Così sono uscito dall’inferno e ho aperto le porte del paradiso…

Ero sempre ansioso, nervoso, teso

Avevo sempre buoni motivi per stressarmi e le mie relazioni erano diventate impossibili. A volte in famiglia era un inferno.

Arrivavo a casa incazzato, mi portavo dietro i problemi e le insoddisfazioni lavorative. Era davvero un casino. Ogni stato d’animo negativo mi tirava giù fino all’estremo.

Desideravo fortemente una vita diversa ma di fatto continuavo a fare sempre gli stessi errori.

Ed era proprio quello il problema, il problema ero io…”

Guarda il video e ascolta la storia di Silvio.

Quando lo abbiamo conosciuto lui, come molti di noi, diceva a sé stesso: “non è questa la vita che mi merito!”A differenza di molti altri però, Silvio non ha avuto alcuna esitazione quando ha deciso di svoltare.

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Ogni giorno una lotta contro le mie paure, poi qualcosa è cambiato…

Ogni giorno una lotta contro le mie paure, poi qualcosa è cambiato…

Le paure erano tante.

Innanzitutto, non provavo mai una sensazione di benessere e questo era un grande limite, perché mi faceva vacillare ogni giorno. Poi la paura del lavoro, mi sentivo un carico addosso molto pressante, non tanto per il lavoro in sé, ma per quello che producevo per il futuro delle mie figlie.

Avevo un grande senso di colpa nei confronti delle mie figlie.

La separazione da mio marito per me era stata una sconfitta, un fallimento per il loro benessere perché pensavo che loro non avrebbero potuto avere una vita felice.

Non poter dare alle mie figlie la stessa famiglia che ho avuto io,  una grande famiglia e una bellissima infanzia, mi ha provocato un fortissimo senso di colpa.

La stanchezza dell’insoddisfazione, questo martirio perenne che avevo nello stomaco, nella mente, nello sguardo…

… ero stanca di vivere questo dolore, questa delusione di me, questo fallimento e quindi mi sono detta: “adesso, basta, sono arrivata ad un limite tale per cui devo cambiare qualcosa”.

E questo mi ha aperto, io dico sempre, la tendina del palcoscenico, ha aperto il sipario. Ho conosciuto un’altra me, perché è quello che è davvero successo, ho conosciuto un altro essere migliore.

Non riuscivo a venire fuori da questa rabbia e non lo sapevo, finché non ho iniziato con il Metodo INCIMA.

Ho conosciuto Cristina e mi ha incuriosito. Volevo cambiare, perché pensavo che cambiando io, avrei innanzitutto fatto del bene alle mie figlie, cosa che invece secondo me non stavo facendo in quel momento perché ero arrabbiata, molto arrabbiata e quindi trasmettevo loro nervosismo e insoddisfazione perenne.

Sono andata veramente sulla fiducia con Cristina e Dario, mi fidavo di loro e ho iniziato a fidarmi anche del mio cambiamento. Sono arrivata là, sinceramente senza aspettative. Non ho chiesto volutamente cosa poteva succedere, cosa si andava a fare, perché non volevo crearmi delle aspettative inattese, perché poi mi conosco, quando punto in alto e non arrivo, sto male.

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È migliorato l’80% delle mie relazioni.

Innanzitutto, con il mio ex marito, ora io lo accolgo, accolgo il suo stato d’animo, e anche se vive lontano e può sembrare assurdo, gli voglio bene. Questo è un grandissimo passo perché fa innescare una comunicazione solamente benefica per entrambi.

E mi ha portato veramente molto, in tutti i sensi, anche a livello fisico, parlo proprio di salute, che non è da poco. È cambiata la mia prospettiva, mi approccio a lui in maniera diversa e ne ricevo solo cose positive.

Ci sono degli alti e bassi anche lì, però adesso riesco a non farmi portare via le energie e a controllare l’emotività e per me è una cosa veramente importante.

Ora sono io che conduco la mia vita e non mi faccio trascinare giù dagli altri. ​​Già questo è davvero un cambiamento fortissimo.

Eppure quando sono uscita dal corso, mi sono messa in macchina e ho detto “ma che ho fatto?”, ero scioccata, pensavo di non aver fatto nulla, di essere punto e a capo.

