Dalla mia peggior nemica sono diventata la mia migliore amica.

Dalla mia peggior nemica sono diventata la mia migliore amica.

Ho deciso di iniziare il percorso con il Metodo INCIMA anche se inizialmente avevo molti dubbi ed ero molto scettica, soprattutto su me stessa, sulla mia capacità di riuscita.

Inizialmente avevo molte resistenze, ma l’esempio del mio ragazzo che lo aveva già fatto qualche anno prima e la fiducia nei confronti di Dario e Cristina mi hanno portato a lanciarmi in questa avventura.

Non avevo un problema in particolare da risolvere, ma era proprio il mio approccio nei confronti della vita in generale e di me stessa che volevo cambiare, perché era sempre molto pessimista.

Mi ero resa conto di avere una mentalità che tendeva ad essere molto negativa, rimuginante, sentivo di essere molto rigida e questo non faceva altro che portarmi a chiudermi e rimanere ferma, inchiodata.

Era come se gli altri andassero avanti e io rimanessi indietro.

Questo accadeva perché io non avevo fiducia in me stessa, ero disfattista e tendevo a criticarmi costantemente, anche su cose banali.

Non ero a mio agio con me stessa!

E questo non faceva che causarmi insofferenza.

Ero sempre arrabbiata, molto nervosa e stressata.

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Tendevo ad autodistruggermi.

Non avevo molti amici, i miei rapporti erano sempre molto superficiali, avevo paura di legarmi a qualcuno.

Volevo imparare ad aprirmi un po’ di più a persone e idee nuove, avere più fiducia in me stessa, essere più calma.

Questo mi avrebbe permesso non solo di portare a termine tutti gli esami universitari, che era il mio obiettivo prioritario, ma anche di realizzare tutto quello che sentivo impossibile per me.

Sviluppare anche più costanza, per poter fare tutte quelle cose che tendevo a rimandare.

Se non ci fossi riuscita sarei rimasta molto delusa da me stessa, avrei incrementato ancora di più il mio dialogo interno negativo ed autogiudicante e mi sarei fermata di nuovo.

Una delle mie più grandi paure era infatti proprio quella di stagnare in un punto senza la capacità di venirne fuori, di andare avanti.

Oltre al fatto che non avrei avuto più fiducia in nessun altro percorso di crescita personale.

Ma questo non era uno dei classici corsi di crescita personale!

Era la strada giusta… e i risultati sono arrivati.

Il coaching e le facilitazioni arrivavano sempre al momento giusto.

Mi ha aiutato molto il fatto di confrontarmi con altre persone, sia con il coach, che mi ha fornito la sua esperienza e mi ha dato la carica e la spinta per ripartire ogni volta, soprattutto quando c’era un momento di calo.

Sia con il facilitatore, con il quale avevo molte cose in comune e potevo considerarla una vera e propria amica.

Le meditazioni con il Mind Re-Start mi danno una carica diversa, mi sento molto più positiva; facendolo la mattina ho una carica positiva per tutta la giornata.

Mi fa stare bene e spesso ne sento proprio il bisogno.

Devo ammettere che all’inizio non sono stata molto disciplinata e nonostante questo ho avuto comunque i miei bei miglioramenti, a volte senza neanche accorgermene.

Uno dei miei desideri era quello di diventare una persona che non mente più a sé stessa.

Ho cominciato a dirmi la verità, al posto di quelle storielle che mi raccontavo per non affrontare ciò che mi faceva paura.

Anche se alcune cose mi spaventano, ora non scappo, non le evito, ma le riesco a gestire.

E di questo sono veramente fiera.

Ho imparato a gestire meglio le mie emozioni.

Sono diventata più calma, più pacata, non reagisco più d’istinto.

Ho osservato le mie reazioni da un altro punto di vista.

Ho capito che ero io che davo una certa interpretazione agli eventi.

Tendevo a focalizzarmi su cose assurde, soprattutto quando mi sentivo molto giù di tono, ma poi ho capito che i problemi erano tutti in testa!

Il mio umore si è stabilizzato e anche quando ho dei cali, non ci metto più tutto quel tempo che impiegavo prima per tornare a stare bene.

Mi sono resa conto che spesso tendiamo a identificarci con le nostre emozioni, il corpo si abitua ad esse e poi ne abbiamo proprio bisogno, ne diventiamo dipendenti.

A un certo punto ho proprio scoperto che andavo a ricercare pensieri tristi, musica triste, cose che non andavano bene…

Come se avessi proprio bisogno di soffrire per una certa quantità di tempo al giorno.

Realizzare che io mi ero abituata a soffrire e che andavo alla ricerca della sofferenza è stato sconcertante!

Ed è stata proprio una di quelle scoperte che mi ha portato a cambiare profondamente.

Prima vedevo tutto ciò che non andava, soprattutto in me stessa, quindi tendevo a concentrarmi sui miei difetti, per poi screditarmi e nascondermi.

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Per fare un esempio, non riuscivo nemmeno a stare in costume tranquillamente, nonostante mi rendessi contro di non avere nessuna malformazione!

Adesso il mio sguardo sta cambiando.

E quando di nuovo mi capita di focalizzarmi sul negativo e di sentirmi sbagliata, lo accetto, non incremento più la dose.

