Mi sentivo costretto in una vita che non era la mia. Adesso mi sento un uomo libero.

Mi sentivo costretto in una vita che non era la mia. Adesso mi sento un uomo libero.

Ero alla costante ricerca di qualcosa che facesse al caso mio.

Seguivo corsi su corsi per trovare una soluzione ai miei problemi.

Ho partecipato a dei grandi eventi dove era tutto bello, l’energia saliva alle stelle, poi però quando tornavo a casa ritornavo a rifare le stesse cose di prima e questo mi portava ogni volta a una sempre maggiore delusione.

Intanto passavano i giorni, le settimane, i mesi e invece di andare avanti, tornavo indietro. Non sapevo perché, ma puntualmente mi bloccavo.

Sono un imprenditore edile di una piccola azienda familiare e le cose non stavano andando molto bene.

Un lavoro molto impegnativo fisicamente e mentalmente, che mi toglieva tanto tempo, tante energie.

E io mi chiedevo perché dovevo dare tutte le mie energie a quel lavoro e molte volte dovevo stare in competizione con i miei stessi dipendenti, con mio padre, con mio fratello, con altre persone.

Mi ero stancato di stare sempre a competere con gli altri.

Sentivo la necessità di pensare alla mia vita.

Arrivavo la sera sempre stanco, non avevo nemmeno il tempo per fare chiarezza dentro di me. Ed era proprio quello che mi serviva: fare chiarezza.

Ero molto confuso, non sapevo neanche io cosa volessi di preciso.

Tutto sommato la mia vita non era male, però le difficoltà a lavoro, le difficoltà economiche, la paura di rimanere senza soldi, di non poter più sostenere la mia famiglia, mi causavano malessere.

Ero terrorizzato anche alla sola idea di arrivare al fallimento, cosa che mi avrebbe costretto a dover poi lavorare da dipendente, a dover davvero ricominciare da capo e dover fare di nuovo tanti sacrifici, avendo dedicato la mia intera vita al lavoro.

Ho avuto sempre poca libertà, di tempo e anche psicologica, con i miei genitori prima e con i miei clienti poi, che volevano sempre qualcosa da me.

Quindi non sapevo cosa volessi esattamente, ma cercavo qualcosa che mi desse la possibilità di sentirmi più libero.

Volevo lasciare quel lavoro, ma allo stesso tempo mi dispiaceva lasciare mio fratello da solo. E quando arrivavo a casa dicevo: “Basta! Non voglio più fare questo lavoro!” perché mi pesava, mi bloccava.

Volevo guadagnare di più, ma allo stesso tempo riuscire anche ad avere più tempo da dedicare a me, alla mia famiglia, a mio nipote, con il quale non avevo mai il tempo di giocare.

Mia moglie spesso, guardandomi, diceva: “Nati non foste per viver come bruti” e io non volevo più vivere come un bruto. Volevo vivere molto meglio.

All’età di 52 anni, mi sono chiesto: “Ma perché deve essere per forza questa la mia vita? Non può essere qualcos’altro?”.

Perché mai non avrei potuto avere una vita migliore, uno stile di vita diverso, più tempo per me, per viaggiare, per conoscere nuove persone, luoghi…?

Dopo l’ennesima volta in cui mi sono bloccato, ho pensato: “Ci deve essere qualcosa che riguarda la mia mente, il mio modo di affrontare le cose, c’è qualcosa che mi blocca!”

Ero arrivato a un punto quasi di disperazione, non potevo continuare così.

Vedevo spesso video riguardanti la crescita personale e cose simili su YouTube e mi è capitato di vedere i video del Metodo INCIMA, che mi hanno colpito subito.

Mi è piaciuto molto quello che dicevano Dario e Cristina, soprattutto quando parlavano di quello che può fare la mente.

Ho apprezzato molto anche il lavoro di Cristina con Educare Facile, mi piace questa sua attenzione speciale ai bambini.

Ho visto anche, sul loro sito, le testimonianze di persone che avevano già fatto questo percorso e che parlavano di ottimi risultati, raggiunti, tra l’altro, senza enormi sforzi.

Mi è sembrato qualcosa di diverso da tutto ciò che già conoscevo e ho pensato che potesse aiutarmi realmente.

Certo, avendo speso in precedenza moltissimi soldi per fare dei cambiamenti nella mia vita, senza poi ottenere nulla di concreto e duraturo, c’era la paura di poter fallire di nuovo e fare un altro buco nell’acqua.

Ma ero fiducioso e il fatto di sapere che ci sarebbero state delle persone che mi avrebbero seguito, passo dopo passo, mi ha rassicurato.

Così ho deciso di provare.

La prima cosa che mi hanno aiutato a capire è che la mia realtà può avere infinite possibilità di cambiamento, a differenza di prima che mi ponevo proprio dei limiti mentali e quando mi chiedevo “Cos’altro posso fare?” non vedevo nulla.

Mi dicevo: “Ma io senza soldi come faccio?”… “Senza tempo come faccio?”…

Per me questo modo di pensare era un grosso limite, come se la realtà fosse davvero solo quella, così limitata come la vedevo io.

E invece è possibile avere altre opzioni, tante diverse possibilità.

Poi ho notato un mio atteggiamento diverso nei confronti delle difficoltà.

Prima, nonostante io fossi in un certo senso già un po’ a conoscenza di alcune tecniche per mantenere la calma, capitava però di avere sempre quella sensazione di ansia, di oppressione, come quando ad esempio dovevo fare qualcosa di fretta.

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Adesso riesco veramente ad affrontare le cose con più calma e questo è un grande passo per me.

Prima procrastinavo molto, facevo accumulare le cose, le lasciavo in attesa e queste continuavano a togliermi energia.

