Siamo tutti potenzialmente campioni!

Siamo tutti potenzialmente campioni!

Immagina per un attimo di essere invitato a giocare una partita da uno dei tennisti più forti al mondo e che sta facendo tanto parlare di sé…

Ti sto parlando di Stefanos Tsitsipas, il tennista greco che il 14 giugno ha raggiunto il quarto posto nell’ATP, l’associazione che riunisce i giocatori professionisti del tennis maschile di tutto il mondo.

La tua prima reazione sarebbe il panico: “ma come, sono stato ufficialmente invitato da Tsitsipas in persona per fare delle figuracce?”.

Anche se non fosse la prima volta che giochi a Tennis, anche se avessi frequentato corsi per imparare questo sport, la tua racchetta tremerebbe alla sola idea di essere sfidato da un campione di quel calibro.

E già ti ci rivedi nel campo, più che a intercettare i suoi dritti e rovesci, a schivare letteralmente la palla che ti corre contro a una velocità micidiale.

Fuggire dal campo sarebbe la tua più grande tentazione!

Ma fermati un attimo: a parte il talento naturale (che sicuramente a Tsitsipas non manca), cosa differenzia te da lui?

La risposta è: l’allenamento e lo sviluppo delle capacità personali: psicologiche, fisiche, tecniche e tattiche. Giorni, anni, mesi di allenamento e crescita delle capacità personali.

Probabilmente anche lui, come te, ha subito delle schiaccianti sconfitte, degli incidenti di percorso, che lo hanno portato a dubitare per un momento, ostacoli che l’avrebbero portato a lasciare il tennis per sempre.

Ma lo sviluppo di altre capacità intermedie (propedeutiche) gli ha permesso di non desistere, di acquisire perseveranza e determinazione, anche quando l’obiettivo di una vittoria contro un avversario difficile può risultare inizialmente impossibile.

Non ti sarà stato difficile, per esempio, notare la calma, la concentrazione, la lucidità che contraddistinguono i campioni nei momenti che contano.

… beh sappi che queste prerogative non si sviluppano dall’oggi al domani, ma sono il frutto di un gran lavoro su sé stessi!

Questo vale per qualsiasi obiettivo: qualunque meta tu voglia raggiungere nella tua vita, avrai bisogno di sviluppare tante “skills”.

Forse non sapevi che, come ti ho accennato prima, esistono una serie di capacità intermedie che, come le tessere di un domino, innescano una reazione a catena irreversibile che (una volta avviata) cresce come un’onda, fino a spazzare via ogni ostacolo sul tuo cammino.

Nel Metodo INCIMA abbiamo sviluppato una procedura che abbiamo denominato “Capacità Domino”.

Nella nostra lunga esperienza, dopo migliaia di coaching individuali sono emerse delle capacità che più di altre risultano essere essenziali per realizzare una vita appagante sotto il profilo personale, professionale, delle relazioni in senso più ampio. Ne abbiamo individuate 19.

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Abbiamo fatto inoltre una scoperta eccezionale: alcune di queste capacità agiscono come “leva” su altre, scatenando un effetto domino.

Una volta individuata la “strategia domino”, si realizzano importantissimi progressi su tutte e 19 le capacità essenziali, pur concentrandosi solo su alcune di esse: solitamente tra 5 e 7.

Ne deriva una progressione inarrestabile che porta gradualmente ad alzare lo Standard Personale, fino a far risultare naturali obiettivi e risultati che prima non si immaginavano possibili (e con un dispendio energetico minimo).

Quindi, per assurdo, immagina di trovarti di nuovo faccia a faccia con un campione mondiale di Tennis, ma di aver allenato nel frattempo la calma e la lucidità, la concentrazione.

Certamente non scapperai o ti spaventerai quando ti arriveranno i colpi, ma cercherai di intercettarli e di gestire meglio la partita, nonostante il dislivello tra te e l’altro giocatore.

L’esempio utilizzato è volutamente estremo, una provocazione per non soffermarsi sull’esempio in sé, evidentemente improbabile, e per focalizzare la tua attenzione sull’idea.

Notare alcuni cambiamenti ti porterà ad avere maggiore fiducia in te stesso, a sbloccare altre capacità e a impiegare maggiore energia nel migliorare le tue prestazioni tecniche… quindi sicuramente a battere giocatori di livello sempre più elevato.  

Chiaro che per diventare campioni ci voglia ben più di qualche anno di allenamento, ma si tratta di comprendere che qualunque successo presuppone un processo di crescita graduale e intenzionale.

