanto siano gravi i motivi per cui potresti avere una reazione forte. Misura su una scala da 0 a 10 quanto la tua reazione possa essere commisurata rispetto al problema. Chiediti se ne vale la pena o meno, perché è possibile che il giorno successivo te ne sia già dimenticato.
4) Non parlare o agire per rabbia, ma cerca di trovare una soluzione reale al problema: per esempio vorresti che un tuo familiare comprasse qualcosa, ma nel frattempo se n’è dimenticato. A quel punto, non utilizzare un linguaggio giudicante (es. “sei il solito sbadato”, “non cambi mai”, “vivi in un mondo tutto tuo”), evita aggettivi, critiche e giudizi, fai notare la mancanza (certo, mai detto che la rabbia vada repressa), ma senza usare accuse che vadano sul personale e che inneschino reazioni esagerate.
5) Vivi la tua rabbia, ascoltala e separala dai tuoi pensieri: è un sentimento che devi sicuramente accettare, comprendere, concepiscilo come un messaggero, un benevolo campanello d’allarme che ti sta segnalando qualcosa che dovresti cambiare nella tua vita. Dopo averlo riconosciuto, affronta la causa, il problema da cui scaturisce. Separa la rabbia dai tuoi pensieri e dalle tue parole affinché questi non siano influenzati, lascia che ti attraversi e se ne vada.
Per dirlo con una metafora, lascia che l’acqua scorra nel torrente del tuo fiume emotivo, senza mettere argini che ne danneggino il corso.
Questi sono soltanto alcuni dei consigli che puoi cominciare a seguire per migliorare la tua vita.
Non raccontarti mai che “è troppo tardi per cambiare”.
Agire sulla rabbia può avere un cambiamento salutare e positivamente determinante per la tua salute psicofisica e per le tue relazioni con gli altri… dal lavoro agli amici, fino ad arrivare alla famiglia.
Ovviamente questo non è che l’inizio, ma intanto puoi cominciare a gettare le fondamenta per un cambiamento positivo, solido e stabile per il tuo futuro.

Ci sono altri mondi… anche in questo.
Dario Perlangeli

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Volevo ricominciare ad amare e ad amarmi.

Volevo ricominciare ad amare e ad amarmi.

La mia paura era quella di fallire e di non essere abbastanza, di essere considerata stupida, di conseguenza avevo anche paura di amare e di essere amata, queste penso che siano le paure più importanti che ho vissuto finora.

Volevo ricominciare ad amare, ma non nel senso di amare un uomo – anche quello non sarebbe male –, intendo che ho tirato su delle barriere che negli anni sono diventate troppo spesse. Volevo nutrire più amore verso gli altri ed essere meno risentita e sulla difensiva.

Se per esempio un amico mi faceva un torto, io non ci stavo più male, semplicemente chiudevo con lui. Ero diventata così, perché invece prima ero molto sincera e parlavo del fatto che qualcuno mi avesse ferita. Poi ho sofferto così tanto che pur di non rimanere delusa, preferivo chiudere con tutti appena vedevo un comportamento ambiguo o poco limpido.

Quanto alla mia situazione familiare, se prima del mio cambiamento mi avessi chiesto: “tu vuoi bene ai tuoi genitori?”, ti avrei detto di no.

So che a sentirlo mi si potrebbe dire “non è possibile”, però ho avuto una situazione complicata coi miei e ho sofferto molto. Ho lavorato con loro e soprattutto con mio padre ho avuto un rapporto più conflittuale, il che, per molto tempo, mi ha reso la vita difficile. E non è facile tutt’ora, perché per ora vivo coi miei.

Nel lavoro, quando avevo paura di sbagliare, ero molto insicura. Per esempio un giorno facevo tutto bene, ero contenta, poi tornavo a casa e invece di dirmi “brava”, mi mettevo a pensare che invece qualcosa l’avessi sbagliata. Stavo lì a cercare nella mia testa qualcosa che potevo aver sbagliato, perché per me era impossibile pensare che avessi fatto tutto giusto.

E quindi non mi godevo neanche i successi. Per esempio, il mio collega ha lasciato il lavoro e il mio capo voleva assegnarmi parte dei suoi compiti. Provavo un po’ di panico perché già avevo cominciato a imparare delle cose nuove, e lui era convinto che io potessi farcela, aveva molta fiducia in me, ma io non mi sentivo sicuro di farcela e non capivo come potesse essere così fiducioso.

Avevo in generale bisogno di migliorare la calma, di mantenermi tranquilla nei momenti in cui arrivava una situazione particolare o un problema nuovo da risolvere, acquistare maggiore fiducia.

Tra gli obiettivi che avevo in mente, c’è quello di andare via da casa dei miei, abito lì con mia figlia, e vorrei prendere un appartamento per andare a vivere con lei, magari non nel mio Paese perché non ci sto bene.

Poi volevo prendere la certificazione B2 in inglese, l’avevo fatta a 25 anni, però sono passati 20 anni…

Mi intrigava l’idea di ricominciare a fare sport. Prima giocavo tanto a Tennis, e ho smesso per colpa del fumo perché non avevo più fiato.  Volevo riuscire a essere costante, anche per mezz’ora al giorno, nel fare sport per esempio, a camminare o giocare di nuovo a Tennis. Quindi tra gli obiettivi non mancava certo la mia salute.

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Per realizzare tutto questo, avevo sicuramente bisogno di sviluppare una buona costanza, grinta e determinazione. 

Cosa che non avevo perché, in preda all’incostanza, prendevo una decisione e, dopo mezz’ora, avevo già cambiato idea.

Pensando a tutti questi lati da migliorare, avevo capito che non potevo fare tutto da sola, avevo bisogno di aiuto. Navigando su Internet e poi su Facebook, ho scoperto il libro del Metodo INCIMA, Mente Potente, e l’ho comprato, da lì poi è cominciato tutto…

Il percorso di Libera la tua Forza Interiore ha apportato dei cambiamenti significativi nella mia vita e sono sulla buona strada per trasformarmi in una persona rinnovata.

Sono contenta e questo percorso mi sta servendo. All’inizio è stato un po’ traumatico, ne sono successe di tutti i colori, e come diceva Dario, mi bloccavo, mi sabotavo, invece adesso sta andando bene, tutte le mattine vado a camminare, faccio la meditazione, come se ci fosse una forza che mi fa alzare. Per fortuna la pigrizia non ragiona più al posto mio, altrimenti quella mi farebbe stare a letto.

Poi sono più tranquilla al lavoro, non c’è più l’ansia che avevo prima. Tutto prosegue in maniera liscia. Sono meno confusa, più rilassata… Oggi anche se sbaglio una cosa, invece di farmi prendere dall’ansia, so che si può risolvere.

