10 sintomi per capire se sei cronicamente in uno stato di non-gioia (e 1 modo per trovare il tuo personale “algoritmo della felicità”).

10 sintomi per capire se sei cronicamente in uno stato di non-gioia (e 1 modo per trovare il tuo personale “algoritmo della felicità”).

  1. Hai una sensazione di pesantezza sul petto. Ma non è momentanea. È una sensazione di affondamento costante e sordo proprio al centro del petto, appena sopra il fondo della gabbia toracica.
  2. Ti senti debole fisicamente. Come se andassi in frantumi quando c’è tanto da fare e le preoccupazioni diventano troppo pesanti. Ti senti spesso stanco, molto stanco.
  3. Il tuo cervello non smette di pensare. A volte è fissato su un pensiero che rigiri ancora e ancora per esaminarlo in ogni modo possibile, e poi lo fai di nuovo, nel caso ci sia qualcos’altro che non hai considerato.
  4. Ti mordi le labbra o mordi la pelle intorno alle unghie. A volte lo fai senza nemmeno rendertene conto.
  5. Sei distaccato. Non hai molta voglia di parlare, ti tiri indietro e non senti il bisogno di fare cose che altrimenti considereresti divertenti.
  6. Ti senti intorpidito. Non ti senti triste di per sé, ma non ti senti nemmeno felice. Ti senti vuoto.
  7. Irritabilità e rabbia. Ogni piccola cosa ti infastidisce e ti arrabbi.
  8. Insofferenza. Ad esempio vuoi stare da solo, ma poi quando sei solo, ti senti solo e non ti sopporti.
  9. Imprechi molto di più. Ti ritrovi a usare parole come “figlio di…” e “porca t….” e un sacco di “c***o”, che riempiono i tuoi pensieri e le tue parole.
  10. Vergogna. Non ti piace stare in questa situazione e non vuoi che nessuno sappia, quindi cerchi di nasconderlo e poi questo peggiora le cose.

CI SONO MALI VISIBILI, EVIDENTI, DISAGI DEI QUALI RIESCI AD ACCORGERTI SUBITO: TRISTEZZA, NOIA, RABBIA.

Poi ci sono mali invisibili, quei “fantasmi” che non vedi ma che ti trapassano e penetrano lentamente nella tua mente, nella tua pelle e diventano silenziosamente parte della tua condizione psico-fisica.

Che cosa ti preoccupa di più?

Che cosa ti fa passare notti insonni e non ti fa vivere pienamente le tue giornate?

Il fatto di avere qualche legittimo dubbio sulle incertezze per il futuro o la preoccupazione cronica e l’incapacità di agire di chi si aspetta sempre il peggio?

A questo si sono aggiunte la paura di ogni contatto, un profluvio di gel e mascherine, piccole e grandi fobie diffuse dall’emergenza Covid.

La pandemia sta provocando una serie di conseguenze sulla psiche così profonde da aver spinto l’Organizzazione Mondiale per la Sanità a lanciare l’allarme sulla necessità di tutelare la nostra salute mentale.

In pratica, questo clima di incertezza ha fatto sì che l’ansia, lo stress e le piccole e grandi preoccupazioni quotidiane abbiano preso il sopravvento sulla nostra capacità di decidere.

L’effetto naturale che anche tu potresti aver notato è che ti senti immobilizzato da pensieri e previsioni negative sul futuro, che di fatto ti impediscono di vivere pienamente.

Magari l’ansia e il nervosismo ti fanno sfuggire di mano delle opportunità, alimentano conflitti in famiglia e nelle relazioni professionali, ti senti più stanco e demotivato e passi notti insonni a rigirare tra i pensieri.

Il primo suggerimento che possiamo darti dopo oltre 15 anni di coaching faccia a faccia, è quello di mettere da parte il perfezionismo, cioè tutte quelle aspettative rigide che ti fanno star male se le cose “non vanno come vuoi tu”.

Il secondo è quello di informarti e formarti per cambiare il tuo punto di vista.

In questo caso però è indispensabile sapere dove cercare. Di questi tempi trovare informazioni davvero utili è diventato molto difficile, e diventa già un lavoro evitare di essere sepolto dalle “notizie spazzatura” che travolgono ogni giorno media e social media.

Tu che frequenti il Metodo INCIMA hai oggi la soluzione a portata di mano.

