Ecco come un sms mi ha salvato la vita e ridato la mia famiglia.

Ecco come un sms mi ha salvato la vita e ridato la mia famiglia.

Era un altro periodo buio della mia vita. Buio come pochi. Tutto si ripeteva ed io non riuscivo a trovare via d’uscita.
Avevo alle spalle percorsi e percorsi di crescita personale e sapevo tutto ciò che mi aveva portato fin lì, ma il punto era che non sapevo come fare a metterlo in pratica.

Me lo ricordo molto bene quel pianto sul lettino del medico: sommesso, tra i denti, ma dentro piangevo come una bambina.

Uscita, mia sorella mi sussurra: “Cinzia lo sai che non hai nulla vero?! O meglio se continui così ti farai venire qualcosa”.

Anche questo lo sapevo molto bene, ma sentire la bambina che era dentro di me piangere in quel modo mi ha fatto decidere di svegliarmi, tirarmi su e riprendere in mano tutto quello che c’era.

Le situazioni difficili che avrei affrontato con quella decisione erano solo due. Ma così importanti da valere tutta la mia vita.

Il mio dramma si stava consumando in famiglia.

Il rapporto con mio marito aveva ormai preso la piega della reciproca sopportazione e del reciproco evitamento. L’indifferenza regnava sovrana e un giorno ho scoperto che lui aveva tolto la fede.

Non potevo biasimarlo. La nostra bellissima relazione di un tempo si era trasformata in rispetto, volersi bene, tenere in piedi la famiglia.

Mi consolava sapere che non era colpa mia.

Non era colpa mia, ma di altri fattori che non posso citare in questo articolo. Comunque, fattori esterni a me. Io ero la vittima.

Probabilmente come logica conseguenza, anche il rapporto con i miei bambini non era quello che avrei desiderato e questo mi faceva ancora più male.

Di questo mi sentivo maggiormente responsabile, anche se in fondo in fondo non ero io la causa di quello che ci stava accadendo e questo mi sollevava da ogni responsabilità e mi rendeva immobile.

Ero la vittima, cosa avrei dovuto o potuto fare se non eliminare i miei carnefici?

Un giorno mi imbatto in un articolo molto bello che parlava del primo doposcuola in Italia che allena le emozioni, l’autonomia e le capacità di relazionarsi dei bambini di scuola primaria.

Ero incredula che una realtà così innovativa si trovasse a Lecce, a due passi da casa mia. I miei bambini sono troppo piccoli ma attraverso il centro 11eLode ho avuto modo di conoscere Cristina e Dario.

Decido di conoscere il Metodo INCIMA; ma prendo questa decisione non tanto per i problemi in famiglia, quanto per migliorare la mia situazione lavorativa.

Il mio lavoro stava andando bene, ma c’era un aspetto che volevo potenziare e avrei cominciato da quello.

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Il mio cammino comincia così: su internet trovo informazioni sul Metodo INCIMA e molti riferimenti al coaching di Dario Perlangeli e Cristina Bari.

Io però dirigo l’attenzione su un corso di marketing e PNL. Prendo un appuntamento.

“Casualmente” prima di quell’appuntamento, quel giorno, prendo un caffè con un collega che nel campo reputo il migliore e chiedo consiglio a lui su quale sia il corso migliore. Lui mi dice “Fermati, ti do io il numero”.

Dopo qualche giorno mi arriva un suo sms con su scritto solo il nome di Dario ed il suo numero. Sorrido. Non poteva essere stato un caso.

Faccio un primo incontro e quando si arriva a parlare della situazione privata lui chiude tutto quello che aveva davanti e mi dice “Ok, allora si parte da qui”.

No non volevo, io volevo solo fare un corso di PNL, la mia relazione stava per finire e così doveva essere. Non potevo, non volevo farci niente. Non avevo la forza e la voglia di far niente. Ero così giudicante nei confronti di mio marito e della sua famiglia da aver annullato ogni possibilità di riconciliazione o perdono.

Dario mi disse: “Aspetta Cinzia, fai chiarezza dentro di te, affrontiamo insieme quello che la tua famiglia ti sta rispecchiando. Poi scegli. Stai per esplodere e rischi di fare ancora più danni di così. Vedrai, il successo nel lavoro arriverà da sé.”

Aveva espresso perfettamente a parole ciò che realmente mi dicevo. Mi stupì molto. Mi sentii davvero capita. Da lì iniziai a fidarmi.

Passarono mesi prima dell’inizio di Libera la tua Forza Interiore e mi ripetevo che di corsi del genere ne avevo fatti, che stavo spendendo tutti i miei risparmi per qualcosa di già visto, e lo ammetto, ho anche pensato di essermi fatta abbindolare dalle bellissime parole di Dario…

Ci sapeva fare con le parole e ci ero cascata.

Inizia LFI ed appena arrivo penso “Ma che ci sto facendo qui? Sto perdendo tempo”. Mi diranno: “Esci fuori, respira e tutto sarà facile… pensa positivo” ed io queste cose le avevo già fatte in passato, ma nonostante ci credessi, non avevo riscontrato i benefici sperati. Per lo meno nel lungo periodo.

Ad un certo punto del corso Dario si avvicina, mi abbraccia e mi dice: “Cinzia, ci siamo. Siamo qui. Sei pronta?”

Aveva scoperto ancora una volta i miei pensieri. Io non rispondo.

Il resto è magia. Il Metodo INCIMA è fondato sulle scoperte delle neuroscienze, della biologia, della fisica quantistica applicata al comportamento. Ogni argomento trattato viene svelato attraverso gli assunti della scienza e per una persona razionale come me questo è davvero il massimo. Non avrei sopportato un approccio “New Age”.

Tutto mi viene spiegato nei dettagli, in modo pratico, tangibile. Da poter toccare con mano. Da poter afferrare.
Inizio a sentirmi meno “strana”, inizio a capire cose nuove che stavano accadendo dentro e fuori di me. Inizio a vedere alcuni aspetti di me che, anche se mi faceva male riconoscere, ero pronta ad affrontare.

Non ero più sola e da quel momento in poi non lo sarei più stata!

Finiscono i tre giorni intensivi e qui inizia il bello: cambia il mio atteggiamento verso me stessa e quindi verso tutto il resto.

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Ad un certo punto, come per un’illuminazione, percepisco una sensazione di forte verità quando si parla di vittimismo. Comprendo in profondità le false ricompense che fino ad allora avevo cercato e trovato con il mio vittimismo e decido di cambiare.

Decido ancora e ancora.

Decido ogni giorno.

Sono convinta.

Ci credo.

Lo vedo.

Lo sento.

Per incanto, intorno a me tutto comincia a cambiare.

Il mio specchio, le mie relazioni, confermano che tutto o comunque moltissimo dipende da me. Mi sento responsabile. Mi sento piena di forza e potere personale.

Ora so di poter agire, non sono e non vorrò mai più essere una vittima come in passato.

Se l’attenzione vacilla, i coaching individuali con Cristina mi ritirano su e mi rimettono in carreggiata con nuove informazioni, nuovi punti di vista, nuove prospettive.

Ogni giorno alleno la mia mente a sentire possibili le nuove opportunità che ho deciso di sperimentare e soprattutto a sentirmi meritevole di realizzarle.

