Ti stai auto-distruggendo come l’Ultimo Zar di Netflix?

Ti stai auto-distruggendo come l’Ultimo Zar di Netflix?

“Il passato è un luogo pericoloso, pieno di decisioni che non si possono cambiare”. La mini-serie Netflix “Gli ultimi zar” (The last czars) si apre con queste parole e ricostruisce il regno di Nicola II, l’ultimo rappresentante della dinastia Romanov che ha governato la Russia per trecento anni.

Nel corso degli episodi vengono ripercorsi tutti gli eventi più importanti che segnano il regno di Nicola II: dal bagno di sangue che macchia il giorno della sua incoronazione al disastroso conflitto del 1904 con il Giappone, per poi passare dalla Prima Guerra mondiale, all’abdicazione dello zar in seguito alla rivoluzione comunista del 1917, fino all’inevitabile tragico finale.

Come fa Nicola II a distruggere un impero pluricentenario in poco più di 15 anni e a decretare la sua fine e quella della sua famiglia? Se hai visto la serie, la risposta è semplice: semplicemente non si rende conto della realtà intorno a sé e agisce in base alla proiezione “distorta” della realtà che lui stesso ha creato nella sua mente.

Così, mentre la Russia di quegli anni non è più quella di suo padre e di suo nonno, nel suo primo discorso da Zar, Nicola invece fa chiaramente capire di voler proseguire sulla stessa linea del passato, consolidando i principi dell’autocrazia in modo fermo e inflessibile.

L’ultimo zar non campisce che il paese sta cambiando velocemente sotto l’impulso di una crescita esponenziale dell’industrializzazione, dei mezzi di informazione, dalle rivendicazioni sociali di contadini e operai.

C’è una netta differenza tra il film che lui proietta nella sua mente – il potere autarchico derivato direttamente da Dio, il rispetto dovuto e incondizionato da parte dei sudditi – e ciò che sta realmente accadendo intorno a lui.

Proprio questa “distorsione” della realtà è il filo conduttore che guida tutta la sua tragica storia. Ci sono molte situazioni in cui Nicola potrebbe (potenzialmente) cambiare il suo futuro, ma proprio non riesce a fermare il suo “sabotaggio” interno.

Un meccanismo inconscio lo tiene legato al passato, tant’è che fino all’ultimo è convinto che il popolo lo ami e che i soldati gli siano fedeli, quando invece la sua totale incapacità di leggere ciò che sta accadendo lo ha già allontanato tutti e condannato definitivamente.

Ora, cosa c’entra la storia dell’ultimo zar con i “disastri” più o meno grandi che combiniamo ogni giorno?

Anche per noi è difficile uscire dagli schemi mentali che abbiamo interiorizzato nel tempo e senza rendercene conto, reiteriamo le azioni del passato ancora e ancora. Ecco perché viviamo sempre le stesse situazioni e non riusciamo a raggiungere la vita che sogniamo.

E anche quando sappiamo che dovremmo agire in maniera diversa, ci impegniamo con tutta la nostra forza, ci riusciamo per un po’ di tempo e poi ci perdiamo per strada o molliamo, confortati da tutte le nostre scuse (ho tanti impegni, non riesco neanche a respirare, lo farò domani, alla fine mi va bene così…).

La verità è che, anche a distanza di anni dalla storia dei Romanov, i nostri meccanismi mentali in quanto esseri umani non sono cambiati. Quello di Nicola II è lo stesso bug mentale che è presente in ciascuno di noi. In informatica la parola “baco”, tradotto dall’inglese “bug”, indica un guasto o un errore che causa un malfunzionamento del software (o programma).

Qualsiasi cosa facciamo, anche se non ce ne rendiamo conto, dallo scendere dal letto la mattina a lavarci i denti, dal modo in cui ci vestiamo ai pensieri che abbiamo, è frutto di informazioni inconsce che il nostro cervello elabora alla velocità della luce.