Se vuoi migliorare il rapporto con te stesso e con gli altri, il modo in cui ti vedi o vieni visto in ambito personale o professionale, se vuoi fare tuo il miglior atteggiamento mentale possibile, iscriviti a:

EXPERIENCE (Domenica 17 ottobre)

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La sottile linea (ansiogena) tra preoccupazioni quotidiane, improbabili tigri-donnola e Neanderthal impazziti.

La sottile linea (ansiogena) tra preoccupazioni quotidiane, improbabili tigri-donnola e Neanderthal impazziti.

Torniamo indietro di 50.000 anni o giù di lì. Immaginiamo di essere un Neanderthal che fa una piacevole passeggiata tra i campi.

All’improvviso, nei cespugli vicini, senti una tigre.

In un nanosecondo, tutto il tuo corpo inizia a reagire. Il tuo battito accelera, il tuo respiro si fa corto, i tuoi occhi si dilatano, il tuo corpo inizia a produrre adrenalina.

Tutto ciò che accade è in realtà positivo: sei pronto a sopravvivere a questo incontro con la tigre.

C’è solo un piccolo particolare.

Non era una tigre. Era una piccola donnola preistorica.

Il tuo corpo è pronto per la lotta o la fuga, il tuo cuore batte forte, sei completamente carico di adrenalina… ma non c’è pericolo.

QUESTO È ESATTAMENTE LA DESCRIZIONE DI QUELLO CHE ACCADE AL TUO CORPO QUANDO VAI IN ANSIA.

Ora, prova a sostituire la (inesistente) tigre tra i cespugli con social media, traffico, politica, Covid-19, denaro, figli, stress da lavoro, vaccino sì-vaccino no, drammi familiari.

Comprendi perché l’ansia è la malattia mentale più comune in questo periodo storico?

Niente di strano se i giornali britannici pubblicano le recenti ricerche secondo cui siamo in ansia per 2 ore e 15 minuti al giorno. Se prestiamo caso a tutte le micro e macro ansie quotidiane, semmai i dati sono anche troppo ottimistici.

Gli umani moderni sono fondamentalmente un gruppo di Neanderthal impazziti in modalità lotta o fuga 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

«L’ANSIA È UN IMPULSO NEL NOSTRO CORPO CHE DICE: NON SONO AL SICURO IN QUESTO MOMENTO”,

afferma Elizabeth Stanley, autrice, divulgatrice e professoressa associata presso la Edmund A. Walsh School of Foreign Service e il Dipartimento di Governo degli Stati Uniti.

“È un meccanismo automatico, molto veloce e inconsapevole”.

Per capirci qualcosa, dobbiamo aprire una piccola parentesi per spiegare come funziona il nostro cervello.

Le neuroscienze hanno chiarito da tempo la differenza fondamentale tra il cervello pensante, la nostra neocorteccia, responsabile del ragionamento, e il cervello di sopravvivenza, che invece gestisce le nostre emozioni e le nostre paure.

Una delle funzioni più importanti del cervello di sopravvivenza è la neurocezione, un processo inconscio di scansione rapida dell’ambiente interno ed esterno alla ricerca di sicurezza o di pericolo.

Quando viene individuato un pericolo, il tuo cervello di sopravvivenza invia al tuo corpo un messaggio istantaneo di attivazione dello stress, che porta a determinate reazioni fisiche legate al nostro cuore, alla respirazione e alla digestione.

In poche parole, quando il cervello di sopravvivenza percepisce un costante stato di pericolo, produce una serie tremenda di effetti a catena che attraversa il nostro corpo.

Come spiega anche Stephen Porges, illustre scienziato presso l’Indiana University e presidente della Society for Psychophysiological Research e della Federation of Associations in Behavioral & Brain Sciences: “Queste risposte non sono volontarie. Il nostro sistema nervoso sta raccogliendo informazioni nell’ambiente non a livello cognitivo, ma a livello neurobiologico”.

Vale a dire che quando siamo intrappolati in una risposta difensiva alle nostre piccole e grandi preoccupazioni quotidiane, il nostro cervello razionale è l’ultimo ad essere consapevole che qualcosa non va.

Avere una risposta “lotta o fuggi”, quando sei in ritardo per la riunione con il tuo capo, può sembrare una reazione eccessiva. Ma è esattamente quello che succede al tuo corpo quando sei in auto in mezzo al traffico.