Ho imparato a non sottovalutare la capacità del mio passato di sabotare i miei desideri e non passa giorno in cui non faccia un piccolo passo verso il mio futuro.

Lo faccio con il Mind Re-Start, il mio programma di training personalizzato. Altra chicca di questo metodo straordinario.

Questi esercizi che sono tipo delle meditazioni, ti aiutano quotidianamente a rinforzare la calma, l’autostima, la fiducia nelle tue possibilità, l’amore per te stessa e la capacità di condivisione.

È un vero e proprio nutrimento.

In questi esercizi osservo la realtà che mi piacerebbe vivere, e le soluzioni che vorrei trovare e alimento la mia fiducia di potercela fare.

Intanto i giorni passano e io riscopro che quello che più volevo era la mia famiglia unita e, anche se mi sembrava impossibile visto come si erano messe le cose, mi fido e mi affido a ciò che mi diceva la mia coach Cristina e quello che mi aveva detto Dario durante il corso e faccio gli esercizi e qui accade un’altra magia!!! Davvero, da non crederci!!

Mio marito rimette la Fede (anche se non ne avevamo mai parlato) e la mia famiglia si riunisce.

Il rapporto con i bambini migliora e anche il lavoro migliora naturalmente, come logica conseguenza. Proprio come mi aveva detto Dario mesi prima.

L’osservazione di me stessa diventa sempre più intensa e profonda, ma quello che migliora di più con il Metodo INCIMA è il modo in cui mi percepisco, il modo in cui mi parlo, come mi rapporto a tutto ciò che dico, penso e faccio.

Il Metodo ti aiuta ad essere costante e anche se per me la costanza è un punto debole, ne comprendo l’importanza.

Quando si è seguiti è più facile.

Ora riesco ad essere più permissiva e comprensiva. Ho smesso di essere rigida e riesco finalmente a sentirmi “leggera” in tutto quello che sono e che so fare e non sento più il mio giudizio severo e rigido.

Per chi si avvicinasse ora al Metodo, anche a quelli più scettici, dico che difficilmente potrebbero esserlo più di quanto lo sia stata io.

E se ce l’ho fatta io a vincere la mia diffidenza, è solo perché ho ottenuto grossi risultati. Non mi lascio andare facilmente ahimè, e mi lascio persuadere solo dai fatti concreti.

Certo è che bisogna pur partire. E quindi, almeno per qualche istante bisogna lasciar andare i propri dubbi.

Io l’ho fatto e ne sono felicissima. Non oso immaginare come sarebbe stata la mia vita se non avessi scelto di fare questo percorso!!!

So di avere tra le mani un Metodo che funziona. Ne ho le prove. Continuo a studiare e ad applicarmi perché adesso ho capito come si raggiungono nuovi obiettivi e come si realizzano i sogni. E non mi fermo più.

Esprimo tutta la mia gratitudine e l’affetto per Cristina e Dario. Le loro promesse non sono mai state disattese e la maggior parte delle volte hanno superato ogni aspettativa più rosea.

Ringrazio anche tutti miei compagni di viaggio, persone speciali con le quali condividiamo esperienze ed emozioni straordinarie.

Più di tutti ringrazio il mio amico. Quello dell’sms…

Cinzia Perrino

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Avevo paura che fosse il solito corso di motivazione e invece…

Avevo paura che fosse il solito corso di motivazione e invece…

È arrivato il mio momento. Ma cosa aspettavo?

Aspettavo di poter dire a tutto il mondo: ce l’ho fatta anch’io!!!

Questo gruppo ha così tanti esempi di successo che ti viene il dubbio: chissà se la mia storia è altrettanto interessante? Così ho aspettato. Ben due anni, più di due anni. Ma i risultati avevo cominciato ad averli già dalle prime settimane.

Ho conosciuto Dario e Cristina partecipando ad una conferenza.

Avevo letto tantissime testimonianze di casi di successo ma, lo ammetto, mi sono sempre chiesta se fossero storie vere oppure gonfiate per motivare ad iscriversi ai corsi. Che ci devo fare? Il sospetto è sempre stata una mia indole… Lo so che non depone bene, ma in alcuni casi mi è servito per evitare delle brutte esperienze.

Dopo la conferenza Dario invitò i partecipanti ad un colloquio con lui su appuntamento. E già qui, gradii moltissimo il suo approccio. Lui disse, non potrò mai dimenticarlo: “non chiamerò nessuno di voi a meno che non mi diciate in questo momento di voler approfondire”.

Ho apprezzato molto questo modo di fare non invasivo, molto rispettoso della sfera intima. Del resto, aggiungeva : “che senso avrebbe fare delle telefonate a persone non interessate a conoscere da vicino il Metodo INCIMA? Servirebbe solo a perdere tempo”.

Bene, io ero interessata, e soprattutto ero rimasta ben impressionata dal suo modo di fare. Avevo paura di trovare di fronte un motivatore invece ho capito che avrei avuto la possibilità di acquisire un vero e proprio metodo, ripetibile in ogni area della mia vita. Presi l’appuntamento .

Preciso, non ho nulla da dire sui motivatori perché ti danno tanta energia e ti aiutano a ritrovare l’entusiasmo, ma avevo già fatto delle esperienze di quel tipo e, dopo qualche giorno di carica, avevo perso praticamente tutto, tranne i ricordi di una bellissima esperienza.

La mia insoddisfazione riguardava il mondo del lavoro.

C’era qualcosa che non tornava.

Nonostante i miei sforzi, nonostante le mie capacità, non riuscivo a trovare il mio spazio, quello giusto quello in cui esprimermi al meglio.  

Dario disse: “io posso aiutarti”.

Non ero sicura, ci pensai un po’ prima di decidermi, ma poi ho deciso e la mia avventura ha avuto inizio. Nel rileggermi confermo la descrizione di Dario a inizio articolo.

Il corso è stato bello, emozionante, coinvolgente, impegnativo e tanto altro ancora. Ma non voglio parlare di questo. Voglio parlare della potenza dei coaching individuali, del Metodo e del Mind Re-Start.

Dopo il primo weekend di Libera la tua Forza Interiore (il primo step del Metodo INCIMA) sei a mille!!! Energia e nuove informazioni pervadono la tua mente e il tuo cuore.

Nutri speranza, ottimismo, fiducia. Ti senti rinascere.

Ma dopo qualche giorno, i ricordi si affievoliscono, la quotidianità e i timori del passato galoppante riprendono il terreno perduto. È successo in ogni corso che ho frequentato e stava succedendo anche in questo.

La differenza? Il coaching individuale e gli esercizi di training personalizzato.

Ogni mercoledì i coaching e quotidianamente gli esercizi audio, che Dario e Cristina registrano in maniera personalizzata con il tuo nome, ti rimettono in campo.

È come ricevere delle scariche di energia, come se scaricassi sempre nuove informazioni.

Rivedere le azioni svolte durante la settimana, rinforzare quelle efficaci e trasformare quelle improduttive o controproducenti in azioni utili, ti dà una marcia in più.

Mi sentivo sicura. Comprendevo esattamente ogni singolo passo e nei momenti “no” ero in grado di individuare le cause e, soprattutto, avevo imparato ad integrare nuovi comportamenti, su ogni cosa sentivo una grande padronanza nel gestire emotivamente le situazioni più sfidanti, più difficili.