Immagina di applicare l’Effetto Domino in ogni area della tua vita (lavoro, relazioni ecc…), di voler sviluppare per esempio delle buone abilità nella gestione degli stati d’animo, dello stress, della comunicazione, della flessibilità, del potere decisionale … Come cambierebbero le tue relazioni professionali, i tuoi rapporti personali, i tuoi risultati in ogni ambito.

E se desiderassi ricoprire un ruolo dirigenziale in un’azienda in cui parti da semplice impiegato ?

Non cambierebbe: all’inizio ti troveresti con delle competenze da semplice impiegato, ma col tempo acquisiresti nuove capacità, ti ritroveresti a gestire il personale, l’amministrativo o altri settori come se stessi bevendo un bicchiere d’acqua. Fantastico vero?

Tutto sembra impossibile finché non inizi a percorrere la strada perché diventi possibile!

Immagino che, dopo averti parlato di questi concetti, vorrai conoscere meglio queste 19 Capacità essenziali per il tuo miglioramento personale.

Allora fai il Test delle Capacità Domino e scopri quali capacità potenziare per realizzare i tuoi obiettivi => https://www.metodoincima.it/test-delle-capacita-domino/

Avrai anche la possibilità di scaricare il tuo report personale!

Sempre il meglio di te,

Dario Perlangeli

 

 

 

 

 

Sono più consapevole di quello che penso e di quello che faccio.

Sono più consapevole di quello che penso e di quello che faccio.

Il mio obiettivo: essere una persona diversa, volevo essere una persona migliore e attuare questo cambiamento che non ero mai riuscita a fare da sola, nonostante mi informi tanto.  

Ho sempre pensato che comunque volevo migliorare interiormente, quindi mi sono sempre messa a vedere queste cose, a leggere libri motivazionali, è per questo insomma: essere una persona migliore, più determinata, questa era la prima richiesta che volevo fare a me stessa.

Più determinata, più decisa, più forte, più serena, più centrata, queste sono le speranze, perché di base sono una persona che ha dei buoni valori, però appunto volevo migliorarmi in questo senso.

I miei sogni sono quelli di stare bene, in salute, avere la mia famiglia accanto, andare d’accordo con tutti i membri della mia famiglia, avere un buon lavoro, avere una vita sociale piena, non avere problemi economici.

Non ho grandi ambizioni, però comunque non penso che queste siano poco. In primo luogo la salute.

Poi mi pesa il fatto di non essere determinata. Alterno momenti nei quali non reagisco, ed è come se subissi passivamente, a momenti in cui mi innervosisco perché sono pentita di non aver fatto o detto quello che doveva essere fatto o detto. Questa cosa mi dà molto fastidio.

Forse il fatto di non impormi abbastanza. Volevo impormi di più, volevo cambiare il fatto di essere troppo quieta e che dicessi sempre “sì ok”, “sì va bene”, quindi valorizzarmi e farmi valere.

Perché comunque dire sempre sì agli altri e dire no mi portava a stare male, era una situazione frustrante. Quindi volevo stare bene io, e secondo me così stanno bene anche i componenti della mia famiglia.

In famiglia sicuramente c’è qualche cosa che va migliorata, il rapporto con mia madre, e anche con le mie figlie.

Io ci vado abbastanza d’accordo con le mie figlie, ma è comunque un rapporto tra donne, un po’ particolare, e quindi vorrei migliorare sia questo rapporto con mia madre, che con le mie figlie.

Anche in ambito lavorativo forse vorrei essere più autonoma, magari riuscire a fare qualcosa da sola per avere più forza, per dire “sì sono riuscita da sola a fare questa cosa”, perché comunque secondo me questo mi darebbe più forza, per dire “sì ci sono riuscita”.

Mi piacerebbe continuare l’università, seguire le lezioni e dare gli esami, cosa che ho lasciato per motivi di lavoro, e quindi vorrei continuare perché mi dispiace lasciare andare tutto così, perché ci tengo come primo obiettivo.

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Perciò vorrei essere più centrata su quella cosa che voglio fare, perché la voglio fare, però poi mi lascio perdere da sola, non sono abbastanza centrata nel dire “no, devo fare questa cosa poi le altre cose vengono dopo”.

Dopo aver intrapreso il percorso, mi sento più consapevole, dei miei meccanismi, di quello che faccio, di quello che penso, cerco ancora di ragionarci, però sento di essere molto più consapevole.

