Rabbia: i danni provocati dall’effetto “pentola a pressione” e come provare a liberarsene.

Rabbia: i danni provocati dall’effetto “pentola a pressione” e come provare a liberarsene.

Immagina la tua tipica “Giornata No”. Scommetto che non avrai troppa difficoltà nel farlo.
E scommetto anche che le prime sensazioni che ti verranno in mente saranno il nervosismo e la rabbia.
Tutto comincia dalla prima mattina, quando sai che dovrai iniziare la giornata con quelle poche ore di sonno.
Hai dormito poco perché le tue preoccupazioni ti consumavano la mente, i pensieri ti infuocavano il cervello… e ora le tue energie sono al minimo.
A lavoro, cerchi sempre di essere gentile, ma c’è un collega che usa un tono arrogante con te, arrivando a mancarti di rispetto.
Mette in dubbio la tua professionalità, commenta in modo negativo (e inutilmente) il tuo lavoro, senza che abbia la benché minima idea di quali siano le tue difficoltà.
Non tiene conto che hai un’età, un’esperienza, un minimo di voce in capitolo.
Tutto peggiora quando prende il fascicolo del lavoro che hai scritto e te lo sbatte davanti al viso come se fosse carta straccia.
Vorresti mettergli le mani al collo, vero? Ma non lo fai perché ovviamente sei una persona civile, e di certo non andresti in carcere per colpa sua.
Ma covi dentro di te un nervosismo che ti corrode e che devi tenere a freno.
E così, dopo essere sopravvissuto all’ennesima ed estenuante giornata di lavoro, te ne torni a casa credendo di ritrovare la pace… Menti a te stesso, sai già che non sarà così.
Come varchi la porta di casa e cerchi la tua solita poltrona per rilassarti, tua moglie ti chiede se hai comprato quel certo ingrediente dal supermercato per la cena, ma le rispondi che ti sei dimenticato… e le parte il rimprovero facile. Anche lei ha le sue preoccupazioni e non se la passa tanto bene probabilmente.
E in tutto questo ti senti più frustrato e inutile di prima.
E così corri al supermercato, torni a casa e finalmente sprofondi sul divano.
Ma quando pensi di poterti finalmente rilassare, arrivano i tuoi figli piccoli che iniziano a giocare a urlare…
Non riesci a sopportare il baccano e… all’improvviso… uno di loro butta all’aria uno dei sui giocattoli che finisce sul tuo piede, facendoti male…
E lì esplodi… anzi… la tua pentola a pressione (alias la tua mente) è scoppiata e ora sei un vulcano.
Ti agiti, urli, ti lamenti di tutto quello che non va a lavoro, a casa… e nel frattempo i tuoi figli e tua moglie ti guardano come se ti fossi trasformato in un piccolo grande Hulk.
Quante volte ti sarà successo?
Ma soprattutto vuoi continuare a vivere così?
La rabbia è un sentimento normale nell’essere umano, perché nasce dalle sue primitive esigenze di adattamento e sopravvivenza nell’ambiente, ma in questo caso, il tuo problema è che tutta questa rabbia non ti farà sopravvivere.
Evidentemente, ti è stato insegnato che reprimerla nei momenti peggiori è giusto, che manifestarla non è qualcosa di gradito o socialmente accettabile.
Però sappi che tenerti dentro rabbia e nervosismo non ti farà bene o migliorerà la tua condizione di salute.
La peggiorerà senza alcun dubbio.
Come spiega il ricercatore Christophe Haag, professore e ricercatore di psicologia sociale:
“A forza di lasciare che il corpo vada in sovraccarico e in ‘sovralimentazione’, sprechiamo un mare di energie che servirebbero al corpo e al cervello. Imparare a controllare questo processo è fondamentale perché è abbastanza pericoloso per l’uomo”.
Elevati picchi di rabbia possono creare reazioni fisiologiche come ernie, orticaria, psoriasi, asma e mal di schiena, e come spiega il ricercatore, reprimere la rabbia può portare allo sviluppo di patologie decisamente più gravi come malattie cardiovascolari, problemi cardiaci, ulcere e ictus a causa della pressione alta. (Tutti elementi cui dovresti fare attenzione, considerata l’insorgenza media verso la mezza età…).
E se le conseguenze fisiche non ti sembrano abbastanza, ci sono quelle psicologiche che potrebbero farti cambiare idea:
“La fisiologia periferica della rabbia è vicina a quella dello stress, quindi questa emozione può portare allo sviluppo di ansia, fobie o comportamenti compulsivi”, afferma lo studioso Haag.
Ma una delle peggiori conseguenze è sicuramente da ricercarsi nella depressione.
In uno studio condotto da Besharat e altri ricercatori, le prove hanno dimostrato una stretta relazione tra rabbia e depressione:
“Le persone depresse mostravano una maggiore repressione della rabbia rispetto alle persone normali. Questo non può che creare un’implicazione descritta dalla teoria evolutiva della depressione: l’inibizione delle reazioni di lotta (rabbia frenata) e fuga (sentimenti di intrappolamento) possono essere tra le componenti più importanti della depressione. Tuttavia si è visto anche che le persone depresse provavano più rabbia rispetto agli altri soggetti”.