Se prima non avevo più voglia di fare niente, adesso sono uscita un paio di volte con gli amici la sera, mi sono sforzata anche perché Dario me l’ha “imposto”… e quindi come inizio va bene a livello di obiettivi.

Per quelli più grandi ovviamente ci vuole tempo e un cambio radicale, però siamo sulla buona strada.

Mi sta aiutando un po’ tutto, innanzitutto il Mind Re-Start. Grazie alla meditazione guidata che il Metodo mi ha regalato con il libro, ho finalmente smesso di fumare. Questa è una cosa importante per me, perché mi sono sempre detta che se riesco a smettere di fumare, riesco a fare di tutto.

E poi avere un coach con cui parlare di queste cose è fondamentale.

Sicuramente perché non è tutto teoria e, tutto quello che viene spiegato, viene espresso veramente in modo semplice, chiaro, perché le cose che dicono le ho già sentite in altri corsi, però il modo in cui le spiegano loro mi fa capire molto di più.

Il facilitatore mi dà una spinta in più, mi aiuta tanto perché mi fa vedere le cose dal suo punto di vista, che è quello di una persona che ha passato le stesse cose che ho passato io.

Le varie procedure mi aiutano a ripetere la teoria che Dario e Cristina mi hanno spiegato, i video sono chiari e li capisco bene.

Consiglierei il Metodo perché non è solo teoria (la teoria già la conoscevo), c’è anche molta pratica.

Non conosco altri metodi come questo: è un insieme di aspetti materiali e spirituali, riesce a conciliare la scienza e la spiritualità.

Tutto questo a me piace perché sono molto spirituale come persona, ho letto tantissimi libri, però nello stesso tempo amo l’aspetto scientifico, materiale, concreto. E questo corso, Libera, mette insieme tutte e due.

La combinazione di questi due elementi, spirituale e scientifico, è il vero punto di forza del Metodo INCIMA.

Miriam Kershmbauer

 

 

Mi sento realizzata e più fiduciosa

Mi sento realizzata e più fiduciosa

Avevo come priorità assoluta quella di realizzarmi sul lavoro.

Sono laureata in economia, ma non sapevo ancora bene cosa volessi fare.

Ho sempre svolto la mia mansione da amministrativa e contabile, ma mi domandavo se avrei dovuto cambiare strada o meno, perché non mi sentivo pienamente realizzata.

Avevo perso il lavoro da poco, e diciamo che la prima cosa che ho fatto è stata studiare per alcuni concorsi. Ho fatto il primo, lo scritto  è andato molto bene, ho preso il massimo dei voti, e stavo studiando per l’orale.

Questa è stata ed è la cosa più importante per me: la soddisfazione nel lavoro che mi farebbe sentire soddisfatta di me stessa, soltanto per aver raggiunto questo obiettivo…

Perché desideravo sentirmi valorizzata in ciò che facevo, essere maggiormente gratificata, e quindi avere più fiducia e sicurezza.

Per raggiungere questo obiettivo dovevo diventare più costante e crederci di più, perché fondamentalmente le mie credenze mi bloccavano e mi sconfortavo nell’ascoltare sempre la solita questione dei raccomandati, di chi ha le conoscenze e va avanti.

Questa convinzione o diceria mi ha sempre bloccata nel prendere questa strada dei concorsi pubblici. Magari dovevo superare proprio questo mio blocco.

La situazione di instabilità sul lavoro è legata anche alla paura del futuro per i miei figli perché vedo che succedono delle cose imprevedibili, e al momento non ho tanta fiducia in quello che sta accadendo in Italia, non ho fiducia nella politica, in niente al momento… visto l’andazzo, vorrei essere più sicura di me stessa e più fiduciosa.

Volevo inoltre migliorare il rapporto con mio marito che in quel periodo era più altalenante.

Una volta migliorata la mia situazione economica, tra i miei sogni, sicuramente mi piacerebbe viaggiare di più, imparare bene le lingue… è un sogno nel cassetto che non sono ancora riuscita a realizzare.

Insomma, c’erano delle priorità nella mia vita per cui sentivo di dover migliorare su molti aspetti.

Anche come genitore. E infatti mi sono avvicinata al Metodo in maniera indiretta, cioè avevo preso il corso di Cristina Educare Facile, ho seguito il videocorso con il libro perché avevo bimbi piccoli, e volevo trovare una strategia per essere più brava come mamma.

E quindi ho iniziato da quello e dopo ho fatto INCIMA 21, ho fatto un coaching con Dario, poi ho preso il libro Mente Potente, e man mano sono riuscita ad acquistare anche le meditazioni.

Quando dovevo scegliere se intraprendere Libera la tua Forza Interiore o meno, all’inizio ero bloccata dall’aspetto economico in tutta sincerità. Ma nonostante avessi perso il lavoro da poco, ho provato grande fiducia e ho voluto comunque fare questo investimento proprio per me stessa.

Temevo di non essere costante e non riuscire a mantenere i ritmi a causa della giornata lavorativa, ma ho comunque intrapreso questo percorso per una nuova rinascita e ora sono più decisa che mai.

Perché il tempo e l’investimento mi hanno dato ragione.

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Rispetto a prima di partecipare a Libera la tua Forza Interiore sono cambiate molte cose:

Se non l’avessi fatto, ora sarei ancora bloccata, sarei sempre andata avanti ma con fatica e con una certa pesantezza dentro di me.

Ho fatto dei grandi passi in avanti con me stessa, mi accorgo di fare cose che prima non facevo, ho una consapevolezza in più, non mi faccio più travolgere dal mio passato, dalle mie convinzioni limitanti.

Poi ho risolto alcune cose che riguardano i completamenti. Ho avuto una questione in sospeso con la mia ex datrice di lavoro e sono riuscita a lasciar andare la situazione perché mi provocava rabbia e tristezza.

Adesso l’ho superata e sto davvero molto meglio, anche grazie a Cristina e alla facilitatrice.

Sono riuscita a comprendere alcuni passaggi fondamentali e ora so che non mi dovevo attaccare a quel sentimento di rabbia e so anche come fare.

Mentre nel rapporto con mio marito stiamo cercando di avere più dialogo perché c’era stato un allontanamento tra di noi e quindi sto procedendo in questo senso.

Credo che la figura di un coach, in questi casi, sia fondamentale, perché può darti consigli preziosi.

E poi il coaching è utile anche per altri aspetti: ti aiuta a capire quello che leggi e ascolti e a mettere in pratica la teoria. Perché un conto è studiare conoscenze utili al miglioramento personale, un altro è metterle in pratica.

Tra gli altri strumenti, le procedure mi stanno aiutando a mettere ordine, riesco ad avere più leggerezza, riesco a mantenere un certo ritmo nelle mie giornate, a essere costante, presente, a osservare tutte quelle cose che prima non conoscevo e a cui non facevo caso.