Invece sono arrivata a casa, ho iniziato costantemente a lavorare, ho lavorato molto duramente su di me e pian piano ho detto “no, ho fatto una grande cosa” ed ero fiera di me stessa.

Adesso so che merito di essere amata e di amare, di crescere personalmente, sia in ambito lavorativo che personale e familiare.

Prima ero una persona apparentemente sicura, ma molto fragile, molto insoddisfatta, non mi andava bene mai nulla, povera, vuota, non sentivo la pienezza di me.

Oggi, invece, mi sento piena di me, delle mie giornate.

Non ho cambiato il fare, ho cambiato il modo di sentire quello che faccio. Le mie figlie mi abbracciano, mi baciano, mi amano, sono ricca e riesco a sorridere e a capire le mie emozioni, senza andare avanti facendo finta di non sentire e di non vedere.

Il Metodo INCIMA è l’unico che ti dà la consapevolezza della vita e di ciò che sei.

Ora il mio obiettivo è il raggiungimento della mia vita da favola e io la raggiungerò.

Intanto penso di essere arrivata finalmente a conoscermi, a vedermi. ​Mi sono innamorata di quello che sono ora, della nuova Simona.

E questo è magia.

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Ero come un leprotto impaurito, adesso mi sento una leonessa.

Ero come un leprotto impaurito, adesso mi sento una leonessa.

“Ho iniziato il percorso ad Aprile dello scorso anno. 

Ero in un periodo non nero, ma di più, quindi vedevo tutto nero. Vivevo nell’insicurezza, avevo paura di non riuscire, di sentirmi abbandonata, e quindi automaticamente non provavo neanche ad affrontare il problema che si presentava perché la paura mi bloccava. Mi dicevo “ma perché tutte a me?” e più mi dicevo così, più le cose peggioravano. Adesso invece mi dico “vabbè, è arrivata questa cosa, vediamo di risolverla”, la affronto con un’altra modalità, con consapevolezza. 

Ho gli stessi sogni di allora anche se adesso li vedo già realizzati, prima erano solo sogni e quindi era come se tutto fosse in una nuvola che per me era inaccessibile.

La cosa che mi faceva più paura e generava in me molta ansia era quella di non saper affrontare quello che arrivava. Qualsiasi cosa arrivasse, mi prendeva allo stomaco e la paura di non riuscire a superarla mi bloccava, anche una semplice lettera, io la vedevo in chiave negativa.

Nel Metodo INCIMA speravo di trovare l’aiuto che poi ho ricevuto, la forza interiore per affrontare qualsiasi problematica e la capacità di tenere la mente lucida per trovare la soluzione a qualsiasi ostacolo potesse arrivare.

Sentivo a pelle che c’era un qualcosa di cui avevo bisogno.

Una delle motivazioni forti che mi hanno spinto a partecipare è stata quella di riuscire avincere la paura di prendere le mie decisioni, perché la base era sempre quella, la paura che mi faceva decidere di non decidere. La motivazione era quella di volermi togliere la paura di dosso.

Questo era il fantasma che mi portavo dietro, quest’insicurezza nel pensare che qualsiasi decisione potessi prendere, potesse essere quella sbagliata. Invece, adesso, decido di decidere e mi assumo le mie responsabilità, senza più stare a pensare che se non va a buon fine, significa che ho sbagliato. Adesso dico: “vediamo dove ho sbagliato, vediamo come risolvere e cosa imparare”.

La sensazione che io avevo non era riferita solo al lavoro piuttosto che alla famiglia. Era una sensazione che io avevo dentro di me, quindi in qualsiasi angolazione io mi girassi, era quella.

È migliorata molto la relazione con mio marito, perché prima del percorso, eravamo in grandi difficoltà. Io da una parte e lui dall’altra. Lo raccontavo sia a Dario che a Cristina in una delle conversazioni che abbiamo avuto: il nostro rapporto è cambiato ed è tornato quasi il rapporto che c’era da appena sposati.

Ho capito da subito che avrebbe funzionato, dal momento in cui ho deciso. Fin dal principio, quando ho cominciato a vedere che con mio marito non era più una lotta continua, quindi ritrovare quei punti d’incontro che abbiamo sempre avuto prima che subentrasse la crisi mi ha fatto ben sperare.