(Fonti:. Asian Journal of Psychiatry, 6, 35-41)
Tutto questo può farti ben capire come, arrabbiandoti, tu stia giocando con la tua salute e a tua insaputa.
Ma questo non significa che per te la rabbia debba essere un sentimento negativo. Come hai visto, è del tutto naturale: ti serve a reagire, a sopravvivere, a far valere i tuoi diritti.
È la cattiva gestione delle emozioni la base del problema, come del resto la tua rabbia.
Proprio per questo motivo, ti porto qui dei consigli pratici su come poter gestire al meglio il tuo sentimento rabbioso (fonti: La forza della resilienza, Rick Hanson):
1) Analizza e osserva la tua rabbia, aiutandoti con la Mindfulness: spesso la rabbia opera inconsciamente, ma quando arriva, osservane le sensazioni, i pensieri che ti procura, cerca di comprendere quali sentimenti di insoddisfazione o frustrazione si nascondono, i traumi o i dolori emotivi. Accetta questi sentimenti con compassione. Arrivare a comprendere questi meccanismi, a prendere consapevolezza delle cause, questo fa sì che la rabbia spesso si estingua da sé.
Utilizza la Mindfulness per osservare i due momenti in cui la rabbia si manifesta: innesco e scintilla. L’innesco è l’accumulo di tanti piccoli fattori irritanti, sono (come afferma Hanson) come una pila di fiammiferi che possono prendere fuoco da un momento all’altro.
La scintilla è, per l’appunto, lo scoppio, accende quei fiammiferi e si trasforma in un rogo (come la tua reazione davanti a tua moglie e ai tuoi figli che ti ho descritto sopra…).
2) Riconosci gli aspetti auto-lesionistici della rabbia: pensa a come ti fa star male provare quel sentimento (anche se questo può darti una momentanea soddisfazione nel desiderare una vendetta, un riscatto, ecc…), pensa a quante ore di sonno hai perso, a come il tuo corpo e i tuoi nervi ne hanno risentito, a come i rapporti con gli altri siano stati compromessi da reazioni imprevedibili. Questo rispecchia molto bene quel proverbio che dice che “serbare rabbia è come assumere un veleno aspettandoti che sia l’altra persona a morire”.
3) Intervieni sulla fase di “Innesco”: come già detto due paragrafi più su, l’innesco è quella fase di preparazione allo scoppio della rabbia. Previeni questo sentimento; se per esempio devi discutere con un tuo collega dei problemi che avete a lavoro, prima di farlo svuota la mente, prenditi una pausa e valuta bene quali siano le parole migliori per avere una comunicazione efficiente e senza intoppi. Identifica le situazioni, gli ambienti, le persone che più ti suscitano irritazione, definiscili bene nella tua mente: “es. sono nervoso perché mi hanno annullato il volo per il mio viaggio”, “sono stanco di sentire mia sorella lamentarsi”, “nessuno mi aiuta mai a lavoro”.
E quando arriva la “scintilla”, chiediti quanto siano gravi i motivi per cui potresti avere una reazione forte. Misura su una scala da 0 a 10 quanto la tua reazione possa essere commisurata rispetto al problema. Chiediti se ne vale la pena o meno, perché è possibile che il giorno successivo te ne sia già dimenticato.
4) Non parlare o agire per rabbia, ma cerca di trovare una soluzione reale al problema: per esempio vorresti che un tuo familiare comprasse qualcosa, ma nel frattempo se n’è dimenticato. A quel punto, non utilizzare un linguaggio giudicante (es. “sei il solito sbadato”, “non cambi mai”, “vivi in un mondo tutto tuo”), evita aggettivi, critiche e giudizi, fai notare la mancanza (certo, mai detto che la rabbia vada repressa), ma senza usare accuse che vadano sul personale e che inneschino reazioni esagerate.
5) Vivi la tua rabbia, ascoltala e separala dai tuoi pensieri: è un sentimento che devi sicuramente accettare, comprendere, concepiscilo come un messaggero, un benevolo campanello d’allarme che ti sta segnalando qualcosa che dovresti cambiare nella tua vita. Dopo averlo riconosciuto, affronta la causa, il problema da cui scaturisce. Separa la rabbia dai tuoi pensieri e dalle tue parole affinché questi non siano influenzati, lascia che ti attraversi e se ne vada.
Per dirlo con una metafora, lascia che l’acqua scorra nel torrente del tuo fiume emotivo, senza mettere argini che ne danneggino il corso.
Questi sono soltanto alcuni dei consigli che puoi cominciare a seguire per migliorare la tua vita.
Non raccontarti mai che “è troppo tardi per cambiare”.
Agire sulla rabbia può avere un cambiamento salutare e positivamente determinante per la tua salute psicofisica e per le tue relazioni con gli altri… dal lavoro agli amici, fino ad arrivare alla famiglia.
Ovviamente questo non è che l’inizio, ma intanto puoi cominciare a gettare le fondamenta per un cambiamento positivo, solido e stabile per il tuo futuro.