Invece adesso le completo, una alla volta, con i miei tempi, e questo mi dà più ordine e chiarezza.

Mia moglie mi osservava e vedeva che ero sempre nervoso, sempre distaccato, con me non poteva nemmeno più parlare.

Ultimamente invece c’è stato uno sviluppo nel nostro rapporto, abbiamo chiarito delle faccende, sono riuscito a esprimerle delle cose che non ero mai riuscito a dirle e mi sento liberato di un peso, di un dolore.

Va decisamente meglio.

Ora c’è più armonia nella nostra famiglia.

Dentro di me c’è una fiducia che prima non c’era.

Ho recuperato la possibilità di scelta ed è questo che porta alla libertà.

Dario e Cristina per me sono eccezionali.

Sono disponibili, amichevoli, comprensivi, hanno una mentalità elevata, non so come dire.

Anche senza parlare, capiscono quali sono le tue difficoltà e quale potrebbe essere la strada più adatta a te.

E poi è bellissimo l’ambiente che si crea, persone tutte disponibili, che mi hanno davvero aperto il cuore. 

Il Metodo INCIMA ti fa vedere il mondo in modo diverso, ti mette nelle condizioni di dare il meglio di te.

È come se qualcuno ti prendesse la mano e ti aiutasse ad attraversare la strada, come se dicesse “Ti guido io, vieni. Possiamo arrivare dove vuoi…”.

Ti aiuta ad “attraversare il ponte”.

Io lo consiglierei a chi, come me, vuole cambiare ma ha difficoltà proprio nel fare il passo verso il cambiamento, nel fare la scelta di cambiare.

A chi vuole darsi una vera chance per poter migliorare sé stesso e la propria vita.

Nicola Elia

 

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Da quando ho scoperto il Metodo INCIMA, la parola “cambiamento” non è più soltanto una parola.

Da quando ho scoperto il Metodo INCIMA, la parola “cambiamento” non è più soltanto una parola.

Qualche tempo fa ho vissuto un periodo molto sfidante sfociato poi nella decisione di seguire il Metodo INCIMA.

Mi sentivo completamente insoddisfatta, e sembrava dovesse andare tutto storto.

Non accettavo alcuna forma di critica.

Interiorizzavo ogni presunto giudizio e di conseguenza mi arrabbiavo tantissimo.

Avevo paura di essere giudicata male, non mi sentivo mai all’altezza delle persone e delle situazioni.

Il confronto con gli altri mi faceva sempre uscire perdente.

Pensavo che tutti gli altri stessero bene e solo io fossi “sfigata”.

Sapevo che la mia era solo una percezione, mi conoscevo bene, non ero quella.

Ho sempre visto le cose da rigida perfezionista. Se non era bianco, era nero.

E in quel periodo non era bianco… ma sapevo essere solo un periodo!

Vivevo proprio male questo genere di situazioni, che tra l’altro capitavano frequentemente, perchè il mio lavoro mi porta a relazionarmi tutto il tempo con le persone.

Mi sentivo sola.

Mi sentivo molto frustrata da alcune situazioni passate, che in qualche modo non riuscivo a superare.

Pur avendo tanti motivi per sentirmi soddisfatta, non mi reputavo mai abbastanza sotto tanti punti di vista. Anche se una parte di me è ben consapevole delle mie capacità, era come se avessi l’autostima a terra.

Volevo uscire da quello stato. Non potevo essere io.

Non avrei più fissato degli obiettivi prima di aver lavorato su ciò che mi stava bloccando in quel momento.

Dovevo conoscermi a fondo.

Gli obiettivi poi si sarebbero definiti nel tempo.

Ho conosciuto il Metodo INCIMA attraverso i social.

Avevo la massima diffidenza perché non conoscevo nessuno che mi potesse dare delle indicazioni a riguardo.

Continuavo comunque a seguire i loro video su YouTube, leggevo i loro articoli sul sito, le testimonianze di altre persone, il gruppo Facebook.

E poi andai a un evento live di Educare Facile. Anche se non ero mamma, era un argomento che comunque avevo a cuore.

L’idea di diventare mamma mi faceva paura, perché supponevo che sarei stata un disastro, proprio perché non mi sentivo forte.

Dopo un po’ di tempo da quell’evento, decisi di stabilire un incontro individuale con Cristina.

Sono arrivata da lei in una situazione di emergenza, in uno stato di angoscia, che non capivo da dove venisse e come poter risolvere.

In quell’incontro mi sono sentita molto compresa e ho capito che mi poteva aiutare. Per me Cristina era un modello da imitare.

Rappresentava tutto quello che io non sentivo di essere in quel momento.

Una persona di successo, risoluta, quello che io volevo diventare.

Conosceva di me cose che non avrei detto a nessuno.

Così da lì a poco ho iniziato il percorso vero e proprio.

Prima di iniziare ci sono stati momenti in cui mi sono pentita della mia scelta.

E appena arrivata in Masseria ho avuto proprio un senso di chiusura e di difesa.

Arriviamo lì tutti nei nostri pensieri, presi dalla frenesia della vita.

E trascorrere un weekend isolati, in un certo senso, dalla vita di tutti i giorni, è la prima cosa che ti dà beneficio.

Quel cambio di ritmo, quel senso di pace, ti porta subito ad un altro livello.

Quando esci di lì già ti senti una persona diversa.

Mi sono sbloccata grazie anche alle conoscenze che Dario e Cristina mi hanno trasmesso durante il weekend.

Le lezioni in aula sono state illuminanti.

Ho sentito cose di cui non mi aveva parlato mai nessuno e che una parte di me aveva proprio bisogno di sentire.