Le meditazioni del Mind Re-Start mi aiutano ad avere un senso di pace e fiducia, il facilitatore e il coach mi aiutano a migliorare e a trovare le strategie giuste in base al mio comportamento e quello che mi sta accadendo, mi aprono gli occhi in questo senso.

Grazie a tutto questo, ho più fiducia in me stessa.

Già il fatto di aver intrapreso questo percorso per me significa tanto, perché credo nelle mie possibilità e in quello che sto facendo, ho piena fiducia anche se mi accadono delle esperienze non positive. Noto che nonostante questo, le sto prendendo in modo diverso rispetto a prima, quindi sono più positiva e fiduciosa, so che ci sarà una svolta.

Consiglierei il Metodo perché non è solo teorico, è un corso molto pratico, ti apre la mente, e poi è personalizzato, ti fa capire quello che devi cambiare.

Il cambiamento non è generico, non è quello di una persona qualsiasi, è il tuo, è personale.

Ognuno ha la sua storia e quindi le sue credenze e aspettative, il Metodo è vincente per questo, proprio perché è personalizzato e fatto su misura per te.

Luana Di Corcia

Insoddisfazione: ci vuoi rimanere per davvero?

Insoddisfazione: ci vuoi rimanere per davvero?

Quando ti svegli al mattino hai due possibilità. Rimanere nell’insoddisfazione o finalmente prendere una decisione importante per la tua vita.

Sai quando si inizia a cambiare per davvero? Quando si esce dagli schemi. Quando si comincia a focalizzare mentalmente qualcosa di diverso. Quando si fanno cose nuove.

Molte persone credono che il proprio destino dipenda da ciò che accade fuori da sé stessi. Certo, può essere così. Ma non è l’unica possibilità in cui credere. È possibile, al contrario, che il destino sia definito da dove indirizziamo il nostro focus, e non da quello che crediamo o da quello che abbiamo interiorizzato nel corso del tempo.

Quando ti svegli al mattino hai due possibilità: lamentarti per tutte le cose che devi fare, dirti che sei stanco, che chissà quali guai dovrai affrontare oggi… Oppure dirti una cosa completamente diversa: “oggi mi aspetto una giornata piena di opportunità e di possibilità, mi sento bene, mi voglio bene, sento di avere il coraggio di compiere le scelte migliori, ho fiducia in me, credo di poter vivere una meravigliosa giornata in pace con me stesso e con gli altri”. Cosa accadrà in questo caso?

Accade quello che credi possibile.

Fuori continuerà a verificarsi ciò che accade normalmente. Tu non hai potere di controllare gli eventi esterni, ma le tue emozioni interne sì, quelle le puoi controllare e puoi sempre scegliere come rispondere agli eventi. Piuttosto che reagire di istinto basandoti, come hai fatto finora, sul passato e su ciò che già conosci.

Goethe diceva: “Tutti i giorni al sorgere del sole sentiamo dentro una nuova energia piena di gioia…” (pensa alla sensazione che provi quando vedi l’alba). E poi aggiunge: “…purché ci allontaniamo dall’idea che le nostre vite dipendano dagli altri, dalle loro parole”.

Dentro di te c’è un vampiro e un navigatore.

Il vampiro succhia le tue energie. Ti toglie valore, ti appesantisce, ti priva di possibilità. Ti blocca. Il navigatore ti conduce: se tu gli dai energia e gli chiedi dove portarti, lui ti fa arrivare, facilmente.

Nella mente di ognuno di noi c’è un meccanismo per il successo. Se non lo conosciamo, resta lì senza nulla da fare, ma se lo attiviamo, lui sa cosa fare e dove andare. Noi dobbiamo solo dargli l’input, chiedergli dove portarci, proprio come facciamo quando entriamo in un taxi: “mi porti in via degli oleandri 18, per favore”. E lui va. Da quel momento tu non intervieni più, ti lasci condurre con la fiducia di arrivare. Tu hai solo pensato a dare l’input, il comando. Il focus.

Che focus dai tutti i giorni alla tua mente?

Pensi a cosa non hai fatto? A cosa non hai detto? Rimugini su quel tale che si è comportato male? Su quell’altro che ti ha mancato di rispetto? Così non cresci e non realizzi i tuoi obiettivi. COSÌ DISPERDI LE TUE ENERGIE, come l’acqua che passa da uno scolapasta, attraversa molti buchi e si disperde.

Tu hai invece bisogno di un imbuto, che canalizzi le tue energie e che diriga in modo chiaro e netto la direzione: chi vuoi essere e dove vuoi andare.

CHI VUOI ESSERE E DOVE VUOI ANDARE: cioè cosa vuoi. Questa è la scelta che ti consente di imparare a gestire le tue emozioni, che significa scegliere quali sono necessarie ed eliminare il superfluo, quello che ti distrae, che ti rende debole e incapace.

Ci sono emozioni potenzianti. Che ti rendono forte, capace, determinato e sicuro.
E ci sono emozioni depotenzianti. Che ti rendono debole, incapace, insicuro.

COME GESTIRE LE EMOZIONI DOPO I 40 ANNI
Bari, 22 maggio – Nicolaus Hotel, ore 19
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Disabituarsi al passato e scegliere un nuovo sé.

È qui che devi scegliere di disabituarti alle emozioni del tuo passato, a chi sei sempre stato fino ad oggi e abituarti ad un nuovo te.

Tu puoi scoprire la tua anima creativa, lo stupore che c’è in te, la mente creativa che hai e abbandonare la mente fossilizzata sul passato! La vita non è passato. Non è quello che è successo, e tu non sei condannato a quello che oggi credi di te. Puoi cambiare, allenando in te, nella tua parte più profonda, nuove possibilità.

Abbiamo i sensi di colpa perché abbiamo paura di essere indipendenti, autonomi, di scegliere cosa vogliamo veramente. Abbiamo paura che gli altri non accettino ciò che scegliamo e abbiamo paura di essere giudicati. Questa è la verità.

LE DIFFICOLTÀ FANNO PARTE DELLA REALTÀ: ogni relazione ti presenterà delle difficoltà, ogni lavoro ti presenterà delle difficoltà. Noi entriamo in panico, in ansia, per la gestione di cose che sono assolutamente normali: le difficoltà.

Se quella difficoltà o insoddisfazione esiste, va affrontata. E tu puoi affrontarle con ansia o con fiducia, dipende solo da te. Da niente e da nessun altro. Perché l’ansia o la fiducia sono cose che esistono dentro di te, sono tue sensazioni, emozioni che puoi modificare, non arrivano dall’esterno.

LE DIFFICOLTÀ SONO AZIONI CHE PUOI AFFRONTARE ADESSO. Quando eviti, rimandi, ignori, fai finta di nulla, stai compiendo un grosso sbaglio. Quando non le affronti? Quando non hai fiducia in te e nelle tue capacità di farcela. Se hai fiducia invece, le affronti, perché sai che questa scelta ti renderà libero.

