Ho deciso che non volevo più sopravvivere, ma vivere.

Ho deciso che non volevo più sopravvivere, ma vivere.

La ragione precisa per cui ho deciso di avvicinarmi al Metodo Incima, onestamente, non la conosco.

Ma speravo che fosse il momento buono per cimentarmi in qualcosa che mi consentisse un nuovo approccio alla vita.

Speravo proprio che la mia vita si trasformasse e non fosse più quella di prima, guidata da sensazioni e sentimenti “no”!

Volevo iniziare a vivere e non solo a sopravvivere.

Generalmente parlando, volevo riaprirmi alle relazioni, aprirmi all’idea di lavorare diversamente, di guadagnare di più e, se fosse stato necessario, anche cambiare lavoro.

Ma sapevo che prima di tutto era dentro di me che doveva cambiare qualcosa, un nuovo modo di essere che poi mi avrebbe permesso di ottenere tutto il resto in modo naturale.

Non sapevo dire esattamente cosa, ma sapevo che qualcosa doveva cambiare.

Dopo la prima consulenza non aveva ancora ben tutto chiaro nella mia mente, ma già il fatto di essermi lasciata andare per me significava tanto.

Pensavo al mio amico Vittorio e al suo entusiasmo nell’aver fatto il percorso del

Metodo INCIMA, così ho pensato: “ma sì, ci provo anche io”.

Mentre andavo in Masseria per il primo weekend di corso, pensavo: “ma che c***o vado a fare, mi devo essere proprio scimunita!!!

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Vabbè, oramai ci sono… Male che vada me ne torno indietro!”.

Appena arrivata lì ho evitato di pensare troppo, i pregiudizi avrebbero avuto la meglio, e mi sono seduta al mio posto.

Certo ero più che scettica, ma anche curiosa.

Poi è apparsa Agnese, una compagna di corso.

Con lei nessuna riserva fin da subito, si è creato subito un rapporto di fiducia. Poi è apparsa Cristina e tutto è stato fluido.

O meglio la curiosità di vedere dove si andava a parare ha preso il sopravvento sullo scetticismo.

Devo dire che durante tutto il corso non ho avvertito mai stanchezza, mai noia.

Anzi spesso provavo meraviglia per il mio approccio positivo nei confronti del nuovo che mi veniva proposto e prospettato.

Pensavo di arrivare stanca alla fine di quelle giornate di corso e invece stavo benissimo.

La prima cosa che ho pensato è stata l’importanza di avere un confronto post corso con i nostri coach.

Sarebbe sterile fare solo delle lezioni e degli esercizi e sapere di non avere un interlocutore.

La figura del coach è sostanziale, ma anche quella del facilitatore è molto utile.

Un facilitatore è una persona che ha fatto il tuo stesso percorso e ha ottenuto i suoi risultati, quindi è una prova concreta dell’efficacia del Metodo!

Io vedo il coaching telefonico un modo per dare un vestito specifico alle emozioni che tu provi, nel senso che qualcuno sicuramente più competente di te è in grado di leggere quello che accade, quello che tu dici e in qualche modo ti riporta sui binari giusti, perché la tua mente tenta di tirarti fuori e non sempre hai l’energia per rientrare.

Quindi l’appuntamento settimanale con il coach serve proprio a riprenderti per i capelli e a riportarti su quei binari, come a dire “Non ti scordare che stai facendo questo percorso e non ti scordare che ci devi mettere il tuo”.

Guardare Dario e Cristina nell’esperienza della crescita comune mi richiama all’idea del rispetto di spazi, pensieri e competenze.

Cristina è un’esplosione di energia.

Donato, uno dei coach, è una persona di infinito cuore. E Dario è stato il coach perfetto per me.

Il training mentale Mind Re-start è un altro strumento molto potente.

Man mano che lo fai percepisci delle emozioni diverse, ogni volta mi sembra di percepire una parola nuova.