Ho smesso di forzarmi per entrare in certi schemi, solo per piacere agli altri.

Mi accetto sempre di più per quella che sono e questo mi fa sentire libera.

Ho fatto tanti passi in avanti e sono felice di essere andata oltre l’iniziale scetticismo.

Ho acquisito sempre più fiducia, nel Metodo e nei coach, a un certo punto ho sentito di potermi mettere nelle loro mani e farmi guidare.

É un Metodo ben strutturato e completo.

Io sto cercando di coinvolgere qualcuno della mia famiglia perché so che potrebbe apportare benefici anche a loro, così come potrebbe apportarne a tutti.

Francesca Paglietta

In pochi mesi è cambiato tutto.

In pochi mesi è cambiato tutto.

Ero in fase di stallo.

Le paure inibivano ogni mia azione.

Avevo tanta volontà che non serviva a nulla perché continuavo a fare sempre le stesse cose in modo sbagliato.

Sono stato abituato a vivere fino all’età adulta nella mia zona di comfort, che mi era stata preparata da un genitore iperprotettivo.

Quando è venuto meno lui come figura, è venuto meno tutto.

Non mi sentivo in grado, non mi sentivo all’altezza, nel lavoro come nella vita privata.

Era un periodo in cui avevo fatto una serie di cambiamenti lavorativi, ma poi avevo la sensazione di aver fatto il primo passo e non sapevo come fare gli altri.

Avevo bisogno di qualcosa che mi stimolasse a fare quel passo in più.

Vivevo dei momenti di grande dispendio energetico, in cui facevo grandi cose, alternati a momenti di pigrizia in cui potevo fare di più ma non lo facevo, mi accontentavo.

E il fatto di essere uno che si accontentava, che non si lamentava mai, a volte diventava un difetto perché non mi dava quella spinta a volere di più e a spingermi oltre.

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Volevo cambiare il mio approccio alla professione e tirar fuori quella forza per raggiungere la completa soddisfazione professionale.

L’obiettivo era quello perché sapevo che condizionava tutte le altre aree della mia vita.

Non mi reputavo un sognatore, ero uno che viveva alla giornata.

Avevo sempre fatto tutto da solo, nel senso che ero molto riflessivo e quando avevo dei problemi non ne parlavo con gli altri, cercavo di risolverli da me.

Ma stavo prendendo consapevolezza del fatto che mi servisse qualcosa per proseguire il percorso che avevo iniziato come professionista, senza più frenate.

Qualcosa che mi permettesse di mettermi in moto alle 8 la mattina e spegnere il motore solo la sera, prima di andare a letto.

Sicuramente il carburante di tutto questo era la determinazione.

Volevo qualcosa che modificasse il mio modo di vivere certe emozioni definitivamente.

Ma che non fosse uno di quei corsi che il sabato e la domenica lo fai, il lunedì e il martedì stai a bomba e poi il mercoledì stai male come prima.

Ho conosciuto Dario e Cristina casualmente, perché ho seguito l’invito di alcuni miei amici a partecipare a un evento live a Bari.

Fin da subito ho avuto un’ottima impressione su entrambi.

Essendo un libero professionista, riconosco la figura del professionista, la rispetto e ho trovato in loro delle possibili guide, che ti invitano ad un Metodo diverso.

L’ho scoperto casualmente, ma l’ho riconosciuto subito come quello giusto.

Oltre ad essere un avvocato, sono anche uno sportivo e per tanti anni ho fatto il personal trainer, quindi sapevo bene che una volta che il cliente si affidava a me, doveva seguire le mie indicazioni se voleva ottenere quel tipo di risultati.

E così ho fatto io.

Ho accettato di affidarmi a dei professionisti e fare tutto ciò che loro mi avrebbero indicato.

Avevo già visto degli esempi concreti di quello che erano in grado di fare Dario e

Cristina con le persone che avevano deciso di seguirli.

Silvio, il mio amico, ha cambiato tutta la sua vita grazie al Metodo INCIMA.

Da commesso dipendente è diventato un imprenditore, da persona negativa e rabbiosa è diventato una persona solare, felice, sempre propositiva.

Anch’io volevo essere totalmente felice, soddisfatto e appagato.

Vivere dei turbamenti mi portava ad essere più chiuso, meno disposto a stare con gli altri.

Volevo invece vedermi più sereno e più aperto.

Con il Metodo INCIMA in pochi mesi è cambiato tutto.

Innanzitutto si è alzato il mio livello di autostima.

Sono molto più propositivo e sorridente, perché se le cose vanno male non mi abbatto più come prima, ho imparato ad avere un atteggiamento diverso.

Agire mi ha portato al miglioramento continuo, che ho visto già dai primi giorni di applicazione del Metodo.

La cosa impressionante è che, anche se non ero un esperto del Metodo, mi è risultato facile da mettere in pratica fin da subito.

Tendevo a rimandare la risoluzione dei problemi, mentre oggi porto a compimento tutto quello che mi prefiggo per ogni giornata e questo porta al raggiungimento immediato dei risultati e a un incremento dei guadagni.

Provo la sensazione di essermi guadagnato un livello di rispetto che prima non avevo e questo mi porta ad un ulteriore accrescimento dell’autostima.

