Ho raggiunto l’indipendenza emotiva e realizzato il mio più grande sogno.

Ho raggiunto l’indipendenza emotiva e realizzato il mio più grande sogno.

Vivevo un periodo di grande sofferenza sul posto di lavoro, che poi era uno specchio di quello che vivevo in tutto il resto della vita: stress, ansia, insoddisfazione.

Non ero appagato in quello che facevo, tornavo a casa sempre molto nervoso, stavo tutto il giorno fuori, a lavoro rompevano le scatole…

Mi sentivo stretto in ogni area della mia vita.

Mi ero veramente stancato di rincorrere il benessere emotivo.

In quel momento per me era difficile anche avere dei sogni.

Era tutta una serie di “seghe mentali”, in ogni conversazione c’era sempre la preoccupazione di cosa gli altri potessero pensare su quello che stavo dicendo, per cui era veramente una vita legata al giudizio e alle emozioni degli altri.

Somatizzavo molto e poi esternavo rispondendo in malo modo, a livello istintivo, per liberarmi di qualcosa.

Questo mi provocava molto dolore perché poi arrivavo allo scontro con le persone.

Ero molto impulsivo e irascibile.

Quello che speravo di trovare era quello che poi realmente ho trovato, l’ho fortemente voluto, ci ho lavorato tanto, con gli alti e bassi che abbiamo tutti.

Era il desiderio di vivere una vita più serena, più tranquilla.

Sono passati circa 5 anni da quando mi sono avvicinato al Metodo INCIMA, tramite un amico, Gianni Capoccia.

Avevo visto in lui dei cambiamenti incredibili.

Non avevo nessuna aspettativa a riguardo, quello che pensavo era che fosse qualcosa di molto spirituale ed effettivamente così è stato.

Mi spaventava un po’ la questione economica, ero un semplice commesso di un supermercato e, come molti, avevo un mutuo da pagare e una famiglia da sostenere.

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Ma ho usato tutte le risorse che avevo a disposizione perché sentivo che era la strada giusta per cominciare realmente a vivere.

È stato un percorso pieno di emozioni, di nuove scoperte, di abbandono della rigidità e di crescita.

Durante gli incontri in Masseria ho sentito un’emozione mai sperimentata prima, un momento in cui ho sentito un’unione con tutti, con “il tutto”.

L’esperienza con il gruppo mi ha permesso di abbandonare le resistenze che avevo rispetto al fatto di condividere le mie emozioni con altre persone.

Oggi condivido qualsiasi cosa, sono più permissivo.

Lavorare insieme ai coach e al gruppo permette di ottenere il massimo risultato.

Tutti gli strumenti del Metodo hanno contribuito a creare quello che ora sono diventato.

Nei momenti di difficoltà, sono stati proprio questi strumenti, il Mind Re-Start in particolare, ad aiutarmi a uscirne velocemente.

Ho sempre fatto con costanza il training mentale, fin dal primo giorno, ed è stato quello che ha prodotto i maggiori cambiamenti a livello di stato emotivo.

Inoltre mi ha permesso di continuare ad allenare sempre di più la fiducia, cosa fondamentale per qualsiasi riuscita.

La lista dei risultati è molto lunga. 

Il primo che mi viene da elencare riguarda sicuramente la gestione dei miei stati d’animo, considerando gli “alti e bassi” che avevo prima.

I “bassi”, rari, di oggi non sono i bassi di una volta, sia come durata che come intensità e gli “alti” sono molto più frequenti ed intensi rispetto a prima.

L’altro risultato riguarda le mie relazioni familiari, con i miei figli soprattutto ero molto duro, molto rigido negli schemi, nelle mie abitudini, facevo le stesse cose alle stesse ore, ed ero rigido anche con me stesso.

Pretendevo che si rispettassero delle regole, che erano le stesse che i miei genitori avevano insegnato a me e che poi, scoprendolo lungo il percorso, mi sono reso conto che spesso sono schemi che ti portano a diventare proprio quello che non vuoi diventare.

Oggi invece ho un bellissimo rapporto con loro.

Prima del corso mi frenava la paura di affrontare situazioni nuove.

Ho sempre avuto la volontà di affacciarmi alle novità, di diventare una persona nuova, però prima di conoscere il Metodo c’era sempre qualcosa che mi frenava, tante paure, come quella di non riuscire o di fare brutta figura.

Oggi non me ne frega veramente nulla del giudizio altrui, siamo esseri umani.

Da circa due anni ho lasciato il mio posto di lavoro da dipendente per dedicarmi a quello che è il mio sogno: l’apertura di un’attività tutta mia, lo Smash Tennis Specialist.

Era una cosa che avevo sempre in mente di voler fare, ma pensavo di non meritare, di non esserne capace.

E oggi ho fatto un ulteriore passo in avanti, in quanto il mio Smash sta diventando un franchising a livello nazionale, per permettere a tutti gli appassionati di questo sport di divertirsi di più.