Ecco come la tua mente inconscia condiziona la tua vita con automatismi che ti impediscono di cambiare, perché di fatto ti ‘paralizzano’ e ti bloccano nel passato…
…. a meno che non conosci un sistema per risolvere questi “bug” del cervello, hackerare i tuoi meccanismi automatici e settarti sulla modalità “cambia-vita”.

Questo dispositivo agisce come un interruttore capace di ‘accendere’ le informazioni che ti permettono di ottenere il cambiamento che desideri e – come succede ai nostri studenti senior – raggiungere giorno dopo giorno risultati che ti lasceranno a bocca aperta.

Se non sai come si fa, puoi imparare a farlo usando gli strumenti giusti.

Sempre il meglio di te!
Cristina Bari, Dario Perlangeli

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Cosa faresti al posto tuo?

Cosa faresti al posto tuo?

Cambiare vita non è semplice, questo i nostri studenti lo sanno bene. Eppure, da quando abbiamo iniziato la nostra carriera di life coach, abbiamo notato che l’aumento di competenze porta con sé uno strano effetto collaterale.

Esiste un gruppo di persone che, per aver letto mezzo libro o aver fatto un corso di crescita personale, è convinto di sapere già tutto. Non è nostra intenzione giudicare nessuno, siamo abituati però a parlare di risultati concreti piuttosto che di teoria.

E infatti questo non ci sorprende. Sappiamo bene che studiare apre la mente, e che se hai partecipato a qualcuno dei nostri corsi o webinar (anche quelli che durano poche ore), ti senti come se avessi sempre vissuto una vita in bianco e nero che improvvisamente è diventata a colori.

Il punto è, però, che ottenere un vero cambiamento richiede tempo, costanza, impegno, un percorso passo passo, giorno dopo giorno, con un “allenatore” sempre al tuo fianco. Solo così hai la garanzia di riuscire veramente.

Per questo la domanda che facciamo ai “collezionisti di nozioni” è: vuoi continuare ad accumulare teoria o vuoi davvero cambiare la tua vita?

La prima possibilità non è sbagliata, solo che non può garantirti di realizzare risultati superiori in ambito personale, professionale e relazionale.

Sei in grado di applicare un sistema scientifico che giorno dopo giorno ti aiuti a non buttare via il tuo tempo e iniziare finalmente a vivere la vita che meriti e che desideri davvero?

Non per sfiducia, ma abbiamo il sospetto che la risposta sia: “Dario, Cristina, non saprei nemmeno da dove cominciare!”.

Vedi bene allora che la cosa importante da fare non è solo impadronirti di tutte le conoscenze teoriche per il cambiamento, ma mettere in pratica gli strumenti concreti per creare la tua vita da favola.

Sempre il meglio di te!
Cristina Bari, Dario Perlangeli

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Relazioni Straordinarie? Molto difficile se continui a fare lo stesso errore…

Relazioni Straordinarie? Molto difficile se continui a fare lo stesso errore…

Nulla di straordinario è possibile se continui a vedere in te stesso e negli altri solo quello che manca o di cui hai bisogno!!!

Su cosa sei particolarmente concentrato… solitamente? Nella vita di tutti i giorni?

Su quello che già c’è o su quello che ti manca?

Quella che appare come una domanda pragmatica è invece un quesito esistenziale alla stregua di altri quesiti come: Chi sono? Qual è lo scopo della vita?

Per citare la piramide dei bisogni di Maslow e mantenere una linea concreta sull’argomento: siamo tutti molto impegnati a procurarci quello che soddisfa i nostri bisogni: fisiologici, di sicurezza, di appartenenza, di stima e amore, di autorealizzazione.

< Procurarsi o procacciarsi ciò che soddisfa il personale e familiare fabbisogno di risorse per la sopravvivenza >. Non è forse questo l’aspetto dominante che caratterizza le nostre giornate?