Cose giuste dette nel modo giusto, che sono andate a soddisfare abbondantemente la mia parte logica, che per me era quella predominante.

È stato fondamentale conoscere il funzionamento del mio cervello, dei miei blocchi e come rimuoverli.

Ho iniziato a mollare gran parte del mio perfezionismo, della mia rigidità e di quella severità con me stessa.

Ho stretto amicizia con le cose di me che non mi piacevano.

Ho iniziato ad amare anche le imperfezioni.

E poi quello ha fatto sì che tutto migliorasse.

È cresciuta la mia autostima.

Il rapporto col fallimento è cambiato, ora lo vedo come un modo per arrivare all’obiettivo. Vedo sia la paura che il coraggio.

Mi conosco molto meglio e conosco parti di me che non sapevo nemmeno di avere.

La mia vita dopo Libera La Tua Forza Interiore, il percorso principale del Metodo INCIMA, è una vita con molte più sfaccettature.

La parola “cambiamento” non è più soltanto una parola.

Finalmente ho avuto a disposizione un sistema che mi ha dato la possibilità di cambiare, concretamente.

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Oggi sono molto più autodeterminata nelle mie azioni, nei miei progetti e anche nel comprendere, accettare e affrontare i miei errori. Ho maggiore consapevolezza e quindi una gestione più efficace delle mie emozioni.

Pur conservando parte del mio “carattere”, ho maggiore consapevolezza del mio vero potenziale. Sono consapevole di avere delle unicità che mi possono portare molto più lontano.

Anche “consapevolezza” e “potenziale” sono solo parole, fino a che non diventano fatti, che provi sulla tua pelle e sui quali puoi lavorare.

E questo grazie al Metodo INCIMA.

Posso dunque riassumere dicendo che prima ero una persona bloccata dal proprio passato e dalle proprie paure.

Vittima di questi meccanismi e automatismi.

Oggi accetto le esperienze passate, partendo da quelle, per vivere il mio presente, seminare il mio futuro e determinare il più possibile le mie scelte.

Mi sono liberata dalle zavorre che mi impedivano di raggiungere i miei obiettivi.

Adesso conosco il perché di alcune cose passate, presenti e future, so cosa mi ha portato a sbagliare. Ma ora ci sono un distacco e una leggerezza derivanti da un nuovo modo di pensare e di sentire.

Mi sono liberata dalla paura del giudizio, lavorando sulla mia autostima, sull’accettazione e sull’autodeterminazione.

In vita mia non mi sono mai sentita così autonoma come ora.

E questo grazie a Dario e Cristina, che mi sono sempre stati vicini. Non ti abbandonano neanche nella quotidianità. Ma allo stesso tempo mi hanno permesso di camminare sulle mie gambe.

Provo gratitudine e ammirazione profonda nei loro confronti e anche queste sensazioni per me sono molto nuove.

Anche se all’inizio vedevo con cattivo occhio l’aspetto del Metodo riguardante il marketing, trovo che abbiano creato qualcosa di unico.

Io consiglierei a tutti di fare questo percorso, non perché sia uguale per tutti o perché abbia lo stesso risultato per tutti, ma perché ognuno di noi ha da risolvere qualcosa o comunque da migliorare in qualcosa.

Il Metodo accelera la capacità di apprendimento di qualsiasi cosa e la capacità di riuscire in qualsiasi cosa, che si tratti di salute, di sport, di inglese, di lavoro…

Oltre che della propria vita personale.

Secondo me sarebbe quasi assurdo non farlo perché chi è che non vorrebbe raggiungere i propri obiettivi e farlo più velocemente?

Rossana Albanese

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Mi ritenevo un caso unico e disperato… Se questo Metodo ha funzionato con me, può funzionare con chiunque.

Mi ritenevo un caso unico e disperato… Se questo Metodo ha funzionato con me, può funzionare con chiunque.

Quando si arriva alla soglia dei 40 anni a corto di relazioni non è bello.

Ero arrabbiato con la vita e con il mondo, iper stressato e depresso, mi ritenevo uno sfigato, non all’altezza degli altri.

Ero una persona poco intraprendente, mi ritenevo un debole perché subivo determinate circostanze.

Mi aspettavo sempre il peggio e finivo costantemente per rimuginare sul passato.

Avevo cominciato a risentirne anche a livello fisico oltre che psicologico.

La mia problematica più grande era proprio l’ansia, che somatizzavo nel corpo e la cosa mi faceva stare parecchio male.

Mi faceva a pezzi.

A casa c’era un rapporto conflittuale, soprattutto con mia madre, che con il suo atteggiamento alimentava la mia ansia.

Ogni volta che dovevo fare qualcosa ci pensavo troppo e non agivo.

Avevo tante idee, ma non avevo il coraggio di buttarmi.

Volevo liberarmi da tutti quei cattivi pensieri che mi divoravano.

Mi serviva essere più deciso, più volitivo, più positivo e riuscire ad intraprendere dei progetti. Cosa che non facevo perché alla base avevo paura di fallire, di star male, di essere giudicato incapace o fallito.

Speravo di trovare un modo per superare i miei limiti, la scarsa fiducia in me stesso, per diventare una persona più intraprendente, per abbandonare la rigidità, che mi portava costantemente a giudicare me stesso e gli altri.

Quel maledetto giudizio, che mi ha annientato nel corso degli anni.

Avevo realizzato che se si è così sensibili verso un giudizio che si riceve, è chiaro che il problema è nella sicurezza in sè stessi, tutto verte su quello.