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Parole che poi spesso ti vengono in mente anche durante la giornata e ti aiutano. È una cosa che mi piace molto fare.

Il lavoro in gruppo fatto nei due weekend in Masseria, il fatto di potermi confrontare con gli altri, cosa che prima non mi piaceva, ha avuto il suo potere.

Riconosco l’energia del gruppo e riconosco anche che prima tendevo a giudicare spesso e questo mi portava a non relazionarmi con persone diverse da me per mestiere, cultura, territorio, per qualunque cosa.

Invece poi ti rendi conto che, quando si mostrano le proprie debolezze a tutti i livelli, questo giudizio è veramente una grande limite.

Dopo questo percorso è cambiato il mio approccio alle cose, alle persone e al mio stesso stato d’animo.

Ora ho proprio una percezione diversa.

Situazioni che prima per me erano disastrose, nel senso che avevano un impatto emotivo molto forte, che mi facevano innervosire potentemente, ora hanno un impatto più morbido, non mi toccano come prima.

Sia a livello lavorativo che a livello relazionale, ci sono situazioni che oggi non mi creano più disagio, le vivo in modo diverso, quindi non mi creano più dolore.

Anche se qualcosa dovesse andare storto, ora sono in grado di gestire le mie emozioni, diversamente da prima che mi deprimevo o vivevo con l’angoscia, con l’ansia, col nodo alla gola, svegliandomi la notte e dicendomi “Madonna, non ce la faccio”.

Ora mi osservo, valuto, cerco di dare il giusto peso alle cose, cerco di non farmi tirare dalle solite reazioni che erano peculiari al mio carattere.

E cerco di essere fedele all’applicazione del Metodo.

Il Metodo INCIMA è stato in grado di entrare nella mia mente e nel mio cuore.

Carla Ferrari

Ho vissuto per anni in una “fiction”.

Ho vissuto per anni in una “fiction”.

Mi trovavo davanti a un bivio.

Non sapevo che scelta fare e non volevo sbagliare.

Un passo falso avrebbe potuto compromettere l’equilibrio dei miei figli.

Avevo bisogno di un supporto per fare innanzitutto chiarezza in me stessa, di qualcuno che mi aiutasse a vedermi da fuori e a supportarmi in questa difficile scelta.

Rimuginavo all’infinito su questi pensieri, provavo una sorta di frustrazione perché sapevo di dover riprendere in mano la mia vita ma non lo facevo.

Non riuscivo ad essere quello che volevo essere.

Mi vedevo come nelle sabbie mobili, era un continuo affannarmi alla ricerca di qualcosa che non arrivava mai.

Non riuscivo a scegliere il meglio per me perché avevo sempre vissuto in funzione delle necessità altrui, mettendo da parte i miei bisogni.

Il benessere degli altri veniva sempre prima del mio.

E questo non era giusto.

Perciò la prima decisione intanto l’ho presa: farmi aiutare.

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Mi sono avvicinata al Metodo INCIMA dopo aver conosciuto 11eLode, il centro pedagogico di Cristina Bari.

Il primo motivo che mi ha spinto a cercare aiuto era la complicata situazione sentimentale con mio marito.

Avevo già fatto psicoterapia di coppia, ma non aveva prodotto i risultati sperati.

Ho scelto di tentare un approccio diverso, mi sono iscritta al percorso Libera la tua Forza Interiore.

L’ho fatto soprattutto per i miei figli, il mio vivere male si riversava su di loro.

Vederli crescere in modo sano, felice ed equilibrato per me era la cosa più importante.

Riguardo a me, volevo acquisire profondamente l’abitudine di affrontare gli imprevisti con calma e in modo lucido, eliminare quelle modalità di comportamento che mi facevano stare male e non permettere a determinate situazioni di allontanarmi dal mio benessere.

Desideravo diventare una persona più autonoma, colmando quelle lacune nella vita quotidiana che mi portavano a chiedere sempre aiuto all’esterno.