Ci sono altri mondi… anche in questo.
Dario Perlangeli

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Volevo ricominciare ad amare e ad amarmi.

Volevo ricominciare ad amare e ad amarmi.

La mia paura era quella di fallire e di non essere abbastanza, di essere considerata stupida, di conseguenza avevo anche paura di amare e di essere amata, queste penso che siano le paure più importanti che ho vissuto finora.

Volevo ricominciare ad amare, ma non nel senso di amare un uomo – anche quello non sarebbe male –, intendo che ho tirato su delle barriere che negli anni sono diventate troppo spesse. Volevo nutrire più amore verso gli altri ed essere meno risentita e sulla difensiva.

Se per esempio un amico mi faceva un torto, io non ci stavo più male, semplicemente chiudevo con lui. Ero diventata così, perché invece prima ero molto sincera e parlavo del fatto che qualcuno mi avesse ferita. Poi ho sofferto così tanto che pur di non rimanere delusa, preferivo chiudere con tutti appena vedevo un comportamento ambiguo o poco limpido.

Quanto alla mia situazione familiare, se prima del mio cambiamento mi avessi chiesto: “tu vuoi bene ai tuoi genitori?”, ti avrei detto di no.

So che a sentirlo mi si potrebbe dire “non è possibile”, però ho avuto una situazione complicata coi miei e ho sofferto molto. Ho lavorato con loro e soprattutto con mio padre ho avuto un rapporto più conflittuale, il che, per molto tempo, mi ha reso la vita difficile. E non è facile tutt’ora, perché per ora vivo coi miei.

Nel lavoro, quando avevo paura di sbagliare, ero molto insicura. Per esempio un giorno facevo tutto bene, ero contenta, poi tornavo a casa e invece di dirmi “brava”, mi mettevo a pensare che invece qualcosa l’avessi sbagliata. Stavo lì a cercare nella mia testa qualcosa che potevo aver sbagliato, perché per me era impossibile pensare che avessi fatto tutto giusto.

E quindi non mi godevo neanche i successi. Per esempio, il mio collega ha lasciato il lavoro e il mio capo voleva assegnarmi parte dei suoi compiti. Provavo un po’ di panico perché già avevo cominciato a imparare delle cose nuove, e lui era convinto che io potessi farcela, aveva molta fiducia in me, ma io non mi sentivo sicuro di farcela e non capivo come potesse essere così fiducioso.

Avevo in generale bisogno di migliorare la calma, di mantenermi tranquilla nei momenti in cui arrivava una situazione particolare o un problema nuovo da risolvere, acquistare maggiore fiducia.

Tra gli obiettivi che avevo in mente, c’è quello di andare via da casa dei miei, abito lì con mia figlia, e vorrei prendere un appartamento per andare a vivere con lei, magari non nel mio Paese perché non ci sto bene.

Poi volevo prendere la certificazione B2 in inglese, l’avevo fatta a 25 anni, però sono passati 20 anni…

Mi intrigava l’idea di ricominciare a fare sport. Prima giocavo tanto a Tennis, e ho smesso per colpa del fumo perché non avevo più fiato.  Volevo riuscire a essere costante, anche per mezz’ora al giorno, nel fare sport per esempio, a camminare o giocare di nuovo a Tennis. Quindi tra gli obiettivi non mancava certo la mia salute.

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Per realizzare tutto questo, avevo sicuramente bisogno di sviluppare una buona costanza, grinta e determinazione. 

Cosa che non avevo perché, in preda all’incostanza, prendevo una decisione e, dopo mezz’ora, avevo già cambiato idea.

Pensando a tutti questi lati da migliorare, avevo capito che non potevo fare tutto da sola, avevo bisogno di aiuto. Navigando su Internet e poi su Facebook, ho scoperto il libro del Metodo INCIMA, Mente Potente, e l’ho comprato, da lì poi è cominciato tutto…

Il percorso di Libera la tua Forza Interiore ha apportato dei cambiamenti significativi nella mia vita e sono sulla buona strada per trasformarmi in una persona rinnovata.

