Ho scoperto i miei specchi e la mia vita ha preso il volo.

Ho scoperto i miei specchi e la mia vita ha preso il volo.

Mi viene in mente una frase: “…e luce fu”.

Ormai sono trascorsi due anni dal giorno successivo al primo weekend di Libera la tua Forza Interiore, e grazie ai potenti strumenti dei quali sono venuto a conoscenza con il Metodo INCIMA, posso dire con sincerità al 100% di aver scoperto che c’è un modo più facile e armonioso per ottenere risultati nella vita sia lavorativa, sia familiare e sentimentale, sia nella perfetta salute, sia nelle relazioni.

Sono Architetto e ad un certo punto della mia vita e della mia professione ho compreso e sentito di dover fare qualcosa per migliorare il mio modo di vedere le relazioni e la mia efficacia nei rapporti professionali.

Rammento cosa era nei miei pensieri prima di cominciare il mio percorso di crescita personale:

“Mi piace il mio lavoro ma trovo sempre clienti con poco gusto estetico”, “quanto è difficile e faticoso far passare le idee”, “non realizzo mai per intero quello che progetto”, “lavoro così tanto e non ho nessun risultato economico”, “faccio l’impossibile e non ho tempo per la mia vita privata”.

A queste mie convinzioni riguardanti il lavoro, ormai diventate radicate e profonde, si aggiungevano quelle riguardanti l’aspetto economico: “la gente non paga”, “devi sempre chiedere, ed è come fare l’elemosina”, “forse sto chiedendo troppo”.

E forse, cosa ancora più grave, il denaro ha avuto sempre un’importanza marginale nella mia vita e gli unici pensieri che lo riguardavano erano basati sul senso di colpa: “ho paura di chiedere troppo e che la gente pensi che ne approfitti”.

E la mia vita rispecchiava le mie convinzioni: tantissimo lavoro, progetti sempre difficili e poco remunerati, clienti ostici e sempre troppe tasse da pagare.

E come se non bastasse, ad aggravare le cose e ad “incasinare” quasi irrimediabilmente la mia vita, ho incontrato un giorno il “Re” dei miei carnefici.

Il più grande specchio del mio vittimismo giunto ormai a livelli insostenibili.

Racconto come sono andate le cose perché questo può far comprendere meglio come abbia quasi raggiunto il punto di non ritorno.

Tutto parte con una telefonata e a seguire un incontro in cui mi vengono commissionati dei progetti.

Lui, il committente, una persona autoritaria, carattere militare e grande carisma.

Ci legava una forma di parentela e, infatti, tutta la famiglia mi sconsigliava di intraprendere qualsiasi rapporto di lavoro con lui: mi dicevano: “vedrai, ne approfitterà”, “ti sfrutterà”, “ha un carattere impossibile”.

Io invece ambizioso e testardo. Ho capito solo ora che mi stavo cacciando in un’esperienza dolorosa ma utile alla mia causa, accetto l’incarico e cado nel tranello che la vita mi aveva messo davanti: subisco per decenni i suoi stati d’animo e vengo costantemente umiliato. Se da un lato si vantava di “possedere” un grande architetto, dall’altro non faceva che mortificare la mia professionalità.

Ero il suo architetto preferito e nonostante il suo fare autoritario, lo veneravo. Adesso mi vengono in mente alcuni trascorsi della mia infanzia: ad esempio, da chierichetto l’arciprete del mio paese. Anch’egli molto autoritario, di lui tutti avevano rispetto e paura.

Una volta di ritorno da un funerale io, insieme ad altri ragazzi, correvamo in chiesa verso la sagrestia per toglierci la tonaca ma non ci eravamo accorti di lui.

Ricordo di aver fatto decine di metri preso per le orecchie e rimproverato e umiliato davanti agli altri ragazzi. Tornato a casa raccontai il fatto a mia madre e per tutta risposta presi altre botte e fui obbligato a tornare in chiesa e chiedere scusa. Sottolineo lo schema: ero il suo chierichetto preferito e nonostante il suo fare autoritario, lo veneravo.

Molti anni dopo, a 35 anni, l’uomo che ho definito come il “Re” dei carnefici, mi ha dato l’incarico di realizzare un edificio enorme, complesso. Ero entusiasta di quell’incarico ma mi sentivo anche impreparato.