Penso che se non ci fosse stato il Metodo INCIMA sarei ancora fermo lì dov’ero o forse starei ancora peggio, perché la vita può essere come un cane che si morde la coda, un ripercorrere sempre le stesse azioni, le stesse abitudini che ci portano sempre gli stessi risultati, quelli che non vogliamo, ma ce li teniamo pensando sia il massimo che possiamo ottenere.

Io, per citare la definizione di Dario, ero un bambino con un’età adulta, che aveva tante paure non affrontate.

Oggi ho ancora quel bambino dentro perché lo voglio tenere con me, però la maggior parte di queste paure sono state affrontate e superate.

Qualcun’altra è ancora da evolvere, ma non mi preoccupo perché ora so come si fa.

Una volta acquisite più tranquillità e serenità, si sono poi aperti degli scenari che non avrei mai immaginato.

Il Metodo INCIMA mi ha permesso di raggiungere qualcosa che prima era impensabile, come l’indipendenza lavorativa, che io davvero auguro a chiunque la desideri perché è una cosa meravigliosa.

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La filosofia del Metodo è incentrata sull’amore, sulla condivisione, sul non giudizio, questo è un punto su cui mi soffermo spesso, perché il non giudizio è un qualcosa che mi ha liberato da tante inibizioni che avevo prima.

È un lavoro continuo sulle proprie emozioni e sui propri schemi mentali, sul riconoscerli e lavorarci insieme.

È un percorso in cui vieni seguito passo dopo passo, che ti porta verso l’indipendenza emotiva.

Questo secondo me è l’unico modo per andare avanti nella nostra evoluzione.

Sono convinto che tutte le situazioni che ci capitano, arrivano affinché possiamo crescere, ma possono diventare dei blocchi se non sappiamo come gestirle.

Per questo spesso abbiamo bisogno di qualcuno che ci supporti, che ci indichi come fare e che ci dia un sistema per farlo.

È grazie al Metodo INCIMA e ai suoi coach, che ormai sono diventati degli amici, se io oggi sto realizzando la mia vita da favola.

Silvio Di Giannantonio

Ora so che posso essere e fare qualsiasi cosa.

Ora so che posso essere e fare qualsiasi cosa.

Ero in uno dei periodi più brutti della mia vita.

Mi ero separata da mio marito e le mie condizioni di salute erano pessime.

Avrei dovuto sostenere un intervento, che poi sono diventati tre.

E per me che ero una persona estremamente ipocondriaca, vi lascio solo immaginare l’ansia e la paura per quello che avrei dovuto affrontare.

Non mi fidavo assolutamente di me, credevo di non riuscire a farcela in tante cose, sia come donna che come professionista, non mi stimavo per niente.

Non avrei mai e poi mai pensato di lasciare il mio lavoro, anche se non mi soddisfaceva.

Non andava bene niente.

Avevo deciso di incontrare Cristina per mia figlia, perché volevo cercare di fare quanti meno errori possibili con lei.

E lì mi sono resa conto veramente dei problemi che avevo io.

Il passo successivo è stata la decisione di fare il percorso nel Metodo INCIMA.

Ho capito che me lo meritavo e dovevo concedermelo, per il mio bene e non solo.

La mia vita era arrivata a quel punto perché avevo fatto sempre gli stessi errori e mi ero trovata di fronte sempre la stessa tipologia di persone, gli stessi uomini, le stesse situazioni.

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Era arrivato il momento di cambiare qualcosa perché, evidentemente, il mio modo di approcciarmi a tutto quello che succedeva e alle persone intorno a me era sbagliato.

Mi sono fidata di Cristina fin dal primo colloquio e ho pensato che quella potesse essere veramente la volta buona per cambiare definitivamente il mio modo di essere.

Mi aspettavo veramente un cambiamento radicale e non ho permesso nemmeno alla malattia di impedirmi di fare questa scelta.

Nel frattempo era iniziata la serie di interventi medici che erano in programma, ho subìto tre operazioni e tutte e tre le ho affrontate alla grande.

Grazie agli strumenti del Metodo INCIMA sono riuscita ad avere un atteggiamento così positivo che quando sono rientrata dall’ospedale, sembrava come se fossi stata in un centro benessere!

Chi mi vedeva mi diceva: “ma tu non sembra che sei stata a fare un intervento, sembra che sei stata alle terme!”.

E tutto questo nonostante uno degli interventi mi avesse causato danni collaterali, ho zoppicato per tre, quattro mesi.

Me la sono vista brutta, però sono riuscita a superare anche quello.

E mentre succedeva tutta una serie di cose, fuori e dentro di me, io continuavo a mettere in pratica il Metodo, ad allenarmi e a progredire.

E i cambiamenti sono arrivati.

Anzi, c’è stato proprio uno stravolgimento totale.