Quando gli altri ti riconoscono un cambiamento così radicale e importante, è chiaro che anche i rapporti professionali e personali migliorano.

Uno su tutti è quello con mio fratello, che è la persona più vicina con cui condivido l’attività lavorativa.

Un giorno mi ha detto: ‘’A questo Dario devo fargli un regalo per il fratello diverso che mi ha regalato”.

Mi godo di più tutte le relazioni.

Il riconoscimento dei miei cambiamenti personali da parte di persone che io stimo mi gratifica davvero tanto.

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Più mi sento gratificato e più ho voglia di fare; è diventato un circolo virtuoso, che non si interrompe mai.

Ho una maggiore serenità in tutte le aree della mia vita.

E tutto questo è stato possibile grazie a tutti gli strumenti che ho trovato nel Metodo INCIMA.

Il training mentale con il Mind Re-Start è riuscito a calmare anche me, che ero una persona molto ansiosa e avevo molta difficoltà nel rilassarmi.

Ma con la pratica ho iniziato a sperimentarne anch’io tutti i benefici.

Il fatto di essere a contatto diretto con i coach è stato fondamentale; all’inizio ho avuto proprio bisogno di loro e del gruppo, dei compagni di viaggio.

È un Metodo vincente!

Ho apprezzato molto la sua impronta scientifica e il modo in cui viene impostato e trasmesso da Dario e Cristina.

Oltre ad avere una preparazione straordinaria, hanno un’energia che trasferiscono in una maniera pazzesca, sono fantastici!

Io ho elevato il mio standard, gli obiettivi che ho adesso sono molto più importanti rispetto a quelli che avevo prima e so di poterli ottenere senza più dubbio alcuno!

Si va avanti così!

Vittorio Russo Frattasi

Ho abbandonato il porto sicuro per navigare nell’oceano.

Ho abbandonato il porto sicuro per navigare nell’oceano.

Sono sempre stato una fucina di idee, sia riguardo al mio lavoro che altrove.

Io faccio il consulente immobiliare e affrontare un cambiamento rispetto allo status quo è sempre un qualcosa che spaventa, della serie: “Sai quello che lasci, ma non sai quello che trovi”.

Volevo concretizzare un’idea, un progetto imprenditoriale, aspirando a un livello economico superiore e a dei riconoscimenti nel mio ambito professionale.

Ma avevo difficoltà a perseguire il mio obiettivo, che stava là, lo guardavo e pensavo: “Chissà se un giorno riuscirò a realizzarlo”… e praticamente il tempo scorreva, giorno dopo giorno.

Era come se mettessi a rischio delle certezze per andare verso l’incognito, senza avere la sicurezza che avrei avuto i risultati sperati.

La paura del fallimento mi ha sempre limitato, bloccato.

Mi mancava quella molla, quel passo in più che volevo fare, ma non riuscivo a fare.

E questo non era compatibile con il mio desiderio di vivere una vita più agiata, senza preoccupazioni o affanni come quelli che hai quando il lavoro non va nel verso giusto, quando non sai se domani avrai una continuità, una stabilità, una solidità.

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E questo non lo desideravo solo per una mia gratificazione personale ed economica, ma anche per garantire una serenità alla mia famiglia, che rimane sempre il fulcro di tutto.

Se io so che loro stanno bene, io sto bene; se io so che loro stanno male, io sto male.

Devo dire che comunque, anche nei momenti in cui il lavoro non andava alla grande, non ho mai riversato i miei malumori e le mie preoccupazioni all’interno della mia famiglia.

Mi sono tenuto tutto dentro.

Quello che volevo era crescere, affrontando percorsi nuovi e anche completamente diversi da quelli che già conoscevo, se occorreva.

Quindi avere la capacità di rischiare.

E in questo mi è stato di grande esempio il mio amico Silvio di Giovannantonio, uno dei veterani del Metodo INCIMA.

Ho visto la sua trasformazione sia a livello personale che professionale.

La cosa che più ammiravo in Silvio, oltre al suo grande cambiamento interiore, è stato proprio il fatto di aver trovato il coraggio di lasciare quella che era una posizione lavorativa sicura, “il posto fisso”, per affrontare un percorso che poteva nascondere insidie e insuccessi, quindi rischioso.

Ha creato una struttura Smash Tennis dal nulla, diventando un imprenditore, e realizzando il suo sogno.

Ho sovrapposto l’immagine di quello che era lo Stefano di allora con lo Stefano che avrei voluto essere e ho seguito l’esempio del mio amico.

Il resto lo ha fatto la mia curiosità e la voglia di tirare fuori forze nascoste, potenzialità che sentivo di avere dentro di me e che mi avrebbe poi dato il coraggio di fare quel passo.

Il primo giorno del corso sono entrato in aula senza avere la minima idea che, come per magia, le cose potessero cambiare.

Non pensavo di avere dentro di me qualcosa di così sopito, che è venuto fuori solo in quei giorni.

La chiarezza di Cristina e la capacità di tirare fuori quello che è in “soffitta”, e che non sapevo potesse essere elemento di disturbo, è disarmante.

Ho capito qual era la zavorra che non mi permetteva di “lasciare il porto sicuro per navigare nell’oceano”.