Essere più incisiva e autorevole con i miei figli e definire la relazione con mio marito.

Il mio timore era quello di non riuscire a essere costante, ma il desiderio di cambiare era forte e sentivo di averne bisogno.

L’alternativa sarebbe stata quella di rimanere per sempre in quella gabbia, che oltretutto mi ero creata da sola!

Ma io non volevo rassegnarmi a vivere una vita che non mi apparteneva, a vivere di finzione, con quel costante senso di impossibilità.

Già la sola idea di cominciare questo percorso mi dava serenità.

Vedevo finalmente l’opportunità di avere un po’ di tempo per me, stare un po’ tranquilla per riflettere, lontana dal marasma quotidiano.

Ho fatto dapprima i conti con i miei limiti e questo mi ha permesso poi di iniziare a vedermi con altri occhi, da altre angolazioni.

C’è stata una forte crescita, che mi ha portato non solo a vedere e superare i miei limiti, ma anche a sapere esattamente quello che voglio e quello che non voglio.

Prima mi focalizzavo sull’obiettivo sbagliato…

Ora so qual è il mio obiettivo primario e riesco a perseverare, senza lasciarmi distrarre dalle necessità altrui, imparando anche a dosare la pazienza, che prima credevo falsamente di avere… salvo poi scoppiare all’improvviso, nel modo e nel contesto sbagliato magari.

Ho imparato ad ascoltarmi, ad assecondare le MIE necessità.

Tutto questo mi ha permesso di avere maggior rispetto per me stessa.

Mi sento più libera e fiera di me perché finalmente le mie azioni seguono i miei pensieri, quello che faccio è coerente con quello che voglio.

Questo significa affermare la mia volontà, AFFERMARE ME STESSA.

Gli esercizi di training mentale Mind Re-Start aiutano ad acquietare le mie emozioni, come se facessero un reset, creano un campo neutro, per poter “fare un pieno” di calma.

É come prendere una boccata d’ossigeno.

Me ne rendo conto soprattutto a lavoro, dove prima subivo molto stress psicologico.

Il lavoro individuale di coaching ha messo a fuoco le mie problematiche e mi ha dato l’opportunità di vedere la mia situazione da altri punti di vista, di conoscermi meglio.

Il coach ti fornisce un costante supporto, che arriva sempre al momento giusto, con le parole giuste.

Anche la condivisione in aula con il resto dei partecipanti mi ha dato il sostegno e l’energia necessaria nei momenti in cui il passato mi riacchiappava per riportarmi indietro.

Il gruppo su Facebook è altrettanto importante, ti stimola e ti mantiene in contatto con gli altri.

Sento di aver raggiunto un certo equilibrio emotivo, che prima era solo di superficie, perché i problemi me li negavo.

Era solo finzione.

Adesso mi stimo e mi amo di più, questo è il cambiamento di fondo che sento.

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Ho imparato a stabilire i miei confini e cerco sempre di dare il giusto peso alle cose che accadono.

Finalmente riesco a crearmi uno spazio per fare cose che mi piacciono.

Questi per me sono miracoli.

Ricevo riscontri sul mio cambiamento anche dalle persone che mi circondano, dicono di vedermi più ferma, più convinta, più presente, più equilibrata e questo non fa che aumentare la mia autostima.

Devo ringraziare me stessa e il Metodo INCIMA per tutto questo.

É un metodo che va in profondità, non si limita a darti indicazioni generiche, superficiali, ma ti insegna a sbloccare delle dinamiche di cui non conosci nemmeno l’esistenza, ma che si perpetuano e investono ogni aspetto della tua vita.

Una volta capito il meccanismo, se continui a lavorarci, puoi veramente cambiare a livello profondo.

Non è un volersi convincere, mi sento davvero più serena e soddisfatta di me.

