Quali tra questi 5 atroci rimpianti avrai sul letto di morte?

Quali tra questi 5 atroci rimpianti avrai sul letto di morte?

È praticamente certo. (Quasi) tutti moriremo rimpiangendo di non aver fatto molte delle cose che avremmo voluto.

 Farai parte anche tu parte della maggioranza di persone (il 93,5%) che avrà uno di questi 5 atroci rimpianti sul letto di morte?

Bronnie Ware, un’infermiera australiana che ha assistito per anni centinaia di malati terminali, ha pubblicato il libro shock “Vorrei averlo fatto.  I cinque rimpianti più grandi di chi è alla fine della vita”.

Nessun accenno al non aver fatto più sesso o a non avere provato a fare sport estremi, ma il rimorso di non aver speso più tempo con la propria famiglia, coltivato le amicizie e lavorato di meno per avere più tempo per sé.

Ecco i 5 rimpianti più comuni delle persone in fin di vita e come (se lo vuoi davvero) puoi evitarli tutti prima che sia troppo tardi.

1   “Vorrei aver avuto il coraggio di vivere la vita che volevo e non quella che gli si aspettavano”.

Cominciamo con il rimpianto più comune di tutti. Quando ti rendi conto che la tua vita è quasi finita e ti guardi indietro, è facile vedere quanti sogni siano rimasti insoddisfatti magari per apparire come volevano gli altri. La maggior parte delle persone non aveva onorato neanche la metà dei loro sogni e doveva morire sapendo che ciò era accaduto a causa di scelte che avevano fatto, o non fatto. È molto importante cercare di realizzare almeno alcuni dei tuoi sogni lungo la strada. La libertà di poterlo fare è un privilegio di cui pochi si rendono conto, fino a quando non è troppo tardi.

2   Vorrei non aver lavorato così duramente.

Avevano perso la crescita dei loro figli e la compagnia delle loro mogli e dei loro mariti solo per stare dietro alla carriera. Erano tuttu profondamente pentiti di aver perso così tanto della loro tempo in una vita di lavoro. Ma come fare? Semplificando il tuo stile di vita e facendo scelte consapevoli lungo la strada, è possibile. E, con la creazione di maggior spazio per te nella tua vita, sarai più felice e più aperto alle nuove opportunità, quelle più adatte al tuo nuovo stile di vita.

3   Vorrei aver avuto il coraggio di esprimere i miei sentimenti.

Molte persone sopprimono i propri sentimenti, al fine di mantenere la pace con gli altri. Di conseguenza, si accontentano di una vita mediocre e non diventeranno mai come avrebbero potuto diventare. Molte malattie si sviluppano nell’amarezza e nel risentimento. Non possiamo controllare le reazioni degli altri. Tuttavia, anche se le persone possono inizialmente reagire in malo modo ad un cambiamento repentino, dopo la risoluzione di questi problemi si porterà il rapporto ad un livello completamente nuovo e più sano. Oppure si spezzerà un rapporto malsano dalla tua vita. In entrambi i casi, è una vittoria!

4   Vorrei essere rimasto in contatto con i miei amici.

Spesso, i pazienti non avevano veramente realizzato appieno i vantaggi di avere amici vicini. Molti erano così travolti dalla propria vita da aver lasciato sfumare negli anni molti rapporti di amicizia. C’erano molti rimpianti circa le amicizie, il tempo e lo sforzo che si sarebbero meritate. A tutti mancano i propri amici sul letto di morte.

È molto comune lo stile di vita impegnato, sempre indaffarato da far passare in secondo piano le amicizie e i rapporti personali. Ma quando ci si ritrova di fronte alla morte i dettagli della vita svaniscono. Spesso inseguiamo i nostri affari finanziari. Ma non è solo il denaro o lo status ad avere importanza. Tutto si riduce alla fine. Questo, è tutto ciò che rimane nelle ultime settimane, l’amore e le relazioni.

5   Avrei voluto essere più felice.

Molti non si rendono conto fino alla fine che la felicità è una scelta. Rimangono bloccati in vecchi schemi e abitudini. La cosiddetta abitudine bloccava le loro emozioni, così come le loro vite fisiche. La paura del cambiamento ha fatto si che pretendessero per sé e per altri una vita contenuta.

Quando si è sul letto di morte, ciò che gli altri pensano di noi è molto lontano dalla nostra mente… Che bello essere in grado di lasciarsi andare e sorridere di nuovo, molto prima di morire. La vita è una scelta. È la tua vita. Scegli la felicità.