Eppure, a differenza dei nostri antenati preistorici (che potrebbero aver affrontato la presunta tigre correndo o ansimando e tremando come cani impauriti), noi moderni “malati di ansia” ci rivolgiamo al nostro amico fidato, il nostro cervello razionale.

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Siamo una cultura cerebrale, che ci rende molto attrezzati per affrontare problemi che richiedono ragione e logica e meno attrezzati per affrontare problemi in cui il ragionamento razionale può solo peggiorarli.

Se ci pensi in maniera logica, decidi che non hai nulla per cui sentirti ansioso. E mentre trascorri le tue giornate dicendo a te stesso che tutto va bene, continui a sentire i sintomi fisici dell’ansia in tutto il corpo.

Risultato? Mal di testa, gastriti, ulcere, cervicali, eczemi cutanei… Non solo. Le ricerche sono chiare: la preoccupazione spesso porta a conseguenze anche sulla salute a lungo termine, comprese le malattie cardiovascolari e altre condizioni croniche.

Se hai trascorso del tempo in terapia o in analisi, analizzando tutti i motivi per cui sei ansioso, saprai che non solo tutto quel parlare potrebbe non fare molto per alleviare l’ansia, ma potrebbe addirittura renderla più acuta.

Il nostro cervello di sopravvivenza vuole tenerci al sicuro. Ma quando ignoriamo il nostro corpo e i suoi segnali perché siamo presi dalle storie “razionali” che ci raccontiamo, il nostro corpo reagisce in maniera ancora più estrema.

Come un neonato in fasce, il nostro corpo continuerà a strillare ancora più forte, finché il suo messaggio non verrà capito.

Ecco perché non riusciamo a uscirne: il cervello di sopravvivenza invia messaggi di pericolo che noi cerchiamo di risolvere attraverso il pensiero razionale che, non agendo a livello profondo, crea ancora più “allerta” nel nostro corpo.

UN CIRCOLO VIZIOSO CHE SI AUTO-ALIMENTA E DAL QUALE È SEMPRE PIÙ DIFFICILE USCIRNE.

Da qui, la tendenza ad assumere farmaci: dal comune ibuprofene, che sempre più spesso vediamo nelle borse di uomini e donne (come fossero caramelle alla menta!), a quelli molto più pericolosi che agiscono sui neurotrasmettitori cerebrali.

Mentre la terapia e i farmaci sono ancora le soluzioni tradizionali offerte per l’ansia cronica, esistono altre modalità che offrono un approccio completamente differente.

Le Neuroscienze, “le scienze del cervello” e la neurobiologia, stanno spostando la nostra comprensione psicologica dal concentrarsi solo sulla mente a vedere invece il cervello e il corpo come un’unità coesa.

Come ha scritto l’oncologo, ricercatore e scrittore Claudio Pagliara:

“È oramai ampiamente riconosciuto che la Salute non è una semplice ‘assenza di malattia’, ma è uno stato di completo Ben-Essere fisico, psichico, sociale e spirituale. La coscienza, cioè lo spirito, la mente, il corpo e l’ambiente sono strettamente interconnessi e ciascuno di essi ha un ruolo importante in un percorso di ben-essere (salute) e nella nascita e nell’evoluzione di una malattia.

I nuovi saperi derivanti dalle varie frontiere della ricerca dimostrano ampiamente che cambiando il nostro atteggiamento nei confronti delle variabili già riferite, cambiamo la chimica e la biologia delle nostre cellule e il funzionamento stesso del nostro DNA.

La dimensione spirituale rappresenta la vera fonte della nostra energia vitale e del nostro atteggiamento nei confronti di noi stessi e degli altri. Pensieri diversi portano ad una biologia diversa, ad uno stato di salute o di malattia diverse e ad un diverso destino”.

Dopo aver aiutato il nostro cervello di sopravvivenza a sentirsi sicuro e stabile, allora possiamo lavorare sui nostri pensieri. Altrimenti, la nostra risposta cognitiva continua a essere influenzata dal nostro stress e dalle nostre emozioni”.

Non siamo Neanderthal.

Abbiamo la fortuna di vivere, nonostante il difficile periodo che stiamo attraversando, in un’epoca straordinaria.