E riacquisendo quella sicurezza tutto sarebbe migliorato, le relazioni familiari, quelle esterne che avevo perso e volevo recuperare, quelle che stavano per morire…

E avrei riconquistato anche la mia indipendenza e la velocità nel prendere decisioni.

Non potevo più permettere che un’incazzatura mi contraesse, proprio a livello muscolare, per settimane o che la preoccupazione non mi facesse dormire la notte, che l’intestino reagisse male…

Si accumulavano questi e tanti altri disturbi psicosomatici.

Se non avessi fatto qualcosa, a 40 anni non ci sarei arrivato!

Un giorno venni a sapere, tramite internet, di un incontro dal vivo che si sarebbe tenuto a Bari sul Metodo INCIMA.

Sembrava interessante e ci sono andato.

Mi sono completamente rispecchiato nelle parole di Dario e Cristina, per cui mi son detto: “C***o, è come se mi conoscessero già!”.

In particolare ho riconosciuto il fatto che se si va da uno psicologo o si seguono i classici corsi di formazione/crescita personale, si identifica il proprio problema e per qualche giorno si riesce a stare meglio e magari anche a mettere in pratica per un po’ quello che si è appreso.

Però dopo un po’ ci si perde ed in questo io mi ci sono ritrovato pienamente perché mi è successo più volte.

Inizialmente temevo l’idea che questo percorso non avrebbe funzionato, che sarei tornato al punto di partenza.

Avevo un po’ d’ansia, ovviamente!

Ma poi ho pensato solo a sfruttare al meglio l’opportunità di migliorare.

All’arrivo in Masseria ero molto fiducioso.

Il lavoro con il gruppo mi ha dato la consapevolezza che quei problemi non erano solo miei, ho capito che l’insicurezza era un problema di molti.

Stare con persone che vivono le tue stesse difficoltà ti apre gli occhi, ti dona sollievo.

All’inizio pensavo: “ma chi ci sarà quell’altro che sta nelle mie stesse condizioni?! Al massimo qualche altro sfigato, due o tre in tutto il mondo”.

Non avevo consapevolezza della fragilità della gente comune, pensavo di essere il solo e ho capito che non ci avevo capito nulla!

È stata la prima volta nella mia vita ad aver condiviso tutto di me con altre persone, mi sono sentito parte di una squadra, in tutti i sensi.

Mi sentivo protetto e nel mio habitat, tra gente “come me”, eravamo delle voci all’unisono.

Quel weekend è stato come prendere un’anima e portarla in paradiso.

Lì è andato tutto bene, anche se a un certo punto mi sono chiesto cosa sarebbe successo dopo, quando sarei tornato all’inferno della vita quotidiana.

E lì il supporto del coach si è rivelato fondamentale per farmi rimanere in carreggiata, per farmi riflettere e mettere in atto tutti gli strumenti che avevamo a disposizione.

E via via gli scivoloni diventavano sempre meno frequenti.

Nella figura del coach ho ritrovato quella guida che non avevo mai avuto, nemmeno in famiglia.

Il facilitatore, che era una persona molto simile a me, come se fosse la mia parte femminile, mi ha dimostrato con il suo esempio che il Metodo potesse funzionare anche per me.

Il Mind Re-start mi ha aiutato ad allentare l’ansia

Il fatto di prendermi 20 minuti per me e concentrarmi solo quello, mi ha fatto scoprire una quiete mai provata.

Mi ha aiutato anche sull’aspetto spirituale, mi ha acceso la luce, perché ero estremamente razionale, anche per via dei valori che mi erano stati inculcati. 

La parte spirituale l’avevo sempre tralasciata e invece è importantissima perchè ti aiuta a comprendere meglio non solo te stesso ma anche gli altri.

In passato mi sono sempre chiesto il perché di determinate problematiche, perché mi scontrassi in molte relazioni o perché subissi così tanto lo stress.

Durante questo percorso mi sono reso conto che parte tutto da determinate convinzioni, che poi si trasformano in aspettative.

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Mi chiedevo come mai nella mia vita si ripetessero regolarmente delle situazioni, come ad esempio iniziare un lavoro, stancarmi e abbandonarlo.

Oppure iniziare una relazione, stressarmi e abbandonarla.

È stato solo grazie al Metodo INCIMA che sono finalmente riuscito a dare una risposta a tutto questo.

In passato, è come se avessi sempre cercato di evitare le situazioni problematiche, le vedevo come una rogna.  E più le evitavo, più mi beccavano.

Non mi ero mai reso conto che questa scarsa voglia di affrontare le difficoltà, le attirava ancora di più a me, come una calamita attira il ferro.

Oggi non mi frena più nulla.

Faccio tante cose nuove, a differenza di prima che ero un abitudinario di quelli tremendi.

Per esempio, se ero in un bar, pur avendo la possibilità di parlare con uno sconosciuto, non lo facevo.

Ora invece lo faccio con molto piacere e penso: “ma come ho fatto a non farlo prima, che mi passava per la testa?”.

Oggi sono più felice, più positivo, più aperto verso gli altri, non giudico più.

Prima, se succedeva qualcosa di avverso, pensavo: “sono un cretino!” e lo stesso facevo con gli altri.

Ora tendo a indulgere verso chi sbaglia, non sto più a puntargli il dito contro, perché non giudicando più in malo modo me stesso, non giudico nemmeno gli altri, ma cerco di comprendere il loro punto di vista.

In questo modo tutte le mie relazioni sono nettamente migliorate.

Il Metodo INCIMA è un percorso che inizialmente fa leva proprio sulla consapevolezza, sul farci capire come funzioniamo.

All’improvviso si accende una lampadina.

E poi ti butti nella parte pratica, dove inizi a constatare che se fai cose diverse effettivamente ottieni risultati diversi.