Utilizzo il termine “procacciarsi” nonostante si parli di emozioni, oltre che di mezzi e aspetti materiali, perché è come se la nostra vita sia stata ormai sopraffatta dalla necessità di sopravvivere invece che dal desiderio o dal diritto alla felicità.

Siamo spesso sopraffatti dalla paura di non farcela o dalla paura di perdere.

È quello che accade quando si è talmente assorbiti dai bisogni materiali da dimenticare di voler essere felici e di godersi con piena gratitudine ogni singolo respiro, ogni momento di buona salute, ogni singolo gesto di nostro figlio, o il semplice sguardo alla magia che ci circonda.

Ad un certo punto si dà per scontato ciò che è “essenza” e ormai ci si occupa di quello che è parvenza, o comunque sopravvivenza.

Non parlo della paura atavica della morte, dalla quale è ragionevole pensare derivino tutte le altre paure, ma della paura di non farcela a trovare o a mantenere il proprio lavoro, di non essere amati, che nostro figlio non riesca a realizzare se stesso o a essere felice, la paura di non guadagnare abbastanza o di non avere soldi a sufficienza per permettersi ciò di cui si ha assoluto bisogno, per vivere o per apparire, l’elenco sarebbe davvero lungo…

Il mio non vuole essere il classico esercizio di stile o di morale su ciò che è veramente importante nella vita. Non strizzerò l’occhio alle filosofie orientali, all’amore incondizionato o alla dimensione spirituale della meditazione.

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Sebbene nella mia personale ricerca dell’armonia abbia trovato le risposte più importanti proprio nell’esplorazione del mio mondo spirituale, voglio porre la mia attenzione su un diverso aspetto, ossia il bisogno di sopravvivere che sembra ormai condizionare ogni nostra scelta ed è diventato il nostro atteggiamento mentale dominante.

Parto da un assunto di base: le scienze quantiche e le neuroscienze ci permettono di ritenere con un buon grado di certezza che il “Focus” ossia ciò a cui prestiamo maggiore attenzione, influenzi in modo diretto quello che accade nella nostra vita.

I lettori del nostro Action-book Mente Potente sanno che “il Focus crea la realtà” rappresenta uno dei principali booster del nostro Metodo.

Vediamo ora in che modo questo concetto così potente può essere utile per la vita di ognuno di noi.

Ricordi com’è cominciato questo articolo?

Su cosa sei particolarmente concentrato nella vita di tutti i giorni?

Su quello che già c’è o su quello che ti manca?

La risposta non è uguale per tutti, evidentemente. La realtà è diversa per ognuno di noi.

È peraltro necessario fare una distinzione netta tra due tipi di realtà:

la realtà fisica e la realtà potenziale. 

La realtà fisica è ciò che si vede, quella che si può percepire con i sensi, tutto quello che puoi toccare e sentire. Quello che è successo, il tuo passato. La realtà potenziale è tutto quello che potrebbe accadere, che è possibile che accada.

Tutto quello che accade ed è accaduto esisteva prima in forma potenziale, era quindi una possibilità.

Pensa ora ai tuoi obiettivi: visto in questi termini quello che vuoi o che non vuoi che accada, si trova in questo momento in un luogo ben preciso, il luogo delle possibilità.

I fisici quantistici definiscono questo luogo “campo quantico dei potenziali” ed è la stessa definizione che utilizzano per descrivere più in generale la realtà: un mondo di infinite possibilità.

Dalle possibilità emerge la materia, ossia le esperienze. Queste, poi, sono visibili e percepibili attraverso i sensi. La realtà potenziale è invece invisibile. Devi crederci anche se non la vedi.

La devi vedere con gli occhi delle tue convinzioni e delle tue aspettative, oppure non esiste.

Un’interpretazione di alcune teorie quantistiche afferma essere l’attenzione il motore della nostra vita. Laddove c’è l’attenzione fluisce la nostra energia.

Le emozioni indesiderate, le difficoltà e i conflitti nelle relazioni diventano esperienze reali perché gli abbiamo dedicato la nostra attenzione ossia i nostri pensieri e il nostro sentire.