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É successo davvero l’impossibile.  Progetto con un altro tecnico la prima bozza. Quest’ultimo litiga con il “boss” e si dimette. Rimango solo. Chiedo aiuto ad altro tecnico e consegno il progetto che viene approvato dall’ufficio tecnico. Iniziamo uno scavo profondo 8 metri ma il cliente decide di fare una variante sostanziale al progetto. Si ridisegna il progetto e si consegna.

Nel frattempo è cambiato il responsabile dell’ufficio tecnico che boccia la variante. Viviamo una situazione di stallo per diversi anni. Rinuncio al lavoro. Il cliente accetta e fa presentare da un altro tecnico una nuova variante. Il progetto viene nuovamente bocciato.

Allora il cliente che assume sempre più le sembianze di un persecutore, mi minaccia e pretende la presentazione di un nuovo progetto da parte mia. Accetto, il progetto viene approvato ma durante i lavori resto vittima di un incidente mortale dal quale esco vivo per miracolo, ma inabile per 6 mesi. Ne conseguono grosse difficoltà economiche.

Alla fine dei lavori, ad eccezione di un piccolo intervento, rifiuto di approvare degli abusi edilizi, mi dimetto, e vengo citato per risarcire presunti danni. Ora il calvario continua anche nelle aule del tribunale.

Ho vissuto per quasi 15 anni sotto la “scure” di questo “carnefice” che oggi riconosco come detto in precedenza un gigante specchio del mio sentirmi vittima e delle mie paure più recondite.

Uno degli aspetti che mi faceva ben sperare era il mio ottimismo, ma ormai mi rendevo conto che continuavo a raccontarmi delle  inutili storie positive, e nel frattempo i problemi e i debiti aumentavano giorno per giorno.

Tutto questo mi strisciava nello stomaco come un serpente e mi tirava sempre più giù.  Era difficile chiedere aiuto, mi sentivo perso e soprattutto non avrei mai coinvolto direttamente mia figlia o mia moglie nel vivere le mie stesse pene.

Mi vengono in mente altri trascorsi della mia infanzia: nato in una famiglia numerosa di quattro fratelli e una sorella, povera economicamente, fortemente cattolica e unita.

Quando avevo 14 anni, mio padre cadde e fu costretto a non lavorare per più di 6 mesi. La famiglia era ridotta all’ indigenza. Decidemmo di spostarci per fare una stagione di tabacco in Basilicata. Dopo la stagione tornammo a casa. E il settembre successivo ritornai in Basilicata per vendere il tabacco. Ero accompagnato da un mio fratello più piccolo. Avevo paura di non farcela. Mi si stringeva la gola per la tensione.

Ma non potevo chiedere aiuto a mio fratello piccolo. Toccava a me, non c’era alternativa. Mi tenevo tutto dentro. Fu un’esperienza faticosissima. Difficilissima.

Ma fortunatamente riuscii a portare a casa il risultato. Nel rivivere questi ricordi, mi è venuto in mente quanto sia sempre stato grato per la mia famiglia, il mio lavoro, la mia determinazione. Ho sempre pensato che me la sarei cavata in ogni occasione.

Oggi mi rendo conto che una parte di me è sempre stata positiva, animata da grande speranza, ma un’altra parte di me conservava gelosamente ogni mia paura, ogni blocco, ogni sensazione di non essere all’altezza.

Poi, un giorno, la grande svolta.

Mia moglie frequenta il corso Libera la tua Forza Interiore, inizia a fare i training Mind Re-Start e subito noto in lei un cambiamento a dir poco incredibile. Cominciò ad affrontare le incombenze della sua famiglia e il rapporto con nostra figlia e con me in modo diverso, era come sentire una nuova sensazione di pace.

Dopo un po’ di tempo è stata lei stessa ad invitarmi ad una conferenza tenuta da Dario. E li, mi si è aperto un mondo.

Quella sera, durante l’incontro mi sono chiesto più volte cosa ci facessi in quell’aula. Io non ho paura del cambiamento, sono ottimista. In cosa mi avrebbe potuto aiutare?  Ma più lui si inoltrava negli argomenti, più mi convincevo che avevo bisogno di una guida.

