Sei proprio sicuro di aver capito quello che vuoi?

Sei proprio sicuro di aver capito quello che vuoi?

Lo speed-dating può aiutarti a capire, scopri come.

Come forse avrai sentito tante volte, c’è molta gente che si ritiene sicura di ciò che desidera a livello emotivo e sentimentale.

Anche tu sei uno di questi?

Ti senti così sicuro di avere le idee chiare, eppure, puntualmente, attiri o sei attirato da tutt’altro tipo di persona.

Quante volte avrai detto queste parole “li attiro tutti io”, “attiro solo casi disperati”, insomma dai la colpa alla tua sfortuna, al fato, a qualsiasi evento esterno che non richieda troppa fantasia.

Ma se ti dicessi che invece dipende solo da te ?

Continui a raccontarti delle storie, ma non sai se sono vere e soprattutto, le consideri vere.

Forse non sapevi c’è una bella differenza tra quello che desideri e quello che pensi di desiderare.

Le convinzioni dentro di te possono essere così radicate da diventare la tua sola realtà, il tuo focus è esclusivamente su quelle.

NON CONSIDERI ALTRE POSSIBILITÀ, È COME SE PORTASSI CONTINUAMENTE UNA BENDA SUGLI OCCHI SENZA RENDERTI CONTO E ALLA FINE TI FOSSI CONVINTO DI ESSERE RIMASTO CIECO.

Voglio parlarti di uno studio da cui è emerso un aneddoto a dir poco interessante.

Iyengar e Fisman, organizzano a Broadway delle sessioni di speed dating, loro sono degli appassionati.

Si tratta di un gioco di appuntamenti lampo dove gruppi di uomini e donne si incontrano e chiacchierano per un tot di minuti per conoscersi ed eventualmente piacersi sulla base di un giudizio quasi istantaneo.

I partecipanti compilano un questionario.

Quest’ultimo è suddiviso in quattro diversi momenti (prima dell’appuntamento, alla fine della serata, un mese dopo e sei mesi dopo) in cui si chiede loro di indicare quello che cercano in un partner dando un voto da uno a dieci: attrattiva, comunanza di interessi, senso dell’umorismo, sincerità, intelligenza e ambizione.

Alla fine di ogni appuntamento valutano la persona che hanno incontrato utilizzando gli stessi criteri.

I risultati ricavati dalla coppia si sono rivelati a dir poco ambigui.

Uno degli esempi più eclatanti è quello dell’incontro tra due ragazzi, Mary e John.

I due partecipanti si sono piaciuti fin dall’inizio, ma ciò che li ha attratti non corrispondeva affatto alle caratteristiche o ai criteri che avevano scritto nel questionario, quelli per cui volevano ricercare in un partner.

Quello che ti voglio dire è che se Mary, per esempio, dice di volere una persona onesta e intelligente, al momento dell’incontro potrebbe però essere attratta anche da tutt’altro, magari un uomo attraente e simpatico (che non è detto che sia onesto e intelligente).

Qual è il succo? Mary dice di volere un tipo di persona, ma quando poi le si chiede di scegliere qualcuno in una stanza piena di uomini, ne vede uno che le piace molto e di colpo cambia idea sul tipo di persona che vuole.

Poi passa un mese e torna alla sua convinzione precedente.

Dopo averti raccontato questa caotica vicenda, la domanda che sicuramente ti fai è: cosa vuole veramente Mary in un uomo?

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Iyengar e Fisman (lei psicologa e lui economista) si sono posti lo stesso quesito, e ovviamente non hanno trovato una risposta giusta… semplicemente perché una risposta giusta non esiste.

Attenzione, Mary ha un’idea precisa di ciò che vuole, che non è sbagliata ma è incompleta: tuttavia parte dal suo ideale razionale e conscio, quello che crede di volere quando pensa a ciò che è meglio per lei.

Ma quando incontra un uomo dal vivo, non è più sicura dei criteri che ha adottato in precedenza.

Perché?

Perché l’informazione su ciò da cui è attratta si trova dietro la porta chiusa di quello che conosci come “inconscio”.

Se ti chiedessi perché ti senti istintivamente attratto o colpito da qualcuno, sapresti darmi una risposta razionale? Certo che no, perché a guidarti è l’inconscio, esattamente come accade per ognuno di noi.

Questo discorso vale per qualunque tipo di relazione.