La costanza e la praticità sono gli elementi più premianti del Metodo.

Il Metodo si basa su cose pratiche da applicare, è un allenamento, oltre che un bagaglio di conoscenze.

Ti mette davanti ai tuoi limiti. E poi però ti dice COSA E COME FARE.

Consapevolezza prima e pratica poi.

Io in circa cinque mesi ho avuto un cambiamento radicale.

Ho tirato fuori la mia parte migliore, che avevo, come tutti… ma pensavo di non avere.Oggi sono una persona più consapevole e intraprendente.

Oggi sono una persona più consapevole e intraprendente.

So che nella vita ci possono essere delle difficoltà e sono pronto ad accettare le sfide.

E se ce l’ho fatta io può farcela chiunque.

Dario Sciancalepore

 

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Grazie al Metodo INCIMA mi sono liberata dalla prigione dell’ansia e ho riacquistato la libertà di vivere.

Grazie al Metodo INCIMA mi sono liberata dalla prigione dell’ansia e ho riacquistato la libertà di vivere.

Ormai avevo toccato il fondo, oltre il quale non potevo più andare.

Il mio costante rimandare, nascondendomi dietro i miei “non posso”, era solo uno schermo dietro il quale mi faceva comodo rintanarmi.

Ero ipocondriaca, tendevo ad amplificare qualsiasi cosa e a farne una tragedia a livelli esponenziali.

In quei momenti si accumulava una tensione tale che mi portava a non vedere più niente.

Questa fobia si manifestava anche a livello fisico e mi immobilizzava completamente.

Non riuscivo a uscirne fuori, tentavo ma non ce la facevo e quello mi portava a stare male perché mi rendevo conto che non riuscivo a gestire questa condizione ed ero diventata intollerante a tutto, mi innervosivo facilmente.

Questa fobia si era accentuata ancora di più negli ultimi anni e non riuscivo più a fare programmi di nessun genere.

Progettare qualcosa a lungo termine mi faceva paura.

Anche un’uscita con mio marito e mia figlia diventava un’impresa.

Ero prigioniera in casa.

E questo mio problema lo subivano anche i miei cari, era un sacrificio anche per loro e non era giusto.

Mi sentivo un peso in famiglia e, sempre per via delle mie fobie, avevo anche difficoltà nell’occuparmi di mia madre, che era malata e aveva bisogno di assistenza.

Avevamo tutti bisogno di avere una vita più serena, non potevo costringere anche gli altri a vivere questa situazione.

Dovevo fare qualcosa, per mia madre, per mia figlia, per mio marito, per me stessa.

Liberare me per liberare anche loro.

Mi serviva sicuramente un modo per vivere in maniera più leggera, partendo dall’eliminazione dei sensi di colpa per riappropriarmi di quell’amor proprio che avevo perso.

Avevo bisogno di ritrovare uno stato di serenità per poter prendere tante decisioni, sicuramente meno istintive.

Speravo di cambiare soprattutto i miei punti di vista perché ero molto rigida, quindi tutto ciò che si discostava dalla mia visione del mondo mi destabilizzava.

Una serie di concause ha fatto sì che mi avvicinassi al Metodo INCIMA e decidessi di partecipare.

È stato un miracolo!

Ero una persona abitudinaria quindi il fatto stesso di fare questa esperienza nuova mi creava disagio.

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Non nego infatti che, dopo essermi iscritta al percorso, mille dubbi si siano fatti avanti e sono stata tentata diverse volte di disdire la partecipazione.

Ma poi ho pensato: peggio di così le cose non possono andare e allora mi sono buttata.

Venerdì pomeriggio, quando sono arrivata in Masseria, avevo un’ansia che non mi faceva respirare.

Guardandomi intorno mi vedevo insieme a tanti sconosciuti, lì ad aspettare che tutto cominciasse e mi chiedevo: “Ma che ci faccio io qui?”.

Man mano che il tempo passava, la tensione diminuiva, capivo che eravamo, sì, tante persone diverse, ma con tante cose in comune.

Quel momento di condivisione è servito a farci calare la maschera che indossiamo come un vestito, facendo finta che tutto vada bene, ma che in realtà serve solo ad alimentare il disagio interiore.

Il confronto con i compagni di viaggio così come con un coach e con un facilitatore mi ha fatto vedere le cose da altri punti di vista, dove io da sola non arrivavo, e mi ha aiutata a diventare più forte e consapevole, a riappropriarmi del mio potere personale.

Ora non ho più paura.

Gli esercizi di training mentale li svolgo con molto piacere, la mattina non vedo l’ora di svegliarmi per poterli fare.

È diventato il mio appuntamento fisso con “il mio stare bene”.

Il Mind Re-Start infatti mi ha donato quella calma e quella lucidità per poter affrontare tutte le situazioni.

Prima vivevo alla giornata, non ero abituata a fare programmi per il futuro, come se non avessi un futuro.

Invece adesso programmo le mie giornate e immagino progetti a lungo termine.

Prima mi sentivo prigioniera, ora sono libera!

Ho compreso che il sentirmi sempre male dipendeva soprattutto dal mio modo di vivere le situazioni.                                                                                                           

Ho cambiato il mio modo di pensare, sono più positiva, intraprendente e rilassata.

Con questo Metodo ho capito che se voglio cambiare la mia realtà devo cambiare il mio focus e che i “non ci riesco” e i “non ce la faccio” esistono solo se noi li teniamo in vita.

Mi sono aperta a una visione della vita diversa.

E cosa dire di Dario e Cristina?

Sono due persone fantastiche, preparatissime e sempre disponibili.

Riescono a smontare con una facilità disarmante tutto quel castello di pensieri e convinzioni negative che la nostra mente definisce realtà.