QUANDO USI LA PAROLA ‘SEMPRE’ o ‘MAI’ stai creando una rinuncia destinata a durare, stai creando un’insoddisfazione destinata a durare. Ti stai arrendendo. È questo che vuoi? “Io sono SEMPRE in ansia”, significa che stai rinunciando ad essere calmo. “Non ce l’ho MAI fatta”, significa che stai rinunciando a farcela. Ebbene, lascia che ti dica una cosa: tu non sei il tuo passato.

“Mio padre mi ha SEMPRE detto che non valgo niente”. Ok, quando te l’ha detto? Probabilmente molti anni fa! E tu ti sei convinto che dentro di te ci siano parole che restano per SEMPRE, perché sono diventate delle convinzioni che non vanno via da sole, non passano solo dicendoti il contrario.

Quali sono le TECNICHE FONDAMENTALI per ricentrarti e cambiare te stesso?

Le esperienze che stai vivendo sono tutti chiari segnali che ti indicano di fermarti, riflettere e decidere di irrobustire la tua mente e acquisire nuove strategie emotive e relazionali.

È arrivato il momento di dare “nuovi ordini” ai tuoi pensieri automatici, allenare una mente potente e vivere con più calma, forza, leggerezza e gioia.

Il mio Evento Live di Bari di domenica 22 maggio ti offre un tool kit pratico con tutti gli strumenti per gestire lo stress e le emozioni, migliorare le tue relazioni e portare nella tua vita equilibrio, forza e serenità.

I tuoi risultati parlano di te, di come usi le tue facoltà mentali. In questo incontro imparerai come puoi facilmente migliorare la tua vita partendo da te.

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Se sei abbastanza coraggioso e ritrovarti faccia a faccia con la realtà non ti spaventa, allora ti posso garantire un’esperienza che ti ripagherà da subito di questo piccolo investimento.

Ti aspetto con amore infinito.
Cristina Bari

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Trasforma le tue emozioni, cambierai la tua vita.

Trasforma le tue emozioni, cambierai la tua vita.

Dov’è la magia?

Le nostre vite sono diventate caotiche e piene, eppure a lungo andare, se ci guardiamo indietro, resta poco o niente. Abbiamo la sensazione che siano piatte, a volte scontate. Ci sono mille cose da fare, ma niente di tutto questo sembra avere significato, pienezza, passione.

Dove sono finiti quei momenti in cui sentivi pienezza, bellezza e luce? Quei momenti in cui avevi la consapevolezza di essere la persona giusta nel posto giusto, la semplice gioia di essere fedele ai tuoi sogni? Abbiamo perso la chiave per la magia?

Una vita “riempita” di cose da fare è molto, molto lontana dalle sensazioni che ti ho appena descritto, ti pare? È come se avessimo tirato i remi in barca, in balia della corrente del fiume, cercando di schivare i sassi o al limite riparando i danni delle collisioni casuali.

Ti va di provare un esperimento insieme?

Bene. Chiudi gli occhi e pensa ad un momento della tua vita in cui sei stato veramente felice, pensa a quel momento, rievoca quel ricordo, guarda come eri e prova a vivere quello che sentivi… ora apri gli occhi. Cosa ha fatto la tua mente? Ha ripescato intenzionalmente un’esperienza fra milioni e ti ha fatto riprovare quella sensazione proprio ora! Questo è il focus.

E dunque, Cristina, come può aiutarmi questo? Semplice. Quando noi pensiamo e ripensiamo sempre le stesse cose (per esempio ci lamentiamo, non siamo contenti, non siamo soddisfatti), stiamo provando quelle sensazioni proprio ora! Anche questo è un focus (e ogni giorno siamo focalizzati su qualcosa).

Quando crediamo di conoscerci, in realtà la conoscenza di noi stessi non fa altro che confermare l’idea che abbiamo di noi basata sulle esperienze del passato, ma raramente pensiamo a costruire un nuovo presente e futuro differente.

Ad esempio, quando siamo convinti (focus) di essere timidi, di essere insicuri, di non farcela, di non riuscire, di non potere, lo facciamo perché ci basiamo su idee vecchie, passate, su quello che è già successo. Eppure questo non deve necessariamente essere anche il nostro destino!

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Il futuro si costruisce allenando la mente al giusto focus.

Possiamo scegliere. Se sintonizzarci (focalizzarci), sui problemi oppure sulla possibilità. Se sintonizzarci sulla mancanza, su quello che non abbiamo oppure focalizzare l’abbondanza, quello che c’è, quello che possiamo fare, essere, realizzare. E la cosa pazzesca è che la mente si abitua!

Noi viviamo di abitudini mentali: le emozioni sono abitudini mentali, perché una volta che ti sei abituato/a a vivere sempre le stesse emozioni, tenderai a sperimentarle costantemente dentro di te: ecco perché le persone oggi sono sempre così stressate, sempre così ansiose e sempre così infelici.

E allora serve recuperare la magia, il sogno, allenare intenzionalmente un focus che ti porti più gioia, più serenità, più armonia, a partire da una parola chiave che inneschi, come reazione a catena, tutte le altre: la calma.

La calma ti permetterà di compiere un’operazione preziosa: capire che non è il te stesso che credi di conoscere che conta! Che hai bisogno di ripulire la mente dalle scorie di quel te stesso che crede di sapere, ma che in fondo cosa ti dice? “Non ci riesci, sei ansioso, non puoi, magari fosse così, fortunato chi può…”, è questa la vita che vuoi?

Vivere senza zavorre inutili.

Rimorsi, risentimenti, sensi di colpa. Sono necessari per evolvere? Noi viviamo a strati. Siamo strati, come la pelle. Il primo strato dice che devi sentirti in colpa perché senti il peso dei giudizi degli altri. Proviamo senso di colpa perché abbiamo effettivamente sbagliato qualcosa o perché non siamo contenti di noi stessi?

Allora dobbiamo andare più in profondità rispetto al primo strato, dobbiamo scendere più giù. Perché il senso di colpa è un campanello di allarme che ci dice che non stiamo vivendo davvero la vita che vorremmo, oppure che non stiamo scoprendo molti lati della nostra personalità, quelli più profondi.

Il senso di colpa e i rancori sono il bambino che c’è in noi che non vuole crescere, che non si vuole assumere la responsabilità della sua vita. Proviamo senso di colpa quando avremmo voluto che gli altri fossero diversi intorno a noi o che la vita fosse diversa. Ma cosa abbiamo fatto noi per creare la realtà che volevamo? Ci siamo veramente impegnati a scegliere la strada giusta oppure ci siamo lasciati trascinare dagli altri?

Finché c’è rancore, risentimento e senso di colpa, siamo in balia di qualcosa o di qualcuno o di un “messaggio” che ci tiene fermi. Così non cresciamo! Non evolviamo! Non ci impegniamo a cambiare la nostra vita.