Ho acquisito la consapevolezza di poter fare e di poter essere quello che volevo, la sicurezza in me stessa, cosa che prima non avevo.

Questo in primis.

Nel rapporto con gli altri adesso ho la capacità di evitare determinate situazioni che a me non piacciono, perché ho capito che ero io stessa a crearle, inconsapevolmente ero io che spianavo la strada.

E anche con mio marito, il fatto di aspettarmi il negativo, mi dava il negativo.

Con lui le cose si sono sistemate, abbiamo affrontato il peggio e alla fine siamo tornati insieme.

Ora stiamo vivendo una situazione abbastanza tranquilla.

Anche il rapporto con la bambina adesso è molto più disteso rispetto a prima, riesco a gestirlo in maniera diversa.

Ho preso anche la decisione di lasciare il lavoro, adesso sto lavorando da sola, ho investito in una mia libera attività.

Se dovessi spiegare il Metodo INCIMA a qualcuno, forse non riuscirei ad essere esaustiva perché le cose che abbiamo appreso, praticato, scoperto sono tante.

É un’esperienza che va vissuta per essere compresa pienamente.

Posso dire che sicuramente ti porta a raggiungere un alto livello di consapevolezza di te stesso e del mondo, un grado di conoscenza superiore, passo dopo passo.

Si acquisiscono quelle informazioni che ti mancano per poter prendere delle decisioni che ti permettono di dare la direzione che vuoi alla tua vita.

È un percorso ben strutturato e personalizzato, che ti fornisce vari strumenti:

il corso dal vivo in aula, il training mentale quotidiano a casa (il Mind Re-Start), le procedure che ti aiutano ogni giorno ad essere attento e presente a te stesso, le sessioni telefoniche di coaching settimanali.

C’è tutto quello che serve per una buona riuscita.

La cosa che dico sempre è che siamo noi i registi di tutto quello che ci accade.

É così, ho avuto modo di sperimentarlo sulla mia pelle.

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Come persona posso dire di essere arrivata al punto che volevo.

So che adesso è arrivato il momento di fare determinate scelte, che avrei già dovuto fare in passato, ma non ci sono riuscita.

Ora ho la voglia, la forza e il coraggio per farle e ho cominciato a lavorarci concretamente.

Ho acquisito una nuova consapevolezza, che mi permette di vedere le cose da tutta un’altra ottica.

Molto spesso mi capita di trovarmi in situazioni molto complicate, che stavolta però si volgono al positivo, perché ora attiro persone e situazioni in linea con quello che io sono diventata e con quelli che sono i miei nuovi obiettivi.

Ora la mia priorità è quella di realizzare degli ambiziosi progetti lavorativi, che sono intenzionata a portare avanti, sono proprio carica ed entusiasta.

Ho capito che la mente può tutto e che io potevo fare qualsiasi cosa.

Monia Perrone

Dalla mia peggior nemica sono diventata la mia migliore amica.

Dalla mia peggior nemica sono diventata la mia migliore amica.

Ho deciso di iniziare il percorso con il Metodo INCIMA anche se inizialmente avevo molti dubbi ed ero molto scettica, soprattutto su me stessa, sulla mia capacità di riuscita.

Inizialmente avevo molte resistenze, ma l’esempio del mio ragazzo che lo aveva già fatto qualche anno prima e la fiducia nei confronti di Dario e Cristina mi hanno portato a lanciarmi in questa avventura.

Non avevo un problema in particolare da risolvere, ma era proprio il mio approccio nei confronti della vita in generale e di me stessa che volevo cambiare, perché era sempre molto pessimista.

Mi ero resa conto di avere una mentalità che tendeva ad essere molto negativa, rimuginante, sentivo di essere molto rigida e questo non faceva altro che portarmi a chiudermi e rimanere ferma, inchiodata.

Era come se gli altri andassero avanti e io rimanessi indietro.

Questo accadeva perché io non avevo fiducia in me stessa, ero disfattista e tendevo a criticarmi costantemente, anche su cose banali.

Non ero a mio agio con me stessa!

E questo non faceva che causarmi insofferenza.

Ero sempre arrabbiata, molto nervosa e stressata.

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Tendevo ad autodistruggermi.

Non avevo molti amici, i miei rapporti erano sempre molto superficiali, avevo paura di legarmi a qualcuno.

Volevo imparare ad aprirmi un po’ di più a persone e idee nuove, avere più fiducia in me stessa, essere più calma.

Questo mi avrebbe permesso non solo di portare a termine tutti gli esami universitari, che era il mio obiettivo prioritario, ma anche di realizzare tutto quello che sentivo impossibile per me.

Sviluppare anche più costanza, per poter fare tutte quelle cose che tendevo a rimandare.

Se non ci fossi riuscita sarei rimasta molto delusa da me stessa, avrei incrementato ancora di più il mio dialogo interno negativo ed autogiudicante e mi sarei fermata di nuovo.