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Lecce, lunedì 10 Dicembre 2018, ore 20.00

In soli 90 minuti scoprirai le 5 strategie per raggiungere i tuoi obiettivi, godere di quello che realizzi e ottenere dalla vita tutto quello che vuoi (…anche se ci hai già provato più volte e non ci sei mai riuscito, anche se pensi che niente e nessuno può aiutarti e ti sei rassegnato a prendere quello che viene).

I 5 segreti di Forbes + 1 per vivere alla grande ed essere ultra-positivi.

I 5 segreti di Forbes + 1 per vivere alla grande ed essere ultra-positivi.

La giornalista, scrittrice e blogger di Forbes Frances Bridges ha pubblicato i 4 segreti che le persone di successo utilizzano per cambiare la propria prospettiva sulla realtà (non sempre amichevole) e continuare a raggiungere uno dopo l’altro i propri obiettivi.

Vediamoli insieme.

1. Esercitati.

Nulla migliora il tuo umore, affina la tua concentrazione e aumenta la tua energia quanto una buona sessione di sudore. A volte capita di andare in ansia per qualcosa che è obiettivamente fuori dal tuo controllo. Preoccuparti ed essere ansioso per eventi, persone e situazioni su cui non puoi far nulla è assolutamente improduttivo. Quindi prendi la tua energia in eccesso e fai esercizio fisico, ti sentirai straordinariamente meglio con te stesso.

2.  Aggiorna mentalmente la situazione.

Come ti poni davanti a una situazione difficile è fondamentale. Invece di considerarti una vittima delle circostanze – “perché le cose cattive continuano a succedere a me?” “perché non posso prendere una pausa?” “Perché sono così sfortunato?” -, considera il tuo ruolo nella specifica situazione: cosa puoi controllare? Cosa puoi migliorare? Riprendi il controllo ponendoti queste domande e individuando le misure che puoi adottare per cambiare gli eventi. Riposizionarti e successivamente agire, ti farà sentire meno ansioso e aumenterà la tua autostima.

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Martedì 30 ottobre 2018, ore 20.30

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3. Circondati di persone positive.

Quando la vita e il lavoro diventano stressanti, può essere complicato rimanere ottimisti da soli e se ti circondi di persone negative non solo il pensiero positivo diminuirà, ma aumenterà anche il peso di una condizione la tua negatività. In tempi come questi, circondarti di persone che tirano fuori il meglio di te e il tuo treno di pensieri positivi fa bene al tuo corpo e alla tua mente.

4. Scollegati.

Prenditi il tempo di prendere aria da tutti gli schermi della tua vita: il telefono, il computer, la TV, ecc. Vai fuori a fare una passeggiata o una corsa, vai da amici a prendere un caffè. Troppo tempo sullo schermo può avere un impatto terribile sui tuoi ricordi, il tuo umore e la tua salute mentale. Assicurati di fare delle pause, trovare un equilibrio e, se possibile, provare a fare le tue attività senza uno schermo. Sii gentile con te stesso e ascolta i tuoi pensieri e il tuo corpo. Stacca la spina quando è necessario.

5. Pratica la gratitudine.

È facile concentrarsi su ciò che sta andando male nella tua vita e nel mondo, specialmente quando le cose non vanno assolutamente ben. Sii grato a tutte le brave persone della tua vita, abbi fiducia che le cose miglioreranno e che fai tutto il possibile per renderle tali.

* Fonte: Frances Bridges, How to stay positive in Dark Times. 

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Martedì 30 ottobre 2018, ore 20.30

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Scopri l’identikit della persona rigida ( …e se anche tu sei uno di loro).

Scopri l’identikit della persona rigida ( …e se anche tu sei uno di loro).

Quali sono tutti gli elementi che ci fanno indossare il cartello “sono rigido”? 

Vediamoli un po’ insieme.

La persona rigida, è prima di tutto una persona perfezionista, cavillosa, puntuale, precisa, con un altissimo senso della morale, un altissimo senso di responsabilità, molto seria e spesso anche molto stanca. 

Lo so che stai annuendo perché ti ci rivedi, ma non finisce qui, c’è molto di più. 

Il “rigido” ha bisogno del controllo su tutto e su tutti, non solo sulle cose ma anche sulle persone. Quando non ce l’ha si sente cosi vulnerabile che preferisce rimandare. 

Una delle caratteristiche della rigidità è la procrastinazione. Perché? 

Perché finché non mi sento abbastanza sicuro per fare le cose io non mi muovo. 

Preferisco fermarmi, preferisco non rischiare, preferisco non entrare in quei meccanismi che mi portano a dire “vediamo che succede”, non mi sento abbastanza sicuro di muovermi e quindi mi fermo. 