Dunque comprendi ora quando ti dico che c’è una bella differenza tra ciò che desideri e ciò che credi di volere.

Ti prego di non sottovalutare questa cosa perché come puoi immaginare è molto importante.

Non puoi descrivere razionalmente il tipo di persona di cui ti innamori, ma ora sai che c’è questa forza che ti guida, non soltanto nelle scelte sentimentali, ma anche nelle altre sfere più importanti della tua vita, come quelle professionali.

Quando devi prendere una decisione come comprare una casa, cambiare lavoro o città, scegliere un socio in affari o assumere un collaboratore.

OGNI VOLTA NON C’È SOLO LA TUA RAGIONE CHE TI GUIDA, MA ANCHE UNA GRANDE DOSE DI ISTINTO, SENSAZIONI ED EMOZIONI.

Non sempre fai la scelta giusta, o sai cosa scegliere, perché non ti fermi a riflettere sulle dinamiche mentali che influenzano le tue valutazioni, le tue decisioni, i tuoi comportamenti.

Immagino che, con la vita frenetica che conduci (lavoro, casa, studio, figli ecc…) non hai mai il tempo di “guardarti dentro”, ma soprattutto sono convinto che farlo da soli non sia affatto facile.

La mia esperienza me ne da conferma tutti i giorni.

Con Cristina abbiamo creato un Metodo basato essenzialmente sul coaching, sul tutoring, sulla relazione d’aiuto.

Ho sempre rifiutato la formazione fine a se stessa, che non avesse il focus sul cambiamento.

Affinché il cambiamento arrivi in tempi brevi, o comunque non dopo lunghi percorsi psicologici, laddove non sia strettamente necessario, è sempre sconsigliabile agire da soli.

MEGLIO FARSI GUIDARE, DA UN COACH CHE SAPPIA FARE DA MENTORE E DA SPONSOR E SAPPIA PRENDERSI CURA DEL TUO CAMBIAMENTO.

Il Metodo INCIMA è il sistema di coaching personalizzato per riprogrammarsi al successo e liberarsi dal 70% dei blocchi emotivi in due mesi, anche da casa e con un allenamento di venti minuti al giorno.

Puoi scoprire di più sul mondo dell’inconscio e altre conoscenze importanti avvicinandoti al Metodo Incima con la lettura del libro scritto dai fondatori dello stesso Metodo: Mente Potente, il primo action book per iniziare a cambiare vita in 21 giorni. www.mentepotente.it

Oppure puoi richiedere la consulenza gratuita GOALS, dopo aver effettuato il sondaggio a questo link: https://form.typeform.com/to/J99seeYs

Sempre il meglio di te,

Dario Perlangeli

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Quando la felicità ti sembra “un’impresa da Dio”.

Quando la felicità ti sembra “un’impresa da Dio”.

Era un sabato sera, e come avviene spesso nei weekend, abbiamo l’abitudine di guardare un film in famiglia tutti coccoloni sul divano, soprattutto in questo periodo di restrizioni Covid.

Mentre giravo un po’ fra i vari titoli che Netflix mi offriva, mia figlia a un tratto nota questo film, “Un’impresa da Dio”, che appariva in evidenza. Si sa, spesso i bambini a quell’età hanno più fantasia di noi adulti nel notare certe cose!

E quindi Viola a un certo punto esclama “mamma, voglio vedere quel film dove ci sono gli animali”.

L’ho vista così entusiasta e piena di tenerezza che non ho voluto dirle di no (se sei un genitore potrai sicuramente comprendermi).

La trama, a sfondo umoristico, narra di un giornalista televisivo di successo, Evan Baxter, che diventa deputato della Casa Bianca. Il protagonista ha tutto ciò che desidera, una moglie e una famiglia fantastica, un lavoro bellissimo, fama, ambizione e una casa da sogno.

Ma tutto viene sconvolto quando Dio decide di fare del giornalista un Noé versione moderna, che viene incaricato da Dio stesso di costruire un’Arca per un imminente diluvio universale!!

Ovviamente il protagonista viene preso per matto da tutti, nessuno gli crede, anche la famiglia arriva ad abbandonarlo (la moglie ad un certo punto va a stare da sua madre portando via i tre figli perché ‘le follie’ erano troppe) e la carica politica gli viene temporaneamente sospesa (ne aveva combinate davvero di tutti i colori!).