Dario e Cristina sono molto preparati, riescono a trasferirti questi concetti nel migliore dei modi, in modo semplice e concretamente applicabile nella quotidianità.

É un metodo che ti cambia, la sua validità la vedo sulla mia pelle.

Daniela Briganti

Mi sono aperta a una nuova percezione della realtà.

Mi sono aperta a una nuova percezione della realtà.

Mi sono avvicinata al Metodo INCIMA con la speranza di trovare la soluzione a quelli che erano i miei enigmi esistenziali.

Volevo liberarmi da quei meccanismi che mi opprimevano, che mi tenevano legata e non mi facevano andare avanti.

Negli ultimi anni una serie di problemi e tensioni avevano preso il sopravvento su di me e avevo perso le energie, le forze, la fiducia.

Mi sentivo stanca e demotivata, ferma.

Non riuscivo più a visualizzare i miei progetti, a rimettermi in gioco.

La paura di non riuscire ad arrivare dove volevo mi aveva immobilizzata.

Se vedevo che l’obiettivo era troppo lontano, mi arenavo.

Ero abituata a correre, volevo ottenere velocemente i risultati, non avevo pazienza, ma poi ho capito che in realtà era un’estesa paura di non farcela.

Le responsabilità che avevo, sia a casa che a lavoro, avevano iniziato a pesarmi come un macigno.

Lavoravo 14 ore al giorno, probabilmente proprio per scappare dalla mia situazione familiare, che volevo evitare di affrontare.

Ero molto arrabbiata ed ero concentrata sulle cose negative.

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Andavo da picchi di estrema felicità e sicurezza a picchi di estrema tristezza e cedimento, con la stessa intensità.

Il mio era un equilibrio apparente, con le persone dovevo sembrare in un certo modo, soprattutto a lavoro.

Mi costringevo a essere calma, ma dentro ero tormentata.

Invece io volevo arrivare al punto in cui quello che mostravo fuori fosse il riflesso di quello che avevo dentro, che i miei comportamenti non fossero forzati, ma che partissero proprio dall’interno, in modo naturale.

Volevo essere una persona equilibrata, non avere più quegli alti e bassi così forti che mi distruggevano.

Cercavo un percorso che andasse a lavorare su tutti questi limiti interni.

Avevo costantemente bisogno dell’approvazione degli altri, altrimenti stavo molto male.

Perdevo le staffe quando venivo attaccata o mi sentivo giudicata, quando venivano disattese le mie aspettative, venivano infranti i miei schemi.

Questo mi destabilizzava.

Avevo paura di perdere il controllo, non riuscire ad avere certezze mi mandava in panico.

Spesso agivo in modo troppo impetuoso e rabbioso, vanificando tutto quello che facevo, passando sempre dalla ragione al torto.

Quando avevo quegli atteggiamenti diventavo pure masochista, mi punivo da sola, ero molto autocritica, mi giudicavo molto.

Non accettavo che gli altri fossero diversi da me e che la pensassero in modo diverso dal mio, imponevo la mia volontà, che vedevo come sacrosanta.

Facendo un lavoro in cui sono a contatto con il pubblico, i miei comportamenti erano penalizzanti.

Con quel mio atteggiamento non poteva esserci dialogo, ma scontro.

E poi ci stavo male, mi disperavo.

Ma se ci stavo male vuol dire che quel comportamento non mi apparteneva.

Ho iniziato ad avvertire la voglia di cambiare, sentivo però il bisogno di una spinta.

Innanzitutto ho colto l’occasione di partecipare a un incontro di Cristina sulle relazioni.

E’ stato illuminante, ho sentito qualcosa che mi risuonava dentro, era come se stesse parlando di me.

Spesso prima di intraprendere un percorso di cambiamento passa molto tempo.

Io poi, ipercontrollante com’ero, non iniziavo niente se non ero sicura di farlo, ero una persona molto rigida, fiscale, tutto doveva andare come dicevo io.