Una delle mie più grandi paure era infatti proprio quella di stagnare in un punto senza la capacità di venirne fuori, di andare avanti.

Oltre al fatto che non avrei avuto più fiducia in nessun altro percorso di crescita personale.

Ma questo non era uno dei classici corsi di crescita personale!

Era la strada giusta… e i risultati sono arrivati.

Il coaching e le facilitazioni arrivavano sempre al momento giusto.

Mi ha aiutato molto il fatto di confrontarmi con altre persone, sia con il coach, che mi ha fornito la sua esperienza e mi ha dato la carica e la spinta per ripartire ogni volta, soprattutto quando c’era un momento di calo.

Sia con il facilitatore, con il quale avevo molte cose in comune e potevo considerarla una vera e propria amica.

Le meditazioni con il Mind Re-Start mi danno una carica diversa, mi sento molto più positiva; facendolo la mattina ho una carica positiva per tutta la giornata.

Mi fa stare bene e spesso ne sento proprio il bisogno.

Devo ammettere che all’inizio non sono stata molto disciplinata e nonostante questo ho avuto comunque i miei bei miglioramenti, a volte senza neanche accorgermene.

Uno dei miei desideri era quello di diventare una persona che non mente più a sé stessa.

Ho cominciato a dirmi la verità, al posto di quelle storielle che mi raccontavo per non affrontare ciò che mi faceva paura.

Anche se alcune cose mi spaventano, ora non scappo, non le evito, ma le riesco a gestire.

E di questo sono veramente fiera.

Ho imparato a gestire meglio le mie emozioni.

Sono diventata più calma, più pacata, non reagisco più d’istinto.

Ho osservato le mie reazioni da un altro punto di vista.

Ho capito che ero io che davo una certa interpretazione agli eventi.

Tendevo a focalizzarmi su cose assurde, soprattutto quando mi sentivo molto giù di tono, ma poi ho capito che i problemi erano tutti in testa!

Il mio umore si è stabilizzato e anche quando ho dei cali, non ci metto più tutto quel tempo che impiegavo prima per tornare a stare bene.

Mi sono resa conto che spesso tendiamo a identificarci con le nostre emozioni, il corpo si abitua ad esse e poi ne abbiamo proprio bisogno, ne diventiamo dipendenti.

A un certo punto ho proprio scoperto che andavo a ricercare pensieri tristi, musica triste, cose che non andavano bene…

Come se avessi proprio bisogno di soffrire per una certa quantità di tempo al giorno.

Realizzare che io mi ero abituata a soffrire e che andavo alla ricerca della sofferenza è stato sconcertante!

Ed è stata proprio una di quelle scoperte che mi ha portato a cambiare profondamente.

Prima vedevo tutto ciò che non andava, soprattutto in me stessa, quindi tendevo a concentrarmi sui miei difetti, per poi screditarmi e nascondermi.

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Per fare un esempio, non riuscivo nemmeno a stare in costume tranquillamente, nonostante mi rendessi contro di non avere nessuna malformazione!

Adesso il mio sguardo sta cambiando.

E quando di nuovo mi capita di focalizzarmi sul negativo e di sentirmi sbagliata, lo accetto, non incremento più la dose.

Ho smesso di forzarmi per entrare in certi schemi, solo per piacere agli altri.

Mi accetto sempre di più per quella che sono e questo mi fa sentire libera.

Ho fatto tanti passi in avanti e sono felice di essere andata oltre l’iniziale scetticismo.

Ho acquisito sempre più fiducia, nel Metodo e nei coach, a un certo punto ho sentito di potermi mettere nelle loro mani e farmi guidare.

É un Metodo ben strutturato e completo.

Io sto cercando di coinvolgere qualcuno della mia famiglia perché so che potrebbe apportare benefici anche a loro, così come potrebbe apportarne a tutti.

Francesca Paglietta

In pochi mesi è cambiato tutto.

In pochi mesi è cambiato tutto.

Ero in fase di stallo.

Le paure inibivano ogni mia azione.

Avevo tanta volontà che non serviva a nulla perché continuavo a fare sempre le stesse cose in modo sbagliato.

Sono stato abituato a vivere fino all’età adulta nella mia zona di comfort, che mi era stata preparata da un genitore iperprotettivo.

Quando è venuto meno lui come figura, è venuto meno tutto.

Non mi sentivo in grado, non mi sentivo all’altezza, nel lavoro come nella vita privata.

Era un periodo in cui avevo fatto una serie di cambiamenti lavorativi, ma poi avevo la sensazione di aver fatto il primo passo e non sapevo come fare gli altri.

Avevo bisogno di qualcosa che mi stimolasse a fare quel passo in più.

Vivevo dei momenti di grande dispendio energetico, in cui facevo grandi cose, alternati a momenti di pigrizia in cui potevo fare di più ma non lo facevo, mi accontentavo.