Sono contenta e questo percorso mi sta servendo. All’inizio è stato un po’ traumatico, ne sono successe di tutti i colori, e come diceva Dario, mi bloccavo, mi sabotavo, invece adesso sta andando bene, tutte le mattine vado a camminare, faccio la meditazione, come se ci fosse una forza che mi fa alzare. Per fortuna la pigrizia non ragiona più al posto mio, altrimenti quella mi farebbe stare a letto.

Poi sono più tranquilla al lavoro, non c’è più l’ansia che avevo prima. Tutto prosegue in maniera liscia. Sono meno confusa, più rilassata… Oggi anche se sbaglio una cosa, invece di farmi prendere dall’ansia, so che si può risolvere.

Se prima non avevo più voglia di fare niente, adesso sono uscita un paio di volte con gli amici la sera, mi sono sforzata anche perché Dario me l’ha “imposto”… e quindi come inizio va bene a livello di obiettivi.

Per quelli più grandi ovviamente ci vuole tempo e un cambio radicale, però siamo sulla buona strada.

Mi sta aiutando un po’ tutto, innanzitutto il Mind Re-Start. Grazie alla meditazione guidata che il Metodo mi ha regalato con il libro, ho finalmente smesso di fumare. Questa è una cosa importante per me, perché mi sono sempre detta che se riesco a smettere di fumare, riesco a fare di tutto.

E poi avere un coach con cui parlare di queste cose è fondamentale.

Sicuramente perché non è tutto teoria e, tutto quello che viene spiegato, viene espresso veramente in modo semplice, chiaro, perché le cose che dicono le ho già sentite in altri corsi, però il modo in cui le spiegano loro mi fa capire molto di più.

Il facilitatore mi dà una spinta in più, mi aiuta tanto perché mi fa vedere le cose dal suo punto di vista, che è quello di una persona che ha passato le stesse cose che ho passato io.

Le varie procedure mi aiutano a ripetere la teoria che Dario e Cristina mi hanno spiegato, i video sono chiari e li capisco bene.

Consiglierei il Metodo perché non è solo teoria (la teoria già la conoscevo), c’è anche molta pratica.

Non conosco altri metodi come questo: è un insieme di aspetti materiali e spirituali, riesce a conciliare la scienza e la spiritualità.

Tutto questo a me piace perché sono molto spirituale come persona, ho letto tantissimi libri, però nello stesso tempo amo l’aspetto scientifico, materiale, concreto. E questo corso, Libera, mette insieme tutte e due.

La combinazione di questi due elementi, spirituale e scientifico, è il vero punto di forza del Metodo INCIMA.

Miriam Kershmbauer

 

 

Mi sento realizzata e più fiduciosa

Mi sento realizzata e più fiduciosa

Avevo come priorità assoluta quella di realizzarmi sul lavoro.

Sono laureata in economia, ma non sapevo ancora bene cosa volessi fare.

Ho sempre svolto la mia mansione da amministrativa e contabile, ma mi domandavo se avrei dovuto cambiare strada o meno, perché non mi sentivo pienamente realizzata.

Avevo perso il lavoro da poco, e diciamo che la prima cosa che ho fatto è stata studiare per alcuni concorsi. Ho fatto il primo, lo scritto  è andato molto bene, ho preso il massimo dei voti, e stavo studiando per l’orale.

Questa è stata ed è la cosa più importante per me: la soddisfazione nel lavoro che mi farebbe sentire soddisfatta di me stessa, soltanto per aver raggiunto questo obiettivo…

Perché desideravo sentirmi valorizzata in ciò che facevo, essere maggiormente gratificata, e quindi avere più fiducia e sicurezza.

Per raggiungere questo obiettivo dovevo diventare più costante e crederci di più, perché fondamentalmente le mie credenze mi bloccavano e mi sconfortavo nell’ascoltare sempre la solita questione dei raccomandati, di chi ha le conoscenze e va avanti.

Questa convinzione o diceria mi ha sempre bloccata nel prendere questa strada dei concorsi pubblici. Magari dovevo superare proprio questo mio blocco.

La situazione di instabilità sul lavoro è legata anche alla paura del futuro per i miei figli perché vedo che succedono delle cose imprevedibili, e al momento non ho tanta fiducia in quello che sta accadendo in Italia, non ho fiducia nella politica, in niente al momento… visto l’andazzo, vorrei essere più sicura di me stessa e più fiduciosa.

Volevo inoltre migliorare il rapporto con mio marito che in quel periodo era più altalenante.

Una volta migliorata la mia situazione economica, tra i miei sogni, sicuramente mi piacerebbe viaggiare di più, imparare bene le lingue… è un sogno nel cassetto che non sono ancora riuscita a realizzare.

Insomma, c’erano delle priorità nella mia vita per cui sentivo di dover migliorare su molti aspetti.