Quindi nel momento in cui decidevo di fare qualcosa, significava che avevo già fatto tutte le mie valutazioni.

Non ero una che si buttava senza paracadute.

Conoscevo Giancarlo, un amico che mi testimoniava personalmente i benefici del Metodo INCIMA.

Ho deciso di affidarmi, di andare oltre quei pochi dubbi che ancora avevo e al di là di quella vocina che mi diceva: “Hai 43 anni, dove devi andare? Ormai quel che è fatto è fatto!”

Ha vinto la voglia di essere migliore, di vivere la parte migliore di me.

Ho deciso di dare priorità a me stessa, di amarmi, perchè non lo facevo abbastanza.

Abbandonare paure e dubbi ancoranti, che erano diventati dei limiti molto forti.

E trovare una maggiore fiducia in me stessa, nelle mie potenzialità, avviare dei progetti che erano ancora in essere.

In pieno lockdown ho partecipato al Protocollo INCIMA21, in uno dei periodi più difficili dell’umanità, dove tutto era un’incognita, ogni giorno era pieno di paure, dubbi, perplessità, preoccupazioni su un futuro incerto.

Eppure io, seguendo le lezioni di questo corso e facendo le meditazioni del Metodo, mi sentivo carica.

I miei pensieri prendevano una situazione opposta a quella che era la situazione che si stava vivendo.

Avevo voglia di fare, una grande energia, mi sentivo in grado di affrontare qualsiasi cosa.

Quello è stato il primo step, che mi ha portato poi a fare quello successivo, un lavoro più profondo e personalizzato.

Mi sono iscritta a Libera La Tua Forza Interiore.

E’ un percorso straordinario.

Posso dire di aver trovato quell’equilibrio interiore che cercavo, senza tutte quelle altalene emotive che mi destabilizzavano.

Non mi lascio prendere più dalle emozioni come prima, riesco a controllare quell’irascibilità che prima mi sovrastava.

Ho una maggiore calma e serenità e questo mi porta ad affrontare le cose con più lucidità, faccio molto di più, rendo di più a lavoro.

Ho migliorato le mie capacità relazionali, mi sento più accogliente, più tollerante, ascolto di più gli altri.

Cambio il modo di approcciarmi e vedo modificarsi davanti a me l’atteggiamento della persona che ho di fronte.

Ho imparato ad accettare tante cose, tra cui la malattia di mia madre, a prendere decisioni importanti, che procrastinavo da anni.

Oggi mi sento sicura di riuscire ad avere quello che voglio.

Perché i cambiamenti li ho visti.

E’ un modo diverso di realizzare i propri desideri.

Prima ci arrivavo anche ai risultati, ma sempre con grandi difficoltà, con un’estrema fatica, era raro che riuscissi ad affrontare qualcosa serenamente, mi sentivo sempre dubbiosa, timorosa.

Una delle prima cose che ho apprezzato del Metodo INCIMA è l’immediato passaggio dalla teoria alla pratica.

Se lo applichi, ti rendi subito conto di come le cose cambiano e, ottenendo ogni giorno anche piccoli risultati, tangibili, hai una potente iniezione di fiducia.

Ci credo sempre di più.

E poi non sono mai rimasta sola.

E’ stata fondamentale infatti la figura guida dei coach, perché a un certo punto del percorso capita di perdere la rotta.

E lì hai bisogno di qualcuno che ti indirizzi e che ti dia fiducia in un momento di sgomento.

Anche se capita di ricadere nelle vecchie abitudini, cosa che soprattutto all’inizio è normale, si accende sempre quella luce, che è data dalla loro presenza.

Mi sono sentita presa per mano, ma non tirata, loro camminano a fianco a te.

Non è mai mancato il sostegno.

Grazie anche all’esperienza in gruppo, dove ti metti nei panni dell’altro e capisci che non sei un alieno, che non sei sbagliato, che non sei la sola persona che ha paura di non riuscire.