E il fatto di essere uno che si accontentava, che non si lamentava mai, a volte diventava un difetto perché non mi dava quella spinta a volere di più e a spingermi oltre.

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Volevo cambiare il mio approccio alla professione e tirar fuori quella forza per raggiungere la completa soddisfazione professionale.

L’obiettivo era quello perché sapevo che condizionava tutte le altre aree della mia vita.

Non mi reputavo un sognatore, ero uno che viveva alla giornata.

Avevo sempre fatto tutto da solo, nel senso che ero molto riflessivo e quando avevo dei problemi non ne parlavo con gli altri, cercavo di risolverli da me.

Ma stavo prendendo consapevolezza del fatto che mi servisse qualcosa per proseguire il percorso che avevo iniziato come professionista, senza più frenate.

Qualcosa che mi permettesse di mettermi in moto alle 8 la mattina e spegnere il motore solo la sera, prima di andare a letto.

Sicuramente il carburante di tutto questo era la determinazione.

Volevo qualcosa che modificasse il mio modo di vivere certe emozioni definitivamente.

Ma che non fosse uno di quei corsi che il sabato e la domenica lo fai, il lunedì e il martedì stai a bomba e poi il mercoledì stai male come prima.

Ho conosciuto Dario e Cristina casualmente, perché ho seguito l’invito di alcuni miei amici a partecipare a un evento live a Bari.

Fin da subito ho avuto un’ottima impressione su entrambi.

Essendo un libero professionista, riconosco la figura del professionista, la rispetto e ho trovato in loro delle possibili guide, che ti invitano ad un Metodo diverso.

L’ho scoperto casualmente, ma l’ho riconosciuto subito come quello giusto.

Oltre ad essere un avvocato, sono anche uno sportivo e per tanti anni ho fatto il personal trainer, quindi sapevo bene che una volta che il cliente si affidava a me, doveva seguire le mie indicazioni se voleva ottenere quel tipo di risultati.

E così ho fatto io.

Ho accettato di affidarmi a dei professionisti e fare tutto ciò che loro mi avrebbero indicato.

Avevo già visto degli esempi concreti di quello che erano in grado di fare Dario e

Cristina con le persone che avevano deciso di seguirli.

Silvio, il mio amico, ha cambiato tutta la sua vita grazie al Metodo INCIMA.

Da commesso dipendente è diventato un imprenditore, da persona negativa e rabbiosa è diventato una persona solare, felice, sempre propositiva.

Anch’io volevo essere totalmente felice, soddisfatto e appagato.

Vivere dei turbamenti mi portava ad essere più chiuso, meno disposto a stare con gli altri.

Volevo invece vedermi più sereno e più aperto.

Con il Metodo INCIMA in pochi mesi è cambiato tutto.

Innanzitutto si è alzato il mio livello di autostima.

Sono molto più propositivo e sorridente, perché se le cose vanno male non mi abbatto più come prima, ho imparato ad avere un atteggiamento diverso.

Agire mi ha portato al miglioramento continuo, che ho visto già dai primi giorni di applicazione del Metodo.

La cosa impressionante è che, anche se non ero un esperto del Metodo, mi è risultato facile da mettere in pratica fin da subito.

Tendevo a rimandare la risoluzione dei problemi, mentre oggi porto a compimento tutto quello che mi prefiggo per ogni giornata e questo porta al raggiungimento immediato dei risultati e a un incremento dei guadagni.

Provo la sensazione di essermi guadagnato un livello di rispetto che prima non avevo e questo mi porta ad un ulteriore accrescimento dell’autostima.

Quando gli altri ti riconoscono un cambiamento così radicale e importante, è chiaro che anche i rapporti professionali e personali migliorano.

Uno su tutti è quello con mio fratello, che è la persona più vicina con cui condivido l’attività lavorativa.

Un giorno mi ha detto: ‘’A questo Dario devo fargli un regalo per il fratello diverso che mi ha regalato”.

Mi godo di più tutte le relazioni.

Il riconoscimento dei miei cambiamenti personali da parte di persone che io stimo mi gratifica davvero tanto.

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Più mi sento gratificato e più ho voglia di fare; è diventato un circolo virtuoso, che non si interrompe mai.

Ho una maggiore serenità in tutte le aree della mia vita.

E tutto questo è stato possibile grazie a tutti gli strumenti che ho trovato nel Metodo INCIMA.

Il training mentale con il Mind Re-Start è riuscito a calmare anche me, che ero una persona molto ansiosa e avevo molta difficoltà nel rilassarmi.

Ma con la pratica ho iniziato a sperimentarne anch’io tutti i benefici.

Il fatto di essere a contatto diretto con i coach è stato fondamentale; all’inizio ho avuto proprio bisogno di loro e del gruppo, dei compagni di viaggio.

È un Metodo vincente!

Ho apprezzato molto la sua impronta scientifica e il modo in cui viene impostato e trasmesso da Dario e Cristina.