Anche come genitore. E infatti mi sono avvicinata al Metodo in maniera indiretta, cioè avevo preso il corso di Cristina Educare Facile, ho seguito il videocorso con il libro perché avevo bimbi piccoli, e volevo trovare una strategia per essere più brava come mamma.

E quindi ho iniziato da quello e dopo ho fatto INCIMA 21, ho fatto un coaching con Dario, poi ho preso il libro Mente Potente, e man mano sono riuscita ad acquistare anche le meditazioni.

Quando dovevo scegliere se intraprendere Libera la tua Forza Interiore o meno, all’inizio ero bloccata dall’aspetto economico in tutta sincerità. Ma nonostante avessi perso il lavoro da poco, ho provato grande fiducia e ho voluto comunque fare questo investimento proprio per me stessa.

Temevo di non essere costante e non riuscire a mantenere i ritmi a causa della giornata lavorativa, ma ho comunque intrapreso questo percorso per una nuova rinascita e ora sono più decisa che mai.

Perché il tempo e l’investimento mi hanno dato ragione.

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Rispetto a prima di partecipare a Libera la tua Forza Interiore sono cambiate molte cose:

Se non l’avessi fatto, ora sarei ancora bloccata, sarei sempre andata avanti ma con fatica e con una certa pesantezza dentro di me.

Ho fatto dei grandi passi in avanti con me stessa, mi accorgo di fare cose che prima non facevo, ho una consapevolezza in più, non mi faccio più travolgere dal mio passato, dalle mie convinzioni limitanti.

Poi ho risolto alcune cose che riguardano i completamenti. Ho avuto una questione in sospeso con la mia ex datrice di lavoro e sono riuscita a lasciar andare la situazione perché mi provocava rabbia e tristezza.

Adesso l’ho superata e sto davvero molto meglio, anche grazie a Cristina e alla facilitatrice.

Sono riuscita a comprendere alcuni passaggi fondamentali e ora so che non mi dovevo attaccare a quel sentimento di rabbia e so anche come fare.

Mentre nel rapporto con mio marito stiamo cercando di avere più dialogo perché c’era stato un allontanamento tra di noi e quindi sto procedendo in questo senso.

Credo che la figura di un coach, in questi casi, sia fondamentale, perché può darti consigli preziosi.

E poi il coaching è utile anche per altri aspetti: ti aiuta a capire quello che leggi e ascolti e a mettere in pratica la teoria. Perché un conto è studiare conoscenze utili al miglioramento personale, un altro è metterle in pratica.

Tra gli altri strumenti, le procedure mi stanno aiutando a mettere ordine, riesco ad avere più leggerezza, riesco a mantenere un certo ritmo nelle mie giornate, a essere costante, presente, a osservare tutte quelle cose che prima non conoscevo e a cui non facevo caso.

Le meditazioni del Mind Re-Start mi aiutano ad avere un senso di pace e fiducia, il facilitatore e il coach mi aiutano a migliorare e a trovare le strategie giuste in base al mio comportamento e quello che mi sta accadendo, mi aprono gli occhi in questo senso.

Grazie a tutto questo, ho più fiducia in me stessa.

Già il fatto di aver intrapreso questo percorso per me significa tanto, perché credo nelle mie possibilità e in quello che sto facendo, ho piena fiducia anche se mi accadono delle esperienze non positive. Noto che nonostante questo, le sto prendendo in modo diverso rispetto a prima, quindi sono più positiva e fiduciosa, so che ci sarà una svolta.

Consiglierei il Metodo perché non è solo teorico, è un corso molto pratico, ti apre la mente, e poi è personalizzato, ti fa capire quello che devi cambiare.

Il cambiamento non è generico, non è quello di una persona qualsiasi, è il tuo, è personale.

Ognuno ha la sua storia e quindi le sue credenze e aspettative, il Metodo è vincente per questo, proprio perché è personalizzato e fatto su misura per te.

Luana Di Corcia

Insoddisfazione: ci vuoi rimanere per davvero?

Insoddisfazione: ci vuoi rimanere per davvero?

Quando ti svegli al mattino hai due possibilità. Rimanere nell’insoddisfazione o finalmente prendere una decisione importante per la tua vita.

Sai quando si inizia a cambiare per davvero? Quando si esce dagli schemi. Quando si comincia a focalizzare mentalmente qualcosa di diverso. Quando si fanno cose nuove.

Molte persone credono che il proprio destino dipenda da ciò che accade fuori da sé stessi. Certo, può essere così. Ma non è l’unica possibilità in cui credere. È possibile, al contrario, che il destino sia definito da dove indirizziamo il nostro focus, e non da quello che crediamo o da quello che abbiamo interiorizzato nel corso del tempo.