Quando per esempio approccio con delle persone tipo mia madre, mia sorella, mi accorgo che sono meno tesa rispetto a una problematica che ci poteva essere, magari mi accorgo che sono più calma, ragiono di più, sul momento, su quello che sto pensando, non mi innervosisco come una volta.

Magari prima mi innervosivo già prima della discussione o della situazione che ci poteva essere.

Invece adesso mi sento più sicura e quindi più tranquilla quando so che devo incontrarle.

Non che non andiamo d’accordo, però magari ci possono essere delle situazioni che mi mettono in agitazione, invece così, dopo aver fatto il Metodo, mi sento più sicura di me.

In termini di fiducia, a differenza di prima mi sento più sicura di relazionarmi con gli altri.

Poi avere un Metodo mi dà forza  perché se no non saprei come fare. Non basta dire: “ fai la meditazione per stare calmo”, se poi non hai altre basi.

È chiaro che oltre la meditazione, ci sono anche altri parametri (procedure) del Metodo che ti portano poi ad agire in un certo modo, a commettere meno errori, ad essere più efficace.

Per esempio anche il fatto di ridurre i pensieri negativi, è una lotta continua, perché comunque magari uno va a pensare sempre a quella cosa che pensava prima, e quindi dici “no, questa cosa non la devo pensare così”, oppure il fatto di usare delle parole adatte.

Oppure, come diceva Cristina in un video, noi stessi diciamo “perché ti comporti così?”, alla sorella, alla figlia, e non chiederci invece “come posso fare per gestire questa situazione?”, praticamente è un cambiamento su tutto, non è solamente su un aspetto.

Quindi c’è tanto lavoro, devi avere tanta consapevolezza, ancora sono all’inizio perché tutte queste cose bisogna prima introiettarle, impararle, assimilarle e farle tue.

Penso sia un Metodo vincente perché ha funzionato su tante persone, anche su di me, funziona perché si fonda sulla Riprogrammazione Inconscia.

Quando Dario e Cristina parlano e dicono le cose, sembra che parlino a me, quindi abbiamo tutti gli stessi meccanismi mentali, quindi funzioniamo tutti allo stesso modo e credo che se loro hanno capito come funzioniamo, abbiamo tutti gli stessi problemi in diversi ambiti.

Così come conoscono i nostri problemi, così li possono risolvere.

Questo Metodo ha funzionato per tante persone, sta funzionando anche con me, e ad altre persone lo consiglierei perché funzioniamo tutti allo stesso modo, mentre nelle specificità ci pensa il coaching individuale, mirato alle singole esigenze di ognuno.

Romina Pastore

 

Volevo migliorare il rapporto con i miei figli.

Volevo migliorare il rapporto con i miei figli.

Volevo affrontare le mie problematiche, quello che stavo vivendo, che mi stava invalidando la vita che è il rapporto con i figli, il dialogo.

Tutto il mio malessere era incentrato nel rapporto con loro, che era difficile, era diventato davvero molto difficile per tutti.

Stavamo sopravvivendo, cioè le relazioni e le situazioni che ci stavamo tirando addosso erano paradossali, e quindi avevamo bisogno di invertire la tendenza.

Volevo migliorare il rapporto con i miei figli e recuperare l’armonia di un tempo. Ci eravamo allontanati troppo e c’era tanta sfiducia.

Volevo capire i miei errori, apprendere dei metodi nuovi per correggere i miei errori, nel modo di comunicare, di fare, di pormi, di essere genitore. Qual è stata la causa, le mie azioni, le mie frasi che hanno creato negli altri una reazione così forte?

In quanto genitore avevo bisogno anche di essere una guida per i miei figli, perlomeno essere un punto di riferimento.

È questo che io voglio riprendere ad essere, e che non è più avvenuto, quindi vorrei che i miei figli mi rivedessero come una guida, cioè non come una persona da cui scappare, da odiare, da avere disprezzo, fastidio, dimostrarlo.

Capisco tutta l’adolescenza, capisco tutto, però comunque secondo me eravamo andati ben oltre l’accettazione di base insomma, anche perché credo che i valori importanti sia riuscita a trasmetterglieli.

Desideravo modificare il mio modo di fare, di pormi, di parlare, rimanendo e restando con i miei valori ovviamente, nel rispetto degli altri.

Ho fatto degli incontri con degli psicologi in funzione della difficoltà genitoriale, quindi del rapporto con i figli, dell’individuazione delle loro problematiche.