Durante il percorso ci sono stati degli eventi che mi hanno messo alla prova e mi hanno fatto dubitare di me e della mia capacità di riuscire in questo cambiamento. Mai avuti dubbi sul Metodo. Ci sono stati dei momenti in salita, ma nel momento in cui ho percepito il dubbio di non farcela, lo dico veramente, sono apparsi Cristina e Dario che mi dicevano “guarda che stai tornando indietro, è il momento di ripartire”.

E quindi, mi sono detta “è arrivata questa situazione, la affronto, trovo il problema e lo risolvo”. 

Anche ora, quelle volte che capita di sentirmi giù, perché siamo esseri umani, a differenza delle altre volte in cui mi sarei abbattuta, riparto dalle procedure imparate nel Metodo, e allora mi riprendo. Il Metodo è un riferimento fondamentale per riprendere la direzione per la vita che desidero.

Ci sono stati dei momenti di difficoltà e sono riuscita ad uscirne grazie a questo ancoraggio: il Metodo, l’amicizia e la presenza dei due coach come Dario e Cristina. Ripercorro i miei passi: adesso, se faccio una cosa, la faccio con sicurezza. Prima ero insicura e c’era la sensazione di essere giudicata. Ora non giudicando più io, automaticamente non me ne frega niente se gli altri mi giudicano, non giudico gli altri che mi giudicano.

Io ho avuto un problema con mio fratello, adesso mi dico “ok, non sarà più come prima, ma se dovessi incontrarlo, non avrei problemi”. Cosa che prima avrei evitato tranquillamente. Sono tornata a parlare con mia cognata, la sorella di mio marito, con cui non parlavo da anni, un bel giorno mi ha suonato il campanello ed è venuta lei, tranquillamente, è come se l’avessi attirata con il mio cambiamento. 

Un’altra cosa, mio fratello non parlava più neanche con mia madre, adesso ha ripreso a parlare anche con mia madre e questo per me è una gioia immensa, perché mia mamma ha 78 anni, quindi un figlio che non ti parla più non è una bella cosa, per una cosa poi che non ha fatto lei, ma che ha lui. Probabilmente questo mio modo di pensare e di agire sta attirando cose positive, una dietro l’altra, ma potrebbero esserci mille altri episodi, anche sul lavoro. Per dirne una, noi stiamo pensando di spostarci con l’attività e viene uno e ci dice “se lasciate questo negozio, vi do un bonus di uscita”, un’altra signora mi ha fatto trovare il negozio dove siamo adesso ad un prezzo stracciato e ce ne sono tante altre.

Prima di iniziare il percorso ero come un leprotto impaurito, adesso mi sento una leonessa forte e so che merito il meglio dalla vita, quindi affronto tutto con accettazione e vado avanti in quello che mi sono prefissata, mi vedo già realizzata in quello che voglio.

Facendo una percentuale da 1 a 100, penso di essere al 70%, perché ci sono delle cose ancora aperte, ma che sono certa si concluderanno per il meglio.

Oltre all’efficacia del Metodo, con me ha funzionato la forza che sprigionano Cristina e Dario, l’energia che ti danno.  Poi, le meditazioni, gli esercizi personalizzati Mind Re-Start diventati ormai parte della mia routine quotidiana. Il Metodo INCIMA è comunque essere parte di un gruppo, anzi di una famiglia.  

Se fossi un mio amico, io ti direi “ma tu ti ricordi di come ero un anno fa?”. Lui/lei mi risponderebbe “sì, effettivamente sei una persona diversa”. Ecco, perché ho abbracciato il Metodo, passo passo, come si fa con un bambino che comincia a camminare, a muovere i primi passi, loro ti portano a gattonare, a fare i primi passi e poi a camminare da solo, ma seguendoti sempre, consigliandoti. 

Partecipa alla diretta Facebook della Conferenza VIVI LA VITA CHE VUOI!

Martedì 30 ottobre 2018, ore 20.30

In soli 90 minuti scoprirai le 5 strategie per raggiungere i tuoi obiettivi, godere di quello che realizzi e ottenere dalla vita tutto quello che vuoi (…anche se ci hai già provato più volte e non ci sei mai riuscito, anche se pensi che niente e nessuno può aiutarti e ti sei rassegnato a prendere quello che viene).