Nel momento in cui tiri fuori le tue potenzialità, cominci a vedere anche cose che prima non vedevi, e puoi anche vedere opportunità che non vedevi.

Tutti abbiamo delle zavorre e anche delle potenzialità, spesso c’è solo bisogno di qualcuno che ce la faccia vedere entrambe.

Il lavoro su sé stessi, secondo me, consiste proprio in questo.

Se ne guadagna in benessere, serenità e autostima.

Il fatto di lavorare a livello personale, le sessioni con il coach, le procedure step by step, il training mentale, il lavoro in gruppo, sono tutti ingranaggi della stessa macchina, che funziona bene.

Il lavoro in gruppo ha sicuramente creato un’energia collettiva, trasmessa reciprocamente, che rimane viva nel tempo.

Con il Mind Re-Start riesco a immaginare il mio progetto realizzato, in modo talmente vivido che sembra già vero.

Immagino proprio come sarà l’arredo del mio nuovo ufficio, le riunioni di lavoro o gli incontri per selezionare i collaboratori.

Lo sento già quello che voglio.

Ora so che è solo questione di tempo.

Sono molto più concentrato, mantengo l’attenzione su quello che è il mio obiettivo, con fiducia e determinazione.

Il Metodo è come un libretto d’istruzioni, se lo segui ottieni il risultato.

Rispetto a prima di partecipare a Libera la tua Forza Interiore è cambiato molto, soprattutto il mio atteggiamento rispetto alle situazioni avverse.

Prima se una cosa andava storta, la affrontavo in maniera istintiva.

Ad esempio, una situazione complicata con i miei genitori anziani prima “mi faceva partire l’embolo” facilmente.

Ora affronto tutto con molta più calma e moderazione.

Se devo dire un “no” ai miei figli, ad esempio, non è più un “no” secco come prima, ma è un “no” che alla base ha comunque un dialogo con loro.

Oggi mi sento più sereno anche nell’affrontare le difficoltà lavorative quotidiane, nell’accettare i “no” altrui e nel guardare al fallimento come un’opportunità per correggere il tiro.

Se una situazione non va come spero, per esempio una trattativa, la cosa non mi ferisce più. Prima sì, era motivo di severa autocritica e rimuginio.

Invece adesso non è un qualcosa che mi rimane dentro come un pensiero negativo, sul quale ritorno il giorno dopo, il giorno dopo ancora e il giorno dopo ancora; lo osservo, lo analizzo e lo lascio andare, non lo giudico.

Oggi avverto qualcosa di positivamente diverso in me, anche nel mio modo di parlare, che è più sicuro e determinato del solito.

Se ho acquisito maggiore fiducia e stima di me stesso è perché ho deciso di affrontare questo cambiamento affidandomi al Metodo INCIMA.

La mia valutazione è “ ottimo + ”.

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Cristina e Dario sono molto bravi, innanzitutto nella chiarezza dell’esposizione del Metodo, delle logiche di funzionamento.

Sono bravi anche nel creare forti legami personali, in maniera indistinta tra i due, nel senso che io li vedo come un’unica persona, un’unica forza.

Io non avevo grossi problemi, diciamo che il cambiamento non era una necessità di sopravvivenza, ma una voglia di crescita professionale.

Se dovessi consigliarlo ad altri lo farei perché non è un lavoro astratto, è molto concreto, dove qualcosa cambia sin dall’inizio e i risultati si ottengono in un arco temporale abbastanza breve.

Almeno questa è la mia esperienza.

Ora il mio obiettivo lo vedo sempre più vicino, come se si fosse accorciato quello spazio fra me e lui.

Stefano Kaziani

Stavo scambiando il tempo per denaro…

Stavo scambiando il tempo per denaro…

Grazie agli strumenti del Metodo INCIMA ho ritrovato la calma e la serenità… e il mio tempo!

Tutto è nato circa 3 anni fa, quando nella mia azienda eravamo a un punto morto, il fatturato non cresceva più, qualunque cosa noi facessimo.

Un giorno pensai di portare il mio socio a conoscere Silvio Di Giovanntonio, un mio amico che aveva concretizzato il suo sogno imprenditoriale e da fare il commesso in un supermercato era passato ad aprire un’attività tutta sua, che funzionava, lo Smash Tennis Specialist.

Eravamo andati da lui per farci consigliare qualcosa a livello di strategie di marketing aziendale e lui invece ci parlò del Metodo INCIMA, era stata quella la sua chiave di volta, la “strategia” che gli aveva permesso di essere chi era diventato.

Io ammiravo molto il suo cambiamento, era diventato una persona completamente diversa, molto più equilibrata, serena, positiva e aveva acquisito una calma che prima non aveva, anzi, era un po’ come ero io allora.

Il mio più grande difetto era proprio quello di essere una persona irruenta, “partivo subito per la tangente”.

Ero un Caterpillar, affrontavo tutto con forza demolitrice e non andava per niente bene, anche sul lavoro questo era un aspetto che creava ulteriori problemi.

Posso dire che la causa principale dei miei problemi era la mancanza di tempo da dedicare alle mie attività personali, perché facendo un lavoro molto specializzato, ogni volta che succedeva qualcosa dovevo intervenire io.