Nella storia dell’essere umano, non ci sono mai state tante conoscenze scientifiche, tanta tecnologia e tante opportunità che possono permettere di vivere una vita straordinaria, ricca di gioia ed entusiasmante. Eppure…

La mancanza di conoscenza e di strumenti adeguati ci costringe ad accontentarci, nella migliore delle ipotesi, di vivere una vita mediocre, condizionata dall’ansia perenne e da piccoli e grandi disturbi psico-fisici.

Se anche tu ti ritrovi in una situazione di questo tipo, è probabilmente dovuto al fatto che non hai ancora aperto la tua mente ad una nuova visione delle cose in grado di offrirti un nuovo modo di vivere.

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Ansia, stress, mal di testa quotidiani…  È questa la pericolosa causa che rovina la tua vita (e logora la tua salute)?

Ansia, stress, mal di testa quotidiani… È questa la pericolosa causa che rovina la tua vita (e logora la tua salute)?

Una ricerca della Cornell University dice che spendiamo più di sei anni della nostra vita a preoccuparci. Quando l’ho letto non volevo crederci…

Lavoro, preoccupazioni economiche, pensare di non essere in buona salute, paura di perdere un aereo, di non svegliarsi in tempo o arrivare in ritardo, il giudizio degli altri per la nostra immagine, il timore che il partner ci tradisca. E poi mangiare troppo, perdersi delle esperienze importanti, invecchiare, il futuro dei figli… 

Ti sei riconosciuto in uno o più di questi pensieri “disturbanti” che hai letto qui sopra? Non preoccuparti perché non sei solo: questa è la lista che il Daily Mail ha pubblicato con le più diffuse preoccupazioni che ci tengono costantemente sulle spine di giorno e non ci fanno dormire di notte. 

A questo, purtroppo il Covid, le restrizioni, le incertezze sul vaccino hanno aggiunto un tipo di incertezza nuova, che riguarda non solo questioni personali, ma anche questioni globali e di salute pubblica.

È vero: spendiamo più di sei anni della nostra vita a preoccuparci.

Tutta questa incertezza spesso ci porta a provare un costante senso di ansia e stress latente. Risultato? Mal di testa, ulcere, gastriti, cervicali… Piccoli grandi disturbi che logorano il nostro benessere mentale e fisico e demoliscono (a volte senza alcun motivo) la serenità della nostra vita e quella dei nostri cari.

Non solo. La ricerca è chiara, la preoccupazione spesso porta a conseguenze anche sulla salute a lungo termine, comprese le malattie cardiovascolari e altre condizioni croniche.

È possibile “preoccuparsi di meno”? Ci sono persone in grado di farlo?

Non sorprende che lo studio abbia scoperto un dato molto semplice: le persone focalizzate sull’esterno trascorrono molto più tempo a preoccuparsi rispetto a quelle che hanno un “luogo di controllo” interno. 

In poche parole, il tuo focus è ciò che detta il corso della tua vita: esterno o interno. O prendi in mano il controllo della tua vita o le preoccupazioni lo faranno al posto tuo.

Quando riesci a sviluppare un “luogo di controllo” interno, ti occupi in modo proattivo, non aspetti che la vita venga da te. Agisci, non reagisci.

Se invece non è così, è proprio il caso che tu cambi qualcosa. Lo sai bene anche tu: la preoccupazione non risolve i tuoi problemi, anzi, ti preoccupi, ti comporti peggio. I tuoi meccanismi mentali si logorano, così come il tuo benessere fisico.

L’ansia e la preoccupazione diventano una forma di tortura autoinflitta.

Quando invece la sensazione di paura o preoccupazione sarebbe in realtà un meccanismo positivo: è il corpo che risponde a uno stimolo esterno e si prepara a rispondere adeguatamente. Tuttavia, siamo noi a dover capire e controllare questo tipo di sensazioni, e non restare immobili a macerare nella paura e nel dubbio.

Nel suo libro L’ostacolo è la via, Ryan Holiday scrive: “Non c’è bene o male senza di noi, c’è solo la percezione. Esiste l’evento così com’è e poi c’è la storia che ci raccontiamo su ciò che significa. La preoccupazione è quando prendiamo un’esperienza e la colleghiamo a emozioni negative, il che porta a sofferenze inutili”.

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È molto probabile che non ti manchi nulla a livello economico, nelle relazioni, nella sfera personale e professionale. Eppure è altrettanto probabile che lo stress, l’ansia e le piccole grandi preoccupazioni quotidiane stiano rovinando ogni sacrosanto giorno della tua vita.