Il Metodo INCIMA ha cambiato completamente la mia visione delle cose.

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Prima cercavo la verità fuori di me.

Accettavo le cose che accadevano perché pensavo che dovevano andare in quel modo, oppure non le accettavo attribuendone la responsabilità sempre a fattori o a persone esterne.

Da quel momento ho cominciato a guardarmi dentro con la consapevolezza che IO POSSO cambiare la mia vita non a parole ma seguendo un metodo, il Metodo INCIMA, fatto di osservazione, esercizio, studio e soprattutto seguendo l’allenamento che era stato realizzato per me (Mind Re-Start).

A qualcuno può sembrare strano e anch’io ho avuto il sospetto che lo fosse. Come ho confessato prima, anch’io avevo dei forti dubbi.

Ma ascoltare ogni giorno degli audio che contengono il tuo nome, associato ad alcune convinzioni che ti danno forza e fiducia giorno dopo giorno, ha un impatto meraviglioso sulla tua vita. Così è stato per me.

Al lavoro da subito le cose sono andate meglio, soprattutto le mie relazioni con i colleghi e con i clienti. Ero più serena, più fiduciosa, sapevo che la mia nuova consapevolezza, il mio entusiasmo prima o poi avrebbero dato risultati  perché il Metodo lo prevedeva e io sentivo che la strada era quella giusta.

C’è un esercizio all’interno di Mind Re-Start che sia chiama Contemplazione del Potenziale Desiderato. Consiste nell’immaginare la realtà così come la desideri e, soprattutto, come se fosse già realizzata.

Cosa ho contemplato per mesi? Un mio avanzamento in carriera.

Che cosa è accaduto?

Un giorno ho ricevuto la notizia!!! Quella notizia che avevo sentito centinaia di volte all’interno delle mie visualizzazioni…

Valeria, ecco il tuo nuovo incarico dirigenziale !!!

Dario, Cristina, voi sapevate quanto tenessi a questa promozione. L’ho desiderata, l’ho voluta, l’ho visualizzata come mi avete detto voi. Ed è arrivata !!!

Non era facile anzi, era anche improbabile.

Invece è successo. Oggi posso esprimere le mie potenzialità al meglio e ho da subito raccolto risultati personali e anche economici.

Ora io so, perché l’ho sperimentato, che il Metodo INCIMA è qualcosa di incredibile… e lo dico con gli occhi lucidi…

Imparerai ad ottenere ciò che vuoi e a godere di quello che ottieni.

Questa è la promessa che Dario e Cristina mi hanno fatto. E che hanno mantenuto andando anche oltre le mie aspettative.

Voglio dirlo a tutti, con il cuore: c’è bisogno per tutti di incontrare persone come Dario e Cristina che percorrono una strada diversa da tutti gli altri ma che porta a ritrovare sé stessi e a fare della propria vita un capolavoro.

Valeria Carnimeo

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Così ho vinto le emozioni distruttive e ho conquistato la felicità.

Così ho vinto le emozioni distruttive e ho conquistato la felicità.

Conosco Dario e Cristina da diversi anni ormai.

Sono Giuseppe La Puma, stra-felicemente sposato con Mariangela, e padre di due bimbi fantastici.

Tutte le mattine la mia sveglia suona molto presto! É una sveglia biologica, non ho bisogno di essere svegliato.

All’alba mi aspettano le mie amate terre e l’organizzazione della mia impresa (produco un olio biologico pluripremiato) e gestisco il mio agriturismo. Nulla di trascendentale, la mia è una vita normale.

É la vita di un ragazzo come tanti altri che con impegno e amore ha creato una piccola impresa e dedica il suo amore e la sua attenzione a ciò che ama: i figli, la moglie, la famiglia, il proprio lavoro.

La mia normalità in questo presente nasconde un passato a dir poco sconvolgente del quale ho finalmente deciso di parlare pubblicamente.

Forse non sconvolgerà te nella lettura, ma ti assicuro che quello che stai per leggere ha tenuto appese ad un filo la serenità e la vita di molte persone.

Da ragazzo ero un fallito, un inconcludente.

Un grande presuntuoso incapace di raggiungere i propri obiettivi. É incredibile! Se mi incontrassi oggi, mi prenderei a calci nel culo.
Non è vero, oggi non è più così. Non provo più rabbia per quel povero ragazzo in balìa delle emozioni e della sua incapacità nel gestirle. Oggi sento di essermi perdonato….

Sono nato e cresciuto nella provincia della provincia, in un paesino che non offriva grandi opportunità…

A Presicce, un piccolo paese tra Gallipoli e Santa Maria di Leuca, avevi due possibilità: stare in casa oppure uscire, fare danni, drogarti. Per tutta la vita ho avuto difficoltà a rimanere impegnato in qualcosa.

Eppure alla nascita ho avuto un dono prezioso: la mia famiglia.

I miei genitori due insegnanti universitari… persone abbastanza aperte e piene di valori, da cui ho imparato la libertà di pensiero e il rispetto per l’altro, ma non le regole e la disciplina (e forse è stata quella la mia rovina).

Persone di sani principi che mi hanno insegnato a frequentare buone amicizie ed essere educato con le persone che mi stanno vicino. In cosa mancano i genitori? Oggi da padre ne sono ancora più consapevole.

I miei, bravi in tutto, lo sono stati molto meno nell’ insegnare ad amarmi. Fino all’età di tredici anni gli sono stato sempre ubbidiente e ascoltavo i loro consigli.

Ma c’erano delle verità “nascoste” , a me, a loro, alla nostra relazione che da lì a qualche anno avrebbero segnato per sempre le nostre vite.

Mi sentivo un bambino incompreso e inadeguato. Eccessivamente giudicato ed emotivamente dipendente dalla mia disistima.

Sono cresciuto per anni con convinzioni più che limitanti e distruttive e queste, un giorno, mi hanno portato in un tunnel.
Ho passato gran parte della mia adolescenza a drogarmi, un’adolescenza fatta di dolori, di vittimismo , di giudizio, di incomprensioni.

L’eroina era il mio unico rifugio.

L’eroina è come la lampada di Aladino: ti fa pensare che i tuoi sogni stiano per avverarsi, ti dà l’impressione di poter controllare il corso delle cose. Ma nella pratica quando sei dipendente, sei solo una persona in un angolo dimenticato da Dio con un’illusione in testa, senza una meta, senza soldi e senza libertà.

I sensi di colpa ti incasinano la testa e  le cose prive di logica diventano improvvisamente logiche. Perdi il senso del tempo, proiettato e sballottato tra passato e futuro, ma inerme nel presente. Senza via d’uscita!!

Ma io non volevo morire per strada, ero giovanissimo. Ho cercato di smettere e più volte sono ricaduto nel baratro. In queste condizioni è difficile uscirne, e anche se ci riesci, ti rimane dentro un brivido che ti trafigge la schiena: la paura che il diavolo bussi ancora alla tua porta e si riprenda la tua anima.

Ho impiegato molti anni per venirne fuori. Sono stato aiutato da diversi terapeuti. Diversi psicologi mi hanno seguito con scrupolo per scongiurare il pericolo di una “ricaduta”.

A 27 anni ho festeggiato il mio primo anno senza droga.

Mi sentivo LIBERO dall’eroina, ma mi mancava ancora qualcosa.