Le realtà possibili aumentano le probabilità di diventare “reali”, quindi di materializzarsi, per effetto dell’energia dell’attenzione.

Se sei concentrato su ciò di cui hai paura, la tua energia nutrirà esattamente quel tipo di esperienza, aumentando la probabilità che si manifesti “realmente”.

Se hai paura di non riuscire a trovare una persona che ti ami come vorresti, con la quale condividere i tuoi sentimenti più intimi allora sarà la tua stessa paura ad impedirti di trovarla.

Se ti senti inadeguato, non credi nelle tue capacità o ti consideri immeritevole di avere relazioni serene, amorevoli, gentili, la tua attenzione influenzerà anche i tuoi comportamenti e vivrai esperienze all’altezza dei tuoi sentimenti di inadeguatezza.

Vale per qualsiasi ambito ovviamente. I tuoi sentimenti, ossia quello che provi rispetto all’idea di realizzare ciò che desideri influenza la tua vita.

Potresti aver già realizzato una famiglia, il lavoro dei tuoi sogni e raggiunto gran parte degli obiettivi che ti eri prefisso, tuttavia, se adesso hai paura di perdere ciò che hai realizzato o il tuo focus continua ad osservare quello che devi ancora raggiungere per “completarti”, la tua energia è diretta verso ciò che ti manca.

Nutre esattamente quello che vorresti evitare e…… le conseguenze potrebbero essere davvero disastrose.

D’accordo, è chiaro.

Per realizzare ciò che desideri devi indirizzare la tua attenzione verso quello che desideri!

Ma quello che desideri coincide anche con quello che ti manca.

E finora abbiamo detto che è assolutamente sbagliato essere focalizzati sulla mancanza.

Un bel paradosso… vero?

Così potrebbe sembrare, ma non lo è.

Come si fa allora a realizzare ciò che si desidera se poi i desideri corrispondono anche ai nostri bisogni e quindi a quello che ci manca?  Te lo sei mai chiesto?

Qual è la differenza tra desiderare qualcosa e averne bisogno?

Può sembrare ovvio che i desideri nascano dai bisogni e che questi presuppongano una “mancanza”.

Non guadagni abbastanza e desideri guadagnare di più perché ne hai bisogno.

È così che funziona, vero?

Hai grosse difficoltà nel relazionarti con tuo figlio e hai bisogno di creare più empatia e maggiore comprensione con lui… Lo desideri perché ne hai bisogno.

È qui che i conti non tornano, o meglio, è qui che bisogna saper praticare quello che noi definiamo “l’inverter quantistico”, ossia la legge contro-intuitiva che velocizza la realizzazione dei nostri obiettivi.

In Mente Potente è dedicato un intero articolo a questa strategia eccezionale.

Per evitare di realizzare ciò che non vuoi non dovresti osservare quello che ti manca.

Se vuoi essere amato non devi osservare la mancanza di amore.

Non devi giudicare tuo marito o tua moglie, non devi accusarli, non devi fare e sentirti vittima.

Come si concilia questo con il fatto che ciò che desideri coincide con quello che ti manca e di cui hai bisogno?

Per comprendere bene è necessario ritornare alla distinzione tra realtà fisica e realtà potenziale, riconoscendo che la realtà potenziale è il luogo da cui emergerà e si materializzerà qualunque nostro desiderio.

È importantissimo riconoscere che esistono due forme di realtà e che sono importanti nello stesso modo. Inoltre, bisognerà persuadersi del fatto che la realtà che non vediamo (quella potenziale) è più reale e altrettanto importante di quella che è sotto i nostri occhi (la realtà fisica).

Continua a seguire il mio ragionamento, aggiungerò altri pezzi e il puzzle gradualmente si comporrà.

Se vuoi migliorare la comunicazione con tuo figlio o con il tuo partner dovrai riconoscere prima di tutto che questa ipotesi esiste ed è reale tanto quanto l’ipotesi che le vostre difficoltà comunicative continuino a permanere.