Ma lui prosegue imperterrito il suo progetto divino malgrado molti dubbi e difficoltà.

All’inizio sembrava trattarsi di una tipica commedia con le solite esagerazioni all’americana, ma andando avanti con il film mi sono resa conto che conteneva dei messaggi veramente profondi che oggi desidero condividere con tutti voi.

C’è una scena in particolare di cui voglio parlarti: Dio si manifesta alla moglie del nuovo Noé sotto le mentite spoglie di un lavoratore di un fast food. Lei, triste e convinta che lui sia impazzito, gli parla del marito, del folle incarico che Dio gli avrebbe assegnato.

A questo punto, Dio le risponde ribaltandole la prospettiva negativa: le spiega che la storia dell’Arca di Noé è una storia d’amore sulla fiducia reciproca, sul rimanere uniti fianco a fianco, come Noé e la sua famiglia che oggi hanno questa opportunità.

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Le spiega che pregando Dio, quest’ultimo non dona la pazienza alla persona che gliela chiede, ma l’opportunità di essere paziente, così come chi prega Dio per far sì che la famiglia sia unita (come nel caso della moglie speranzosa verso il marito), non ottiene una famiglia unita, ma… l’opportunità di realizzare quell’obiettivo.

È allora che la moglie coglie quel messaggio: ciò che le era successo non era una disgrazia, ma una prova di fiducia, un’opportunità, certamente sfidante e fuori dagli schemi, per rendere la famiglia ancora più unita. Sceglie di affidarsi a quelle parole di quel perfetto sconosciuto (Dio) per cambiare punto di vista e affrontare la realtà accettandola e traendone il massimo vantaggio per lei, per il marito, per i tre figli. 

Cosa era successo di preciso? Semplice, la moglie aveva cambiato il punto di vista sulla sua situazione. Aveva virato il “focus” sugli elementi positivi, per dirla da coach, non sulle mancanze ma sulla possibilità, sull’opportunità di dimostrare alla sua famiglia che anche un momento di ‘crisi’ si può vivere restando uniti (lei all’inizio è convinta che il marito abbia una crisi di mezza età, d’altronde chi poteva credergli che avesse realmente parlato con Dio?)

Ma l’insegnamento ancora più profondo è questo: non scegliamo sempre quello che accade ma in ogni istante possiamo scegliere come affrontare ciò che accade, è lì la libertà di determinare la nostra vita. 

Che cosa ha fatto Morgan Freeman nei panni di Dio? Ha lasciato un messaggio importantissimo sulle aspettative e la rigidità, che voglio condividere con te.

Spesso pensiamo e ci aspettiamo che la vita proceda nella direzione che desideriamo, che le cose, gli eventi e le persone si presentino in un certo modo davanti ai nostri occhi.

Magari vuoi il marito o la moglie perfetta, il lavoro dei tuoi sogni, ma per qualche ragione ti si presenta una situazione diversa, assolutamente inaspettata, e allora tutto sfuma, tutto vien meno, piombi nella rigidità del “se non è precisamente così, non ci sto”. 

È come se in una giornata di primavera andassi al bar e chiedessi un gelato ai gusti cioccolato e al pistacchio, ma te ne vai di testa perché il dipendente ha sbagliato l’ordinazione e te ne ha dato uno al cioccolato e nocciola, che tutto sommato può essere una bella associazione.

Magari non hai ottenuto quello che volevi, desideravi quei gusti ardentemente, ma prova a ribaltare la prospettiva: hai scoperto dei gusti nuovi, qualcosa che magari in futuro molto probabilmente riassaporerai (e magari potrà piacerti anche di più di ciò che hai chiesto per te, oppure no, ma a che serve arrabbiarti così tanto?).

E così succede nella vita di ognuno di noi. Ti aspetti qualcosa, ma avviene altro, in maniera diversa se non opposta a quella che ti aspettavi. 

Ma tutto può assumere un significato nuovo, diverso, perché, non so se ci hai mai pensato, ma l’oggettività e il giudizio su quello che accade non esiste, siamo noi a dare un significato a ciò che ci circonda.

Noi non vediamo il mondo come esso è ma come noi siamo. 

Ecco la bellissima lezione che questo film ha rievocato in me, e che già da molto tempo ho fatto mia come donna, coach, moglie e madre.