Non ero libero dentro!

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Ho festeggiato con Mariangela. Lei oggi è mia moglie e la mamma dei nostri due bambini. Viviamo un livello di felicità a quei tempi inimmaginabile.

A lei devo molto. Per la prima volta mi sono sentito amato, rispettato e apprezzato.

Lei mi ha permesso di innamorarmi della vita e per la prima volta ho sentito di voler costruire qualcosa di mio, di nostro.

Era tutto bello, una magia che ci abbracciava e ci stringeva l’uno all’altro.

Non avevo però pensato che dentro di me c’era una guerra irrisolta!

Rabbia, tristezza, angoscia, inadeguatezza, senso di fallimento, solitudine , pigrizia , rigidità, paura..

I fantasmi che hanno reso infernale la mia adolescenza, non si sono fatti attendere. E li ho cominciato un nuovo periodo di grande sofferenza di cui preferisco non parlare. Sicuramente il più doloroso. Probabilmente perché in passato non avevo nulla da perdere mentre ora sapevo di non voler perdere Mariangela, il nostro amore, me stesso. Dopo tanta sofferenza, li avevo trovati, non avrei potuto perderli.

Un giorno ho conosciuto un angelo, il mio: Cristina Bari.

Ti prego di comprendermi, Cristina è davvero un angelo. Lo è per me.

Glielo dico sempre: “Mi hai salvato la vita”.  A lei scendono le lacrime.

Le è bastato poco per capire di che pasta ero fatto, per capire la persona che sono e per capire quanto fosse ingarbugliata e complessa la mia vita.

La prima domanda che Cristina mi fece fu: “Hai voglia di cambiare ?”

Il mio primo ingresso nel Metodo INCIMA, nel corso “Libera la tua Forza Interiore” lo ricordo ancora come se fosse oggi. Per me è stato un trauma.

Una scossa talmente forte che a metà corso sono scappato via.

Non ero ancora pronto. Avevo paura di non essere capace di apprendere, di cambiare.

Non avevo il coraggio di svoltare.

I miei fantasmi parteggiavano per le mie dipendenze, tutte. Da quelle emotive a tutte le altre… E io non avevo la forza di reagire. Nei giorni e nelle settimane seguenti, mi sforzavo per dimenticare, ma ormai quelle poche ore di corso mi avevano segnato. Lì avevo visto l’unica grande via d’uscita: avevo conosciuto la via per la salvezza. e fu così che un giorno il telefono squillò: era il mio angelo! Cristina!!!

“Pronto”.

“Ciao Giuseppe, sono Cristina Bari. Come stai?  Io ho gli strumenti per poterti aiutare se tu me lo permetti, fidati di me”.

Cristina mi suggerì di  partecipare nuovamente al corso Libera la tua Forza Interiore, cambiando per sempre la mia vita.

Davvero impressionante la forza di quell’esperienza.

La cura nei dettagli, lo studio delle dinamiche mentali, le spiegazioni rese semplici di concetti fondamentali delle neuroscienze, del funzionamento del cervello, della fisica quantistica.

Mi chiedo ancora oggi che cosa sia stato più impattante per me in quel percorso.

Credo che la forza risieda nel metodo. Io avevo bisogno di un metodo. Avevo bisogno di conoscere la visione d’insieme, la panoramica del percorso e poi di approfondirne i dettagli nelle sessioni di coaching individuale.

É come tentare di attraversare un fiume, da una sponda all’altra. Essere sicuri di avere dei riferimenti, delle rocce solide su cui mettere i piedi, passo dopo passo, con la certezza di arrivare dall’altra parte.

Al corso ho conosciuto più da vicino anche Dario, che col suo approccio più spirituale e allo stesso tempo irriverente mi ha subito conquistato, aprendomi scenari e discipline nuove e del tutto sconosciute a quei tempi. Dario mi ha spiegato come ancorarmi alla formula D.A.T.O.

Decisione, Attenzione, Training mentale, Osservazione.

“Decidi e poi decidi e continua a decidere ogni giorno”, mi ricordava.

La decisione include ciò che scegli ed esclude tutto il resto! Ti permette di dirigere la tua attenzione e di rimanere focalizzato. Ed era proprio quello di cui avevo bisogno, intraprendere un cammino con in testa ben chiara la direzione e non mollare fino alla fine.

Il Training mentale ti aiuta a potenziare la forza della tua decisione, ad accrescere il livello di accettazione delle nuove possibilità che hai deciso di abbracciare, e ti permette di mantenere lo stato di pace necessario per “rieducare” la tua mente.

Le prime volte che ho praticato il Training mentale Mind Re-Start, ho provato un misto di sensazioni, tra l’incredulità e la gioia profonda. É possibile che in soli 20 minuti si riesca a produrre questo cambiamento così profondo? Ci ho creduto, ho perseverato ed ha funzionato!

Ho imparato così l’arte della comprensione del cuore. Sono diventato padrone dei miei stati d’animo invece di esserne vittima. Pensavo fosse impossibile, invece ho scoperto che non è affatto difficile. Da allora non mollo più Dario e Cristina, e dopo aver allineato i miei pensieri alle mie emozioni e alle mie azioni, dopo aver lavorato tanto sulla calma, la gratitudine e il non giudizio… ora aspiro alla santità!!!!

Prima mi prendevo troppo sul serio, ero rigido. Il chiacchiericcio giudicante degli altri mi ronzava in testa, incessantemente. Ora rido di più, con gli altri, con me stesso e di me stesso.

Il Metodo INCIMA è davvero miracoloso. Io posso dirlo.

Il consiglio che do a te che mi stai leggendo è di non aspettare più! Cambia la tua vita ora! Forse non lo sai (ora ti svelo un segreto), ma prima o poi, anche tu dovrai morire e gli anni passano in fretta (e sono due segreti). La vita è veramente ora, e conoscere strumenti e soluzioni potentissime e validissime per viverla appieno e cambiare in meglio te stesso, le tue relazioni, la tua vita economica… dovrebbe essere la tua priorità!

É la cosa più importante che puoi fare per te, per i tuoi figli e per le persone che ami. La tua vita non è più sfidante di quanto sia stata la mia. Ti assicuro che ho tralasciato di scrivere dei particolari davvero angoscianti. Allora, se ce l’ho fatta io, perché non dovresti riuscirci anche tu?

Ho scritto tutto d’un fiato… si è fatto tardi, in casa mia dormono tutti, vado da loro.

Mi auguro di aver potuto contribuire alla tua felicità.

Grazie Cristina, grazie Dario, grazie amici numerosissimi del Metodo INCIMA.

Vi voglio un gran bene.

Giuseppe La Puma

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Mi sono ripresa mio marito e la famiglia (dopo aver toccato il fondo).

Mi sono ripresa mio marito e la famiglia (dopo aver toccato il fondo).

Sono Valeria, ho 48 anni.

Te lo dico già, questa non è una storia interessante.

E’ solo la mia storia. L’umile storia di una persona che sta conquistando se stessa. Dubito che ti interessi se non hai bisogno di cambiare qualcosa di importante nella tua vita. Anch’io ero refrattaria diversi anni fa a queste storie.