Per il “rigido” c’è sempre qualcosa che non va, qualcosa che non è esattamente come lui si aspetta. Quindi la persona rigida vive costantemente una delusione delle proprie aspettative. 

In una parola, c’è sempre un motivo per star male e per evitare di mettersi in gioco.

La rigidità è un limite al nostro benessere, uno dei più grossi. 

Non solo ci impone regole troppo strette e incazzature troppo frequenti, ma oltretutto limita il nostro potere decisionale, perché ci blocca in paure e ‘ragionevoli NO’ che ci inchiodano lasciandoci nel vecchio… …e continuiamo a vivere sempre le stesse cose, a commettere gli stessi errori. 

È come se ci fosse una molla che ci tira sempre indietro e ci ritroviamo costantemente tutti i giorni a fare e rifare sempre le stesse cose e mai nulla cambia…  capita anche a te? La rigidità e il perfezionismo continuano a crescere e ci ritroviamo sempre più incastrati in dei meccanismi limitanti e negativi.

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Hai mai sentito parlare della “sindrome Rottermeier”?

Hai mai sentito parlare della “sindrome Rottermeier”?

Ti ricorderai sicuramente del cartone animato “Heidi” che davano in tv negli anni ‘80 e ‘90. Quella bambina che viveva nei monti con il nonno, le caprette e il cane.

Per un periodo la bimba era stata mandata a Francoforte per fare compagnia a Clara, una ragazzina in sedia a rotelle a causa di una malattia.

La casa della famiglia di Clara era gestita da una governante severa e acida, la signorina Rottermeier appunto, che era capace di rendere la vita della piccola Heidi un vero e proprio incubo.

Che cosa faceva di così tremendo la signorina Rottermeier?

– era pignola fino all’ossessione: tutto doveva essere fatto secondo i suoi ordini

– era severa e pretendeva che le giovani ragazze studiassero senza sosta

– ogni azione spontanea di Heidi era motivo di scandalo

Un comportamento così non è proprio piacevole vero? 

Una persona troppo rigida:

– è severa con gli altri perché prima di tutto è severa con se stessa

– ha la necessità di avere tutto sotto controllo, ha quindi paura del cambiamento

– per lei le diversità di opinioni sono destabilizzanti, mettono in bilico la sua realtà

La rigidità è un limite al nostro benessere, uno dei più grossi. 

Ho toccato il fondo prima di risorgere come un’araba fenice.

Ho toccato il fondo prima di risorgere come un’araba fenice.

Oggi ho una splendida moglie e tre figli adorabili, ho un lavoro che amo, ho tanti amici, sono in salute, guadagno bene. Quello che forse non sai, è che:

  “A 30 anni, il mio essere stracolmo di autostima mi aveva messo di fronte a una dura realtà: stavo fallendo”.

 Ho dovuto toccare più volte il fondo e confrontarmi con tutti  i miei demoni prima di risorgere come un’araba fenice…
Mentre scrivo sono ancora sotto le coperte e sono già le 10:30. Mi godo questo tepore mentre fuori fa freddo!
È un buon momento per riflettere… mi sono detto.
Ci sono tre parole e dodici lettere che occupano il mio lobo frontale da alcuni anni a questa parte: Vita da favola. (altro…)

S.C.A.L.A.R.E. ovvero la formula per creare la vita che desideri.

S.C.A.L.A.R.E. ovvero la formula per creare la vita che desideri.

Ecco la mia formula – ancora sconosciuta – per raggiungere scientificamente i tuoi obiettivi (senza perderti per strada!) e cambiare definitivamente la tua vita.

 Il fondatore e creatore del Metodo INCIMA per la prima volta rivela le basi della formula che ha aiutato centinaia di persone  a trasformare la propria vita in un capolavoro.

Se dovessimo osservare l’intera popolazione umana, per semplificare, potremmo dividerla in due diverse categorie di persone, l’una opposta all’altra:

  • i Produttori
  • gli Utilizzatori

Il Produttore è colui che ha una consapevolezza superiore rispetto all’Utilizzatore. È consapevole di cosa fare e come fare per conquistare determinati obiettivi e per raggiungere determinate mete. Evidentemente l’Utilizzatore questo non lo sa e neanche è interessato a saperlo, semplicemente fruisce di tutto ciò gli venga concesso.

L’Utilizzatore non sa e non va oltre quello che gli viene incontro, vive la realtà che si ritrova, senza se e senza ma. Si comporta come una persona che va al cinema, si siede sulla sua poltroncina e, in maniera passiva, guarda il film che viene proiettato. Non si interroga su come quel film sia stato realizzato, sulla produzione o sul montaggio, non è minimamente interessato a sapere di più di quello che gli è dato di vedere. (altro…)