Cosa farà la differenza? Il tuo focus e il tuo atteggiamento.

Se continuerai ad osservare le vostre difficoltà, giudicando i suoi comportamenti, amplificherai il sentimento di sfiducia che la situazione possa risolversi positivamente, nutrendo ulteriormente le tue paure.

L’energia della tua attenzione produrrà così il risultato indesiderato invece che ciò che desideri.

Ho cominciato a praticare questi concetti circa vent’anni fa, non conoscevo ancora la fisica quantistica, alla quale sono arrivato intorno al 2006.

Una parte di me era impelagata in schemi distruttivi e vittimistici, un’altra parte era invece animata da un’inesauribile fonte di fiducia. Quindi il mio focus non era ben distinto, al contrario, le mie due “anime” si compensavano.

La mia è stata una lotta durata più di dieci anni. Solo intorno al 2006 e nei tre anni successivi ho potuto comprendere realmente il funzionamento e il potere del cervello quantico e intraprendere il cammino che mi ha liberato definitivamente da questi blocchi.

La prima cosa che mi è balzata in mente è stata questa: non si può ragionare su due binari in modo alternato.

La realtà non è bianco o nero, ma sia bianco che nero, contemporaneamente.

Quando è bianca nella realtà fisica, è nera in quella potenziale, e viceversa.

Quando sei arrabbiato, la tua rabbia coesiste con la possibilità di essere calmo e quando sei calmo hai la possibilità di arrabbiarti.

Se hai delle difficoltà e ci sono delle tensioni con tua moglie o tuo marito, hai la possibilità di risolverle ed essere sereni, e viceversa. La possibilità di essere sereni coesiste con possibili tensioni.

È l’attenzione a trasformare la possibile realtà in realtà visibile.

Così, è ragionevole pensare che una parte di te abbia una visione “negativa” e “pessimistica” mentre un’altra parte di te sia ragionevolmente orientata al successo che desideri.

E ci siano dei tasti che toccati al momento giusto, con determinati input derivanti dall’ambiente, attivino l’una o l’altra parte.

Queste due parti sono in lotta tra loro ed è proprio questa competizione che oltre a limitare i tuoi risultati, probabilmente ti sta anche sfiancando.

Forse ritieni che nella vita sia difficile realizzare alcuni obiettivi, ma poi ti scontri con realtà diametralmente opposte: persone che realizzano il proprio successo con una certa facilità.

È come se alcuni fossero più fortunati di altri vero?

Forse qualche volta hai creduto sul serio che fosse così, ti sei persino raccontato la storia di essere sfortunato e di non meritare di vivere la vita che desideri.

A me è successo, nei momenti più bui. Per mia fortuna è stato solo per pochi minuti. Poi sono rinsavito.

Non è così, il segreto del successo è nel Focus. “Il focus crea la realtà”. La tua Mente può ogni cosa. Può veramente tutto.

La tua mente è potente: laddove dirigi la tua attenzione e la tua energia, lì crei la tua realtà.

Vale in positivo e in negativo. Forse ti è più facile crederci pensando alle volte in cui hai fallito. Hai provato sulla tua pelle il potere del focus e…. il potere delle tue convinzioni.

Se non è andata come speravi è perché in fondo in fondo non ti aspettavi di riuscire, non ci credevi abbastanza e avevi paura di non riuscire.

Sono le nostre aspettative a influenzare i risultati.

Non so dirti se possono influenzarli fino al 100%, ma posso garantirti che solo chi mantiene un focus fermo e costante, e un sentimento di fiducia nella realizzazione di ciò che desidera, aumenta in modo importante le probabilità di farcela.

Essere incostanti o sfiduciati non può che penalizzare l’intero processo.

Quando ho compreso questa dinamica così elementare, ho cominciato a dedicarmi in modo deciso alla creazione di un focus chiaro e del quale fossi veramente convinto.