Le definivo patetiche.Quindi posso capirti. Se invece ti interessa allora ti dico che sono davvero felice per te perché quello che è successo a me ha dello straordinario.Lo scorso anno, il 2016, è stato per me quello della grande prova, la più forte di tutta la mia vita.La prova che più temevo si è anche rivelata l’esperienza più incredibile della mia vita…

La mia vita… Mi guardo alle spalle e vedo..

Si, oggi posso dire di vedere. Ieri ero cieca, anzi, no, dormivo! Ero un po’ zombie… pensavo di essere artefice delle mie decisioni invece ero piena di condizionamenti.

Cosa vedo nel mio passato?
Il segno dei legami sulla pelle, le ferite e la sofferenza che mi hanno creato.Vedo e sento la traccia e il peso dei miei legami nelle relazioni. A partire dalla mia famiglia di origine, da mia madre soprattutto. Un amore grande, un’unione così forte che ha quasi “rubato” la mia stessa identità, senza che me ne rendessi conto naturalmente…

Io che mi sentivo addirittura in colpa se non le somigliavo abbastanza, se non riuscivo a compiacerle.

Sai qual era il suo più grande fantasma…?

La PAURA.

E sai qual era il mio…? Lo stesso naturalmente. La paura ha determinato e accompagnato tutta la mia vita…e mi ha reso una persona insicura e con una bassissima autostima. Mi sono sempre sentita “piccola” appunto. Sempre un po’ meno rispetto agli altri, sempre timorosa di non essere all’altezza, di non essere mai abbastanza. E per potermi accorgere di me avevo necessità di sentirmi legata a qualcuno. Mi appoggiavo per PAURA di cadere. Che fosse una semplice amicizia o una vera relazione d’amore.

L’amore .…Vivere una relazione di coppia davvero amorevole, “da favola”, insieme al desiderio di avere una famiglia tutta mia, sono sempre stati i miei 2 sogni più belli.

Mi accompagnano da sempre. Anche qui la PAURA ha fatto il suo lavoro. Desideravo una mia indipendenza, una casa, un marito, dei figli ma ero terrorizzata all’idea di lasciare il vecchio legame…mia madre, mio padre e tutte le abitudini legate a loro, la mia zona di comfort insomma.

Cosa sarebbe accaduto se non ce l’avessi fatta? Se non fossi stata una brava moglie, mamma, donna…? Se mi fossi sentita sola senza la sicurezza di potermi specchiare nel volto e nei modi di mia mamma….???

E, guarda un po’…è andata proprio così.

O almeno così mi percepivo. E più aumentava questa percezione più diventavo intollerante, capricciosa e insoddisfatta. Ne Valeria ne il mondo che le era intorno mi piaceva…Vedevo il mondo con gli occhi della mia inadeguatezza e paura…ed ecco la mancanza di aria nel petto, gli attacchi di panico, forti mal di stomaco e i “miei” mal di testa…quotidiani!

E ho perso tutto.

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La separazione da mio marito mi è arrivata addosso quasi inaspettata…ma fingevo, non volevo guardare. Non volevo guardarmi in verità. Il macigno di questa realtà che ha sotterrato i miei sogni, mi ha fatto toccare il fondo. E quando tocchi il fondo, quando non ti “senti” più, quando non ti riconosci allora arriva davvero il momento in cui DEVI agire! Devi trovare una via d’uscita, una soluzione.

E io l’ho trovata…anzi, lei ha trovato me!

Per caso (forse)…era lì, che fin dalle prime righe lette sui social in cui navigano senza meta…ha dato subito uno schiaffo alle mie emozioni assopite dal dolore.

Non ho dubitato mai, fin dall’inizio. Era tale il mio bisogno e il mio desiderio di trovare me stessa, di mettermi alla prova, di imparare finalmente ad amarmi che il primo incontro con il metodo INCIMA mi ha immediatamente aperto gli occhi, la mente e soprattutto il cuore.

Mi è arrivata forte la certezza che quella sarebbe stata la mia ancora, la strada per la mia libertà. Il primo coaching conoscitivo con Dario, è impresso indelebile nella mia memoria. Non lo dimenticherò mai!

Mi ha fatto sentire a mio agio all’istante, mi ha parlato con estrema chiarezza e soprattutto mi ha fatto sentire ascoltata… e mentre lui mi ascoltava, ascoltavo anche le mie stesse parole che quel giorno mi sono arrivate forse per la prima volta così vere e spontanee.

Con il primo coaching ho visto con chiarezza la mia situazione. Come non avevo mai fatto prima. Ho compreso cosa mi aveva portato li dov’ero e cosa mi aveva impedito di realizzare i miei obiettivi. Ho anche potuto chiarire a me stessa quali sarebbero state le priorità e gli obiettivi da quel momento in poi. Da lì è ricominciato tutto.

Da quel giorno un percorso di vita che ha dato finalmente un senso ad ogni cosa. Non ho mai fatto esperienza di niente di simile! Un passo dietro l’altro, un piccolo gradino avanti all’altro, alla scoperta di Valeria.

Ho compreso quanto sia importante la calma e l’armonia quotidiane, in ogni piccola cosa.

Ho scoperto quanto è grande e potente la nostra mente, e quanto conoscere come funzioni sia determinante per la nostra vita. Ho cominciato a sperimentare stati di grande pace e connessione grazie alle mie personali meditazioni.Avevo già fatto meditazione, ma queste hanno avuto un impatto senza pari, forse anche per il fatto di essere personalizzate con il mio nome.

Boh… da quello che dicono le neuroscienze dovrebbe essere proprio così. Non sono un’esperta ma l’ho sperimentato sulla mia pelle. Associare le nuove convinzioni al mio nome credo che abbia dato maggiore forza all’esercizio.Ho trovato e creato un mondo completamente nuovo per me ma del quale non posso e non voglio più fare a meno! Ho lavorato tanto, lo ammetto, mi sono impegnata fino in fondo perché ci ho creduto fortemente e perché la posta in gioco era troppo importante!

Ciò che sono sempre stata ma che non riconoscevo è venuto alla luce, piano piano, con alti e bassi, con i momento si e quelli no…ma ormai sempre fiduciosa e soprattutto determinata a non mollarmi più!

In questo mi hanno aiutato nei primi mesi le sessioni di coaching. Nonostante ogni tanto riaffiorassero dei dubbi, sapere di poter contare sulla guida personalizzata di un esperto, sempre al mio fianco, mi tranquillizzava. Quindi non avevo il tempo di perseverare con nuovi errori perché nel coaching venivo “corretta” nel tragitto. E nello stesso tempo, quando avevo la conferma di essere sulla buona strada ricevere la conferma nei coaching mi dava grande sicurezza.

< Giusto il tempo di imparare, giusto il tempo di creare le nuove abitudini > mi diceva Dario. < Dopo 8 coaching devi andare da sola >
Quando mi diceva così avevo il timore di rimanere davvero sola ma in questo è stato grande il mio coach: non mi ha mai dato la possibilità di “appoggiarmi” a lui.

Oggi, finalmente sono più coraggiosa !

E sono fiera di poterlo affermare, sono più solida ed energica e ho imparato a riconoscere e affrontare le mie mille emozioni…che amo tutte! Ho riaperto il mio cassetto dei sogni e alcuni progetti che avevo accantonato sono diventati di nuovo possibili. So che ho ancora molto da imparare. Del resto è quello che desidero con tutta me stessa.