Oltre ad avere una preparazione straordinaria, hanno un’energia che trasferiscono in una maniera pazzesca, sono fantastici!

Io ho elevato il mio standard, gli obiettivi che ho adesso sono molto più importanti rispetto a quelli che avevo prima e so di poterli ottenere senza più dubbio alcuno!

Si va avanti così!

Vittorio Russo Frattasi

Ho abbandonato il porto sicuro per navigare nell’oceano.

Ho abbandonato il porto sicuro per navigare nell’oceano.

Sono sempre stato una fucina di idee, sia riguardo al mio lavoro che altrove.

Io faccio il consulente immobiliare e affrontare un cambiamento rispetto allo status quo è sempre un qualcosa che spaventa, della serie: “Sai quello che lasci, ma non sai quello che trovi”.

Volevo concretizzare un’idea, un progetto imprenditoriale, aspirando a un livello economico superiore e a dei riconoscimenti nel mio ambito professionale.

Ma avevo difficoltà a perseguire il mio obiettivo, che stava là, lo guardavo e pensavo: “Chissà se un giorno riuscirò a realizzarlo”… e praticamente il tempo scorreva, giorno dopo giorno.

Era come se mettessi a rischio delle certezze per andare verso l’incognito, senza avere la sicurezza che avrei avuto i risultati sperati.

La paura del fallimento mi ha sempre limitato, bloccato.

Mi mancava quella molla, quel passo in più che volevo fare, ma non riuscivo a fare.

E questo non era compatibile con il mio desiderio di vivere una vita più agiata, senza preoccupazioni o affanni come quelli che hai quando il lavoro non va nel verso giusto, quando non sai se domani avrai una continuità, una stabilità, una solidità.

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E questo non lo desideravo solo per una mia gratificazione personale ed economica, ma anche per garantire una serenità alla mia famiglia, che rimane sempre il fulcro di tutto.

Se io so che loro stanno bene, io sto bene; se io so che loro stanno male, io sto male.

Devo dire che comunque, anche nei momenti in cui il lavoro non andava alla grande, non ho mai riversato i miei malumori e le mie preoccupazioni all’interno della mia famiglia.

Mi sono tenuto tutto dentro.

Quello che volevo era crescere, affrontando percorsi nuovi e anche completamente diversi da quelli che già conoscevo, se occorreva.

Quindi avere la capacità di rischiare.

E in questo mi è stato di grande esempio il mio amico Silvio di Giovannantonio, uno dei veterani del Metodo INCIMA.

Ho visto la sua trasformazione sia a livello personale che professionale.

La cosa che più ammiravo in Silvio, oltre al suo grande cambiamento interiore, è stato proprio il fatto di aver trovato il coraggio di lasciare quella che era una posizione lavorativa sicura, “il posto fisso”, per affrontare un percorso che poteva nascondere insidie e insuccessi, quindi rischioso.

Ha creato una struttura Smash Tennis dal nulla, diventando un imprenditore, e realizzando il suo sogno.

Ho sovrapposto l’immagine di quello che era lo Stefano di allora con lo Stefano che avrei voluto essere e ho seguito l’esempio del mio amico.

Il resto lo ha fatto la mia curiosità e la voglia di tirare fuori forze nascoste, potenzialità che sentivo di avere dentro di me e che mi avrebbe poi dato il coraggio di fare quel passo.

Il primo giorno del corso sono entrato in aula senza avere la minima idea che, come per magia, le cose potessero cambiare.

Non pensavo di avere dentro di me qualcosa di così sopito, che è venuto fuori solo in quei giorni.

La chiarezza di Cristina e la capacità di tirare fuori quello che è in “soffitta”, e che non sapevo potesse essere elemento di disturbo, è disarmante.

Ho capito qual era la zavorra che non mi permetteva di “lasciare il porto sicuro per navigare nell’oceano”.

Nel momento in cui tiri fuori le tue potenzialità, cominci a vedere anche cose che prima non vedevi, e puoi anche vedere opportunità che non vedevi.

Tutti abbiamo delle zavorre e anche delle potenzialità, spesso c’è solo bisogno di qualcuno che ce la faccia vedere entrambe.

Il lavoro su sé stessi, secondo me, consiste proprio in questo.

Se ne guadagna in benessere, serenità e autostima.

Il fatto di lavorare a livello personale, le sessioni con il coach, le procedure step by step, il training mentale, il lavoro in gruppo, sono tutti ingranaggi della stessa macchina, che funziona bene.

Il lavoro in gruppo ha sicuramente creato un’energia collettiva, trasmessa reciprocamente, che rimane viva nel tempo.

Con il Mind Re-Start riesco a immaginare il mio progetto realizzato, in modo talmente vivido che sembra già vero.

Immagino proprio come sarà l’arredo del mio nuovo ufficio, le riunioni di lavoro o gli incontri per selezionare i collaboratori.