Non si viene giudicati, ma si è uniti.

Ci sono tante persone intorno a me, mi sento parte di una famiglia, so che se dovessi avere un momento di difficoltà posso contare su di loro.

Sono una sorta di salvagente.

Ho apprezzato moltissimo anche il modus operandi, l’approccio di Dario e Cristina è semplice, umano, senza troppi costrutti, teorie arzigogolate.

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Raccontano anche di loro stessi, si mettono a nudo e questo crea un legame molto forte, non ti senti diversa.

Io ho sentito un naturale legame profondo con questa “famiglia”.

E’ un metodo vincente perchè non è solo teoria ma è anche pratica, c’è una costante presenza, continue “coccole”.

E poi le emozioni provate nei weekend in aula non le ho mai provate nella mia vita.

Sono esperienze che ti cambiano veramente.

Consiglio vivamente questo percorso perché si entra in una nuova percezione della realtà in cui tutto è possibile, è illuminante e apre la mente a una nuova consapevolezza di sé e di ciò che ci circonda.

Noi possiamo tutto, possiamo creare la realtà che desideriamo.

Questo ci dà un’energia potentissima, è una rinascita, che meritiamo.

Ero convinta di non farcela.

Ora punto alla mia vita da favola.

Teresa Varvaglione

 

Ero dominato dalla rabbia e dall’inquietudine…

Ero dominato dalla rabbia e dall’inquietudine…

Stavo attraversando un periodo caratterizzato dall’indecisione.

La mia priorità assoluta era il lavoro, avevo un progetto da portare avanti.

Però ero molto perplesso perché avevo paura di non poter perseguire l’altro progetto che avevo, che era quello di stare con la famiglia.

Quindi mi sembrava che un obiettivo cozzasse con l’altro.

Dovevo capire “cosa fare da grande”.

Intanto cercavo un’azienda che potesse collaborare al mio progetto, capace di sostenere i miei ritmi e le mie idee.

Ma non ero riuscito a trovarla.

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Pensavo che forse avrei dovuto ridurre la portata del mio obiettivo, che effettivamente era molto ambizioso.

Ma non la volevo ridurre.

Quindi continuavo a cercare.

Volevo raggiungere fortemente quell’obiettivo.

Prima però dovevo imparare a gestire tutte quelle situazioni che mi mettevano in difficoltà.

Il mio problema principale era che io con i clienti ero un santo, davo troppo, mi potevano chiedere di tutto, anche cose che non spettavano a me.

Quindi magari per aiutare loro, andavo a mettere in difficoltà me.

E questo continuo sopportare, ingoiare, fare tutto per il cliente, mi portava poi a scoppiare e avere reazioni spropositate con chi magari non c’entrava nulla.

Avevo scatti d’ira eccessiva.

Il fatto di accumulare tante situazioni mi faceva avere quelle reazioni.

In quei momenti era come se perdessi di lucidità, mi sentivo stanco, affaticato, proprio anche a livello fisico.

Dunque volevo imparare a gestire quell’eccessivo carico che mi portava ad essere irrequieto e nervoso e imparare a dire anche di no.

Anche per evitare di tornare a casa ed essere nervoso con i miei familiari perché magari avevo avuto una giornata frustrante.

Non avevo grandi paure, più che altro ero preso spesso dall’ansia, dal pensare di non farcela a fare qualcosa o a non riuscire a fare tutte le cose che avevo in programma per la giornata.

Dopo magari mi accorgevo di essere riuscito a fare tutto e mi dicevo: “ma chi me l’ha fatta fare a prendermi tutto questo veleno?”

Però me ne accorgevo solo dopo.

E la volta successiva ci ricascavo.

La rabbia e l’intolleranza per tutto quello che mi stava intorno aumentavano.

A un certo punto ho deciso che qualcosa doveva cambiare, perché quelle mie reazioni iniziavano ad essere pericolose per me e per chi mi stava intorno.