La mia crescita verso la libertà e verso l’indipendenza emotiva è in continua evoluzione e il mio “nuovo” matrimonio con il mio (quasi) ex marito….pure!!!

E scusami se proprio ora mi è scesa una lacrimuccia… (me la merito no?)

Abbiamo una nuova casa.

Abbiamo riunito la nostra bellissima famiglia… puoi immaginare la felicità di nostro figlio!

Abbiamo una nuova idea di lavoro, nuove modalità con cui ci avviciniamo, rinnovate e diverse emozioni, una vita nuova insomma…!

E il 13 settembre scorso abbiamo festeggiato 14 anni di matrimonio…INCIMA ai monti più belli della Valle d’Aosta .

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Ecco cosa succede quando dai ascolto a chi ti pugnalerà.

Ecco cosa succede quando dai ascolto a chi ti pugnalerà.

San Marino, 30 dicembre 2016. E’ il mio tatuaggio sul petto.

Come per un tatuaggio fisico, reale, imprimo nella mia mente il simbolo del mio desiderio di trasformazione e di cambiamento radicale.
E’ come un passaggio rituale che marca la mia esigenza di ribellione.

Non succede solo ai ragazzi.

Io ho quasi 46 anni.

Il passaggio alla boa avviene a 45 anni e 5 mesi.

Da qualche anno mi stavo appassionando al coaching e alla crescita personale.

Al di la del fascino che la parola coaching esercitava su di me, sentivo di aver bisogno di una guida.
Di qualcuno che mi indicasse una nuova strada.

Quel giorno, a San Marino, il mio amico Raffaele di Iorio, mi parla di Dario Perlangeli.
Ed è qui che comincia il mio tormento interiore  con tanto di finale a sorpresa.

Non so se per te che leggi questa storia sia la stessa cosa, ma confrontandomi con
altre persone ho scoperto di non essere il solo a sentire delle voci.

Non sono un pazzo, e se lo fossi non saprei di esserlo 🙂
Io però gli ho dato un’identità a quelle voci.

Immagino un affascinante e carismatico burattinaio che tiene i fili della mia vita e con parole magiche mi persuade  sul cammino da percorrere. Quando mi parla io sono ipnotizzato.

Lo chiamo la mente burattinaia. (MB.. per abbreviare) Ho la sensazione che viva nel passato e che voglia rimanerci. Anzi, è molto più di una sensazione. Ne sono certo e ne ho le prove.

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A volte me ne accorgo, mi sveglio. Capisco di essere in un incantesimo ….
ma la mia “veglia” dura poco.. poi  ritorno a dormire.
E lei, riparte:

< Perché una guida? Non ne hai bisogno. Poi non lo conosci? Chi è questo Dario? >

Questa volta mi ha trovato sveglio e gli ho risposto a tono. Non io per intenderci..

Io assisto passivamente ai loro continui battibecchi. Poi mi adeguo al vincitore.

<Hai il coraggio di dire che non ha bisogno di una guida? Ma non vedi in che condizioni siamo ridotti?>

Lui è il mio eroe. Lo chiamo Mente presente (MP) .

Credo che sia la parte più sincera di me. E’ quella parte di me che non si fa illudere, che conosce benissimo quali sono i miei desideri, tiene in vita i miei sogni. E’ quella parte di me che vive un po’ più nel presente.
Mi esorta e spera in una svolta decisiva.

< Antonio te lo meriti, mi dice ! >
Poi interviene lui, sposta di nuovo i fili, un po’ di belle parole… il momento passa…e fine della storia.

(MB) < Ma quali condizioni e condizioni, passerà tutto, prima o poi, abbi fede, ma tu non eri sempre quello con il sorriso stampato in faccia e vedevi il bicchiere mezzo pieno? Aspetta aspetta Com’è che dicevi?? Non vedo l’ora che arrivi domani, un altro giorno e si vedrà!! Ahahahaah!!! >

Dario mi dice che il mio ottimismo è una distorsione della realtà. Il mio voler vedere a tutti i costi il bicchiere mezzo pieno è in realtà un bisogno di evitare di affrontare i miei problemi.

< Sei così tanto ottimista da trattare con superficialità quello che deve essere fatto>
Un giorno mi ha detto.
E ha aggiunto: < Ti ci vorrebbe un po’ di sano realismo. Metti i piedi per terra Antonio e agisci. Rimandare è un gioco che ti illude che sia tutto apposto. Nel medio e lungo periodo ti ritroverai con gli stessi problemi amplificati>.

(MB) < Chi è questo Dario? Che vuole? Non hai bisogno di una guida per affrontare le tue difficoltà. Puoi farcela da solo. Del resto sei arrivato fin qui?!  Di strada ne hai fatta…>

(MP) < E bravo tu. Ma perché sei ossessionato dalla tua paura di cambiare? Perché vuoi farmi insabbiare il dolore? Sono preoccupato, non vedi? >

(MB) Ah ecco, sentiamo di cosa  parli…

(MP)  < Provo dolore nel non sentirmi realizzato, dolore nella percezione di aver perso tempo, tanto tempo, molto tempo, dolore nel non poter permettermi neanche un caffè, non poter fare la spesa per mangiare, la preoccupazione che il domani sia sempre più cupo.

Vivo con la  perenne paura di non farcela, di non poter garantire un futuro dignitoso ai miei figli, di non sapere cosa sono e a chi appartengo.
Ti seguo da anni. Quante volte mi sono lasciato trasportare dai tuoi schemi. Mi sono fidato e ho sbagliato. Tu menti. Sei una BUGIARDA.

Mi hai bloccato, mi hai fatto stare immobile, in uno stato di perenne giudizio e vittimismo, in uno stato di totale nervosismo.
Non mi sono mai veramente amato perché ho pensato di non meritarlo. Era quello che mi dicevi tu.
Hai dato i limiti e la direzione alla mia esistenza e guarda come sono ridotto >

(MB) < Ora scommetto che vuoi incolpare me dei tuoi fallimenti e delle tue pseudo tragedie?

(MP) So solo di essere un padre assente, un marito e compagno insoddisfatto, di vivere una vita incompleta alla continua ricerca di stimoli, di visioni, a chiedere conto sempre di qualcuno.

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Perché non ho mai creduto veramente in me stesso.

(MB) < E allora che intenzioni avresti ora? Visto che non vuoi più darmi retta..>

Ho fatto il mio primo coaching con Dario ed è stata una rinascita.
Ho scoperto una nuova luce.

Con la morte di mio padre a Marzo 2017 ho sentito la responsabilità del suo lascito.
Era il mio momento. Dovevo decidere di intraprendere questo percorso.

Del resto, a parte quella mia vocina traditrice, che comunque continua a tentare di sabotarmi , tutto quello che leggevo sul metodo, e che mi riferivano le persone di cui mi fidavo che lo avevano praticato, mi davano le migliori garanzie sull’esito del percorso.

Se sei arrivato fin qui posso dirti perché ho deciso di scrivere per il blog del Metodo INCIMA.

Non ho ancora risolto i miei problemi professionali ed economici e non ho vinto quella vocina che cerca di frenare il mio impulso alla felicità e al successo.
Non ancora. Posso dirti con la totale sincerità che mi è stata concessa in questo blog che ho ancora tanto da lavorare.
Parto da una condizione davvero complicata e difficile.