Le loro spiegazioni, giorno dopo giorno, mi aprivano delle porte e riuscivano a farmi intravedere una luce.

Mi hanno restituito la voglia di avere un sogno.

Ora so che la vita non è stare lì ad aspettare e vedere che succede.

Voglio vivere una vita fantastica.

E ora so di avere il potere di crearmela.

Così come so di avere, come tutti, infinite possibilità… e posso realizzarle.

E tutto questo grazie al Metodo INCIMA.

Anna Maria Leuzzi

 

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Finalmente qualcuno che mi dice COME si fa! Grazie al Metodo INCIMA sto mettendo a posto “tutti i pezzi del puzzle”.

Finalmente qualcuno che mi dice COME si fa! Grazie al Metodo INCIMA sto mettendo a posto “tutti i pezzi del puzzle”.

Era il periodo più brutto della mia vita.

Andava tutto male, erano tantissime le cose a cui dovevo far fronte: seri problemi familiari, economici, legali.

Rischiavo di perdere tutto e non oso nemmeno immaginare cosa sarebbe accaduto se non avessi fatto qualcosa.

Ero molto confusa, come se avessi una benda sugli occhi e stessi camminando in una stradina senza sapere dove andare.

Ero proprio a terra, avevo davvero toccato il fondo.

Il pensiero che potessero passare altri anni in quello stato e che poteva solo peggiorare, mi faceva rabbrividire. Pensavo alla fine che avrebbero fatto le mie figlie… Mi vedevo già sotto un ponte!

Non potevo rimanere dov’ero.

Doveva per forza esserci un modo per risolvere le cose.

Ed è stato questo pensiero che poi mi ha salvato, che ha fatto sì che mi dicessi: “Senti Viviana, facciamo un tentativo”.

Nella vita ero sempre in bilico e non sapevo mai che cavolo fare, eternamente indecisa perché pensavo che quello che avrei deciso, per qualsiasi motivo, sarebbe stato sbagliato.

Quel continuo “Sarà giusto, non sarà giusto” mi faceva perdere tempo.

Spesso la cosa sbagliata la facevo per dar retta agli altri, mi condizionava molto il parere altrui e non ascoltavo mai il mio cuore.

Volevo essere più sicura di me, meno indecisa, meno titubante sulle cose, un po’ più grintosa, non avere più quella paura del dopo, del domani, di cosa c’è dietro la porta.

Non mi prendevo la responsabilità di decidere.

Ma non potevo più lasciare che fossero gli altri a decidere per me.

Volevo un po’ di serenità, liberarmi dall’ansia, stare tranquilla e soprattutto dare un po’ di serenità alle mie figlie, che stavano vivendo un inferno.

Avevo bisogno proprio di avere la mente serena, calma e solo dopo avrei risolto tutto.

Avevo bisogno di alleggerirmi, chiudere con il passato.

Insomma volevo sentirmi una persona adulta, perché così non era.

Non volevo più essere presa sempre per una stupida, ma volevo che le cose che dicevo avessero un valore.

Ero sempre alla ricerca della via, che cercavo nei miei infiniti libri, sin da ragazzina.

Ma non l’avevo mai trovata.

Ero stata anche da una psicologa, per via di una depressione e forti attacchi di panico. Sono stata veramente male.

Questa psicoterapia mi ha aiutato molto, però al momento di mettere a sistema delle cose, nella parte della pratica, non ho mai trovato il sistema giusto.

Dopo aver partecipato a una conferenza di Dario sul Metodo INCIMA, ci sono state delle cose che mi hanno colpito profondamente.

Erano anche cose che mille volte avevo letto sui libri, solo che finalmente si parlava di un sistema ben definito, di un metodo, mentre fino ad allora era come se mi avessero mostrato un bellissimo film, ma io non ne avevo mai fatto parte.

Ho detto: “Voglio proprio vedere se riescono a smuovere questa mia testa”, a far muovere qualcosa là dentro.

Tutto quello che viene fatto nel percorso è sperimentato dai suoi creatori in primis e ogni cosa viene spiegata passo passo, in modo semplice e lineare.

Ho detto dentro di me: “Finalmente qualcuno che mi dice COME si fa”.

A quel punto, mi sono buttata e basta, spinta dalla curiosità e dalla speranza di trovare finalmente una “via”, quella che da sempre cercavo.

È stata mia figlia a dirmi: “mamma, vai!”

Per me era un salto nel buio.

Non è stato facile per me decidere di intraprendere un percorso del genere, perché ero molto diffidente.

Pensare che qualcuno potesse occuparsi di me, dei miei pensieri, ascoltarmi e in qualche modo indirizzarmi, era per me una cosa incredibile.

Non riuscivo a credere che qualcuno fosse disposto ad ascoltarmi, ad ascoltare un estraneo, ad avere lo scopo di aiutare.

Ed essendo pure molto ansiosa, non sapevo dove mi avrebbe portato, se avrei buttato i miei soldi, il mio tempo… mi venivano mille pensieri, addirittura che potesse essere una setta… le ho pensate tutte!

Prima di arrivare in Masseria infatti ero molto preoccupata, non sapevo a cosa andassi incontro e mi dicevo: “Ma dove mi sto buttando?”.

Beh, da quel momento, non voglio dire che è cambiato tutto, ma moltissimo è cambiato.

Prima di tutto il Metodo INCIMA mi ha aperto un mondo.

Non immaginavo che ci potessero essere tante persone che avessero i miei stessi tipi di pensieri, problemi, emozioni e speranze e che tanti come me si fossero smarriti.

Non mi sono più sentita l’unico essere problematico, infelice ed insicuro sulla terra.