Se è così, ti serve davvero molto poco per scoprire come sperimentare un nuovo modo di vivere.  

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Come ha saggiamente affermato Ralph Waldo Emerson: “Una volta che prendi una decisione, l’universo intero cospira per realizzarla”.

Liberati dai pericolosi meccanismi dell’ansia che si sono installati nella tua testa.

Smetti di torturare te stesso (e quelli intorno a te).

Potresti scoprire che puoi finalmente indirizzare la tua vita verso ciò che desideri davvero.

 

Dopo un grave infortunio diventa l’uomo più veloce del mondo.

Dopo un grave infortunio diventa l’uomo più veloce del mondo.

Se sei un appassionato di sport, avrai sicuramente sentito parlare di Marcell Jacobs, vincitore della medaglia d’oro alle Olimpiadi nei 100 metri piani, che con un tempo incredibile di 9”80 ha segnato la storia dell’atletica leggera italiana.

La sua è una vita dedicata allo sport.

Dopo aver giocato a calcio e a basket, a dieci anni entra nel mondo dell’atletica leggera dedicandosi non solo a migliorare la velocità, ma anche il salto in lungo, che diventa la sua disciplina preferita.

Jacobs, come puoi immaginare, decide di concentrare le sue energie proprio su questa disciplina che più lo aggrada, potenziando quindi al massimo le sue prestazioni.

Tuttavia, le circostanze della vita lo portano a cambiare rotta.

Nel 2017 un infortunio gli procura una lesione al bicipite femorale che lo costringe a rinunciare alla sua passione: praticare il salto in lungo.

Questo lo spinge inevitabilmente a focalizzarsi sulla velocità.

Nonostante l’infortunio, nonostante l’impossibilità di competere nel salto in lungo, il neo-campione italiano non si arrende e continua a potenziare al massimo le sue competenze nella velocità.

A Tokio, Marcell, oltre a vincere la medaglia d’oro ha anche superato un primato imbattuto da 17 anni, quei 9″ 86 raggiunti il 22 agosto del 2004 alle Olimpiadi di Atene dal portoghese nigeriano Francis Obikwelu.

Come puoi notare, è stato un brutto infortunio, un incidente di percorso a portarlo a vincere.

Sembra paradossale.

Forse, se non avesse avuto quell’infortunio, avrebbe potuto vincere la medaglia d’oro nel salto in lungo, così come sarebbe potuto avvenire il contrario, ma questo non lo sapremo mai.

Cosa ha permesso a un campione come Jacobs di superare le difficoltà e riuscire a ottenere i massimi risultati?

La pratica intenzionale, programmata e mirata di particolari capacità, ovvero la decisione di sviluppare determinate abilità per raggiungere i propri obiettivi.

Un lavoro su sé stesso e sulla determinazione lo hanno sicuramente spinto a concentrarsi sull’atletica leggera, ma in particolare sul salto in lungo in un primo momento.

Con l’imprevisto dell’incidente, Jacobs non si è arreso, anzi, ha continuato con la pratica mirata, ma stavolta concentrandosi (con intenzionalità e calcolo) su un altro obiettivo: la velocità.

Il potenziamento di questa capacità lo ha portato al titolo di campione mondiale in quella determinata disciplina dell’atletica leggera.

Comprendi anche tu ora quanto sia importante dirigere il proprio focus su obiettivi specifici e pratiche specifiche, in vista di un obiettivo più grande?

Ricorderai quando eri ragazzino e dovevi raggiungere quel traguardo che ti sembrava apparentemente difficile: prendere la patente di guida.

Esattamente come per la medaglia d’oro, anche obiettivi meno importanti come prendere la patente richiedono dei “micro-obiettivi” intermedi sui quali concentrarsi.

Innanzitutto impari a disciplinare lo sguardo, a controllare che non ci siano auto dietro di te prima di partire, poi impari il meccanismo acceleratore-freno-frizione, a girare lo sterzo e infine a parcheggiare.

Per ognuna di queste azioni hai dedicato del tempo, ti sei concentrato, hai ottenuto dei risultati e hai raggiunto degli obiettivi, esattamente come un atleta, per diventare campione, ha allenato capacità psicologiche come la determinazione e fisiche come la resistenza.