Si spera che gli altri cambino, e invece stavolta speravo di cambiare io.

Mi sono avvicinata al Metodo INCIMA dopo aver visto un video su YouTube di Cristina, che parlava dell’età dei ragazzi, dei bambini più piccoli, stava facendo un corso, parlava dell’empatia e mi sono resa conto che l’empatia la conosco come significato o come concetto, ma che probabilmente non la sapevo veramente vivere.

La cosa che mi ha attratto era la parola “Metodo”, un qualcosa che se uno impara è come imparare la scrittura: impari a leggere e a scrivere, sono degli strumenti nuovi e soprattutto con una logica nel mettere in pratica.

È come se stessi imparando a guidare, quando mi rendo conto che riesco a guidare in autonomia, a guardare a 360 gradi e a sentirmi padrona di questo Metodo, quindi padrona della guida, mi sento di dire “sì è fattibile”.

Grazie a questo percorso mi sto focalizzando tanto nel mio cambiamento, mi sto creando proprio una concentrazione sull’apprendimento di questo cambiamento.

Faccio le meditazioni, sto cercando di leggere, mi tengo le cose in mente, cerco di scrivermele, ho cominciato a leggere il materiale che ho ricevuto, cerco di lavorare quotidianamente.

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Mi stanno aiutando le meditazioni perché mi rendo conto che quando le faccio mi aiutano, mi equilibrano, sento il bisogno addirittura di farle, tipo in certi momenti dico “tra poco ne faccio una”.

Quindi sento proprio l’efficacia di fare la meditazione, di staccare, di cercare di ristampare qualche cosa di nuovo nella mente, di riequilibrare ecco, e poi soprattutto sto lavorando con il mio subconscio, mi sto fronteggiando giorno dopo giorno.

Ho capito che devo lavorare sul subconscio, che è quello che determina tutte le mie azioni, o gran parte di queste, quindi di essere più vigile il più possibile tutto il giorno, finché cerco di cambiarlo e di portarlo dove voglio a far le cose e quindi cerco di essere sempre presente, il più possibile insomma.

Penso che questo strumento, il Mind Re-Start, sia utile per riprogrammare il mio cervello, le mie credenze, le mie abitudini, che mi possa aiutare a cambiare completamente il mio “metal detector”, mettermi in cerca di qualcos’altro, con i miei atteggiamenti, con il mio modo di essere nuovo, per poter influenzare positivamente le persone vicine.

Anche il coaching è molto utile, perché mi confronto con i coach del Metodo su problematiche che non mi sono chiare.

Consiglierei questo percorso perché c’è un Metodo, perché ci sono degli strumenti nuovi, perché c’è non da combattere, ma da lavorare insieme, da convincere il nostro subconscio a fare dei cambiamenti.

Fulvia Domenighini

 

 

Se ce l’hanno fatta gli altri, potevo farcela anch’io!

Se ce l’hanno fatta gli altri, potevo farcela anch’io!

Il mio obiettivo era ritrovare me stessa, cambiare il mio atteggiamento nei confronti della vita, e soprattutto avere più fiducia nella mia persona e più calma.

Desideravo raggiungere uno stato di maggiore calma, di serenità, di migliorare anche professionalmente e quindi acquisire più fiducia perché io ne avevo poca, pensavo di non meritare e non essere capace di raggiungere determinati obiettivi, e quindi volevo migliorare questi aspetti.

Poi ho ricevuto delusione da parte di persone a cui io ho dato tanto e da cui non ho visto né un riconoscimento né un apprezzamento per quello che ho fatto.

Possibilmente mi piacerebbe cambiare lavoro e trovare qualcosa che mi dia veramente soddisfazione, perché questo lavoro attuale non me ne dà per niente.

E poi vorrei essere una buona mamma, perché è importante anche per i nostri figli, quindi è importante essere una buona mamma e un buon esempio per loro.

Io ho due bambini, la mia più grande paura è che mi possa succedere qualcosa e che quindi avrebbero difficoltà ad andare avanti, oppure peggio ancora, che possa succedere qualcosa a loro.

Volevo vivere la vita serenamente, perché a volte non sia mai che ci scorra davanti e non ci si renda conto che la stiamo vivendo così, sperando in un futuro e rimuginando sul passato senza rendersi conto del presente.

Prima di partecipare, avevo paura che questo percorso non fosse adatto a me, che non ottenessi i risultati sperati.