Ma ti dirò che non per tutti questo è scontato; molta gente vive e soffre nella rigidità, nell’aspettativa che tutto sia perfetto, ma la perfezione, come ben intuirai, non esiste. E purtroppo più le persone sono rigide e più tendono a soffrire e stare male perché la rigidità chiede delle regole troppo strette che ti fanno focalizzare principalmente ciò che non va.

La grande opportunità è che puoi cambiare. Puoi in ogni istante allenarti ad una nuova flessibilità per vivere una qualità superiore di vita. Non è difficile farlo, dovrai solo sceglierlo e permettere a te stesso di farlo. 

Proprio perché molta gente vive nell’inconsapevolezza della propria rigidità e dei propri meccanismi sabotanti (e quindi nell’infelicità), ho deciso di dedicare la mia vita ad aiutare le persone.

Per questo, insieme a mio marito Dario, abbiamo fondato il Metodo Incima, un metodo pratico e scientifico, che si fonda sulle neuroscienze (e non sulla teoria che non porta a risultati!), per garantire il benessere emotivo senza intraprendere lunghi percorsi psicologici e lavorando individualmente anche da casa.

Il Metodo INCIMA è il sistema di coaching personalizzato per riprogrammarsi al successo e liberarsi dal 70% dei blocchi emotivi in due mesi, anche da casa e con un allenamento di venti minuti al giorno. 

Puoi scoprire di più sul Metodo Incima con la lettura del libro scritto da me e Dario, i fondatori dello stesso Metodo: Mente Potente, il primo action book per iniziare a cambiare vita in 21 giorni. Lo trovi qui: www.mentepotente.it

Oppure se hai voglia di interagire con una persona gentile ed empatica in grado di ascoltarti e comprendere di cosa hai più bisogno in questo momento della tua vita, puoi richiedere la consulenza gratuita GOALS, dopo aver compilato il questionario.

Goals è una straordinaria opportunità per definire in modo gratuito e personalizzato i tuoi obiettivi e avere il suggerimento più giusto per te per garantirti di realizzarli. Lasciati ascoltare e accompagnare da una voce competente e attenta. Tutto il nostro impegno è per sostenerti e garantirti di realizzare quello che vuoi e meriti.

Sempre il meglio di te,

Cristina Bari

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Le parole ci condizionano, sempre.

Le parole ci condizionano, sempre.

Ti dicono che l’amore è impossibile, tu ridi… ma in fondo ci credi!

Immagina di accendere la TV, di guardare un contenuto per caso, uno qualsiasi. 

Magari in televisione stanno trasmettendo un telefilm dove vedi una coppia che litiga, lei dice che “l’amore è impossibile”, e che “ le persone non sono più quelle di una volta”, volente o nolente ti si innesca una certa familiarità con questi discorsi. 

Lì per lì ti sembra di ascoltare con indifferenza, oppure ti viene da ridere, ti dici “ma dai, che esagerazione!”. Oppure, la tua reazione potrebbe essere “è vero se ci penso, tutte le mie esperienze mi hanno portato a questo”.

Dunque questo “innesco” ti riattiva il ricordo di vecchie conversazioni che hai avuto con amici, parenti riguardo all’amore e alle coppie in generale. 

In qualche modo, senza accorgertene, sarai influenzato dalle parole che hai ascoltato.

Ti assicuro che questa non è un’ipotesi, ma un’esperienza scientifica. Lascia che ti racconti questo aneddoto.

Lo psicologo John Bargh, insieme a due colleghi della New York University, ha dimostrato come determinate esperienze o discorsi possano condizionarci in maniera determinante nel corso della nostra quotidianità.

Il ricercatore ha assegnato due test a un gruppo di studenti, definendoli  “scrambled-sentence test”, ovvero “test di frase rimescolata”. 

Nel primo, ciascuno studente è stato sottoposto a frasi sparse come “sfacciato”, “scortese”, “seccarsi”, “disturbare”, “intromettersi”, “violare”.

Nel secondo, “rispetto”, “premuroso”, “comprensione”, “pazientemente”, “cedere”, “educato” e gentile”.  In nessuno dei due test c’erano parole abbastanza simili perché gli studenti potessero notarle, associarle o capirne la sostanza del discorso. 

Eseguito il test, veniva chiesto a ogni studente di recarsi nel corridoio dal responsabile dell’esperimento. Questi, proprio in quel momento si sarebbe fatto trovare in compagnia di una ragazza sua complice. I due avrebbero continuato a conversare mentre la ragazza, impediva l’accesso degli studenti nello studio, costringendoli ad un’attesa prolungata.