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Sappi che questo non vale soltanto per lo sport, prendere una patente o raggiungere un obiettivo di lavoro: vale per ogni aspetto della vita.

Ci sono delle capacità che più di altre vanno allenate per potenziarne delle altre.

Questo è un concetto fondamentale che ho sviluppato in 15 anni di coaching e che ho ritrovato leggendo la notizia su questo grande campione italiano.

Nella mia esperienza di coach ho rilevato che determinate capacità, più di altre, davano accesso al miglioramento generale di sé.

Le ho definite “Capacità Domino”.

Come l’atleta olimpico di cui ti ho parlato. Immagina per esempio di potenziare un unico aspetto di te stesso, come la determinazione, che ti permette di allenare il tuo corpo senza sosta. Questo ti permette di sviluppare la costanza e, di conseguenza, riuscire a vedere i primi risultati: vedi aumentare il volume dei tuoi bicipiti. Questo aumenta la tua motivazione nell’allenamento e ti permette di sollevare dei pesi che prima non riuscivi neppure a pensare di poter sollevare.

È un meccanismo a catena che studio ormai da tempo e ho capito che “sollecitare quella particolare tessera del gioco per far cadere tutte le altre” poteva essere un principio utile e d’ispirazione nella strategia di scatenare un effetto domino nello sblocco delle capacità personali.

Da qui nasce il concetto delle “Capacità Domino”.

Immagina di poter sbloccare abilità dopo abilità, fino ad ottenere con uno sforzo di gran lunga inferiore e nel minor tempo possibile, risultati che mai avresti pensato di poter raggiungere.

Pensa a quanti obiettivi in passato ti sono sfuggiti di mano e hai ormai abbandonato perché li credevi troppo grandi o difficili da realizzare. Avrai pensato: è troppo difficile, non ho abbastanza tempo, ormai è troppo tardi.

Uno dei problemi più grossi è il tempo.

Spesso si perde (o si è perso) tempo senza risultati, semplicemente perché si adottano metodi sbagliati e, di conseguenza una pratica sbagliata.

Puoi raggiungere risultati concreti e velocemente soltanto se hai il metodo giusto.

In assenza di un metodo uno dei due elementi verrà meno. Faticherai troppo o non riuscirai a concretizzare i tuoi obiettivi. Quando l’impresa richiede troppo impegno e il percorso è reso più arduo da un metodo inefficace, con il tempo ci si demotiva, fino a desistere.

Le “Capacità Domino” sono un concetto magico quanto semplice, fanno parte dei pilastri strategici che costituiscono il Metodo INCIMA.

Il Metodo INCIMA è il primo programma di Coaching personalizzato che ti garantisce di liberarti del 70% dei blocchi emotivi riducendo lo stress e rinforzando la fiducia in te stesso per vivere relazioni più appaganti, aumentare la tua capacità di prendere decisioni e agire con metodo e costanza.

Tutto questo in poco più di 2 mesi, senza dover affrontare lunghi ed estenuanti percorsi psicologici, anche se puoi dedicare solo 20 minuti al giorno.

Le Capacità Domino conferiscono al Metodo INCIMA un grosso valore aggiunto perché permettono ai praticanti di realizzare piccoli e grandi obiettivi sin dalla prima settimana garantendo inoltre la creazione di nuove abitudini per il successo e la felicità.

Sempre il meglio di te.

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Esiste davvero un “Algoritmo della Felicità”?

Esiste davvero un “Algoritmo della Felicità”?

Abbiamo la grande fortuna di vivere, nonostante il difficile periodo che stiamo attraversando, in un’epoca straordinaria. Nella storia dell’essere umano, non ci sono mai state così tante conoscenze scientifiche, tanta tecnologia e tante opportunità che possono permettere di vivere una vita straordinaria; una vita lunga, ricca di gioia ed entusiasmante.

Purtroppo, tantissima gente è priva di queste nuove conoscenze strategiche e, soprattutto, non sapendo di non sapere, nella migliore delle ipotesi si accontenta di vivere una vita mediocre.

Per gli stessi motivi, disgraziatamente e ancora peggio, tantissima altra gente vive una vita d’inferno o ricca di sofferenze e di malattie. Nulla succede per caso.