Quando ti svegli al mattino hai due possibilità: lamentarti per tutte le cose che devi fare, dirti che sei stanco, che chissà quali guai dovrai affrontare oggi… Oppure dirti una cosa completamente diversa: “oggi mi aspetto una giornata piena di opportunità e di possibilità, mi sento bene, mi voglio bene, sento di avere il coraggio di compiere le scelte migliori, ho fiducia in me, credo di poter vivere una meravigliosa giornata in pace con me stesso e con gli altri”. Cosa accadrà in questo caso?

Accade quello che credi possibile.

Fuori continuerà a verificarsi ciò che accade normalmente. Tu non hai potere di controllare gli eventi esterni, ma le tue emozioni interne sì, quelle le puoi controllare e puoi sempre scegliere come rispondere agli eventi. Piuttosto che reagire di istinto basandoti, come hai fatto finora, sul passato e su ciò che già conosci.

Goethe diceva: “Tutti i giorni al sorgere del sole sentiamo dentro una nuova energia piena di gioia…” (pensa alla sensazione che provi quando vedi l’alba). E poi aggiunge: “…purché ci allontaniamo dall’idea che le nostre vite dipendano dagli altri, dalle loro parole”.

Dentro di te c’è un vampiro e un navigatore.

Il vampiro succhia le tue energie. Ti toglie valore, ti appesantisce, ti priva di possibilità. Ti blocca. Il navigatore ti conduce: se tu gli dai energia e gli chiedi dove portarti, lui ti fa arrivare, facilmente.

Nella mente di ognuno di noi c’è un meccanismo per il successo. Se non lo conosciamo, resta lì senza nulla da fare, ma se lo attiviamo, lui sa cosa fare e dove andare. Noi dobbiamo solo dargli l’input, chiedergli dove portarci, proprio come facciamo quando entriamo in un taxi: “mi porti in via degli oleandri 18, per favore”. E lui va. Da quel momento tu non intervieni più, ti lasci condurre con la fiducia di arrivare. Tu hai solo pensato a dare l’input, il comando. Il focus.

Che focus dai tutti i giorni alla tua mente?

Pensi a cosa non hai fatto? A cosa non hai detto? Rimugini su quel tale che si è comportato male? Su quell’altro che ti ha mancato di rispetto? Così non cresci e non realizzi i tuoi obiettivi. COSÌ DISPERDI LE TUE ENERGIE, come l’acqua che passa da uno scolapasta, attraversa molti buchi e si disperde.

Tu hai invece bisogno di un imbuto, che canalizzi le tue energie e che diriga in modo chiaro e netto la direzione: chi vuoi essere e dove vuoi andare.

CHI VUOI ESSERE E DOVE VUOI ANDARE: cioè cosa vuoi. Questa è la scelta che ti consente di imparare a gestire le tue emozioni, che significa scegliere quali sono necessarie ed eliminare il superfluo, quello che ti distrae, che ti rende debole e incapace.

Ci sono emozioni potenzianti. Che ti rendono forte, capace, determinato e sicuro.
E ci sono emozioni depotenzianti. Che ti rendono debole, incapace, insicuro.

COME GESTIRE LE EMOZIONI DOPO I 40 ANNI
Bari, 22 maggio – Nicolaus Hotel, ore 19
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Disabituarsi al passato e scegliere un nuovo sé.

È qui che devi scegliere di disabituarti alle emozioni del tuo passato, a chi sei sempre stato fino ad oggi e abituarti ad un nuovo te.

Tu puoi scoprire la tua anima creativa, lo stupore che c’è in te, la mente creativa che hai e abbandonare la mente fossilizzata sul passato! La vita non è passato. Non è quello che è successo, e tu non sei condannato a quello che oggi credi di te. Puoi cambiare, allenando in te, nella tua parte più profonda, nuove possibilità.

Abbiamo i sensi di colpa perché abbiamo paura di essere indipendenti, autonomi, di scegliere cosa vogliamo veramente. Abbiamo paura che gli altri non accettino ciò che scegliamo e abbiamo paura di essere giudicati. Questa è la verità.

LE DIFFICOLTÀ FANNO PARTE DELLA REALTÀ: ogni relazione ti presenterà delle difficoltà, ogni lavoro ti presenterà delle difficoltà. Noi entriamo in panico, in ansia, per la gestione di cose che sono assolutamente normali: le difficoltà.

Se quella difficoltà o insoddisfazione esiste, va affrontata. E tu puoi affrontarle con ansia o con fiducia, dipende solo da te. Da niente e da nessun altro. Perché l’ansia o la fiducia sono cose che esistono dentro di te, sono tue sensazioni, emozioni che puoi modificare, non arrivano dall’esterno.