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Sulla carta ero un imprenditore, ma nella realtà ero dipendente della mia azienda, perché stavo scambiando tempo per denaro.

Io però, a differenza del mio socio Francesco, non ero predisposto per fare un percorso di cambiamento.

Diciamo che lui era già addentrato nel mondo della crescita personale, al contrario mio, e mi disse: “Guarda Cosimo, qua non c’è nessun marketing dietro, qua si tratta di tutt’altro” e fissò un appuntamento con Dario.

Io non sapevo neanche di cosa stesse parlando, ero proprio completamente all’oscuro, però feci una saggia considerazione: “Se lui è convinto di voler partecipare a questo percorso, qualsiasi cosa esso sia, per forza di cose devo partecipare anch’io”.

Una cosa avevo capito: se non c’è un’evoluzione a livello personale, non c’è nemmeno a livello aziendale.

 Non sapevo cosa saremmo andati a fare, non sapevo proprio cosa immaginare, ho seguito il mio socio e basta.

Così siamo partiti insieme per questo “viaggio”.

Essendo un perfezionista, nel momento in cui ci sono state date delle procedure da mettere in pratica, io le ho seguito alla lettera.

Non senza iniziali difficoltà però, che non erano legate all’applicazione del Metodo, ma ai tanti eventi che nel corso della giornata minavano la mia crescita e mi portavano fuori strada, l’incazzatura era sempre dietro l’angolo, quella è stata la cosa più difficile da gestire per me.

Però ora sapevo cosa fare, avevo la mia “cassetta degli attrezzi”.

E proprio alla fine di quelle dure giornate sentivo ancora di più la necessità di fare il mio training mentale quotidiano, il Mind Re-Start, quello mi dava la calma e la lucidità per riuscire ad affrontare le situazioni per me più stressanti in modo più tranquillo e sereno.

La cosa più ingestibile era infatti la mia irruenza, quando vedevo delle situazioni che non riuscivo a gestire andavo subito su tutte le furie.

Ora invece, nel momento in cui succede qualcosa non scatto più, ma con molta pace dico: “Senti, sentiamoci domani perché in questo momento non sono nelle condizioni di risponderti…”

E questo è un atteggiamento decisamente più saggio da adottare dopo una giornata di “martellate”, anziché mandare le persone a quel paese.

Sono più sereno, ho la mente libera.

La cosa che mi ricordo e che forse non dimenticherò mai è che già subito dopo il primo weekend in Masseria, c’è stato un momento in cui stavo per esplodere, erano appena le 9 del mattino e già si stava spezzando l’ultimo filo che manteneva la mia pazienza.

Però ho fatto una cosa diversa: ho detto a tutti “Torno subito”, ho messo il telefono offline, sono andato sul mare e ho fatto una delle meditazioni del Mind Re-Start.

Poi sono ritornato in azienda e ho ripreso in mano tutte quelle questioni che mi stavano facendo esplodere, in tutta tranquillità.

Quindi diciamo che quello è stato l’evento che mi ha fatto capire l’importanza e l’efficacia degli strumenti che avevamo tra le mani.

Con il Metodo INCIMA acquisire calma e serenità è facile.

Oggi, anche se mi dovesse capitare di perdere il controllo della situazione, comunque ne traggo un insegnamento.

La osservo, mi osservo, e mi capita sempre più raramente.

Oggi sono più riflessivo, ecco.

Traggo un insegnamento da ogni problema e trovo subito la soluzione e un’alternativa, per far sì che non si ripeta, soprattutto a lavoro.

A livello aziendale sto avendo i miei successi, ho creato un sistema che mi permette di ottenere ottimi risultati, senza che questo significhi sottrarre più tempo alla mia vita privata e devastarmi psicologicamente.

Una delle mie priorità era infatti proprio quella di guadagnare più tempo da dedicare a me e alla mia famiglia.

Sento di essere diventato proprietario del Metodo, nel senso che l’ho acquisito, l’ho fatto mio, e nel momento in cui vado fuori dal seminato, ho la capacità di rientrare da solo, senza che nessuno mi aiuti.

Ho applicato le conoscenze acquisite nel Metodo anche a lavoro, riuscendo a spiegare con chiarezza, calma e tranquillità dei concetti molto complessi, in modo che i miei dipendenti potessero farlo da soli.

Ho creato delle procedure per la mia azienda, liberandomi così da un sacco di impicci e ottenendo un altro dei miei obiettivi principali, quello di delegare.

Ho creato un metodo nel Metodo!

Ho perfino scritto un libro a riguardo e questo è un altro obiettivo raggiunto.

La cosa bella del Metodo INCIMA è che non c’è il pericolo di tornare indietro.

Al limite ti fermi, ti accorgi che ti sei fermato e hai la possibilità di ripartire da dove hai lasciato.

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Ma anche se fai dei passi indietro, ne hai fatti talmente tanti in avanti che quei 2 o 3 passi indietro non li noti neanche.

É un processo, un percorso che ti consente di imparare quali sono i meccanismi mentali alla base dei nostri comportamenti.

E una volta capito come funziona la mente, hai anche gli strumenti per eliminare i comportamenti che non vuoi più e adottarne di nuovi.