Lo sento già quello che voglio.

Ora so che è solo questione di tempo.

Sono molto più concentrato, mantengo l’attenzione su quello che è il mio obiettivo, con fiducia e determinazione.

Il Metodo è come un libretto d’istruzioni, se lo segui ottieni il risultato.

Rispetto a prima di partecipare a Libera la tua Forza Interiore è cambiato molto, soprattutto il mio atteggiamento rispetto alle situazioni avverse.

Prima se una cosa andava storta, la affrontavo in maniera istintiva.

Ad esempio, una situazione complicata con i miei genitori anziani prima “mi faceva partire l’embolo” facilmente.

Ora affronto tutto con molta più calma e moderazione.

Se devo dire un “no” ai miei figli, ad esempio, non è più un “no” secco come prima, ma è un “no” che alla base ha comunque un dialogo con loro.

Oggi mi sento più sereno anche nell’affrontare le difficoltà lavorative quotidiane, nell’accettare i “no” altrui e nel guardare al fallimento come un’opportunità per correggere il tiro.

Se una situazione non va come spero, per esempio una trattativa, la cosa non mi ferisce più. Prima sì, era motivo di severa autocritica e rimuginio.

Invece adesso non è un qualcosa che mi rimane dentro come un pensiero negativo, sul quale ritorno il giorno dopo, il giorno dopo ancora e il giorno dopo ancora; lo osservo, lo analizzo e lo lascio andare, non lo giudico.

Oggi avverto qualcosa di positivamente diverso in me, anche nel mio modo di parlare, che è più sicuro e determinato del solito.

Se ho acquisito maggiore fiducia e stima di me stesso è perché ho deciso di affrontare questo cambiamento affidandomi al Metodo INCIMA.

La mia valutazione è “ ottimo + ”.

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Cristina e Dario sono molto bravi, innanzitutto nella chiarezza dell’esposizione del Metodo, delle logiche di funzionamento.

Sono bravi anche nel creare forti legami personali, in maniera indistinta tra i due, nel senso che io li vedo come un’unica persona, un’unica forza.

Io non avevo grossi problemi, diciamo che il cambiamento non era una necessità di sopravvivenza, ma una voglia di crescita professionale.

Se dovessi consigliarlo ad altri lo farei perché non è un lavoro astratto, è molto concreto, dove qualcosa cambia sin dall’inizio e i risultati si ottengono in un arco temporale abbastanza breve.

Almeno questa è la mia esperienza.

Ora il mio obiettivo lo vedo sempre più vicino, come se si fosse accorciato quello spazio fra me e lui.

Stefano Kaziani

Stavo scambiando il tempo per denaro…

Stavo scambiando il tempo per denaro…

Grazie agli strumenti del Metodo INCIMA ho ritrovato la calma e la serenità… e il mio tempo!

Tutto è nato circa 3 anni fa, quando nella mia azienda eravamo a un punto morto, il fatturato non cresceva più, qualunque cosa noi facessimo.

Un giorno pensai di portare il mio socio a conoscere Silvio Di Giovanntonio, un mio amico che aveva concretizzato il suo sogno imprenditoriale e da fare il commesso in un supermercato era passato ad aprire un’attività tutta sua, che funzionava, lo Smash Tennis Specialist.

Eravamo andati da lui per farci consigliare qualcosa a livello di strategie di marketing aziendale e lui invece ci parlò del Metodo INCIMA, era stata quella la sua chiave di volta, la “strategia” che gli aveva permesso di essere chi era diventato.

Io ammiravo molto il suo cambiamento, era diventato una persona completamente diversa, molto più equilibrata, serena, positiva e aveva acquisito una calma che prima non aveva, anzi, era un po’ come ero io allora.

Il mio più grande difetto era proprio quello di essere una persona irruenta, “partivo subito per la tangente”.

Ero un Caterpillar, affrontavo tutto con forza demolitrice e non andava per niente bene, anche sul lavoro questo era un aspetto che creava ulteriori problemi.

Posso dire che la causa principale dei miei problemi era la mancanza di tempo da dedicare alle mie attività personali, perché facendo un lavoro molto specializzato, ogni volta che succedeva qualcosa dovevo intervenire io.

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Sulla carta ero un imprenditore, ma nella realtà ero dipendente della mia azienda, perché stavo scambiando tempo per denaro.

Io però, a differenza del mio socio Francesco, non ero predisposto per fare un percorso di cambiamento.

Diciamo che lui era già addentrato nel mondo della crescita personale, al contrario mio, e mi disse: “Guarda Cosimo, qua non c’è nessun marketing dietro, qua si tratta di tutt’altro” e fissò un appuntamento con Dario.

Io non sapevo neanche di cosa stesse parlando, ero proprio completamente all’oscuro, però feci una saggia considerazione: “Se lui è convinto di voler partecipare a questo percorso, qualsiasi cosa esso sia, per forza di cose devo partecipare anch’io”.