Oggi sono però un’altra persona. Vedo i progressi, sento l’energia. Tocco con mano le mie sensazioni di fiducia. Mi sento meritevole.
Provo amore per me stesso e riesco ad essere meno rigido, meno teso e più amorevole con gli altri.

La mia vita è davvero cambiata. Il mio atteggiamento nel lavoro è più deciso.
Mi sveglio con una forte motivazione tutti i giorni. E ho tanta energia per affrontare la mia vita da leader.

(MB) Antonio, non è che ti stai raccontando una storia ottimistica come al solito?

No, perché a differenza di alcuni mesi fa, oggi agisco. Non rimando. Sono sul pezzo.

Guardo dritti in faccia i miei problemi e li affronto con serenità.

Adesso che ho capito cosa fare e come fare e ho imparato ad avere fiducia in me stesso, non ho più paura di non farcela (non come prima per intenderci) .

Voglio chiudere questo mio racconto con le parole che Dario mi ha detto durante il primo colloquio, di valutazione :

< Il metodo incima non cambierà la tua vita. Il metodo incima può solo darti la possibilità di farlo.
Può indicarti la strada meno faticosa e meno dispendiosa, suggerirti le strategie più efficaci per la tua specifica condizione, può fornirti gli strumenti più potenti per irrobustire la tua psicologia.

Può darti appunto un metodo passo passo e tenendoti per mano aiutarti a progredire.

Ma queste possibilità, queste strategie, questo cammino, dovrai essere tu a trasformarle in risultati concreti per la tua vita. >

Grazie Raffaele per avermi dato una speranza. Grazie Dario e Cristina, per tutto il resto.

Grazie papà per essere sempre presente.

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Devo dire grazie ad una crisi profonda se oggi sono rinata.

Devo dire grazie ad una crisi profonda se oggi sono rinata.

Circa un un anno fa la mia vita, quello per cui avevo lottato e quello in cui avevo “sperato” si è scontrato contro un muro. Ha smesso di fluire.

La mia vita, l’intera vita, ha avuto una battuta d’arresto.

Ho vissuto e subito l’ineluttabile svolta della mia vita (felice o apparentemente felice) e sono precipitata giù, in un baratro senza fine.

Sono crollate tutte le mie certezze. La mia tristezza, la mia frustrazione, la mia stanchezza mi toccava nell’anima.

E come succede di solito in questi casi, non avevo neppure la libertà di manifestare pubblicamente la mia caduta.

Per un periodo indefinibile, il mondo mi avrebbe vista attraverso una maschera.

Non voglio farla più tragica di quanto lo fosse, ma stavo davvero molto male.

Relazioni ormai difficili da anni mi avevano cristallizzato in uno stato di rigidità tale che il mio non era più un vivere ma un sopravvivere alla vita. 

Facevo ripetutamente le stesse cose senza metterci un briciolo di entusiasmo. Nessuna passione. Ero imprigionata nella cella dei miei schemi, rigidamente cristallizzati nei miei modi di pensare, di fare, di parlare.

Non ne sarei mai più uscita. La vita era diventata una continua corsa ad ostacoli: organizzare tutto per tutti era ormai fonte di stress e arrabbiature continue.

La verità era che non accettavo che le cose andassero diversamente da come le avevo pensate io.

Ormai anche le occasioni di divertimento e relax creavano stati di tensione emotiva tali per cui non riuscivo a provare piacere per me.

Mi rifugiavo nel piacere altrui. La mia dipendenza emotiva da altri impattava negativamente sui miei rapporti familiari creando tensioni e frustrazioni. Ero sull’orlo del baratro e non me ne sono accorta in tempo.

Sono rotolata giù e in pochi giorni ho visto sfumare tutte le mie certezze. Quello che credevo fosse il giusto modo di vivere era stato spazzato via in un attimo.

Nulla rispondeva più alle mie richieste e le tensioni che non riuscivo più a controllare sfociavano in crisi infinite di rabbia e pianto.
Ad un certo punto, visto il fondo e l’impossibilità di cadere ancora più giù, ho cominciato a guardare in alto.

Ho messo da parte il mio orgoglio e ho cominciato a tessere una rete di relazioni femminili con donne che mi ascoltassero e mi consolassero, mi sostenessero e mi capissero. Avevo bisogno di appoggiarmi su una spalla su cui piangere.

Qui ho cominciato a scoprire che ero stata capace di creare delle buone e solide amicizie perché mi sono sentita accettata, ascoltata, consolata e sostenuta.

Ho anche cercato l’aiuto di un esperto (psicoterapeuta) che mi ha “scandagliato” permettendomi di spiegare i miei comportamenti, le mie convinzioni, il mio vissuto, ciò che io ero, la parte più profonda di me, mi ha portato a capire il perché di tante cose che costituiscono la mia persona.

Da cosa nasceva la mia necessità di controllo, le mie paure, insicurezze, frustrazioni… Tutte informazioni utili, per carità, ma mi sembrava sempre troppo poco per la mia necessità ed urgenza di rimettere le cose a posto.

La mia vita ha cominciato ad avere un senso solo quando ho realizzato che era il momento di cambiare. In molti me lo dicevano e me lo avevano detto in passato.

Sì, va bene ho capito: ma come si fa?
Facile a dirsi… cambiare!!

Come faccio a essere più leggera, a vivere in modo più spensierato a non prendermi sul serio, ad essere meno rigida?

Ero ferma in una situazione stagnante che non mi consentiva di aiutare me stessa e neanche i miei figli per i quali temevo forti ripercussioni a causa dell’ atteggiamento destabilizzante (il mio) nel quale li avevo trascinati.

Ho ricominciato con la ricerca affannosa nel voler capire perché ero perennemente insoddisfatta di tutto da anni.

In tutto questo volevo cambiare la relazione con i miei figli sempre tesa e autoritaria.

Del resto, se stavo male io con me stessa, che colpa ne avevano loro?

Non potevo abbandonarli, soprattutto il più piccolo ancora alle elementari aveva diritto a crescere più sereno di così.

Mi sono imbattuta (nel più casuale senso del termine) in un post di Facebook di Cristina Bari.

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Teneva una conferenza gratuita, ho cercato di scrivermi ma non c’erano più posti, la conferenza era andata sold out in pochi giorni!!

Anche questo mi incuriosiva. Perché così tanto interesse per questa conferenza?

Dopo qualche settimana ho ritrovato la presentazione di un’altra conferenza dal titolo molto intrigante e “mio”: “Genitori sereni e figli felici”.

Era marzo. Mi sono iscritta e ho conosciuto Cristina.

Mi parlava a pochi metri. Nel gruppo conservavo l’anonimato, ma c’ero! Con tutta me stessa.

Le sue parole chiare e dirette ai problemi e il magico mondo delle neuroscienze mi hanno rivelato che la “plasticità” del nostro cervello mi regalava una chance per rimediare ai danni fatti nell’educazione dei miei tre figli. Senza sapere bene di cosa avrei parlato, ho incontrato Cristina in un colloquio personale.

Mi ci è voluto un attimo per capire: per aiutare i miei figli avrei dovuto lavorare su di me.

Ero in condizioni disastrose, continui mal di testa e insonnia avevano aumentato il grado di stanchezza all’ennesima potenza, avevo anche preso per un certo periodo dei sonniferi e psicofarmaci pur sapendo che non era la strada giusta.