Lo psicologo voleva capire se i soggetti condizionati con parole di cortesia avrebbero aspettato più tempo prima di interrompere i due, rispetto a quelli che erano stati condizionati con parole di scortesia. L’esperimento non doveva durare più di dieci minuti.

Quello che ne ricavò fu che gli studenti condizionati a essere scortesi interruppero la conversazione dopo circa cinque minuti, mentre la maggior parte di quelli condizionati con parole cortesi (l’82 per cento) non la interruppero per niente. 

Chissà quanto altro tempo avrebbero aspettato gli studenti più “cortesi”, se l’esperimento fosse durato più di dieci minuti?

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Questo condizionamento, che ha influenzato in maniera così forte gli studenti coinvolti, viene chiamato “Effetto Priming” o “innesco”, che è un effetto psicologico per il quale l’esposizione a uno stimolo può influenzare la risposta a stimoli successivi. 

Il condizionamento o l’influenza dello stimolo può essere esercitata a livello percettivo, semantico o concettuale.

Non allarmarti però, perché il Priming non è un lavaggio del cervello.

Non si può indurre una persona a fornire dettagli della vita privata o a farle fare cose ai limiti della legalità, ma come hai appena visto è possibile influenzarne la performance di una qualsiasi attività giornaliera, facendo leva sui contenuti e le sue convinzioni più profonde.  

Forse non sapevi che esiste un Metodo che ha studiato questo meccanismo in maniera approfondita, e l’ha utilizzato insieme a numerose conoscenze neuro-scientifiche per migliorare la vita di migliaia di persone.

Un Metodo, pratico e scientifico, che garantisce il benessere emotivo senza sottoporsi a lunghi percorsi psicologici.

Il Metodo INCIMA è il sistema di coaching personalizzato per riprogrammarsi al successo e liberarsi dal 70% dei blocchi emotivi in due mesi, anche da casa e con un allenamento di venti minuti al giorno. 

Puoi scoprire di più sull’Effetto Priming e altre conoscenze strategiche per migliorare la tua vita avvicinandoti al Metodo Incima con la lettura del libro scritto dai fondatori dello stesso Metodo: Mente Potente, il primo action book per iniziare a cambiare vita in 21 giorni. www.mentepotente.it

Oppure puoi richiedere la consulenza gratuita GOALS, dopo aver compilato il questionario.

Sempre il meglio di te,

Cristina Bari

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L’orso bipolare Gus, la zoochosi e le tue gabbie mentali…

L’orso bipolare Gus, la zoochosi e le tue gabbie mentali…

Ti racconto questa storia molto particolare. Verso la metà degli anni ’90, Gus, un orso polare che viveva nello Zoo di Central Park, allarmava i visitatori nuotando in maniera compulsiva creando delle forme di “8” nell’acqua, talvolta fino a 12 ore al giorno, e inseguiva i bambini dalla sua gabbia. Lo staff dello Zoo fu costretto a innalzare delle barriere per non far spaventare i bambini.

A causa di questa nevrosi, Gus divenne così popolare che gli fu attribuito il soprannome “orso bipolare”, oltre che prescrivergli una terapia comportamentale. 

Ma questo non è il solo caso registrato, ce ne sono tanti, segnalati in innumerevoli condizioni di cattività, e citati per esempio in un libro di Laurel Braitman, scrittrice di fama internazionale: qui si parla addirittura di un cane che si getta dal quarto piano, di un asino che morde gli stinchi, o di un gorilla che piange. 

Si trattava di una ripetizione patologica e stereotipata di comportamenti, tanto evidente da portare la comunità scientifica a indagare il fenomeno, e così nel 1992 Bill Travers diede la definizione di “zoochosi” a quella che sembrava una vera pazzia o psicosi degli animali (disturbi comportamentali come il morso della barra, grooming eccessivo, dipendenza e autolesionismo).

Ma quali erano le cause? Innanzitutto quella più ovvia che ti viene in mente: il distacco dall’habitat naturale e le condizioni di detenzione (gabbie, incatenamento ecc…). E in secondo luogo sembra che sulla condizione psicologica degli animali incida anche il distacco dalla famiglia.