Per usare una terminologia da meccanico, in pratica nel momento in cui conosci come funziona il sistema, sei anche in grado di ripararlo o di migliorarlo.

Oggi mi sono reso conto che l’asticella è salita veramente molto in alto.

Sono così focalizzato sui miei obiettivi che neanche un Caterpillar può fermarmi!

Cosimo Pica

 

 

Così è nato un nuovo me.

Così è nato un nuovo me.

Ho scoperto che la principale relazione da sanare era quella con me stesso.

Da un po’ di tempo la mia relazione coniugale stava andando a rotoli, io e mia moglie eravamo sulla soglia della separazione.

Il problema principale era che tutto questo si ripercuoteva sui nostri figli.

Oltre alla relazione con mia moglie, ero in rottura anche nel rapporto con me stesso.

Non sapevo più cosa volessi dalla vita e che sentimenti provassi per le persone che avevo al mio fianco.

Ero gelido, indifferente.

C’era tanta rabbia repressa che sentivo dentro, molta frustrazione, mi sentivo vittima anche di me stesso.

Ero una persona molto razionale, molto rigida, tanto da risultare arrogante.

Non riuscivo a relazionarmi con le persone in modo sereno, dopo un po’ sentivo la rabbia che cresceva, dovevo esplodere, senza nemmeno sapere per quale motivo.

Avevo perso la mia vitalità e la mia estroversione, mi ero chiuso.

Avevo perso anche la passione per il mio lavoro, dove c’erano delle cose che non ero più in grado di fare.

A seguito di una missione in Iraq, in cui un mio collega mi è morto davanti, la mia mente ha iniziato a elaborare pensieri di morte e ho iniziato a soffrire fortemente di ansia e di attacchi di panico.

Non riuscivo a lasciar andare il passato.

Temevo ormai di non riuscire in quasi tutto quello che mi prefiggevo di fare, compreso il marito e il padre.

Avevo provato di tutto, dallo psicologo alla terapia di coppia.

Ma non è cambiato molto.

Poi Cinzia, mia moglie, ha deciso di fare il suo percorso con il Metodo INCIMA.

Ho visto un netto cambiamento in lei, nel modo di affrontare le varie situazioni: personali, lavorative, con i nostri figli e anche con me.

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Io ero molto “inquadrato” e rigido, avevo i paraocchi su tante cose.

Sono andato via di casa che avevo 17 anni, quindi posso dire che a un certo punto sono cresciuto in un’altra famiglia, che era quella militare.

E per me lasciarmi andare su certi argomenti non era per niente facile.

Quindi, nonostante i cambiamenti di Cinzia, continuavo ad essere diffidente nei confronti del Metodo.

Ma desideravo il cambiamento.

Ciò che mi ha mosso a partecipare è stato il desiderio di recuperare il mio matrimonio e di essere un buon padre, far star bene la mia famiglia.

E allo stesso tempo avevo paura di fallire in questo tentativo.

Dopo un po’ di conflitti con me stesso, ho deciso di mettermi in gioco.

Non avevo mai fatto un percorso del genere e già quello mi inquietava abbastanza.

Mia moglie mi aveva raccontato ben poco a riguardo perché è un’esperienza che bisogna vivere sulla propria pelle per capirla.

La parte difficile era proprio l’incognito, era come lanciarsi col paracadute.

Ma ho deciso che mi sarei lanciato!

Appena arrivato in Masseria, mi sono sentito un pesce fuor dall’acqua, dalla serie: “Che cavolo ci sono venuto a fare?”.

Tant’è che stavo quasi per andare via, ancor prima di entrare.

Poi piano piano “ho abbassato la guardia”, è proprio il caso di dire.

E’ stata un’esperienza che mi ha stravolto.

Mi ha dato una forza e una pace che non riesco a descrivere.

Sono andato via da lì con una leggerezza che non ricordavo più.

La coesione che si è creata tra i partecipanti mi ha dato una forza incredibile, che mi ha fatto veramente sentire il cambiamento.

Persone che non conoscevo, che venivano da tutte le parti d’Italia e che sembrava si facessero carico del mio problema, mi hanno trasmesso un’energia fortemente positiva, mi davano dei consigli, mi incoraggiavano.

C’è gente che veramente ti vuole bene là dentro, c’è qualcosa di speciale in quell’aula.

E anche dopo il corso sento la loro vicinanza, ci continuiamo a sentire e a sostenere.

Arrivato a casa, ho iniziato a parlare in modo completamente diverso con i miei bambini, con calma e pazienza, e loro rispondevano allo stesso modo.

Questa cosa mi ha aperto il cuore.

Sia io che Cinzia abbiamo acquisito le giuste forze e le capacità per crescere i nostri figli in modo armonioso.

E dar loro la possibilità di arrivare in alto.

Era quella la cosa che più ci premeva.

Il Metodo INCIMA è qualcosa di molto potente, ha risvegliato in me tante cose che avevo dimenticato, tante emozioni che avevo soffocato e mi ha fatto capire cosa è veramente importante nella mia vita.

Ho cominciato a guardare le cose da un’altra prospettiva.

Mi ha aiutato a guardarmi dentro e poi mi ha dato gli strumenti per sistemare quello che non mi piaceva.