LE DIFFICOLTÀ SONO AZIONI CHE PUOI AFFRONTARE ADESSO. Quando eviti, rimandi, ignori, fai finta di nulla, stai compiendo un grosso sbaglio. Quando non le affronti? Quando non hai fiducia in te e nelle tue capacità di farcela. Se hai fiducia invece, le affronti, perché sai che questa scelta ti renderà libero.

QUANDO USI LA PAROLA ‘SEMPRE’ o ‘MAI’ stai creando una rinuncia destinata a durare, stai creando un’insoddisfazione destinata a durare. Ti stai arrendendo. È questo che vuoi? “Io sono SEMPRE in ansia”, significa che stai rinunciando ad essere calmo. “Non ce l’ho MAI fatta”, significa che stai rinunciando a farcela. Ebbene, lascia che ti dica una cosa: tu non sei il tuo passato.

“Mio padre mi ha SEMPRE detto che non valgo niente”. Ok, quando te l’ha detto? Probabilmente molti anni fa! E tu ti sei convinto che dentro di te ci siano parole che restano per SEMPRE, perché sono diventate delle convinzioni che non vanno via da sole, non passano solo dicendoti il contrario.

Quali sono le TECNICHE FONDAMENTALI per ricentrarti e cambiare te stesso?

Le esperienze che stai vivendo sono tutti chiari segnali che ti indicano di fermarti, riflettere e decidere di irrobustire la tua mente e acquisire nuove strategie emotive e relazionali.

È arrivato il momento di dare “nuovi ordini” ai tuoi pensieri automatici, allenare una mente potente e vivere con più calma, forza, leggerezza e gioia.

Il mio Evento Live di Bari di domenica 22 maggio ti offre un tool kit pratico con tutti gli strumenti per gestire lo stress e le emozioni, migliorare le tue relazioni e portare nella tua vita equilibrio, forza e serenità.

I tuoi risultati parlano di te, di come usi le tue facoltà mentali. In questo incontro imparerai come puoi facilmente migliorare la tua vita partendo da te.

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Se sei abbastanza coraggioso e ritrovarti faccia a faccia con la realtà non ti spaventa, allora ti posso garantire un’esperienza che ti ripagherà da subito di questo piccolo investimento.

Ti aspetto con amore infinito.
Cristina Bari

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Trasforma le tue emozioni, cambierai la tua vita.

Trasforma le tue emozioni, cambierai la tua vita.

Dov’è la magia?

Le nostre vite sono diventate caotiche e piene, eppure a lungo andare, se ci guardiamo indietro, resta poco o niente. Abbiamo la sensazione che siano piatte, a volte scontate. Ci sono mille cose da fare, ma niente di tutto questo sembra avere significato, pienezza, passione.

Dove sono finiti quei momenti in cui sentivi pienezza, bellezza e luce? Quei momenti in cui avevi la consapevolezza di essere la persona giusta nel posto giusto, la semplice gioia di essere fedele ai tuoi sogni? Abbiamo perso la chiave per la magia?

Una vita “riempita” di cose da fare è molto, molto lontana dalle sensazioni che ti ho appena descritto, ti pare? È come se avessimo tirato i remi in barca, in balia della corrente del fiume, cercando di schivare i sassi o al limite riparando i danni delle collisioni casuali.

Ti va di provare un esperimento insieme?

Bene. Chiudi gli occhi e pensa ad un momento della tua vita in cui sei stato veramente felice, pensa a quel momento, rievoca quel ricordo, guarda come eri e prova a vivere quello che sentivi… ora apri gli occhi. Cosa ha fatto la tua mente? Ha ripescato intenzionalmente un’esperienza fra milioni e ti ha fatto riprovare quella sensazione proprio ora! Questo è il focus.

E dunque, Cristina, come può aiutarmi questo? Semplice. Quando noi pensiamo e ripensiamo sempre le stesse cose (per esempio ci lamentiamo, non siamo contenti, non siamo soddisfatti), stiamo provando quelle sensazioni proprio ora! Anche questo è un focus (e ogni giorno siamo focalizzati su qualcosa).

Quando crediamo di conoscerci, in realtà la conoscenza di noi stessi non fa altro che confermare l’idea che abbiamo di noi basata sulle esperienze del passato, ma raramente pensiamo a costruire un nuovo presente e futuro differente.

Ad esempio, quando siamo convinti (focus) di essere timidi, di essere insicuri, di non farcela, di non riuscire, di non potere, lo facciamo perché ci basiamo su idee vecchie, passate, su quello che è già successo. Eppure questo non deve necessariamente essere anche il nostro destino!

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Il futuro si costruisce allenando la mente al giusto focus.

Possiamo scegliere. Se sintonizzarci (focalizzarci), sui problemi oppure sulla possibilità. Se sintonizzarci sulla mancanza, su quello che non abbiamo oppure focalizzare l’abbondanza, quello che c’è, quello che possiamo fare, essere, realizzare. E la cosa pazzesca è che la mente si abitua!