Ci sono conoscenze che fanno fatica a diffondersi e sono patrimonio di pochissimi addetti ai lavori. Queste verità hanno due grossi difetti:
1) Non possono essere confezionate in un prodotto che si possa brevettare e trasformarsi in un adeguato business.
2) La loro diffusione farebbe crollare interi imperi economici, dalla mattina alla sera, come giganti con i piedi di argilla.

La mia continua attività di ricerca con spirito libero da qualsiasi lobby economica o politica e il contatto continuo con la sofferenza per oltre 42 anni di attività clinica e professionale, mi hanno arricchito di conoscenze preziose che mi rendono un privilegiato.

L’enorme divario fra ciò che è possibile e ciò che attualmente si realizza, mi fa fare diverse considerazioni amare, ma allo stesso tempo mi dà la grande voglia di donare tutto ciò che posseggo.

I nuovi saperi derivanti dall’epigenetica, dalla biologia molecolare, dalla neuroscienza, dalla fisica quantistica, dalla PNEI e dalla PNL, evidenziano sempre di più il ruolo centrale della cura dello spirito ai fini della mobilizzazione sinergica delle nostre potentissime, ma purtroppo trascurate, risorse interne, con l’obiettivo concreto di potenziare la nostra salute ed il nostro livello di gioia e di ben-essere globale.

È oramai ampiamente riconosciuto che la Salute non è una semplice ‘assenza di malattia’, ma è uno stato di completo ben-essere fisico, psichico, sociale e spirituale. La coscienza, cioè lo spirito, la mente, il corpo e l’ambiente, sono strettamente interconnessi e ciascuno di essi ha un ruolo importante in un percorso di ben-essere (salute) e nella nascita e nell’evoluzione di una malattia.

La dimensione spirituale rappresenta la vera fonte della nostra energia vitale e del nostro atteggiamento nei confronti di noi stessi, degli altri, del mondo, della vita e della morte.

I nuovi saperi derivanti dalle varie frontiere della ricerca dimostrano ampiamente che, cambiando il nostro atteggiamento nei confronti delle variabili già riferite, cambiamo la chimica e la biologia delle nostre cellule, cambiamo il funzionamento del nostro DNA, con una quantità incredibile di messaggeri coinvolti che usano un linguaggio fatto di terminazioni nervose, di neuropeptidi, di ormoni e di onde elettromagnetiche che coinvolgono più di 50.000 miliardi di cellule del nostro straordinario corpo.

Come giustamente diceva Albert Einstein: “Nessuna quantità di esperimenti potrà mai dimostrare che ho ragione, basta solo un esperimento per dimostrare che ho torto”. Esistono tante osservazioni cliniche e laboratoristiche che premono ormai nella direzione di un nuovo modello di interpretazione e di lotta contro le malattie. In questo nuovo modello scientifico, lo spirito ha un ruolo essenziale e strategico.

Ogni malattia è multifattoriale e richiede, per un obiettivo di sicura maggiore efficacia ed efficienza, una strategia multifattoriale e multidisciplinare che integri i trattamenti attuali scientificamente validati. In questo scenario, tutto diventa possibile, non esistono limiti ma, spesso, solo leggi da spolverare ed applicare.

Una delle verità più solide che derivano dalla mia esperienza clinica è che le più grandi battaglie della nostra vita si vincono o si perdono, prima di tutto, nel nostro cuore e nel nostro cervello.

Dott. Claudio Pagliara
Oncologo, ricercatore indipendente e autore dei best seller “La via della guarigione” e “L’amore è la medicina più potente”

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Ecco come la tua mente decide il tuo destino

Ecco come la tua mente decide il tuo destino

“È la mente che fa sani e malati, che rende tristi o felici, ricchi o poveri”. (Edmund Spenser)

In base alle mie conoscenze mediche ed alla mia lunga esperienza di medico/oncologo, sono fermamente convinto che ogni essere umano ha dentro di sé un’energia più grande e sorprendente dell’energia scoperta dai fisici nell’atomo.

Questa straordinaria energia può essere usata anche per potenziare, per prevenire o per recuperare la propria salute globale.

La salute globale rappresenta non una semplice assenza di malattia, ma la presenza di uno stato di ben-essere fisico, mentale, sociale e spirituale. La salute globale, quindi, coincide con la gioia e la felicità. La fonte di questa potentissima energia si trova nel nostro cuore e nella nostra mente.

È la mente che, in un battito di ciglia, ci fa salire in paradiso o ci fa scendere all’inferno.