Un semplice cambio di prospettiva.

Se invece mi impegno a cambiare la mia vita, posso guarire anche dalla colpa e dalla rabbia, facilmente. Se sposto il mio focus su quello che davvero mi interessa, allora vado anche in una nuova direzione e faccio cose diverse, parlo in modo diverso, penso in modo nuovo e tutto questo perché “mi sento” diverso. Provo emozioni diverse, emozioni nuove.

“Io sono così perché mi è successo questo o quell’altro”, non va bene! Tu sei così perché hai interpretato in un certo modo quello che ti è successo, ma la tua interpretazione può cambiare.

Senti la colpa non perché hai sbagliato nel passato, ma perché non stai seguendo la tua vera natura, il tuo essere! Devi scegliere chi sei e cosa vuoi veramente dalla tua vita. E iniziare a costruirlo, così guarirai dal senso di colpa.

Indietro non si torna, quindi non ha senso sentirsi in colpa su cose che non puoi più cambiare, o mi sbaglio? Ma ciò che è veramente sbagliato è identificarti in un modello mentale che credi di essere tu, che identifichi totalmente con il tuo essere. Tu non puoi essere colpa. Sei un essere unico e capace, e puoi scegliere.

Questa è la prima convinzione sulla quale si deve lavorare per preparare la mente alla calma e entrare nell’ottica che c’è sempre una possibilità di scelta: di decidere come pensare, come parlare, come rispondere agli eventi che accadono, come affrontarli, cosa fare, cosa sentire dentro di sé. Paura o fiducia? Ansia o possibilità? Colpa o amore?

Imparando a gestire le emozioni e a riequilibrare i tuoi stati d’animo, non solo migliorerai il modo in cui ti senti, ma sarai anche più disponibile e flessibile verso gli altri, grazie ad un modo di comunicare più efficace.

Clicca qui per prenotare il tuo posto in sala o richiedere il videocorso.

Il mio Evento Live di Bari di domenica 22 maggio ti offre un tool kit pratico con tutti gli strumenti per gestire lo stress e le emozioni, migliorare le tue relazioni e portare nella tua vita equilibrio, forza e serenità.

Man mano che svilupperai la capacità di riconoscere e comprendere meglio le tue emozioni, troverai più facile apprezzare come si sentono gli altri, migliorare il modo in cui comunichi e aiutare le tue relazioni personali e professionali a prosperare.

E mentre riporti in equilibrio i tuoi stati d’animo, scoprirai che la tua capacità di provare emozioni positive è cresciuta e si è intensificata. E troverai che vivere con leggerezza e gioia è davvero semplice e soprattutto alla tua portata.

Ti aspetto con amore infinito.
Cristina Bari

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Non Pienezza vs Vita Reale…

Non Pienezza vs Vita Reale…

Mentre il giorno si sveglia, penso a tutto il tempo che ho trascorso nella mia vita in varie gradazioni di “Non Pienezza”… con momenti occasionali di quella che chiamerei Vita Reale.

Anch’io, probabilmente come succede a te ora, ero intrappolata in un luogo nella mente fatto di rimpianti del passato o fantasie e aspettative future: una versione di un videogioco che guardiamo sullo schermo delle nostre stesse proiezioni.

Questa consapevolezza non mi rende triste. Ok, forse mi ha reso triste in passato… soprattutto per il tempo sprecato in ansia, rabbia e insoddisfazioni inutili.

Ma in realtà so che tutto questo mi ha reso ciò che sono oggi e ne sono grata.

La gratitudine per tutta la Vita reale che posso assaporare nel mio lavoro di coach, in conversazioni straordinarie con persone consapevoli, in innumerevoli trasformazioni personali a cui ho avuto la fortuna di assistere, in relazioni piene con i miei amici, i miei collaboratori e soprattutto con mio marito e con mia figlia.

La verità è che desideriamo ardentemente la Vita Reale più di ogni altra cosa. Ma se non abbiamo le chiavi per accedervi, saremo relegati per sempre in qualche luogo di “Non Pienezza”…

Indipendentemente dallo stato mentale in cui ti trovi oggi, l’Evento di Bari a cui puoi scegliere di partecipare, sarà uno dei momenti più importanti per scoprire come puoi creare in modo significativo le relazioni e la vita che desideri davvero.

COME GESTIRE LE EMOZIONI DOPO I 40 ANNI
Bari, 22 maggio – Nicolaus Hotel, ore 19

Ti aspetto domenica 22 maggio.
Clicca qui per prenotare il tuo posto in sala, il numero dei posti è limitato ==> metodoincima.it/emozionilive

Con amore infinito,
Cristina Bari

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[Sono Cristina, riesci a vedermi?]

[Sono Cristina, riesci a vedermi?]

Quando vedi qualcuno per la prima volta, vedi quello che ti dicono i tuoi occhi.

È una persona bella, brutta, simpatica, antipatica, gentile, arrogante… la tua mente inizia a fare quello che fa normalmente, ti racconta delle storie su quella persona. Storie alle quali tu credi. Ipotesi messe insieme dalle apparenze, dai dati biografici e dalle tue personali proiezioni e ricordi.

Ecco perché viviamo la nostra vita sui giudizi e le valutazioni. Abbiamo bisogno di raccontarci una storia sugli altri.

Tuttavia, se sei addestrato a guardare con una mente non limitata dalle percezioni personali, potresti effettivamente vedere “qualcuno”. Per quello che è veramente. Nel suo animo profondo. E apprezzarne la sua essenza.

Quando mi guardi, avrai certamente delle opinioni su di me. Dopo le prime percezioni fisiche, potresti analizzare i miei risultati. Ho ideato il corso Educare Facile e fondato 11eLode, il primo centro per bambini in Italia che allena l’autonomia nei compiti, le emozioni e le relazioni.

Insieme a mio marito Dario Perlangeli, ho dato vita al Metodo INCIMA, il sistema di coaching personalizzato per riprogrammarsi al successo e liberarsi dal 70% dei blocchi emotivi, in due mesi e con un allenamento di venti minuti al giorno.

Ho scritto Mente Potente, best seller amazon, il primo libro con Tutor Individuale e Meditazione Personalizzata con il tuo Nome per iniziare a cambiare la tua vita in 21 giorni.

Ma se riesci a guardare un po’ più in profondità, mi vedrai davvero. E ora che possiamo incontrarci di persona al mio Live di Bari, c’è qualcos’altro che dovresti sapere su di me…

Dietro ciascuno dei miei risultati, ci sono sempre stati alti e bassi, momenti di disperazione, fallimenti e sconfitte ma… tutte le volte ho usato queste esperienze per fare meglio e ottenere ciò che desideravo con più fiducia.