Ho chiesto un incontro personale con Dario e subito ho capito che c’era sintonia, mi piaceva quello che pensava e quello che diceva. Ho cominciato anch’io a praticare il Mind Re-Start. Queste meditazioni/training personalizzati con il mio nome, che continuo anche oggi a fare tutti i giorni.

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Cosa è cambiato da quel giorno?

Ho migliorato la qualità e la forza dei miei pensieri, dei miei atteggiamenti, del linguaggio, delle mie azioni.

Ho perfino perdonato il mio carnefice, nei tre modi che mi ha spiegato Dario, ho accettato, ho avuto fede che tutto si potesse sistemare, ho immaginato come poteva concludersi e ho provato una grande emozione.

E così è stato. Non solo ho vinto quella causa ma ho anche perdonato completamente l’intera vicenda e da li ho cominciato a volare.

Le procedure passo passo del Metodo INCIMA mi hanno aiutato ad essere più costante. Mi sono creato nuove abitudini. Oggi sono molto più consapevole delle mie capacità professionali e so, ad un livello più profondo, e senza dubbi, di meritare i clienti facoltosi che stanno giungendo negli ultimi mesi.

Loro apprezzano il dono della mia professionalità, competenza e passione e rinforzano in me la convinzione di meritare di vivere nella prosperità.

Credo di essermi completamente liberato da qualsiasi sensazione di inadeguatezza e immeritevolezza, e la mia professione, e di conseguenza la mia condizione economica, ha davvero preso il volo. Posso dire che oggi credo molto di più in me stesso. Lo scorso anno ho seguito i consigli che Dario ci ha dato durante uno dei corsi del Metodo INCIMA e ho spostato il mio focus dai debiti ai profitti.

Da quel momento, in pochi giorni, si sono create delle situazioni inimmaginabili. La fortuna ha cominciato a venirmi incontro e mi sono stati commissionati dei progetti di gran valore. Si è generata un’onda lunga di successo ormai inarrestabile.

Ho creato una nuova società e un nuovo sistema di collaborazioni che mi permette di realizzare lavori chiave in mano guadagnando tempo e denaro da dedicare alla mia persona, alla mia crescita e alla mia famiglia. Mi osservo e sono consapevole dei miei processi mentali, attiro persone allineate con i miei pensieri e in perfetta armonia con la prosperità economica.

Ascolto, sono consapevole di essere straordinariamente capace di creare nuove opportunità e di realizzarle concretamente.

Sono costante, mi informo, sviluppo processi che mi aiutano a crescere.

In definitiva, grazie al Metodo INCIMA, adesso posso dire di avere un metodo ricco di procedure semplici e di facile applicazione.

Sono consapevole di avere la predisposizione a immaginare e a creare, è il mio mestiere da architetto, ma aver spostato le mie capacità su altri campi a me poco familiari tipo l’aspetto economico, mi ha permesso di capire che qualsiasi cosa si voglia è possibile ottenerla se si ha un metodo e si ha costanza.

Da un po’ di tempo ho spostato la mia attenzione sulla salute: adesso se ho un dolore non lo combatto, se ho un dolore fisico mi chiedo cosa chiede la mia anima al mio corpo, ci parlo, chiedo perdono, medito e come per incanto tutto si modifica.

Devo ringraziare mia moglie che mi ha fatto conoscere Dario e Cristina e il Metodo INCIMA, sono consapevole che ho tanto ancora da fare ma sono sicuro che continuare a liberarmi dalle zavorre del passato (adesso molte di meno per fortuna), trasferire le mie conoscenze, avere fiducia e delegare mi consente di avere più tempo da dedicare a me e alle mie passioni, ai miei amori: mia moglie e mia figlia.

Ringrazio tutte le persone che ho conosciuto all’interno di questo bellissimo mondo INCIMA. Lo scambio energetico e di conoscenze che avviene in questi incontri e nel gruppo chiuso su Facebook è fondamentale per tenere alta la guardia e non sentirsi mai soli.

Giuseppe De Iaco

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Ecco come ho imparato a riconoscere il mio potere.

Ecco come ho imparato a riconoscere il mio potere.

Durante questo periodo di allenamento intensivo, sono riuscito a percepire a poco a poco il cambiamento che ogni giorno avveniva (e avviene) dentro ma anche fuori di me. Ogni giorno ho mantenuto nella mia testa vive le immagini della mia favola, le contemplo e ogni giorno ci credo sempre di più.