È bene avere la consapevolezza che l’universo o, se preferite, l’ambiente penetra dentro di noi non solo con le bevande, con i cibi e con l’aria, ma anche con le parole, gli affetti, i suoni, i colori, gli odori e diventa parte di noi.

Quindi, anche l’ambiente immateriale penetra in noi, si trasforma e diventa parte di noi.

Una verità scientifica e spirituale che si trova anche nel Prologo del Vangelo di Giovanni: “In principio era il Verbo… Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste…». Il Verbo è il Logos, cioè la parola all’esterno e il pensiero all’interno.

Tutti dovrebbero conoscere il potere creativo e magico della parola e del pensiero. L’essere umano ha il grandissimo potere di cambiare la realtà ed il destino proprio e degli altri esseri umani attraverso il potere incredibile del Logos (parola e pensiero). Le parole ed i pensieri, oltre a cambiare il nostro cervello, cambiano il nostro corpo e ne lasciano traccia.

Le parole ed i pensieri rappresentano, infatti, la fonte delle nostre emozioni, dei nostri sentimenti e dei nostri stati d’animo e, grazie a questi, prendono forma diversa nei diversi organi ed in ogni cellula del nostro corpo.

Ogni organo, ogni cellula ed ogni punto del nostro corpo sa che esiste quella specifica emozione, quel particolare sentimento o stato d’animo e se ne ricorda. Nello spazio e nel tempo di ogni ambiente, esterno od interno a ciascun essere umano, esiste la materia e l’energia. Materia ed energia che possono avere un diverso tipo e un diverso grado di informazione. L’energia più informata esistente nell’universo conosciuto è il pensiero e la parola. Parole e pensieri negativi diventano veleni, parole e pensieri positivi diventano farmaci.

Spesso per far guarire un individuo bisogna curare i suoi valori errati, le sue convinzioni sbagliate, la sua mancanza di sogni, la sua noia, i suoi obiettivi fiacchi, inesistenti o negativi, i suoi affetti patologici, la sua anima ammalata, il suo ambiente di vita e di lavoro, il suo modo di essere e di vivere.

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Sogni, obiettivi, pensieri, immagini, emozioni, sentimenti e stati d’animo positivi diventano inevitabilmente messaggi biochimici, elettrochimici, ormonali ed elettromagnetici corroboranti per ogni cellula del nostro corpo.

Viceversa, una tachicardia, un’extrasistole, un’ipertensione arteriosa, una colite spastica, una cefalea, un’emicrania, un mal di schiena, un dolore addominale, etc. possono essere anche le tracce di un’anima che soffre, di emozioni, di sentimenti, di stati d’animo negativi che non siamo stati capaci di prevenire o di usare in modo produttivo.

Esistono, per esempio, delle malattie psichiatriche, definite Personalità Multiple, che sono caratterizzate dal fatto che l’individuo ha una personalità scissa in due, tre o anche molte di più, tipologie di carattere, indipendenti fra loro, a volte contrastanti e che si presentano in circostanze diverse, con un passaggio da una personalità all’altra, a volte, rapido, e a volte, molto graduale.

Ognuna di queste personalità ha un proprio modo di percepire sé stessa, il mondo e gli altri e, quindi, ha un diverso modo di rapportarsi con sé, con gli altri e con il mondo. Ogni personalità differente del paziente è caratterizzata da pensieri, emozioni e comportamenti diversi.

Le differenze fra una personalità e l’altra dello stesso individuo, non si limitano agli aspetti psichici, ma riguardano anche gli aspetti somatici, sessuali, culturali e anche le malattie. Vengono riportati casi di pazienti che presentano il diabete quando assumono una certa personalità, e hanno la glicemia perfettamente normale quando assumono una personalità diversa.

Sono documentati anche casi in cui le allergie o l’ipertensione arteriosa apparivano o scomparivano a seconda del tipo di personalità assunta dal soggetto. L’aspetto estremamente interessante di questi pazienti è la dimostrazione ulteriore, che un certo modo di pensare cambia la biologia del nostro corpo.

Pensieri diversi portano a personalità diverse, ad una biologia diversa, ad uno stato di salute o di malattia diverse e ad un diverso destino. 

Dott. Claudio Pagliara
Oncologo, ricercatore indipendente e autore dei best seller “La via della guarigione” e “L’amore è la medicina più potente”

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