Loro ti spiegano tutto quello che può avvenire nella nostra mente, ti danno dei supporti con dei coaching molto concreti e orientati al risultato, quindi è meglio che andare dallo psicologo.

Ti danno delle meditazioni personalizzate con il tuo nome, che non sono le solite meditazioni in cui ti perdi e ti fai distrarre dall’ambiente. Le loro parole le percepisci, ti rimangono dentro e quindi questo, mano a mano, ti porta ad essere quello che tu vuoi essere. Questo è quello che sento.

Ora, il primo obiettivo è portare alla luce il rapporto che c’era all’inizio con mio marito che, come scrivevo, è quasi tornato… Per il resto mi sento veramente serena, a differenza di prima, so dove voglio andare, dove devo arrivare, quello che devo fare”.

Tiziana Barbone

 

Ho messo alle spalle le mie insicurezze… e ho ritrovato i miei sogni.

Ho messo alle spalle le mie insicurezze… e ho ritrovato i miei sogni.

Ho iniziato Libera a Ottobre, quindi è trascorso un anno.

Avevo la necessità di riprendermi, perché ero in una fase difficile e particolare. Ero appena diventata mamma e avevo lasciato il lavoro. Ma la cosa più complicata era che vedevo tutto positivo, quando poi tutto positivo non era. Era come se cercassi di mettere la polvere sotto il tappeto, questa è la definizione che mi viene meglio, per non vedere determinate cose. Stavo male, anche se apparentemente gli altri mi vedevano bene, ma gli occhi non mentivano.

Infatti, la prima cosa che mi ha detto Cristina quando mi sono incontrata con lei, non lo dimenticherò mai, è stata “ti vedo sorridere, ma gli occhi non mentono”.

Le mie aspettative erano quelle di risollevarmi, uscire dal tunnel.

Avevo un sogno: stare bene io per far stare bene Nicolò.

Ho sempre lavorato con i bambini, sono un’educatrice di professione, e mi sono sempre occupata dell’armonia dei bambini, perciò quando è nato mio figlio, volevo trasmettergli tutto quello che avevo dato agli altri, renderlo sereno, felice e sicuro di sé, senza trasmettergli le mie insicurezze. Il mio sogno era quello di vivere in una casa tutta nostra e stare bene, essere tutti sereni e felici.

Ma avevo anche tante paure.

Innanzitutto avevo paura di trasmettere la mia ansia, i dubbi, le insicurezze e le paure a Nicolò, di vederlo crescere in maniera disarmonica. E poi di non riuscire a raggiungere i piccoli obiettivi per poi arrivare al grande sogno di cui ti parlavo prima. Non volevo di nuovo fallire.

Il soccombere, il non riuscire a dire nulla, mi faceva stare male e mi provocava dolore, ansia, stress, sofferenza. Mi facevo forza, me ne sentivo dire di tutti i colori ma non reagivo, non esternavo le mie idee.

Ad un certo punto, mi sentivo incapace di esprimermi.
Ero un vulcano inesploso.

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In merito al Metodo, prima ancora di conoscerlo, speravo di trovare quello che alla fine ho trovato. Delle persone che mi hanno accolta, capita e che mi hanno aiutata a risalire prendendomi per mano, mi hanno risollevata. Non ci sono parole per esprimere la mia gratitudine più profonda, grazie a loro ho ritrovato me stessa.

Dalla prima volta che ho incontrato Cristina e che mi ha detto quella frase, io mi sono completamente affidata. I dubbi mi sono venuti quando, ad inizio percorso, era venuta la febbre a Nicolò, non sapevo chi me lo potesse tenere, però tutto si è sistemato da sé perché era quello che volevo. La mia paura era legata alla possibilità di non riuscire, ma dopo il primo giorno, non mi ha fermata più niente, sono andata avanti come un treno.

Giorno dopo giorno sto vincendo la paura di cambiare e di far emergere tante paure inconsce, che non vedevo. Ho dovuto far emergere la mia parte negativa, perché io mi reputavo sempre bella, buona, brava, non dovevo mai sbagliare e invece ho fatto un lavoro su me stessa. Ho fatto emergere le mie resistenze legate a dei problemi di salute in famiglia, alla paura del futuro, ai pensieri di non riuscire nonostante i mille sforzi.