E poi c’è anche l’impegno economico che, insomma, mi ha lasciato un attimino sull’indecisione.

Però la molla che mi ha convinto e mi ha fatto decidere di avviare il percorso è stata la lettura delle storie di chi ha partecipato al Metodo, il fatto che tante persone in questo percorso abbiano trovato la serenità, la calma, quindi mi sono detta: perché per me no?

E quindi questa è stata una grande molla, me le sono lette tutte.

L’altro aspetto che mi ha convinto è soprattutto il fatto che il Metodo preveda, oltre a una parte teorica, anche una parte di accompagnamento sia con il coach che con un facilitatore che ha già raggiunto buoni risultati con il Metodo stesso.

Quindi vuol dire che non si è lasciati soli, come spesso accade quando si segue un corso e poi si torna a casa.

Insomma, tutto bello ma poi cosa faccio? Perché l’entusiasmo di quando si segue un corso è altissimo, però poi se non c’è qualcuno che ti sprona e ti indirizza, c’è il rischio che tornati a casa, dopo pochi giorni si dimentichi tutto e si torni a quello che era l’andamento solito.

Ora che ho intrapreso il percorso del Metodo INCIMA, sicuramente sono molto più calma, più serena, e quindi questo, la calma, la serenità, mi aiutano a essere presente, più concentrata, a fare meglio, e ad avere più fiducia in me stessa.

Quindi è tutta una catena di cose, che, devo riconoscere, mi ha aiutata tanto, perché io ritengo di essere cambiata tantissimo in questi pochi mesi, perché veramente ho un livello di presenza, di attenzione, di concentrazione che non ho mai avuto, soprattutto non rimugino e non penso più a quello che è stato.

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È logico che ogni tanto alcune cose riaffiorino, perché ancora troppo fresche evidentemente, però sono molto, molto rare come situazioni. Fondamentalmente vivo il presente più che il passato.

Le meditazioni Mind Re-Start mi aiutano tanto, io le faccio quotidianamente almeno due volte al giorno, però quando sono un po’ giù, o comunque mi rendo conto che c’è qualche pensiero che mi turba, che sento che sto ritornando un po’ al passato, ne faccio anche due consecutive, e sto meglio, quindi le meditazioni mi aiutano tanto a sentirmi meglio.

Le procedure sono importanti perché mi aiutano anche ad osservare i miei comportamenti, le mie emozioni, i miei stati d’animo, e quindi mi rendo conto che alcune cose comincio a farle anche in automatico.

E poi i coaching ovviamente servono perché spiegano la procedura e sono un po’ cuciti su misura per me, quindi attingo a quello su cui la procedura in particolare mi può aiutare.

E poi c’è la facilitatrice, che ovviamente è stato un grosso supporto nel mio percorso, perché ci siamo molto confrontate sulle esperienze, sulle vicende, su quello che è accaduto in questo periodo, e mi ha dato molti consigli, insomma, è stata molto importante.

Ritengo questo Metodo vincente perché tutti gli strumenti che ci sono, sono assolutamente funzionali a raggiungere l’obiettivo, e quindi a migliorare sé stessi.

L’ho già consigliato a più di qualcuno, perché la mia vita è cambiata, per cui vorrei che questa esperienza la facessero più persone possibili, perché veramente dà uno slancio diverso alla vita, e un modo diverso di vedere le cose, e per me cambia la vita, e ritengo che sia un processo ancora in divenire, ecco.

Sono soltanto pochi mesi, per cui sicuramente, col tempo, continuando con le meditazioni e tutto quanto, immagino che potrò solo migliorare.

Certo, c’è anche il rischio che si torni indietro, che uno molli, scongiurato notevolmente dall’aver acquisito un Metodo, però l’impegno è proprio quello di prendere una decisione e agire, andare avanti e non tornare indietro.

Enza Setteducati

 

 

 

 

Avevo un costante senso di insoddisfazione, come se mi mancasse sempre qualcosa in più per essere felice.

Avevo un costante senso di insoddisfazione, come se mi mancasse sempre qualcosa in più per essere felice.

Prima di iscrivermi non ero molto convinta, ma solo perché non conoscevo ancora bene le dinamiche del Metodo.

L’ho conosciuto grazie a Cristina, e ho preso la decisione di partecipare perché dovevo veramente cambiare i miei modi di percepire le cose intorno a me diciamo, la realtà, il mio modo di interpretare quello che accade nella mia vita.