Ovviamente sia la chiarezza dei miei obiettivi che la convinzione di poterli realizzare sono cresciuti gradualmente, all’inizio avevo dei dubbi, il mio focus non era chiaro, e non ero così convinto di poterlo realizzare.

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Ho compreso che dovevo costruire la fiducia di poter realizzare i miei obiettivi e allo stesso tempo non provare una sensazione di bisogno. I miei desideri dovevano essere importanti ma non ne dovevo sentire il bisogno.

Il bisogno avrebbe attivato la mancanza e la paura di non farcela e questa sarebbe diventata un altro nemico da affrontare.

Dovevo rimanere nel flusso… era come tenere un passerotto in mano: non troppo leggero da lasciarlo andare via, né troppo stretto da fargli male…

È l’eccessivo attaccamento ai propri obiettivi una delle principali forze avverse dei nostri desideri. Rimanere nel flusso significa vivere il presente in uno stato di fiducia e quando si ha fiducia l’universo trama affinché tu realizzi le tue aspettative…

È questo il segreto della richiesta perfetta: chiedere con un grande sentimento di fiducia… chiedere con la certezza di poter ricevere.

Su cosa sei particolarmente concentrato nella vita di tutti i giorni?

Su quello che già c’è o su quello che ti manca?

Questo problema è decisamente molto diffuso nelle relazioni. È un forte limite con cui ci scontriamo regolarmente e che ci impedisce di vivere come vorremmo.

Liberarsi dai condizionamenti, gestire gli stati d’animo, comunicare senza giudicare, mediare i conflitti, relazionarsi con empatia. 

Con il Metodo INCIMA puoi scoprire come acquisire le abilità essenziali della comunicazione funzionale, gestire efficacemente i conflitti e mettere il turbo alle tue relazioni.

Dario Perlangeli

 

 

 

 

 

 

Le relazioni fanno schifo (se non sai come gestirle).

Le relazioni fanno schifo (se non sai come gestirle).

C’è molto da dire sulle relazioni che ci permettono di entrare in contatto con le persone in maniera autentica. Relazioni senza la violenza devastante dell’ego, senza ansia, senza fretta, senza tensione: sono le relazioni che costruiamo solo dopo aver interiorizzato le basi della comunicazione funzionale e solo dopo che abbiamo imparato a gestire le nostre risposte emotive agli stimoli che vengono dall’esterno.

Sì, le relazioni che ci fanno bene, sia quando si parla di lavoro e di colleghi, sia quando si parla di rapporti privati e intimi: un figlio, un compagno, una moglie. Probabilmente relazioni invisibili su Instagram o Facebook, storie che non hanno nessun follower.

La possibilità di creare rapporti gratificanti è un messaggio più che evidente: ci sono persone là fuori con le quali è possibile entrare in sintonia e costruire relazioni straordinarie, facilmente. Basta sapere come fare.

Non abbiamo bisogno di più numeri sui nostri social network, non abbiamo bisogno di più “like”. Abbiamo bisogno di più empatia. Le relazioni che contano non navigano in superficie, ma sono una meravigliosa sfida per creare i cambiamenti più belli, ovunque sia necessario.

Il prezzo sono i risultati che otteniamo in termini di gratificazione personale e professionale, in termini di qualità della nostra vita.

Questa è la quotidianità che ci piace vivere, questi i risultati che riusciamo a creare. I nostri studenti hanno sviluppato un ecosistema di persone reali che si nutrono a vicenda, in qualsiasi ambito delle loro vite. Costruiscono relazioni nel modo più saggio e accurato possibile. Dedicano parole, conversazioni e gesti a quelle persone che hanno la fortuna di avere accanto per tutta la vita.

Che tu sia un genitore, un marito o una moglie, un professionista o un imprenditore, avere le basi di una comunicazione funzionale è l’elemento chiave che distingue le relazioni di successo da quelle che falliscono e allontanano.