Non riuscivo a capire dove sbagliavo.

Una cosa che ricordo in particolare è che non riuscivo più a piangere. Il secondo giorno di Libera mi sono fatta un pianto liberatorio ed è stato come ricominciare a respirare.

Le motivazioni più forti, le molle che mi hanno spinto a partecipare sono state: mio figlio, mio marito e l’amore per il mio lavoro. Mi motivano ogni giorno, ogni mattina quando mi alzo dico sempre “grazie”.

Una volta iniziato il percorso e in questo anno trascorso dopo il primo weekend di Libera la tua Forza Interiore, ho riscontrato miglioramenti in tutti gli ambiti.

Oggi mi sento come se avessi preso un treno e fossi partita, ma sono ancora in viaggio. Il processo di crescita è continuo. Vedo mio figlio più sereno perché io sono più serena, cerco di essere una brava mamma, di prendere il meglio.

Ho imparato, quando c’è una giornata no, quando sono più nervosa, ad allontanarmi un attimo, in modo tale da non far avvertire a mio figlio il mio nervosismo di quel momento. Con Danilo, che è la persona che vedo di più tutti i giorni, do il meglio di me, è diverso l’approccio quando mi arrabbio, riesco a dire quello che penso.

Insieme, affrontiamo delle difficoltà delle quali prima non parlavamo mai.

Adesso ne parliamo, ci confrontiamo e questo penso sia un cambiamento molto importante.

Nel lavoro sono ritornata a fare quello che ho sempre fatto ma in una modalità diversa, lavoro sui miei punti di forza e su quello che so fare meno.

È proprio cambiato il mio approccio rispetto alle cose, ho imparato a prendere tutto con più leggerezza. Se mi viene rivolta una critica non mi mortifico come facevo prima, che mi chiudevo come una tartaruga nel suo guscio, adesso sono più aperta, in questo sono migliorata tanto.

Il Metodo INCIMA mi ha aiutata a migliorare la relazione con la mia famiglia. Da piccola dovevo sempre essere la prima in tutto per i miei genitori, in modo da poter avere tanti riscontri positivi. Poi ho capito, con il coach che, anche quando sbaglio, l’amore dei miei genitori non cambia nei miei confronti.

E anche nel momento più brutto della mia vita, prima di iniziare Libera, comunque ho avuto il loro appoggio, indipendentemente, quindi mi sono rivista io, grazie al corso, in un’ottica diversa. Ho fatto un percorso su di me. Accetto, adesso, anche i miei difetti, perché è normale che ci siano. Prima me ne facevo una colpa, ero un continuo senso di colpa, adesso so come intervenire.

C’è stato un solo momento, per quanto possa sembrare banale, in cui ho dovuto attingere a tutta la mia forza interiore perché sono stata assalita dalla paura di non riuscire.

È stato durante il secondo weekend di Libera, non riuscivo a superare la “prova speciale” che i coach avevano confezionato per me. Ero piena di rabbia e andavo di impeto, non riuscivo perché ero troppo rabbiosa.

Cristina mi disse: “adesso sai che non molli, proprio adesso ce la devi fare”. E proprio in quel momento mi sono proiettata nel futuro e ho visto un’immagine precisa di me che lavoravo con i bambini e mio figlio che mi chiamava dall’altra parte insieme a Danilo. È come se fosse volata via la rabbia e c’ero solo io e il mio sogno da raggiungere. È così che sono riuscita a superare quella prova. Non lo scorderò mai per tutto il resto della mia vita.

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In quest’ultimo anno, dall’inizio del percorso, mi sono rimboccata le maniche e ho messo tutto il mio impegno, soprattutto all’inizio, durante i coaching, dopo le telefonate con Cristina, perché emergeva spesso la parte negativa di me. Ho dovuto accogliere questa parte negativa, accettarla e adesso so che fa parte di me. Quella positiva la conoscevo, era quella su cui facevo leva.

Oggi, penso che avrei dovuto farlo molto tempo prima il percorso, ma avevo un freno molto potente: la mia rigidità. Io non credevo di essere una persona rigida, anzi tutt’altro.