Anche chi mi sta intorno mi dice: “Sei cambiato”; mia madre, i miei nonni, anche alcuni amici, persino la bisnonna con cui occasionalmente parlo con Skype mi ha detto una volta: “Oggi vedo un ragazzo diverso”.

È cambiato il mio modo di approcciarmi alla realtà, vedo tutto su un piano maggiore, con un ottimismo che non si spegne mai perché sento l’energia dentro di me. Ci sono alcuni giorni in cui mi sento meno carico, stanco, meno disposto, ma anche nei confronti di quelle situazioni, il mio approccio è cambiato. In quei casi mi fermo, respiro, e mi faccio forza.

Anche se non acquisto subito la carica, alla fine riesco a tirarmi un po’ su. E ho la sensazione che il me stesso di un po’ di tempo fa avrebbe reagito in una maniera differente, o non avrebbe reagito affatto, aspettando che la situazione si risolvesse da sé. E quando ci penso sono felice, perché mi rendo conto di quanto io sia cresciuto, e sorrido.

A volte provo rabbia, frustrazione, paura, sensazione di non farcela. E non giudico quello che provo, accolgo queste sensazioni, le accetto, e poi assumo un atteggiamento più positivo, ricordandomi l’immagine che ho fissato nella mia testa.

Riesco ad agire più facilmente. Rido più spesso. Riesco a tranquillizzarmi e a rasserenarmi se sono agitato. Pian piano, riesco a manifestare le mie emozioni. Ho le idee più chiare su quello che voglio fare. So quali sono i miei desideri e obiettivi.

Sono sicuro di poter ottenere tutto ciò che voglio perché lo merito, e perché ci sto lavorando ogni giorno. Ho cominciato a fare cose che non avrei mai pensato di fare, o che volevo fare da tanto tempo ma trovavo delle scuse per non farle.

Sto cominciando a dare il via a dei progetti che fino a non molto tempo fa erano solo dei “magari”, oppure solamente mezze intenzioni.

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Durante i training Mind Re-Start ho provato tante emozioni. Gioia, serenità, gratitudine, carica. A volte anche paura. A volte ho come la sensazione che alcune vecchie paure riemergano, e questo succede perché adesso ho la forza e la conoscenza necessarie per affrontarle e superarle.

Rileggendo le risposte alle domande dei miei primi training/meditazioni, noto che man mano ho fornito delle risposte sempre più complete, e sono riuscito ad esprimermi in maniera più dettagliata, anche se di poco.

A volte non ho avuto aspettative dalle meditazioni, altre volte sapevo esattamente cosa volevo che succedesse nelle sessioni successive. A volte provavo sensazioni nuove, altre volte, invece, semplicemente ero immerso nel training di meditazione, trasportato in un’altra dimensione diversa da quella fisica.

Ho imparato a riconoscere il potere dentro di me, e il concetto di “Tutto quello di cui ho bisogno è già dentro di me” è completamente parte di me.

Ogni volta che pratico il Mind Re-Start mantengo vivo il focus sulle immagini della mia favola, e ogni volta sento che “è già così”, e a quel punto sento una gioia e una carica pazzesca.

A volte sono un po’ nervoso, ma questo è segno che sto abbandonando la mia comfort zone, e provo un misto di leggera ansia ed entusiasmo.

Ho anche appeso in camera mia immagini che mi ricordano i miei obiettivi, e la formula S.C.A.L.A.R.E.

Sono entusiasta come un bambino, mi sento più libero, sento che i miei blocchi si stanno cominciando a sciogliere, mi sento in grado di assumermi la responsabilità delle mie scelte, e dentro di me sento che sono quelle giuste per raggiungere i miei obiettivi.

Sono più aperto, più disponibile, e ogni volta che posso ricordo a me stesso di rimanere concentrato. Le insicurezze sono sempre meno.

Questo percorso sta avendo degli effetti visibili su di me. Ho amato questa sessione di allenamento intensivo del Mind Re-Start dal primo fino all’ultimo training di meditazione, e se qualcuno mi chiedesse: “La ripeteresti?”, la mia risposta è: “Indubbiamente si!”.

Sono sempre più curioso, più desideroso, non ho paura di chiedere. Comincio a vedere l’abbondanza manifestarsi, e mi sento sempre più vicino ai miei obiettivi. I miei sogni diventano sempre più realtà.