La vita perfetta non esiste. Esiste conoscersi profondamente e imparare a gestire le proprie emozioni per usare al meglio tutte le straordinarie risorse che ognuno di noi ha dentro. La vita da favola è possibile e la sua conquista non è poi così difficile da ottenere.

La mia ricerca per il benessere mentale, emotivo e spirituale è un continuo tentativo di superare le mie sfide, aiutare gli altri a superare le proprie e farcela.

Negli ultimi quindici anni ho affrontato le sfide con grande energia, tenuto centinaia di conferenza, fatto migliaia di coaching, aiutato migliaia di persone. Ho affrontato pensieri invadenti e scomodi e notti insonni. Ho testato innumerevoli strumenti per gestire la mia stessa mente, trasformandola giorno dopo giorno e aiutando gli altri a fare lo stesso. Quello di cui ti parlerò non è teoria appresa su libri universitari, ma pratica sul campo che vivo tutti i giorni.

In verità, nel cuore di ogni sfida c’è un dono nascosto: una serratura che necessita di una chiave. E così, ogni mia sfida mi ha dato una soluzione.

Oggi, grazie alla conoscenza delle neuroscienze, sappiamo che è possibile reindirizzare la mente e farle fare cose nuove, funzionali, scelte finalmente da te con consapevolezza. Non devi essere schiavo del tuo passato, non sei condannato alle tue abitudini negative. Puoi cambiare, facilmente, e tirare fuori il meglio di te stesso.

Per chi come te è ispirato a iniziare il proprio viaggio di trasformazione, c’è una serata evento da non perdere che finalmente posso condividere con te guardandoti negli occhi.

COME GESTIRE LE EMOZIONI DOPO I 40 ANNI
Bari, 22 maggio – Nicolaus Hotel, ore 19

Clicca qui per prenotare il tuo posto in sala ==> metodoincima.it/emozionilive

Ti incoraggio a darti una possibilità,
potrebbe semplicemente cambiarti la vita.

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Chi non vorrebbe migliorare la propria vita? Io volevo farlo.

Chi non vorrebbe migliorare la propria vita? Io volevo farlo.

Volevo raggiungere un mio equilibrio e quindi essere costante, non fare più passi indietro, specialmente sugli obiettivi lavorativi.

Mentre l’altro obiettivo sul quale volevo impegnarmi riguardava il mio carattere.

È vero, sono molto sicuro, ma non mi piace essere introverso e chiuso.

E lo sono molto, anzi, lo ero.

Il mio lavoro mi ha dato una grossissima mano nella comunicazione, però avevo tanto da migliorare. Lo notavo soprattutto in famiglia: spesso mi chiudevo, rientravo nella mia timidezza e nel mio essere ermetico. Non parlavo perché pensavo che una cosa fosse sottintesa, o scontata.

Mi chiudevo tantissimo anche nei casi in cui qualcuno mi offendeva, e mi zittivo escludendomi quando vedevo che una persona non mi stimolava a fare discorsi interessanti. Non parlavo proprio. Mentre quando una conversazione si rivelava piacevole, io diventavo il contrario. Andavo da un eccesso all’altro, e questo non mi andava più bene.

Quindi per me, raggiungere questo equilibrio e migliorare a livello caratteriale erano già dei piccoli sogni, perché ero e sono convinto che, se raggiungi questa armonia, poi puoi realizzare con facilità anche gli altri obiettivi.

Che nel mio caso erano: raggiungere una gratificazione professionale e una buona stabilità economica.

Poi c’era l’ambito familiare. La mia più grande paura era quella di non poter aiutare i miei figli come avrei voluto. Il più grande ha quasi 26 anni, e il più piccolo ne ha 4.

A questo aspetto assegnavo una priorità altissima.

Ho conosciuto il Metodo INCIMA mentre facevo una ricerca sulla crescita e i percorsi di miglioramento, e ho incrociato su Amazon il libro Mente Potente.

L’ho letto nelle ore mattutine perché è mia abitudine dedicare l’inizio della mia giornata alla formazione.

E da lì, leggendo quelle pagine, ho scoperto tutta una parte di teoria e soprattutto pratica, a me totalmente nuove. In particolare le informazioni riguardanti l’inconscio e la riprogrammazione mentale che in passato avevo solo letto a livello superficiale, senza mai approfondire.

Dentro ho sempre sentito qualcosa, proprio quella vocina che tutti abbiamo, la nostra coscienza come Pinocchio e il Grillo Parlante, e ne ho avuto conferma proprio leggendo quel libro.

E poi una pagina tirava l’altra… altro che in 21 giorni… fosse per me e ne avessi il tempo, quel libro lo leggerei ogni giorno, perché ci sono delle strategie incredibili, un concentrato su cui ti devi soffermare perché sono cose veramente potenti. Non sono solo concetti utili, ma anche di facile applicazione e di facile e immediato riscontro nella realtà.

Ero sicuro di trarre vantaggio dal Metodo e dal corso di Libera la tua Forza Interiore perché sentivo che mi mancava una guida nel miglioramento personale, un coach che mi prendesse per mano, e che invece il Metodo mi avrebbe messo a disposizione.

E infatti le aspettative sono state più che rispettate.

Ho scoperto l’importanza della parte inconscia, emozionale della nostra mente, mentre io ero sbilanciato sulla parte razionale. Con il Metodo ho scoperto come utilizzare il mio senso pratico in modo diverso, meno razionale e più potente.

Ho notato da subito di aver acquisito una maggiore sicurezza, ho iniziato ad avere un dialogo interiore più costruttivo, meno lagnoso. E a conoscermi un po’ di più e a farmi domande che prima non mi sarei fatto. E quindi posso dire di aver sicuramente sviluppato una maggiore serenità e calma grazie ad una maggiore consapevolezza del funzionamento della mia mente.

Non che prima fossi un tipo che si arrabbiasse facilmente, ma adesso ho raggiunto un livello di tranquillità superiore, e questo mi ha dato una grossa mano. Prima per incavolarmi ce ne voleva, adesso ancora di più e questo mi facilita e mi aiuta anche nel rapporto con mia moglie. Infatti nel mio quaderno dei successi (il diario quotidiano che deve essere tenuto durante il percorso) non c’è giorno in cui non indichi almeno uno o due piccoli miglioramenti proprio in questo.

E poi il corso mi sta dando una maggiore spinta motivazionale. Ho amplificato le mie energie e la mia forza di volontà. Sono anche diventato più costante e concentrato.

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Gli strumenti del Metodo INCIMA, quindi le meditazioni, il coaching, le procedure settimanali, sono la chiave dei risultati raggiunti.

Mentre la riprogrammazione inconscia procede inarrestabile esercizio dopo esercizio, ogni settimana si aggiunge un tassello nuovo, una nuova procedura che viene implementata come nuova abitudine nella mia vita.