È una rigidità velata che c’è sempre, anche oggi, però cerco tutti i giorni, con le meditazioni quotidiane, gli esercizi di training personalizzato Mind Re-Start, di smussare ogni lato di rigidità che ho. È come se stessi affrontando una corsa ad ostacoli, cado la prima volta, la seconda, ma se mi alleno inizio a non buttare più a terra gli ostacoli, a saltarli uno alla volta.

Anche se a volte mi perdo perché ci sono sempre delle rigidità che emergono, sono serena, sono calma, cerco di concentrarmi su quello che devo fare, sono più serena nell’affrontare le situazioni.

Grazie al Metodo, oggi, sono la vera Tamara. Sono io con tutto il mio mondo, con i miei pregi, con i miei difetti, con le mie paure, con i miei dubbi, con le mie forze, nel bene e nel male, sono io. Prima ero una parte, adesso sono completa, mi vedo. È come se riuscissi a guardarmi da fuori, a vedermi, invece prima, vedevo solo quello che gli altri mi facevano vedere di riflesso in me.

Prima mi convincevo di essere solo quello che gli altri vedevano di me, adesso sono io. So cosa mi piace, cosa non mi piace, cosa voglio cambiare e cosa no, parte tutto da me e non da decisioni che prendono altri. Mi sono riscoperta, sono tornata a vivere. Con la nascita di mio figlio è come se avessi fatto la gravidanza per lui e fossi venuta al mondo io.

Del Metodo INCIMA ho apprezzato davvero tutto. La professionalità delle persone, il loro modo di accogliermi, il loro modo di farmi arrivare alla soluzione senza darmi loro la soluzione. Mi hanno guidata, passo dopo passo, insegnandomi a vedermi e a scoprirmi.

Inizialmente, c’è un incontro con una persona altamente qualificata, che cerca di capire quali sono i tuoi dubbi, le tue incertezze o le motivazioni che ti spingono a fare un determinato tipo di cambiamento.

Il primo passo è capire che c’è bisogno di un cambiamento, il secondo passo è quello di iniziare il cambiamento, quindi fare il corso, con la voglia di cambiare, partire dalla volontà di cambiare, avere il giusto atteggiamento. Il terzo passo è accogliere tutto ciò che viene, aprirsi, per quanto non si conoscano le persone, cercando di lasciarsi andare, senza imporsi nulla.

Una volta che si è presa la decisione di cambiare, bisogna poi essere costanti, continuare a credere nel proprio cambiamento, ascoltare i consigli che vengono dati e soprattutto seguire attentamente le 7 procedure del Metodo: una strada potentissima e infallibile. Basta seguirla pazientemente.

Fondamentalmente è un profondo lavoro di crescita interiore, nel senso di credere in quello che si sta facendo. È importante la costanza con gli esercizi di training personalizzati. Ci possono essere dei momenti che compaiono all’improvviso e che non ti permettono di andare avanti ed è lì che bisogna crederci ancora di più, non perdendo mai di vista il proprio obiettivo, passo dopo passo.

Ma la presenza dei coach ti aiuta anche in quei momenti.

Tamara Burrasca

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Cosa ci vuole per cambiare davvero? Un “Metodo” passo passo.

Cosa ci vuole per cambiare davvero? Un “Metodo” passo passo.

Con la mia famiglia stavamo attraversando un periodo nero.
Ad un certo punto mi è scattato qualcosa e ho deciso di cercare il cambiamento.

Poi, per una serie di circostanze, ho fatto la conoscenza di Dario e, di conseguenza, del Metodo INCIMA. Prima di cominciare le mie aspettative erano di cercare di sopravvivere, anche lavorativamente parlando. Il mio sogno era uscire dal buco nel quale eravamo finiti.

Le paure che avevo erano legate a problemi di soldi, avevo paura che potessero venire dei creditori da me, che mi portassero via la macchina, che venissero a casa. Queste cose mi provocavano dolore e sofferenza, perché non sapevo come uscirne.

Ero una persona molto confusa e insicura.

Quando ho fatto il primo colloquio con Dario, gli ho raccontato un po’ quello che avevo dentro. E lui mi ha detto che ero pronto per cercare il cambiamento. Poi, quando ho cominciato Libera la tua Forza Interiore ho avuto sicuramente più consapevolezza di quello che potevo fare. Ho avuto la consapevolezza che se ti poni degli obiettivi, sai dove vuoi andare, poi la strada te la crei, sai quale strada puoi andare a prendere.