La maggior parte degli esempi patologici che Braitman descrive nel libro soffre per l’innaturalità del luogo in cui abita. A confermare che la cattività costituisca un male psicologico per gli animali è il libro “Gli animali ci rendono umani” delle studiose Temple Grandine e Catherine Johnson, che affermano che questi comportamenti non avvengono quasi mai in luoghi selvaggi o habitat naturali.

Cosa c’entra tutto questo con gli esseri umani, te lo stai chiedendo vero?

Che siano di tipo fisico o psicologico, parliamo pur sempre di gabbie. Alcune si possono vedere e toccare, altre sono invisibili. Le barriere fisiche sembrano le più pericolose.

Alcuni studi tra cui uno effettuato alla Sapienza di Roma, hanno confermato che talvolta, per esempio, le condizioni dei detenuti di genere femminile portino le prigioniere a somatizzare stress, ansia, irritabilità, condotte di evitamento e impulsività. 

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Ma non è quello che accade anche fuori? 

C’è un altro livello di prigionia, di cui spesso non si è consapevoli che genera conseguenze simili o peggiori. Mi riferisco alle gabbie “mentali”, quelle che non ti impone nessuno, ma che tu crei inconsapevolmente nella tua mente. 

Hai presente le tue convinzioni? Quello che pensi di te stesso? “Non sono abbastanza bravo”, “non lo merito”, “non sono capace”. O ciò che pensi dei tuoi obiettivi? “Non ce la farò mai”, “Non sono alla mia portata” ,“Troppo difficili da raggiungere”.

Se ti chiedessi “quando hai cominciato a pensare queste cose di te stesso?”, magari non sapresti neanche dirmi da dove hanno origine queste convinzioni. Eppure rappresentano i limiti di ciò che ritieni possibile, la tua prigione.

Probabilmente non sai che, fin da quando eri bambino, l’ambiente che vivevi, i discorsi che hai ascoltato,  tutto ciò che hai sentito lo hai assimilato come certezza, perché il cervello in età infantile è nello stato theta, quindi altamente ricettivo. 

Da qui, senza neanche accorgerti, inizi a sviluppare quelle che diventano le reti neurali che formano le tue convinzioni: la convinzione di essere timido, la convinzione di non essere capace, bello, bravo, all’altezza.

Che cosa sono queste se non vere gabbie che limitano il tuo agire?

Ti sarai così costruito delle gabbie invisibili con le tue stesse convinzioni limitanti. È come se fossi uno di quei gorilla in gabbia nello zoo. Cammini sempre nello stesso perimetro, senza sapere che al di fuori di esso hai un mondo di infinite possibilità.

Continui a muoverti nella tua vita in maniera stereotipata, a commettere gli stessi errori, a vivere le stesse situazioni, a essere perennemente stanco di tutto questo senza però sapere come riuscire a cambiare!

E se ti dicessi che esiste una chiave molto potente per aprire la tua gabbia, per cambiare la tua vita in meglio?

Ovviamente, nulla avviene per magia. Ci avrai provato più volte a cambiare dei comportamenti, a risolvere dei conflitti, a creare nuove abitudini.  Avrai forse già provato a intraprendere dei percorsi psicologici, delle terapie o dei corsi motivazionali. 

Forse non eri a conoscenza che esiste un Metodo che ti aiuta a realizzare tutto questo oppure ne sei a conoscenza ma le tue “barriere mentali” oppongono resistenza. 

Il Metodo INCIMA è il sistema di coaching personalizzato per riprogrammarsi al successo e liberarsi dal 70% dei blocchi emotivi in due mesi, anche da casa e con un allenamento di venti minuti al giorno. 

Puoi avvicinarti al Metodo INCIMA attraverso la lettura del libro scritto dai fondatori dello stesso Metodo:  Mente Potente, il primo action book per iniziare a cambiare vita in 21 giorni. www.mentepotente.it

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Dario Perlangeli

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Hai mai praticato una meditazione?

Hai mai praticato una meditazione?

Nel corso della storia ci sono stati grandi maestri della meditazione, c’è chi si ritirava nel deserto, chi meditava sugli alberi o sulle colonne, chi raggiungeva vette profonde di contemplazione e chi scriveva grandi opere per aiutare a meditare.

Sperimentavano con metodi diversi, strumenti e capacità differenti, culture e spiritualità lontane tra loro, ma tutti raggiungevano ciò che desideravano: una vita piena, grata e compiuta.