Le procedure rappresentano la “to do list”  per non perdersi durante il cammino e tenersi saldi a delle strategie in grado di darti (a comando) quello di cui hai bisogno.

Ho trovato davvero fondamentale il coaching e la facilitazione di Federico. Un grande compagno di viaggio, quest’ultimo, perché ha saputo sostenermi, stimolarmi ma anche rallentarmi quando in preda all’entusiasmo di migliorare tendevo a voler strafare, sottovalutando alcuni passaggi.

Poi il concetto del Completamento è un’altra cosa bellissima. Ho imparato a non aprire troppe finestre e a portare a compimento ogni mia attività prima di cominciarne altre.

Un altro aspetto che mi è piaciuto davvero tanto e mi è servito molto è l’attività di ricerca e lo studio su cui si fonda il Metodo. Questo è quello che si avvicina molto a me come approccio.

Non ero a conoscenza di tante cose riguardo alla psicologia del successo, le neuroscienze, la riprogrammazione inconscia attraverso le meditazioni.

Sono una persona pratica e voglio fare ancora e sempre di più, quindi se dovessi consigliare il Metodo a qualcuno lo farei per questo motivo: il risvolto pratico, per arrivare quanto prima all’ “essere”.

Perché come insegna il Metodo, devi prima “sapere” poi “saper fare”, fino a interiorizzare conoscenze ed esperienze al livello più profondo dell’ “essere”.  

Mi entusiasma molto questo discorso pratico ed è per me la parte più bella.

Questi concetti sono potentissimi: il fatto di sapere che dietro la trasformazione degli schemi limitanti e il raggiungimento dei propri obiettivi ci siano le neuroscienze, la biochimica, la psicologia quantistica, tutto questo mi fa impazzire.

Massimo Vannuccini

La Shining Object Syndrome: che cos’è e come evitarla per non perdere lucidità ed efficienza lavorativa.

La Shining Object Syndrome: che cos’è e come evitarla per non perdere lucidità ed efficienza lavorativa.

“Non è tutto oro quel che luccica”, uno dei modi di dire più diffusi e che oggi, alla luce delle nuove ricerche neuroscientifiche, possiamo rivedere da un punto di vista del tutto nuovo.

La Shining Object Syndrome (S.O.S.) infatti può essere definita in italiano come la “Sindrome dell’Oggetto Luccicante”.

Si chiama così perché a livello fisico il nostro occhio viene spesso attratto da oggetti luminosi, brillanti, luccicanti, che vengono registrati dalla nostra visione periferica, suscitando in noi attrazione e distrazione.

Questa sindrome può definirsi come “un’attrazione costante verso qualcosa di luccicante, brillante, che attira la nostra attenzione, ci fa distrarre e ci fa perdere attenzione”. 

Un concetto che si applica non solo in senso fisico (pensiamo a oggetti luminosi…), ma anche in senso metaforico, come qualcosa di inusuale che ci “costringe” ad essere ammirata. In ambito lavorativo, per esempio, ciò che può suscitare in noi attrazione possono essere nuovi progetti, nuove idee, nuove collaborazioni.

Questa sindrome, calata in ambito lavorativo-imprenditoriale, riguarda qualunque cosa che distragga la tua attenzione da quello che stai facendo nella tua attività nel momento presente.

La conseguenza è che tu abbandoni il progetto precedente per intraprenderne uno nuovo che, con molta probabilità, non porterai a termine perché sarai distratto dal prossimo “oggetto luminoso”.

Come puoi intuire, questa tendenza può essere molto nociva per la produttività della tua impresa o del tuo progetto.

Per capire se sei affetto da questa sindrome, prova a prestare attenzione a questi sintomi:

  • Hai moltissime idee per un nuovo business, che sia nella mente o sulla carta, ma non hai ancora creato nulla.
  • Stai lavorando alla creazione di un progetto, ma poi arriva un tuo socio che ti propone altro e allora molli ciò che stavi creando, sprecando le energie impiegate fino a quel momento.
  • Inizi a creare un contenuto, ma poi sei attirato da una nuova idea, ne inizi un altro e finisci per non portare a termine nessuno dei due.
  • Stai seduto alla scrivania ma continui a scorrere il feed di Facebook sul tuo smartphone senza pensare, oppure controlli dozzine di mail nella casella di posta. Secondo Screen Time Statistics, la maggior parte delle persone controlla i propri telefoni 58 volte al giorno, trenta di queste durante l’orario di lavoro.

 

Credo che gli esempi che ti ho fatto siano sufficienti a farti capire in cosa consiste la Sindrome degli Oggetti Luccicanti.

Se la tua mente è sempre occupata da nuovi pensieri, hai meno tempo e meno energia mentale per svolgere effettivamente quei compiti. Benvenuta procrastinazione!

Ora, però, vorresti giustamente capire come uscire da questo labirinto di distrazioni continue, vorresti capire come non essere più preda della novità del momento.

In poche parole come essere più razionale, più lucido, senza farti distogliere dai tuoi obiettivi.

Hai difficoltà a concentrarti su un obiettivo per un certo periodo di tempo e portarlo a termine? Forse anche arrivare alla fine di questo articolo sarà stata una lotta.

Il mondo di oggi prospera sulla distrazione e rende quasi impossibile concentrarsi e dare il meglio di noi su ciò che è veramente importante. Impresa ardua oggi, dato che quel tipo di distrazioni sul modello shining object creano “dipendenza”.

Tuttavia, c’è un modo per combattere l’impulso di essere “sempre distratto” e che può aiutarti a mantenere una mente calma così come ad aumentare il tuo benessere generale: la meditazione.

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L’esercizio meditativo non richiede credenze religiose o spirituali, ma semplicemente ti aiuta a sviluppare la capacità di essere pienamente presente a te stesso.

I benefici della pratica meditativa sono enormi, sia a livello mentale che fisico, da una maggiore serenità nelle relazioni a una migliore qualità del sonno, solo per citarne alcuni.

In questo caso, però voglio concentrarmi sui benefici dimostrati dalle ricerche scientifiche e che riguardano la sfera lavorativa.

1) Ansia e stress ridotti: la pratica meditativa riduce i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) prodotti dal tuo corpo e ti permette di sviluppare una mente più calma e concentrata.

2) Migliore gestione emotiva: la pratica meditativa ti concede un miglior senso di giudizio e ragionamento che ti aiuterà a vedere le cose come sono realmente, piuttosto che lasciare che le tue emozioni sabotino i tuoi obiettivi.

3) Capacità di attenzione: la caratteristica “neuro-plastica” del nostro cervello permette di potenziare questa caratteristica fondamentale attraverso la pratica meditativa e ti consente di avere una mente focalizzata in grado di affrontare qualsiasi difficoltà con decisione e risolutezza, senza mollare un colpo nel raggiungimento dei tuoi obiettivi.