Metti in rilievo il problema, ma poi lo risolvi anche.

Lo strumento che ha avuto l’impatto maggiore su di me è stato il training mentale quotidiano Mind Re-Start.

Uno dei primi riscontri che ho avuto è stato quello di essere meno impulsivo, più calmo, e con la calma poi sono riuscito a fare delle valutazioni più ponderate.

Io mi sento diverso.

Sono molto più disponibile a dialogare con mia moglie, i toni in casa si sono abbassati, nel vero senso della parola.

La guardo con occhi completamente diversi adesso, non la vedo più come la causa dei nostri problemi di coppia, ma ho capito che parte del problema ero anche io.

E’ cambiato anche il dialogo con i miei figli.

Prima mi facevano imbestialire, perché il mio livello di sopportazione era basso, non riuscivo a capirli.

Adesso invece riesco ad entrare in empatia con loro, anche con i loro capricci, non mi arrabbio, anzi mi diverto.

Dedico del tempo a giocare con loro e loro vedono un papà che partecipa.

Anche i miei genitori mi hanno guardato con un occhio differente.

Per me, che ero quello rigido e che non esprimeva le proprie emozioni, andare dai miei genitori e mostrare un sentimento d’amore nei loro confronti è stata una cosa straordinaria.

Sul piano lavorativo ho avuto dei forti cambiamenti.

Un bel giorno, sono riuscito a fare una cosa che non riuscivo più a fare da 10 anni, da quell’episodio in Iraq e, con mia grande sorpresa commozione, ce l’ho fatta.

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Tutti questi eventi sono successi dopo quel weekend in Masseria.

Finalmente sentivo di potercela fare, ho capito veramente che cos’è la fiducia in sé stessi.

E pensare che fino a pochi minuti prima non volevo nemmeno andarci al corso!

La mia fiducia nel Metodo INCIMA si è concretizzata, infatti, vedendone i risultati.

Mi sentivo più leggero, ho cambiato l’approccio con mia moglie, i miei figli, i miei genitori, poi, due giorni dopo, c’è stato l’episodio a lavoro…

Davanti all’evidenza mi sono dovuto ricredere e mi son detto: “Allora funziona veramente”.

Oltre all’esperienza in aula, anche tutti gli altri strumenti del Metodo hanno contribuito a costruire quel nuovo me che sta crescendo: il contatto settimanale con il coach, le procedure step by step, il Mind Re-Start, il continuo contatto con il gruppo dei partecipanti…

Dario e Cristina sono bravissimi nel loro modo di spiegare, sviscerano gli argomenti, rendendoli comprensibili a chiunque.

Sono riusciti a smuovermi qualcosa dentro che io avevo soffocato.

Ero partito con il piede sbagliato nei loro confronti, giudicandoli male, pensando che raccontassero delle frottole.

Adesso invece li apprezzo tantissimo, sono delle persone splendide.

Se ti affidi veramente a loro e alle procedure del Metodo INCIMA puoi solo ottenere grandissimi benefici.

I risultati parlano!

Luca Saracino

Ero morto e volevo rinascere…  Il Metodo INCIMA mi ha salvato la vita!

Ero morto e volevo rinascere… Il Metodo INCIMA mi ha salvato la vita!

Tutto ha avuto inizio circa 10 anni fa, quando ho scelto di lasciare la vecchia azienda in cui lavoravo per accettare la proposta di una nuova azienda.

In quel periodo avevo varie scelte davanti e avevo un’autostima molto alta, mi sentivo forte.

Però poi, in quella nuova realtà, sono caduto nel baratro.

A un certo punto hanno iniziato a farmi stalking per farmi andare via.

Mi volevano tagliare fuori, un collega in particolare remava contro di me.

Ho iniziato a perdere la fiducia in me stesso e a mettere l’insicurezza in tutto, qualunque cosa pensassi o facessi.

Ero frenato dalla paura e dal senso di colpa, che si poggiava sulla bocca dello stomaco e mi premeva così tanto da farmi piangere.

Non avevo prospettive, avevo paura del presente e del futuro.

Ero in una camera oscura.

Mi sentivo solo, piangevo e volevo stare al buio, non volevo nemmeno vedere la luce.

Ero talmente disperato da arrivare al punto di ammalarmi, cadendo in una profonda depressione.

Ero partito con l’autostima a mille e poi è scesa a meno mille.

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Successivamente questo collega venne licenziato e io fui richiamato in azienda, ma ormai la mia autostima era distrutta.

Volevo cambiare, non mi piacevo più, avevo preso cognizione di essere una merda.

Non piacevo né a me né agli altri.

C’era una forte volontà di cambiamento.

Anche se dall’altra parte avevo paura che il mio cambiamento potesse rovinare i rapporti con gli altri, in particolare con mia moglie, temevo che non mi avrebbe accettato.

All’interno della mia famiglia non c’era una serenità di base.

Avevo delle bambine piccole e ricordo il mio cattivo approccio con loro, sulle quali riversavo tutti i miei problemi, la mia negatività.

E sapere che i figli, già da quando sono nel feto, sono “in REC” (registrano e assorbono tutto), per me è stata una mazzata micidiale.