Cristina mi spiegava per sommi capi come fosse possibile il cambiamento con il Metodo INCIMA, ma non cercava di convincermi.

Mi parlava di queste meditazioni personalizzate (Mind Re-Start) da fare al mattino.

Bastava alzarsi un poco prima ed avrei trovato il tempo da dedicare a me stessa.

Ma come potevo crederle? Anche se pensavo che non sarebbe stato possibile riuscire a realizzare ciò che desideravo, rimanevo incollata alla sedia. Non riuscivo ad alzarmi per andarmene. 

L’idea di un life coach che mi prendesse per mano in un  cammino finché non fossi stata autonoma mi allettava perché ero veramente arrivata al capolinea.

Qualcosa però dovevo farla, ma avevo paura di sbagliare, le mie resistenze, il costo del corso, non potevo gravare sul bilancio familiare.

Mi sono presa del tempo, le avrei telefonato per la conferma anche se avevo al momento molti dubbi.

Non avevo mai chiesto e preteso nulla in famiglia ma questa volta, anche a costo di fare un buco nell’acqua, avrei rischiato per una cosa che sì, mi riempiva di dubbi e mi attanagliava lo stomaco per il timore di non farcela, ma allo stesso tempo sarebbe stata tutta per me.

Solo per me!

Dopo qualche giorno ho accettato il programma di “Libera la tua Forza Interiore” che sarebbe cominciato dopo quattro settimane.

In quel periodo mi ripetevo ogni giorno che forse era stato uno sbaglio.

Durante il primo weekend ne ho avuto la conferma e quei tre giorni sono stati devastanti: avevo ricevuto molte informazioni ma non provavo la stessa euforia degli altri partecipanti, non mi ero aperta con loro e mi sentivo un pesce fuor d’acqua .

Quando sono tornata a casa non ero soddisfatta né contenta.

Mi ripetevo di aver intrapreso la strada sbagliata e di aver fatto una spesa inutile.

Forse se mi fossi studiata gli appunti… se mi fossi impegnata… ci avrei potuto guadagnare qualche cosa di buono…

A quel punto ho scelto di provarci: ho iniziato dalle meditazioni, dagli appuntamenti di coaching con Cristina, che mi sosteneva.

Ho fatto fatica a fare tutti i compiti che ci assegnavano perché ho dovuto superare ogni forma di resistenza (sempre mie personali).

Ma le richieste di mettermi in gioco erano giuste e la mia tenacia mi ha soccorso e poco alla volta ho iniziato a seguire i suggerimenti fino a che non mi sono accorta che le mie resistenze iniziali cominciavano a cedere.

Potevo scegliere io cosa fare delle mie giornate, potevo vivere il momento presente e gustarmelo.

Il primo cambiamento? Nonostante continuassi a inseguire sempre il futuro e a vivere con i sensi di colpa degli errori del passato e mi angosciassi tutto il giorno, non avevo più il mal di testa.

Lo so, può sembrare poco, ma essersi liberati dal mal di testa era già una grossa conquista.

Ovviamente a questo punto desideravo di più.

Il metodo stava funzionando e quindi ho preteso sempre di più. Ho cominciato a sentirmi in pace.

Il tempo che mi stavo dedicando, le meditazioni giornaliere, il coaching con Cristina e la mia attenta applicazione dei suoi suggerimenti, mi stava dando una sensazione di assoluta calma e presenza.

Un mese prima era un utopia anche solo immaginarlo!!! Ho iniziato a rallentare, diminuire la mole di impegni che mi ripromettevo di fare giornalmente, ho iniziato a darmi più spazio nella mia vita, a pensare ad una cosa alla volta, ad ascoltarmi e poi ascoltare chi mi era vicino.

Ho cominciato dall’ABC del Metodo, dalle mie emozioni, ad ascoltarmi e non giudicare, continuando con le meditazioni.
Procedevo con alti e bassi ma mi accorgevo che parole come: leggerezza, osservazione, riprogrammazione, flessibilità, valore, gratitudine, perdono, sorridere… diventavano familiari nei miei pensieri e nei miei discorsi.

La cosa che più mi sorprendeva erano le mie reazioni nei momenti di sconforto: nelle cadute sperimentavo una sensazione nuova che mi accompagnava in ogni giornata. Sentivo di essere sulla strada giusta e di aver avviato quel principio di cambiamento nelle mie convinzioni più profonde che mi avrebbe permesso di raggiungere dei piccoli traguardi.

All’improvviso mi sono accorta di aver raggiunto alcuni traguardi tutti insieme: i mal di testa mattutini sono scomparsi , ogni tanto mi osservavo a ridere con libertà e quella sensazione di inadeguatezza e l’incapacità di esprimere a parole quello che sentivo mi hanno fatto capire che ero ritornata a parlarmi e ad amarmi.

Il segreto del Metodo INCIMA è la naturalità dei processi di pensiero, di parola, di azione.

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Non ci sono forzature; il segreto è che il Metodo fornisce il “come” raggiungere il cambiamento modificando la parte del nostro cervello inconscia, creando nuove convinzioni che hanno l’effetto di produrre l’automatismo alla calma (incredibile!) al sorriso (sorprendente!) alla gratitudine.

Ho cominciato a provare gratitudine senza un apparente motivo reale. E così sono approdata al secondo weekend di Libera la tua Forza Interiore (il primo step del Metodo).

Dopo tre giorni di full immersion in un ambiente familiare con visi ormai noti, mi sono accorta che stavo raggiungendo nuovi risultati e che il Metodo combaciava perfettamente con me. Prematuro da dire, ma ero al giro di boa!

Nei giorni successivi ho trovato altri muri contro cui mi sono scontrata ma questa volta ho scoperto nuovi compagni: ad aiutarmi questa volta era intervenuta la forza del confronto con gli altri (compagni di corso) con i quali sono in cammino.

Tra i miei nuovi amici ho trovato il sostegno di chi mi incoraggia, una mano tesa di chi è lungo il sentiero con me, una risposta quando ho innalzato la mia richiesta di aiuto, e due life coach sempre presenti.

E poi piano piano è stato più facile ripartire alla ricerca dell’obiettivo di vivere sicura di me stessa, di imparare a prendere decisioni da sola perché solo quel salto nel buio mi avrebbe colmato di pace, forza, responsabilità, e benessere emotivo.

Solo qualche mese fa, avevo la sensazione che qualcosa mi mancasse, di incompletezza… una ricerca non troppo approfondita mi metteva sempre sulle tracce di qualcosa che non trovavo, ma che mi faceva vivere eternamente insoddisfatta.

Durante un corso sulla genitorialità al momento di dare una definizione di me stessa mi ero data il nome: il cercatore.

Solo ora ho capito che in questo cambiamento quello che sto cercando non è un’altra persona, non è una nuova relazione.Il cercatore sta solo cercando sé stesso” .

So che questa storia diventerà un articolo di un blog e un po’ mi sento “svelata”.

Ma visto che hai letto fin qui ti dico che non ho paura di svelarmi, non ho paura di essere me stessa né di essere giudicata.

Oggi mi sento libera.

Ed è quello che auguro anche a te, se è quello di cui senti il bisogno.

Gabriella Girardi

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