Se vuoi iniziare da subito, puoi scaricare gratuitamente un esercizio di focus meditativo del programma Mind Re-Start, (l’unico personalizzato con il tuo nome).

Clicca qui ==> https://www.metodoincima.it/mind-restart/

Questa pratica ti permetterà di introdurre nell’archivio del tuo inconscio, le immagini, le parole, le sensazioni, gli atteggiamenti, le idee migliori e gli stati d’animo in risonanza con gli obiettivi che desideri: fai le esperienze più utili, incontri le persone giuste e agisci focalizzato e coerente con il tuo rinnovato modello mentale.

Nonostante il nostro mondo si riempia sempre più di distrazioni, il mondo del lavoro richiede (e gratifica economicamente) persone in grado di dimostrare concentrazione e attenzione.

In modo del tutto naturale e per certi versi sorprendente, grazie a questo esercizio scoprirai di essere diventato una persona più calma, più incisiva e più efficace.

Che ne dici di provarci?

Clicca qui ==> https://www.metodoincima.it/mind-restart/

Ci sono altri mondi… anche in questo.

Dario Perlangeli

Così ho sconfitto l’indecisione e la paura del giudizio

Così ho sconfitto l’indecisione e la paura del giudizio

C’erano soprattutto due cose che volevo cambiare nella mia vita: il rapporto con mia figlia e il fatto che mi sentissi incastrata in tutto ciò che volevo fare. Ero bloccata dall’indecisione e dalla paura del giudizio!

Non riuscivo mai a decidere, a trovare il coraggio, e questo mi pesava tanto. Volevo essere una persona libera di poter scegliere, di portare avanti un’idea, senza impantanarmi nell’indecisione.

Inoltre, desideravo avere una comunicazione migliore, sia con i miei familiari che con la gente esterna.

Perché io ho un lavoro di relazioni, e in quell’ambito avere più sicurezza nelle mie capacità mi avrebbe portato sicuramente a una maggiore soddisfazione lavorativa.

Tra le altre cose da migliorare c’era sicuramente il giudizio su me stessa. Imparare a vedere pregi e difetti dentro di me, per capire su quali pregi andare a spingere e su quali difetti lavorare, e imparare a zittire la vocina dentro di te che ti dice: “Fai sempre male”.

E poi, anche preoccuparmi meno di quello che pensano gli altri: questa paura mi portava tanta rabbia, perché mi sentivo bloccata in determinati contesti.

Questa cosa mi creava molto fastidio perché a causa di questo timore non riuscivo a parlare in maniera tranquilla con le persone, e quindi esplodevo di rabbia. Poi mi rendevo conto di perdere tanto tempo a rimuginare su questo problema.

 L’idea di rimanere così com’ero mi faceva paura, quindi ci voleva anche un bel lavoro sulla rabbia, sulla determinazione, su tutti quegli aspetti di me stessa che volevo potenziare.

Era indispensabile che migliorassi questi lati, compresa la fiducia, perché in futuro mi piacerebbe avere un’attività in proprio, e raggiungere questo obiettivo implicherebbe avere una certa serenità familiare.

Quanto al mio percorso con il Metodo INCIMA, tutto è iniziato quando su Facebook o Amazon mi è comparso davanti il libro Mente Potente. Ho cominciato da lì.

La mia decisione di intraprendere il corso è stata spontanea.

Grazie al percorso Libera la tua Forza Interiore ho cambiato visione su molte cose, per esempio il mio approccio con l’errore. Il fatto che l’errore o lo sbaglio possa essere inteso come esperienza per migliorare qualcosa, e non qualcosa per giudicarsi in maniera negativa… è una consapevolezza che mi ha cambiato molto.

Ho cambiato idea sull’ambizione, perché avevo un’idea dell’ambizione come qualcosa di totalmente negativo, e invece non è così. Questo mi ha dato molta energia e speranza.

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Poi tra gli aspetti che più sto migliorando in me stessa c’è la calma. Perché da quando ci sto lavorando mi rendo conto di avere una mente più libera e quindi riesco a focalizzarmi meglio sulle cose che voglio fare.

Tre cose mi hanno aiutato tantissimo: il coaching, il facilitatore, e il Mind Re-Start.

Il facilitatore (così come il coach) mi ha aiutato a non perdere la strada, e poi Marta, la mia bravissima facilitatrice, mi ha dato delle dritte che mi hanno aiutato molto.

È stata molto accogliente, anche se all’inizio ero un po’ diffidente, mi è bastato poco per fidarmi di lei.

Un giorno poi Dario mi ha dato una “strigliata” che mi è servita molto. È stato illuminante perché mi ha aiutato a sbloccarmi. Ero ancora una volta impantanata sulla teoria.

Studiavo ma non mettevo in pratica quello che stavo facendo.

Mi sono resa conto che era vero, quel discorso mi è servito a capire che un percorso di crescita non può essere tutto rose e fiori, ci dovevo mettere più impegno nel seguire il Metodo, perché inizialmente mi ero soffermata a ripassare e studiare tutto quanto, pensavo di avere tempo per mettere in pratica. E invece c’era molto altro da fare sin da subito per ottenere dei miglioramenti.

E poi il Mind Re-Start mi ha aiutata moltissimo: ci sono due meditazioni guidate che sono arrivate subito in profondità, che ho sentito un po’ più mie, e poi ci sono quelle che invece all’inizio provavo un po’ di fastidio ad ascoltare, ma alla fine si sono rivelate importanti perché è come se mi avessero dato una chiave. Alla terza settimana si è aperto qualcosa, una porta. Avevo bisogno di ascoltarle ancora di più per poterle comprendere e beneficiarne.

Sempre grazie alle meditazioni, mi sono resa conto che la chiave era proprio quella di aprirsi, di sbloccarsi. Prima ero chiusa al 100% a livello emotivo, ora sto già migliorando .

Ci sto lavorando su, ma sento di avere avuto un notevole miglioramento.

Poi grazie al Mind Re-Start, apprezzo di più il discorso della pace, riesco ad apprezzare di più la calma e la serenità, e poi percepisco di essere più calma anche dai cambiamenti che notano le persone intorno a me.

Consiglio il Metodo perché ho visto dei cambiamenti non soltanto soggettivi, ma anche oggettivi, perché ci sono stati dei feedback sia da parte di mio marito che da parte di un amico che ci conosce da più tempo, quindi quelli che vivi sono cambiamenti reali, miglioramenti in positivo.

E comunque gli strumenti messi a disposizione sono tanti, e senti che devi lavorare, devi stare al passo.

Poi il bello è che vuoi saperne sempre di più, ci sono sempre contenuti nuovi, è tutto un discorso interessante su come lavora la mente, e già questo ti apre la mente a nuove possibilità. La conoscenza ti rende indipendente e anche un po’ importante agli occhi degli altri, perché ti permette di farti valere.

Viviana Berardini