Noi viviamo di abitudini mentali: le emozioni sono abitudini mentali, perché una volta che ti sei abituato/a a vivere sempre le stesse emozioni, tenderai a sperimentarle costantemente dentro di te: ecco perché le persone oggi sono sempre così stressate, sempre così ansiose e sempre così infelici.

E allora serve recuperare la magia, il sogno, allenare intenzionalmente un focus che ti porti più gioia, più serenità, più armonia, a partire da una parola chiave che inneschi, come reazione a catena, tutte le altre: la calma.

La calma ti permetterà di compiere un’operazione preziosa: capire che non è il te stesso che credi di conoscere che conta! Che hai bisogno di ripulire la mente dalle scorie di quel te stesso che crede di sapere, ma che in fondo cosa ti dice? “Non ci riesci, sei ansioso, non puoi, magari fosse così, fortunato chi può…”, è questa la vita che vuoi?

Vivere senza zavorre inutili.

Rimorsi, risentimenti, sensi di colpa. Sono necessari per evolvere? Noi viviamo a strati. Siamo strati, come la pelle. Il primo strato dice che devi sentirti in colpa perché senti il peso dei giudizi degli altri. Proviamo senso di colpa perché abbiamo effettivamente sbagliato qualcosa o perché non siamo contenti di noi stessi?

Allora dobbiamo andare più in profondità rispetto al primo strato, dobbiamo scendere più giù. Perché il senso di colpa è un campanello di allarme che ci dice che non stiamo vivendo davvero la vita che vorremmo, oppure che non stiamo scoprendo molti lati della nostra personalità, quelli più profondi.

Il senso di colpa e i rancori sono il bambino che c’è in noi che non vuole crescere, che non si vuole assumere la responsabilità della sua vita. Proviamo senso di colpa quando avremmo voluto che gli altri fossero diversi intorno a noi o che la vita fosse diversa. Ma cosa abbiamo fatto noi per creare la realtà che volevamo? Ci siamo veramente impegnati a scegliere la strada giusta oppure ci siamo lasciati trascinare dagli altri?

Finché c’è rancore, risentimento e senso di colpa, siamo in balia di qualcosa o di qualcuno o di un “messaggio” che ci tiene fermi. Così non cresciamo! Non evolviamo! Non ci impegniamo a cambiare la nostra vita.

Un semplice cambio di prospettiva.

Se invece mi impegno a cambiare la mia vita, posso guarire anche dalla colpa e dalla rabbia, facilmente. Se sposto il mio focus su quello che davvero mi interessa, allora vado anche in una nuova direzione e faccio cose diverse, parlo in modo diverso, penso in modo nuovo e tutto questo perché “mi sento” diverso. Provo emozioni diverse, emozioni nuove.

“Io sono così perché mi è successo questo o quell’altro”, non va bene! Tu sei così perché hai interpretato in un certo modo quello che ti è successo, ma la tua interpretazione può cambiare.

Senti la colpa non perché hai sbagliato nel passato, ma perché non stai seguendo la tua vera natura, il tuo essere! Devi scegliere chi sei e cosa vuoi veramente dalla tua vita. E iniziare a costruirlo, così guarirai dal senso di colpa.

Indietro non si torna, quindi non ha senso sentirsi in colpa su cose che non puoi più cambiare, o mi sbaglio? Ma ciò che è veramente sbagliato è identificarti in un modello mentale che credi di essere tu, che identifichi totalmente con il tuo essere. Tu non puoi essere colpa. Sei un essere unico e capace, e puoi scegliere.

Questa è la prima convinzione sulla quale si deve lavorare per preparare la mente alla calma e entrare nell’ottica che c’è sempre una possibilità di scelta: di decidere come pensare, come parlare, come rispondere agli eventi che accadono, come affrontarli, cosa fare, cosa sentire dentro di sé. Paura o fiducia? Ansia o possibilità? Colpa o amore?

Imparando a gestire le emozioni e a riequilibrare i tuoi stati d’animo, non solo migliorerai il modo in cui ti senti, ma sarai anche più disponibile e flessibile verso gli altri, grazie ad un modo di comunicare più efficace.

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Man mano che svilupperai la capacità di riconoscere e comprendere meglio le tue emozioni, troverai più facile apprezzare come si sentono gli altri, migliorare il modo in cui comunichi e aiutare le tue relazioni personali e professionali a prosperare.

E mentre riporti in equilibrio i tuoi stati d’animo, scoprirai che la tua capacità di provare emozioni positive è cresciuta e si è intensificata. E troverai che vivere con leggerezza e gioia è davvero semplice e soprattutto alla tua portata.

Ti aspetto con amore infinito.
Cristina Bari

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