Continuo sempre a Sognare, sono felice di Contribuire perché amo farlo, comincio ad Agire in maniera consapevole, faccio tutto con più Leggerezza.

L’Amore è alla base di tutto ciò che faccio, sento la Ricchezza e ogni giorno mi sveglio con Entusiasmo. Sono grato per le opportunità che mi si presentano, e le accolgo.

Sento di essere una persona nuova!

Emilian Candea

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Un giorno mi sono guardata allo specchio e ho pianto disperatamente.

Un giorno mi sono guardata allo specchio e ho pianto disperatamente.

Sì, proprio così, all’età di 35 anni mi sono sentita disperata, proprio come una bimba abbandonata.

Seppur l’età adulta e le mie esperienze personali cercavano di convincermi che bastavo a me stessa, la realtà mi schiaffeggiava da troppo tempo, l’abbandono era stato reale, e paradossalmente ero stata io stessa ad essermi allontanata da me, avevo lasciato chissà dove quella bambina allegra e quella donna energica e indipendente che credevo fermamente di essere.

L’immagine che lo specchio proiettava era quello di una Mariateresa spenta, non vedevo luce negli occhi, nessun pensiero felice, nella testa gli unici argomenti che si accavallavano, tipo mantra, erano di solitudine, di mancanza di possibilità su ogni aspetto della vita. Dunque, ero certa che non sarei mai stata una donna felice. (altro…)

Ero morta e non sapevo di esserlo. Poi il mio miracoloso risveglio…

Ero morta e non sapevo di esserlo. Poi il mio miracoloso risveglio…

Ebbene sì… un titolo decisamente forte, ma che rispecchia perfettamente il mio stato d’animo di circa due anni fa.

Sono Sara, ho 36 anni e vivo a Bologna.

Ho conosciuto Dario e Cristina “casualmente” circa due anni fa, grazie ad un mio carissimo amico che si era già avvicinato al Metodo INCIMA.

Ricordo molto bene quella serata. Eravamo a Rodi, cittadina sul Gargano. Io e una mia cara amica (adesso anche compagna di questa favola), li abbiamo raggiunti in una pizzeria e la sensazione di positività e allegria che ho respirato a quel tavolo, mi hanno spinto a lasciare i miei contatti a Dario.

Non sapevo nulla, non conoscevo il Metodo INCIMA, non avevo letto assolutamente niente e anche l’amico che ci ha fatto conoscere, diciamo che non è un gran chiacchierone… eppure!

Quello che sentivo era una fortissima “attrazione” nei confronti di un perfetto sconosciuto, ma che già sentivo molto familiare!

Dopo qualche settimana arriva la telefonata di Dario… non so come descriverla! Illuminante e disarmante allo stesso tempo.

Illuminante perché in neanche 10 minuti è riuscito a tirar fuori una parte di me che dormiva ormai da tempo, che avevo quasi dimenticato e che mi mancava parecchio… Disarmante perché sempre in 10 minuti è riuscito a farmi abbandonare completamente! Ero completamente a nudo con lui, zero filtri, zero giudizio, totale fiducia.

Dopo poco capii che quella non era fiducia, ma speranza!

Ero ancora troppo spaventata dall’ignoto, e cosi ho iniziato a RACCONTARMI che alla fine la mia vita non era poi così male, che anzi dovevo sentirmi fortunata perché ho un lavoro, una casa bellissima, tanti amici, una famiglia sana, sono in salute e che quindi non mi mancava davvero niente!!!

Anzi, a tratti il mio desiderio di rinascita mi faceva sentire quasi ingrata alla vita per tutto quello che mi aveva donato.

È stato così, in uno dei miei tanti momenti di debolezza che ho deciso di chiamare Dario per dirgli che purtroppo il mio lavoro mi impegnava troppo e che, lavorando anche nei weekend, sarebbe stato impossibile per me partecipare ai corsi!

Impossibile… Impossibile?!? A sentire questa parola adesso mi vengono i brividi.

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Lui rispettò la mia scelta, e io continuai la mia solita vita fatta di stenti, sacrifici, noia, delusioni, solitudine, inadeguatezza e soprattutto tanta fatica. Dopo circa un anno, sempre d’estate, mi arriva un messaggio di questo caro amico che mi dice: “ci sono Dario e Cristina, raggiungici per un aperitivo se ti va!”.