E poi si crea quella sorta di magia, con tutto quell’amore, quell’energia, un ambiente che non si trova dappertutto, anzi!

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Ricordo il lavoro sulla destrutturazione delle convinzioni, per esempio.

Una delle tante convinzioni limitanti che avevo io riguardava l’ambizione, che per me equivaleva a presunzione!

Io credo sia importante che ci sia qualcuno che ti spieghi nel modo giusto determinate cose e che te le faccia vedere dall’esterno, da solo non le puoi comprendere pienamente.

Io avevo bisogno “della dieta”, di sapere quello che dovevo fare e come farlo, di una direttiva.

Poi, una volta che ho la dieta giusta, che mi sono abituata a seguirla e quindi l’ho fatta mia, posso anche avanzare da sola.

Ma all’inizio è necessaria la strategia e la guida del “dietologo”. È così che vedo la figura del coach!

E il training mentale Mind Re-Start è la “dieta” quotidiana, la disciplina, la giusta alimentazione.

Molto utile mi è stato il concetto di avere delle aspettative flessibili, quindi essere anche meno severa con me stessa, darmi il tempo di arrivare a dei risultati e anche di saper trovare l’alternativa nel caso qualcosa non fosse andata secondo i miei piani.

Prima facevo un passo avanti e tre indietro e me la prendevo con me stessa.

Adesso, anche se qualche volta capita di fare un passo indietro, lo vedo solo come una sosta temporanea.

Dopo appena un mese, mia figlia mi ha detto: Vedo in te una donna diversa”.

Anche nel rapporto con lei sono infatti più comprensiva e meno rigida.

Ora vedo davanti a me una luce, non è più un tunnel senza uscita.

Ho capito che il tempo è prezioso e che devo usarlo, non sprecarlo, dargli la giusta importanza.

Sto andando oltre quella paura di essere felice e quel pensare di non meritarlo.

Comincio a tenere di più a me, anche dal punto di vista fisico, ho il desiderio di confrontarmi con gli altri, mi sono perfino aperta ai social.

Prima pensavo che un mio commento fosse inutile.

Oggi ho voglia e sono curiosa di conoscere altre persone.

Sto acquisendo la capacità di discernimento, cioè capire quali tra le tante cose hanno una priorità e quali no e poi decidere e agire, senza più nascondermi, senza stare lì in bilico anni e anni, per poi dare la colpa al tempo per come sono andate le cose.

Il Metodo INCIMA ti aiuta a entrare dentro di te e scoprire il tuo talento, liberare le tue potenzialità.

Lo dice il nome stesso del percorso: “Libera la tua Forza Interiore”.

Dario e Cristina sono bellissimi, insieme sono una forza della natura.

Sprigionano amore e sono l’esempio di come in due si possa essere uno.

Ci parlano delle loro esperienze, delle loro famiglie, dei loro figli, ci raccontano parti del loro vissuto.

Insomma, non li vedi come degli alieni.

Sono delle persone normali che sono riuscite a trovare la via.

Adesso mi rendo conto di quanto sia importante un percorso del genere e vorrei che tutte le persone vicine a me, compresa mia figlia, lo facessero.

Lo consiglierei a chi, come era per me, non sa da che parte andare e ha bisogno di una speranza, di sapere che non tutto è perduto.

Per me è come un puzzle: piano piano metti tutti i pezzi a posto.

Viviana Lepore

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Come riesco a vincere le mie sfide in uno stato di totale serenità e fiducia.

Come riesco a vincere le mie sfide in uno stato di totale serenità e fiducia.

Per la prima volta nella mia vita avevo subito una grossa delusione professionale, che ho vissuto come una sconfitta personale.

Per me è stata una frattura vera e propria e per come ero io, per come sono cresciuto, cioè in modo rigido e impostato (ora lo so), ho dato un peso davvero troppo elevato a quello che mi era successo.

Da quel momento non sono stato più sereno, fino anche a perdere il sonno durante la notte e quindi a vedere tutto nella direzione sbagliata.

Fino ad allora ero sempre stato molto determinato. Ho sempre avuto una grandissima stima di me stesso, ma da quell’ episodio si è creata in me una grossa paura legata al senso di inadeguatezza e non sono più riuscito a essere lucido ed obiettivo e a conquistare un nuovo ruolo professionale.

Ero caduto in un loop negativo, immerso nello stress, nella frustrazione, nei dubbi e nell’insicurezza.

Ero diventato pessimista, pesante, dubbioso, non sorridevo più.

Questo si stava riflettendo negativamente anche nella mia relazione di coppia.

Mi ero stancato di vivere situazioni che erano le stesse da troppo tempo e non mi permettevano di essere realizzato, di poter essere allineato con il mio reale valore lavorativo, che ero consapevole di possedere.

Non volevo essere un perdente. Sapevo di non esserlo, ma avevo perso la fiducia.

Non volevo più fare i conti alla fine del mese con tutto quello che non potevo permettermi e continuare a vivere nella mancanza e nel desiderio insoddisfatto. Non volevo più rincorrere faticosamente i miei obiettivi.

Così ho iniziato a chiedere aiuto all’esterno, fino a quando la mia amica Antonella Galizia mi ha consigliato il Metodo INCIMA.

Volevo essere pronto nel momento in cui si sarebbero presentate nuove sfide lavorative.

Volevo vivere una relazione coniugale molto più armoniosa, equilibrata e serena e avere più tempo da trascorrere con mia figlia, quindi essere più presente come padre.

Volevo in pratica diventare una persona più equilibrata e raggiungere anche un equilibrio tra la vita lavorativa e quella privata, cosa che mi mancava.