Nonostante le diversità, cos’è che accomunava questi diversi pensatori?

Forse qualcuno potrebbe pensare che erano dei prescelti o persone molto fortunate, ma cos’hanno in comune con noi? Il cervello!

L’essere umano è dotato di un cervello tripartito: il cervelletto, il cervello limbico e la neocorteccia. Ed è proprio quest’ultima che i grandi maestri sono riusciti a far funzionare al meglio delle loro potenzialità.

Nella neocorteccia si sviluppa il linguaggio, l’auto-coscienza e tutte quelle funzioni superiori che appartengono esclusivamente al genere umano.

Noi esseri umani, al contrario degli animali, abbiamo la capacità e la possibilità di aspirare a essere qualcosa di superiore rispetto a quello che già siamo.

“Prima di intraprendere il mio cammino nel Metodo INCIMA sentir parlare di meditazione mi annoiava. Ero affascinato da questa pratica e da chi la praticava, ma ogni volta che ci provavo non riuscivo mai a sentirne i benefici. Per me era qualcosa di bello e di estremamente sfidante, di utile e di incredibilmente noioso nello stesso tempo. Credevo che nella meditazione dovessi trovare i chi, i come e i perché più profondi dell’universo e provavo un senso di inadeguatezza nel fare tutto questo. Praticando le meditazioni Mind-Restart, ho sperimentato che il primo frutto utile a cambiare la mia vita, non è la profondità di sapere, ma la calma. Solo una mente calma può accettare e accogliere nuove informazioni e quindi aiutarmi a capire chi desidero essere.”

Mattia Spedicato, laureato in scienze religiose, ricercatore.

La pratica della meditazione non è stressante, al contrario, rilassa il corpo e la mente.

Non intasa la mente con altri pensieri ma aiuta a migliorarne la qualità e, soprattutto, è una speciale guida nel costruire nuove convinzioni positive e potenzianti.

Un altro grande beneficio della meditazione è quindi quello di riprogrammare il tuo subconscio: puoi addormentare gli automatismi negativi e dannosi, e costruire una nuova immagine di te stesso (imprimendola nel subconscio) più positiva, più efficace, in grado di realizzare la vita che desideri.

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Pubblicata la classifica dei paesi più felici al mondo.

Pubblicata la classifica dei paesi più felici al mondo.

Proprio oggi, nella giorno in cui ricorre la Giornata internazionale della felicità, è stata pubblicata per il nono anno consecutivo la speciale classifica del World Happiness Report, la ricerca che redige annualmente la classifica dei Paesi più felici al mondo.

Chiedimi se sono felice, recitava il titolo di una commedia di vent’anni fa.

La classifica – che quest’anno si è trovata ad analizzare gli effetti della pandemia sul benessere soggettivo delle persone – vede ancora la Finlandia in testa, mentre l’Italia sale dal 28esimo al 25esimo posto, nonostante l’anno terribile che ci lasciamo alle spalle.

Tuttavia, i dati nel complesso mostrano che c’è stato un aumento di circa il 10% nel numero di persone che hanno detto di essere preoccupate o tristi.

Nonostante tutto, come è facile immaginare, visti i vari lockdown dell’ultimo anno e il distanziamento sociale, la pandemia ha avuto un significativo effetto sul benessere collettivo, con un aumento del senso di incertezza rispetto al futuro.

“Il World Happiness Report 2021 ci ricorda che dobbiamo lavorare per il benessere piuttosto che per la mera ricchezza” – dichiara Jeffrey D. Sachs, presidente di United Nations Sustainable Development Solutions Network, l’ente che pubblica il report annuale.

In questo senso (per fortuna) ci sono indicatori che segnalano come l’interesse per il benessere psico-fisico delle persone sia in netto aumento. Non è certo un novità per i nostri studenti, che da anni lavorano per costruire una psicologia robusta, raggiungere l’indipendenza emotiva e fare della felicità un’abitudine.

Sia che tu stia muovendo i primi passi con il Metodo INCIMA, o che abbia invece già iniziato a studiare e applicare seriamente, hai la possibilità di ri-programmare la tua mente perché sia tua alleata verso la realizzazione dei tuoi obiettivi più importanti (anziché sabotarti come probabilmente succede ora, a causa di programmazioni inconsce che hai interiorizzato nel corso del tempo).

Sempre il meglio di te!
Cristina Bari, Dario Perlangeli

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