Mi sono reso conto che per tutto quel tempo avevo trasmesso alle mie figlie sensazioni deleterie.

Questo è stato un altro motivo per voltare.

Avendo un concetto di famiglia molto forte, era un’esigenza fondamentale lavorare su questo, partendo proprio dalla gestione degli stati d’animo.

Avevo la necessità di ritrovarmi come persona, come professionista e come padre.

Un giorno, “casualmente”, incontrai Dario Perlangeli che stava tenendo un incontro nella sala riunioni della mia azienda.

Era un amico che non vedevo da 20 anni.

Parlando con lui decisi di scoprire il Metodo INCIMA, che all’epoca era strutturato in maniera diversa.

In 10 anni devo dire che c’è stata una grande evoluzione.

Quello che mi ha permesso di intraprendere poi il percorso è stata la voglia matta di rialzarmi.

E una base di fiducia nei confronti di Dario prima e Cristina poi.

Conoscendo Dario dai tempi delle superiori, ero a conoscenza dei periodi bui che egli stesso aveva vissuto in passato.

E sapevo che per diventare il grande professionista che è oggi, ha fatto prima un grande lavoro formativo su se stesso.

Cristina è stata poi la sua parte mancante, quindi insieme si compensano.

Hanno acquisito un livello di competenza veramente alto.

Il loro Metodo è il frutto di un lungo e approfondito studio e di una formazione, fatta su loro stessi in primis, che non finisce mai.

Crescendo loro, fanno crescere chiunque chieda il loro aiuto.

Sono un punto di riferimento.

Loro fanno cambiamento, non fanno formazione.

Io ero morto e volevo rinascere.

E sono rinato meglio di prima.

Oggi, nell’attuale azienda in cui lavoro, ho un ruolo riconosciuto anche dalla Proprietà e questo è stato un successone.

L’evoluzione negli anni mi ha portato però a propendere per una mia attività e l’unione con il mio amico Silvio, che è entrato nel Metodo INCIMA qualche anno dopo di me, ha fatto nascere il progetto Smash Tennis Specialist.

Abbiamo un punto vendita a Lecce e c’è un progetto di franchising importante.

Sono amministratore di questa società e a breve diventerò a tutti gli effetti un imprenditore, lasciando il lavoro da dipendente, così come ha già fatto Silvio.

Posso dire che il Metodo INCIMA mi ha salvato!

È  stato un percorso essenziale per la mia crescita a 360 gradi.

Non solo ho riacquisito la mia autostima e migliorato nettamente la mia posizione lavorativa, ma ho anche recuperato i rapporti con la mia famiglia.

Il mio approccio con mia moglie e le mie figlie è cambiato e anche con le altre persone in generale.

Se torno un attimo indietro nel tempo, ricordo com’ero e guardo come sono ora e quasi non mi riconosco più.

In quel periodo buio, durato quasi due anni, mi ero completamente perso.

Ora sono di una solarità micidiale.

Ero già estroverso ed espansivo e ora lo sono ancora di più.

Sono in costante cambiamento, ma rimango il caciarone di sempre!

Il Metodo ti cambia se tu continui ad allenarti.

Essenziale è il training di meditazione e riprogrammazione inconscia Mind Re-Start.

Così come sono stati fondamentali le sessioni individuali di coaching e il far parte di un gruppo che viaggia sulla tua stessa lunghezza d’onda.

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La fisica quantistica dice che vieni fagocitato dall’energia del gruppo di cui fai parte, quindi è importante far parte di un gruppo (fisicamente o virtualmente) che condivida i valori, le emozioni e le idee che sono più utili per te, che ti fanno bene.

Questo ti permette di rimanere concentrato sul focus dei tuoi obiettivi.

Evolvere significa lavorare costantemente su sé stessi, non abbassare la guardia perché gli sgambetti della vita sono sempre dietro l’angolo.

Cambiare non significa che arrivi alla fine dei 100 metri, tagli il traguardo e hai finito.

Cadi, ti rialzi, magari ti fai anche male, però ora conosci i mezzi per rialzarti, per gestire gli stati d’animo, per affrontare al meglio le cadute stesse.

So che non è stato un caso incontrare Dario in quella sala riunioni.

Da lì è nata una spinta che mi ha portato a fare giornate importanti di crescita e di formazione e a parlare con tante persone che, come me, avevano bisogno.

È stato un piacere poterle aiutare, sapere dove indirizzarle.

Non l’ho fatto per fare una cortesia a Dario e Cristina, ma l’ho fatto per salvare quelle persone, così come mi sono salvato io.

E questa è una sensazione bellissima, un senso di gratitudine che ti ripaga.

lo sto consigliando il Metodo INCIMA a chi ne ha bisogno e anche a chi è più scettico, perché so che poi si ricrede vedendo i risultati.

Io li ho visti sulla mia pelle.

Non potrei mai mettere persone a cui voglio bene nelle mani sbagliate.

Sono certo al 100% che il Metodo sia vincente.

Ti aiuta nella gestione degli stati d’animo, nel coltivare il meglio di te, migliorare la tua vita, i tuoi obiettivi, che siano relazionali, lavorativi, personali.

E se questo vi sembra poco?

Giovanni Capoccia