E imparare, come diceva Dario, non solo a raggiungere i traguardi, ma anche a sapermeli godere, cosa che non avevo saputo fare fino ad allora.

Tutto questo lo volevo nel minor tempo possibile, non volevo più trovarmi a vivere un periodo di forte stress e confusione come quello.

Consapevole del rischio di un ritorno al passato e ai loop negativi che potevano subentrare da un giorno all’altro, mi sono fermato prima che succedesse e ho scelto in fretta.

Prima di iscrivermi al percorso, avevo avuto modo di parlare con Dario, quindi nutrivo delle aspettative molto alte, di concretezza e di cambiamento.

Lui mi ha dato sicurezza, mi ha ispirato molta fiducia e ho capito che se mi fossi affidato al Metodo INCIMA avrei raggiunto i miei risultati.

Non avevo nessun dubbio, solo il timore di non riuscire a conciliare i miei impegni lavorativi con il Metodo.

Ma tutto si è rivelato fattibilissimo.

È un percorso ricco emotivamente, pieno di condivisione, amore, positività, dove sei accompagnato assiduamente e riesci a costruire la vera forza per poter raggiungere, step dopo step, quelli che sono i micro e i macro obiettivi.

Acquisisci chiarezza e focus, che sono la causa del raggiungimento degli obiettivi e una chiara comprensione di come funzionano le cose dentro di noi.

Gli strumenti del Metodo lavorano alla base delle mie credenze e delle mie convinzioni, mi permettono di sovrascrivere il mio passato e di ristrutturare, formare nuove reti neurali, motivo per il quale ottengo dei risultati diversi rispetto al passato e quindi posso elevare il mio standard e andare più in alto.

Questo si ottiene soprattutto grazie al training quotidiano con il Mind Re-Start.

E poi con l’applicazione delle procedure, con le sessioni di coaching: il follow-up è necessario per non cadere nelle vecchie abitudini.

Ed è importante anche il mantenere un costante contatto con il gruppo che si crea in aula, il contesto nel quale vieni inserito è fondamentale per rimanere ancorati.

Da quando mi sono impegnato in questo percorso, non ho più paure, ho una visione molto più positiva e armoniosa della vita.

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Quello che ho notato immediatamente è stato l’aver perso la rigidità, l’aver ritrovato una sensazione di leggerezza e un senso di presenza, un riuscire a guardare mia moglie e mia figlia con occhi diversi.

Ora ho una condizione mentale di assoluta determinazione, focus e lucidità.

Riesco ad esprimere pienamente le mie capacità, quindi a essere molto più soddisfatto e godere di ciò che faccio e di ciò che ho ottenuto.

Rispetto al passato, dove ho vissuto per tanto tempo nella rincorsa instancabile dei risultati, ora faccio in modo che la leggerezza, la naturalezza e l’armonia facciano da collante per tutti gli obiettivi che mi porrò.

Ragiono in termini di prosperità e abbondanza, che si riflette come condizione di un ottimo equilibrio con me stesso e che mi permette di dare il meglio alle persone che mi stanno intorno.

Oggi so che è stata proprio quell’esperienza negativa, che ora ho accolto con amore, a permettermi di guardarmi dentro e di andare oltre, perché mi ha aperto a questa possibilità.

È stato quel momento negativo, in cui prima non vedevo una via d’uscita, ciò che mi ha dato la possibilità di riemergere.

Sono riuscito a riconquistare, a toccare con mano, il mio principale obiettivo, quello della crescita professionale e a distanza di alcuni mesi, quando si è presentata un’occasione di avanzamento di carriera non mi sono fatto trovare impreparato.

Mi sono così riscattatato completamente.

Finalmente sono in una condizione di profondo benessere e di assoluta fiducia e quella sensazione di confusione, di distanza, di paura, non la avverto praticamente più e anche se dovesse capitare ancora, so come poter agire, quali strumenti utilizzare e che peso dare a quelli che potrebbero essere solo dei momenti di passaggio e non la mia condizione di vita, che oggi è tutt’altra.

Non mi lascio più influenzare da quello che succede fuori, quindi ho una prospettiva rivolta verso l’interno, verso me stesso e sono io il motore, il propulsore di quello che vivo e che accade fuori di me, ho ripreso il mio arbitrio decisionale.

Grazie al Metodo INCIMA ho avuto la possibilità di poter affrontare e vincere nuove sfide. Una di queste è stata come dicevo, la promozione ad un ruolo manageriale.

È un sistema che funziona, per l’oggettività dei contenuti sui quale si fonda, per come è stato pensato e strutturato, frutto delle conoscenze e delle esperienze dei suoi due ideatori, e per il fatto che i partecipanti non si sentono mai soli.

Credo molto in Dario e Cristina, così come loro hanno creduto in me.

C’è un livello di fiducia molto importante e so perfettamente che questo è soprattutto il loro lavoro, ma sono altrettanto convinto che loro credono davvero in quello che fanno, sono appassionati e vogliono tanto quanto noi che i nostri risultati siano raggiunti.

Hanno testimonianza continua della validità del loro Metodo.

Io dico che vale la pena farlo, senza per forza arrivare ad avere un problema serio nella propria vita;  si può sempre stare meglio, si può sempre vivere in una condizione migliore e questo Metodo ti permette di essere consapevole del fatto che la tua vita può essere fatta di ambizione, di gioia, di scelte… si può vivere ogni singola giornata in un modo decisamente migliore.

Fino ad arrivare a vivere costantemente in uno stato di grazia, di equilibrio e di armonia, a vivere l’amore in famiglia e non solo.

E tutto questo il Metodo ti permette di realizzarlo.

Francesco Iacovelli

 

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