Una cosa avevo capito: se non c’è un’evoluzione a livello personale, non c’è nemmeno a livello aziendale.

 Non sapevo cosa saremmo andati a fare, non sapevo proprio cosa immaginare, ho seguito il mio socio e basta.

Così siamo partiti insieme per questo “viaggio”.

Essendo un perfezionista, nel momento in cui ci sono state date delle procedure da mettere in pratica, io le ho seguito alla lettera.

Non senza iniziali difficoltà però, che non erano legate all’applicazione del Metodo, ma ai tanti eventi che nel corso della giornata minavano la mia crescita e mi portavano fuori strada, l’incazzatura era sempre dietro l’angolo, quella è stata la cosa più difficile da gestire per me.

Però ora sapevo cosa fare, avevo la mia “cassetta degli attrezzi”.

E proprio alla fine di quelle dure giornate sentivo ancora di più la necessità di fare il mio training mentale quotidiano, il Mind Re-Start, quello mi dava la calma e la lucidità per riuscire ad affrontare le situazioni per me più stressanti in modo più tranquillo e sereno.

La cosa più ingestibile era infatti la mia irruenza, quando vedevo delle situazioni che non riuscivo a gestire andavo subito su tutte le furie.

Ora invece, nel momento in cui succede qualcosa non scatto più, ma con molta pace dico: “Senti, sentiamoci domani perché in questo momento non sono nelle condizioni di risponderti…”

E questo è un atteggiamento decisamente più saggio da adottare dopo una giornata di “martellate”, anziché mandare le persone a quel paese.

Sono più sereno, ho la mente libera.

La cosa che mi ricordo e che forse non dimenticherò mai è che già subito dopo il primo weekend in Masseria, c’è stato un momento in cui stavo per esplodere, erano appena le 9 del mattino e già si stava spezzando l’ultimo filo che manteneva la mia pazienza.

Però ho fatto una cosa diversa: ho detto a tutti “Torno subito”, ho messo il telefono offline, sono andato sul mare e ho fatto una delle meditazioni del Mind Re-Start.

Poi sono ritornato in azienda e ho ripreso in mano tutte quelle questioni che mi stavano facendo esplodere, in tutta tranquillità.

Quindi diciamo che quello è stato l’evento che mi ha fatto capire l’importanza e l’efficacia degli strumenti che avevamo tra le mani.

Con il Metodo INCIMA acquisire calma e serenità è facile.

Oggi, anche se mi dovesse capitare di perdere il controllo della situazione, comunque ne traggo un insegnamento.

La osservo, mi osservo, e mi capita sempre più raramente.

Oggi sono più riflessivo, ecco.

Traggo un insegnamento da ogni problema e trovo subito la soluzione e un’alternativa, per far sì che non si ripeta, soprattutto a lavoro.

A livello aziendale sto avendo i miei successi, ho creato un sistema che mi permette di ottenere ottimi risultati, senza che questo significhi sottrarre più tempo alla mia vita privata e devastarmi psicologicamente.

Una delle mie priorità era infatti proprio quella di guadagnare più tempo da dedicare a me e alla mia famiglia.

Sento di essere diventato proprietario del Metodo, nel senso che l’ho acquisito, l’ho fatto mio, e nel momento in cui vado fuori dal seminato, ho la capacità di rientrare da solo, senza che nessuno mi aiuti.

Ho applicato le conoscenze acquisite nel Metodo anche a lavoro, riuscendo a spiegare con chiarezza, calma e tranquillità dei concetti molto complessi, in modo che i miei dipendenti potessero farlo da soli.

Ho creato delle procedure per la mia azienda, liberandomi così da un sacco di impicci e ottenendo un altro dei miei obiettivi principali, quello di delegare.

Ho creato un metodo nel Metodo!

Ho perfino scritto un libro a riguardo e questo è un altro obiettivo raggiunto.

La cosa bella del Metodo INCIMA è che non c’è il pericolo di tornare indietro.

Al limite ti fermi, ti accorgi che ti sei fermato e hai la possibilità di ripartire da dove hai lasciato.

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Ma anche se fai dei passi indietro, ne hai fatti talmente tanti in avanti che quei 2 o 3 passi indietro non li noti neanche.

É un processo, un percorso che ti consente di imparare quali sono i meccanismi mentali alla base dei nostri comportamenti.

E una volta capito come funziona la mente, hai anche gli strumenti per eliminare i comportamenti che non vuoi più e adottarne di nuovi.

Per usare una terminologia da meccanico, in pratica nel momento in cui conosci come funziona il sistema, sei anche in grado di ripararlo o di migliorarlo.

Oggi mi sono reso conto che l’asticella è salita veramente molto in alto.

Sono così focalizzato sui miei obiettivi che neanche un Caterpillar può fermarmi!

Cosimo Pica