Pensa alle tue amicizie, al tuo lavoro, alla tua famiglia. Pensa al tuo modo di agire quando ne hai l’opportunità. Stai navigando a vista o stai costruendo relazioni umane che contano?

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La storia del cieco (e del perché è così potente).

La storia del cieco (e del perché è così potente).

Un vecchio cieco è seduto all’angolo di una strada trafficata nell’ora di punta. Davanti a lui la tazza dell’elemosina, a fianco il pezzo di cartone con su scritto: “Sono cieco, per favore aiutatemi”.

Un giovane pubblicitario passa da lì, vede il cieco con il suo cartello e la tazza vuota. Si toglie di tasca un pennarello spesso, gira il foglio di cartone, riscrive il messaggio e riprende la sua strada.

I passanti iniziano a riempire la tazza che, poco dopo, trabocca di monete. Il cieco, incredulo e felice, chiede a uno sconosciuto di dirgli cosa c’è scritto sul cartone. “C’è scritto”, dice lo sconosciuto, “Oggi è una bella giornata e io non posso vederla”.

Probabilmente hai letto e sentito questa storia molte volte. Cos’è che la rende sempre così potente e difficile da dimenticare?

La risposta è semplice.

I nostri risultati, di qualunque tipo essi siano, sono condizionati dalla qualità nostra comunicazione, che può ispirare fiducia, creare empatia, potenziare le relazioni in ogni ambito oppure generare, blocchi, chiusure, fallimenti.

Che tu sia un genitore, un marito o una moglie, un professionista o un imprenditore, avere le basi di una comunicazione funzionale è l’elemento chiave che distingue le relazioni di successo da quelle che falliscono e allontanano.

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Cosa può insegnarci la più lunga ricerca di Harvard?

Cosa può insegnarci la più lunga ricerca di Harvard?

La ricerca Harvard Study of Adult Development è il più longevo studio sulla vita adulta mai condotto: le vite di 724 persone sono state seguite per 75 anni. Ai partecipanti sono state chieste, anno dopo anno, informazioni riguardo al lavoro, alla casa e alla salute.

Il direttore dello studio, Robert Waldinger, psichiatra al Massachussetts General Hospital e professore di psichiatria alla Harvard Medical School, ha parlato del progetto durante una TED Talk per illustrarne brevemente i risultati.

La scoperta sorprendente è che le nostre relazioni, e quanto queste ci rendono felici, hanno un’influenza potentissima sulla nostra salute.

Lo studio mostra che le relazioni strette e salde sono ciò che ci rende felici per tutto il corso della nostra vita, molto più dei soldi e della fama. I soggetti che erano più soddisfatti delle loro relazioni a 50 anni erano quelli più in salute a 80.

Le persone che, arrivate a 80 anni, avevano avuto e continuavano ad avere un matrimonio felice, rapporti professionali e familiari forti e veri, riferivano che il loro umore non si era abbattuto neanche nei giorni di maggior dolore fisico. Coloro che hanno mantenuto buone relazioni, hanno vissuto più felici e più a lungo.

Le relazioni gratificanti ci proteggono dai dispiaceri, ci aiutano a ritardare il declino mentale e fisico e sono i migliori segnali che predicono una vita lunga e felice.

Uno dei ricercatori, George Vaillant, ha dichiarato: “Quando lo studio è iniziato, a nessuno importava dell’empatia o dell’attaccamento. Ma la chiave per l’invecchiamento salutare è: relazioni, relazioni, relazioni”.

Sorprendente vero? Siamo animali sociali e dovremmo dare molta importanza alle relazioni molto più dell’importanza che diamo ai beni materiali o al possesso.

Più le persone sono attive, felice, si sentono davvero appartenere agli altri, più saranno sane e in salute. Tutto ciò è fantastico e molto emozionante.

Con il Metodo INCIMA puoi scoprire come acquisire le abilità essenziali della comunicazione funzionale, gestire efficacemente i conflitti e mettere il turbo alle tue relazioni.

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