Le mie aspettative erano quelle che poi si sono rivelate realtà. Trovare un metodo che mi aiutasse a capire effettivamente quelli che sono i miei obiettivi.

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Fin da quando ho fatto il primo colloquio con Dario, ho detto subito di sì. Prima di iniziare con Dario, andavo una volta alla settimana a colloquio con la mia psicologa, con la quale avevo già iniziato un percorso. Quindi già avevo affrontato dei temi di questo genere. Nel corso li abbiamo poi tirati fuori nel dettaglio. Ho visto qualcosa negli occhi di Dario e Cristina che mi è piaciuto. Mi hanno trasmesso sincerità, e quindi ero tranquillo, perché sapevo più o meno a cosa stessi andando incontro.

Ho lavorato molto sulla calma e l’ho migliorata tantissimo. Prima ero molto irritabile e anche aggressivo. Questo cambiamento l’ha notato soprattutto la mia ragazza ed è migliorata anche la nostra relazione. Quando ho iniziato eravamo da poco andati a convivere insieme, le cose non andavano tanto bene, avevamo dei problemi. Però il mio cambiamento, il cercare di capire come poter trovare un punto d’incontro tra di noi, ha aiutato anche lei a cambiare.

Il mio cambiamento si è riflesso anche su di lei.

Tutte le volte che faccio le meditazioni con costanza, riesco a capire cosa devo fare e mi succede sempre qualcosa di bello. Adesso, per esempio, abbiamo avuto un miglioramento in ambito lavorativo, abbiamo cambiato sede, stiamo lavorando tanto.

Può essere banale, ma mi ha aiutato proprio il fatto di avere un metodo, di sapere cosa devo fare. Sono cambiate le mie convinzioni anche sotto il punto di vista monetario, economico. Prima avevo sempre la sensazione di avere pochi soldi, invece adesso sto cambiando. Adesso so di meritarmi la vita che voglio.

Simone Bonsanto

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Mi guardano, sorridono e mi chiedono: “cosa ti è successo?”

Mi guardano, sorridono e mi chiedono: “cosa ti è successo?”

Venivo da un periodo difficile. Mi occupo di comunicazione pubblicitaria e anche sul lavoro, tra alti e bassi, avevo bisogno di qualcosa che sterzasse la mia vita.

Soffrivo di “rimandite”, non ero focalizzato, non riuscivo mai a trovare la giusta carica, il giusto focus.

Il sogno della mia vita era quello di stabilizzarmi, economicamente, affettivamente, anche rispetto al rapporto con mia moglie e i miei figli, stabilizzare il tutto, stare sereno e godermi la vita.

Diciamo che ho sempre guardato con ammirazione il mondo della formazione, soprattutto quella personale, solo che non l’avevo mai approfondita. Tramite un amico che aveva già iniziato, è capitato Dario nella mia vita ed è iniziato il tutto.

Due giorni prima di iniziare stavo per rifiutare, poi per fortuna ho abbattuto il criceto in me e ci sono andato.

Ho subito apprezzato il lato spirituale di Dario e Cristina, avevo capito che erano diversi rispetto agli altri coach.

Non avevo proprio idea di cosa potessi trovare, è stata una continua scoperta, una continua gioia, una messa in discussione continua.

Ora sono più calmo e molto più focalizzato.

La “rimandite” arriva, però subito la scaccio. Ero anche molto timido, l’approccio con i clienti era sempre molto difficile, mi vergognavo, mi dicevo “chissà che devono pensare”.

Oggi questa cosa l’ho quasi completamente eliminata e vado dritto, bello spedito.

Anche a livello di incarichi di lavoro, di approccio con le persone. Pensa che quando sono tornato da Libera la tua Forza Interiore alcune persone mi guardavano e addirittura, solo dallo sguardo, mi chiedevano cosa mi fosse successo.

Il Metodo INCIMA ti dà un meraviglioso cambiamento interno, ma a patto che uno lo voglia fortemente. Bisogna essere convinti, bisogna decidere e iniziare.

Antonio De Michele

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