Quell’aperitivo è diventato una cena, e quella cena la mia “rinascita”. Dicevo tra me e me: buffa la vita, che strane coincidenze. Adesso mi è chiaro che non è stato il caso, ma l’universo, che in ogni modo possibile ha fatto accadere tutto ciò!

Dario non me ne vorrà se racconto questo episodio… Il giorno dopo quella fatidica cena, mi scrive un messaggio: “Tu conosci il nostro pensiero Sara, e forse lo condividi, se si avverte che manca qualcosa là fuori, il posto dove andare a cercare è dentro di se!”.

Due righe semplici che mi hanno toccato il cuore e che mi hanno fatto capire che dovevo svegliarmi! Nasciamo con un dono speciale che è la felicità, ma poi per chissà quale strano mistero lo perdiamo nella quotidianità! Nasciamo anche con una guida speciale, che è la famiglia e i genitori e pian piano si “perde” anche quella…

Beh, io rivoglio tutto! Io merito tutto!

Una guida, un metodo, un incontro speciale, un insegnamento, un conforto, una certezza!

Questo è tutto quello che rappresenta per me il Metodo INCIMA!

La vita presenta 1000 ostacoli certo (e che ovviamente ancora incontro), però adesso posso dire di avere gli strumenti che mi permettono di scegliere. Ogni giorno scelgo la mia vita, e la riscelgo tutti i giorni con consapevolezza e tenacia e godo finalmente di tutti i miei traguardi, anche quelli impercettibili!

La mia è una storia molto comune. Lo so. Ho tanti amici e conosco tante persone, che (come me allora) si sentono stanchi e sopraffatti, e che pensano “È cosi che deve andare”.

Beh non è cosi… Svegliamoci! Io l’ho fatto

La vita è un dono molto speciale, e non possiamo permetterci di sprecarne neanche un solo istante. Stavo quasi per dimenticare un passaggio importantissimo: il mio lavoro non è cambiato, e mi impegna ancora tutti i weekend però adesso ho capito che non è un ostacolo al mio volere, e mai lo sarà!

So decidere a cosa dare la massima priorità nella mia vita perché ho raggiunto un buon livello di indipendenza emotiva. Sono meno influenzabile.

Insomma sono io a scegliere, non i miei sensi di colpa.

Ero morta e non sapevo di esserlo. Oggi sono viva e ne sono consapevole!!!

Sara

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Così ho superato i miei blocchi e conquistato la libertà emotiva.

Così ho superato i miei blocchi e conquistato la libertà emotiva.

Conosco Cristina da circa due anni, tramite il social; e dopo una conferenza ed alcune telefonate ho deciso di fare il corso “LFI” (Libera la tua Forza Interiore), il primo step del Metodo INCIMA.

Sentivo parlare da mesi di questo metodo e del Mind Re-start, un programma di training personalizzato per trasformare le convinzioni improduttive in convinzioni utili alla propria vita.

Ero incuriosita, per certi versi attratta, ma qualcosa dentro di me mi teneva distante.

Avevo probabilmente timore che costasse troppo. Ne avevo sentito parlare come di un percorso davvero unico, molto ben strutturato e pertanto impegnativo economicamente. Ma tutto è relativo.

La mia vita era in una situazione di stallo su tutti i fronti: lavorativo, relazionale, familiare, economico.

Il malessere interiore si traduceva in disagio fisico, continue arrabbiature e orizzonte catastrofico!

Insomma…dopo il “Priming coaching” , la consulenza introduttiva al Metodo con Cristina, decido di fare il corso perché intravedo una via di salvezza.

Tuttavia, una volta a casa, vengo assalita da un insieme di dubbi e alla fine, la paura di non farcela ha preso il sopravvento.

Mi sono tirata indietro!

Mi sono detta: “Da sola posso farcela, come sempre, non posso spendere tutti quei soldi per qualcosa che dipende esclusivamente da ME”.

Invece NO.

Col tempo mi rendevo contro di arretrare sempre di più, di vivere nell’illusione di un cambiamento che non arrivava, di stare male fisicamente e senza nessuna prospettiva di miglioramento.

Avrei capito da lì a poco che ad inchiodarmi era la mia percezione vittimistica.