Ho intrapreso per lungo tempo dei percorsi riguardanti la psicologia, che mi hanno aiutato ad analizzare il mio passato, ma non mi insegnavano a guardare con positività al mio futuro.

In due anni e mezzo sì ok scavi, quello che vuoi, però continuavo a pensare “non me lo merito”, e non riuscivo a godermi appieno delle mie cose, tant’è che trovavo la negatività nel mio cervello, “sì ok stai in vacanza, in montagna sulle Dolomiti, però Barbara alla fine non te lo meriti”, quindi non mi godevo mai niente. Hai il bellissimo lavoro, fantastico a Milano, “sì ma non te lo meriti”.

Avevo questa convinzione profonda di non meritare niente.

Poi mi rendevo conto che non è che davo molto… non apprezzavo sempre, non ero molto grata di tutto quello che mi succedeva, e quindi avendo anche un bambino, volevo vedere appieno dei risultati, cioè essere grata della vita.

Avevo sempre questo senso di insoddisfazione, come se mi mancasse sempre qualcosa in più per essere felice.

Quindi volevo essere più grata, il mio sogno era semplicemente quello di essere più grata di quello che ho.

Volevo essere una donna felice, libera, trovare una mia serenità, anche nella gestione dei dissidi familiari, col bambino.

Quando ho sentito Dario e Cristina che dicevano “noi invece facciamo il cambiamento, così vedi le cose in modo positivo”, ho detto “vabbé, proviamo a fare pure questa cosa, così vediamo quali sono queste cose che loro insegnano, come ti fanno vedere le cose in modo diverso”.

Dopo aver intrapreso il percorso di Libera la tua Forza Interiore, ho sicuramente molta più calma.

Innanzitutto ho riscontrato un grande rilassamento con le meditazioni, poi mi ha aiutata molto essere guidata: il coaching che ti dice cosa fare e come fare a “non  giudicare”, come fare ad  “accettare”. Prima per me era sempre “ma non è possibile”, “è follia”, giudicavo tutto, tutto, ogni comportamento.

Invece adesso accolgo molto di più, senza giudizio, con più amore, anche le cose un po’ più difficili, più pesanti da accettare.

Osservo molto, osservo tantissimo, descrivo le cose positive, faccio rinforzo positivo, i completamenti.

Prima mi appigliavo a tutto, e vedevo sempre cose negative in qualsiasi cosa, quindi in ogni relazione litigavo con tutti, invece adesso succede un imprevisto, lo osservo, magari mi arrabbio perché è normale, però affronto quella rabbia e poi la supero, bellissimo, l’ho notato sin dai primi giorni.

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Quindi le reazioni, pure se c’è la reazione di rabbia, di paura, com’è normale che ci sia, la affronto, e la affronto con il giusto tempo, con una tempistica intensa ma breve.

Sono molto serena, invece prima, se succedeva un imprevisto, qualcosa,  iniziavo a giudicare le persone, iniziavo a creare distacco, cancellavo il numero di telefono.

È capitato un imprevisto, sì magari mi arrabbio, preparo la cena, e magari questi mi dicono “ah scusa non vengo più”, magari mi arrabbio però poi dico “vabbé è capitato, va bene”, e veramente mi scivola.

Pure con mio figlio di sei anni, mi arrabbio e poi mi sfogo, gli parlo. Ieri mi ha fatto arrabbiare perché giocando mi ha dato una testata sull’occhio, mi sono arrabbiata… ma anche il linguaggio è diverso, prima avrei usato parole inadeguate per un bambino diciamo, “sei uno stupido, vedi…”, cioè quelle cose che comunque poi danneggiano la sua personalità.

Invece gli ho detto “vedi la mamma si fa male, non devi fare così”,  poi gli ho messo il ghiaccio, gli ho detto “dai vieni qua, diamoci un bacio, facciamo pace”, prima sarei arrivata a tenergli il muso.

Consiglio questo Metodo perché ti rivoluziona in positivo la vita, in pochissimo tempo ti dà gli strumenti, un metodo appunto, che non ho trovato nei miei percorsi precedenti.

Per esempio ho regalato il libro Mente Potente a quattro persone a Natale, parlo a chiunque dei webinar gratuiti, veramente tutti coloro coi quali parlo, chi è divorziato, chi ha bisogno di più flessibilità, chi è più ansioso, chi vuole essere più deciso e determinato nelle sue ambizioni, tutti hanno bisogno del Metodo INCIMA.

Barbara Sabatasso