Ho creato io i carnefici nella mia vita, nelle relazioni di ogni genere. Ne avevo bisogno per poter compiere il mio destino da vittima.

Dopo un paio d’anni, sempre più attratta dagli straordinari risultati ottenuti da decine e decine di persone, delle quali si faceva un gran parlare in giro, nei salotti e sul web, non ne potevo più!!!

La mia situazione era peggiorata e sentivo una gran rabbia per non aver portato avanti la decisione presa nel coaching con Cristina. Così, dopo ben due anni, incontro Dario informalmente per un caffè.

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Ricordo bene che era il 14 agosto, vigilia della partenza sul monte Pollino, luogo di pace, ed inizio del periodo feriale per me.

Parliamo un po’ di me, anche un po’ di lui… Ma anziché parlare dei “problemi”, lui mi fa porre l’attenzione su ciò che DESIDERO per me, per la mia vita. Mi si apre il cuore, si accende una lampadina di entusiasmo per cui, dopo qualche giorno, gli comunico che sì, inizierò il percorso col Metodo INCIMA.

Nonostante l’impegno economico fosse per me importante, non vedevo l’ora che iniziasse il corso: ero curiosa come una bambina!

A proposito di soldi, io ne parlo spesso perché non ho un buon rapporto con il denaro, ma se dovessi tornare indietro, alla luce dei risultati ottenuti finora, non esiterei a spendere il doppio pur di entrare in questo fantastico metodo.

Finalmente il 24 ottobre inizia il primo weekend. Si comincia: nozioni, slide, concetti… Mi dico “Ma io queste cose le so già”.

Dopo varie esperienze, seminari, corsi ed un percorso di terapia, la mia conoscenza era abbastanza vasta sull’argomento.

Io volevo la SVOLTA e come al solito, il mio perfezionismo cronico e la mia razionalità paralizzante, stavano intervenendo per sabotare le mie percezioni.

Mi sentivo insoddisfatta anche se mi rendevo conto che il blocco era dentro di me.

La svolta arriva con i coaching individuali. I primi due li ricordo molto bene, per intensità e contenuto.

Come potrei dimenticare?!! Dario fu abbastanza duro ed incalzante con me, pur nel rispetto del mio stato emotivo, ed io non facevo che piangere durante… ma lui non mi mollava.

Mi cullava e mi spronava, mi accoglieva e mi bastonava. Mi disse: “Se non fai come ti dico io ora, puoi già ritirarti. Non ce la farai. Devi affidarti al Metodo oppure affidati ad altro ed esci dal corso.”

Quei due coaching scatenarono in me una rabbia e un desiderio di riscatto fortissimi!

Reagisco e mi dico “Ora gli faccio vedere di che pasta sono fatta!”.

In realtà non lo dicevo a lui ma a me stessa.

E da lì… la vera ME ha cominciato ad uscire pian piano dalla corazza illusoria che si era creata per non vivere e non affrontare il mondo.

Ho guardato in faccia le mie illusioni ed i miei alibi, senza giudizio, ed ho detto “Qui non c’è più posto per voi. Voglio vivere, non sopravvivere a qualunque costo”!

Ho chiuso una relazione che durava da molto, troppo tempo e dalla quale avevo cercato più volte di staccarmi. Mi sono sentita libera e fiduciosa di farcela DA SOLA, senza un uomo accanto.

Passo dopo passo mi sono resa conto di quanto fossi in prigione e quanto ora sia protesa verso l’amore puro, vero. L’amore che merito.

Oggi, quando il richiamo “rassicurante” del passato si fa sentire gli dico NO.

L’universo ha in serbo altro per me; mi sento su un’onda che mi porta verso il mio sogno. Ho finalmente un sogno!

Incredibile, non sognavo più!

Il sogno della ME ritrovata che crede nelle infinite possibilità e sa di meritare tutta la felicità di questo mondo.

Affronto con serenità le piccole/grandi sfide quotidiane e mi prendo cura di me. Dico NO quando ciò è necessario alla mia crescita.

Sono in cammino.

Approfitto di questo momento per mandare un abbraccio ai miei compagni di viaggio, un gruppo di 20 persone straordinarie a cui voglio un gran bene… e non potrei non essere grata a Dario e Cristina per avermi dato così tanta energia e consapevolezza.

Maria Consiglia Musarò

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