La paura di fare qualcosa di irrimediabile mi ha spinto a prendere provvedimenti.

E’ così che sono approdato al Metodo INCIMA, grazie anche alla spinta di mia moglie, che mi ha aiutato ad andare oltre il mio scetticismo.

Se non vedo, non credo” era il mio motto.

Avevo sentito la testimonianza di persone che lo avevano già fatto, conoscevo Giuseppe Gaudioso.

E dopo un po’ di resistenze iniziali, sono partito.

Dopo il secondo weekend in Masseria, mi si è accesa la lampadina.

Sapevo cosa fare.

A livello lavorativo ho trovato delle soluzioni che mi permettono di stare più tempo con la mia famiglia.

Per esempio ho tagliato con quei clienti “problematici”, che mi facevano perdere solo tempo.

E ho trovato il modo per avere comunque lo stesso fatturato, pur avendo ridotto la clientela.

Ora il desiderio è quello di avere un’attività mia.

Ho già stilato un progettino.

E mi sono già messo in moto per realizzarlo.

E questa volta con l’intenzione di godermelo.

Prima mi capitava spesso di raggiungere gli obiettivi e realizzare qualche piccolo sogno e sentirmi contento.

Ma durava un attimo quella soddisfazione, poi subito passavo a un altro obiettivo.

La cosa che per me è più importante è il fatto di aver trovato un equilibrio nel mio atteggiamento emotivo.

Prima ero consapevole dei grandi cambiamenti che stavo portando avanti, ma emotivamente non li riuscivo a gestire.

Magari accadevano eventi negativi e io cadevo giù.

Oggi non mi sta accadendo.

Gli strumenti del Metodo INCIMA mi hanno aiutato molto.

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Primo fra tutti il training con il Mind Re-Start.

Mi ha portato a ritrovare quella calma e quella tranquillità che non avevo più.

Mi sono accorto del mio cambiamento anche da piccole cose quotidiane.

Si sono verificati episodi in cui prima mi sarei incazzato, invece sono stato comprensivo e non ho chiuso le porte.

Oppure ricordo un lunedì mattina in cui ho aperto gli occhi e mi sono detto: “Che palle! Un’altra giornata pesante!”

E subito dopo me ne sono reso conto e mi sono detto: “No, ma cosa sto pensando? Io non sono più così”.

Era un pensiero che infatti non avevo più da quando c’è stato il primo weekend del corso.

Allora la prima cosa che ho fatto è stata mettermi le cuffiette e mi sono calmato, sono andati via i pensieri negativi.

E così mi sono alzato e ho affrontato quella giornata, riuscendo a fare tutto, senza la frenesia, senza arrabbiarmi, sono andato avanti con la tranquillità, quella che mi ha dato questo percorso.

Su Dario e Cristina mi sento di dare un feedback altissimo.

Se il punteggio massimo è 10, io direi 11.

Quando mi iscrissi a Libera La Tua Forza Interiore, non immaginavo tutto questo.

Sergio Bozzi

 

 

Sono felice di essere uscita dalla zona di comfort.

Sono felice di essere uscita dalla zona di comfort.

Se dovessi descrivere la situazione che stavo vivendo, lo farei con un’immagine: io immersa in un deserto di nulla a cercare chissà cosa.

Era un continuo stare lì ad arrovellarmi il cervello e la vita mi passava davanti.

Mi focalizzavo continuamente su quello che mi mancava, tendevo ad essere negativa.

Non mi fidavo della mia parte ottimista.

Avevo una continua sensazione di disagio.

Appena decidevo di fare qualcosa per uscire da quello stallo, c’era una voce che mi diceva: “ma dove vai? Perché dovresti cambiare, stai bene qui dove stai”.

Quella voce mi teneva in quel deserto, nella mia mediocrità.

Volevo riuscire a fare un passo fuori da quel pantano, andare oltre tutti quei blocchi che avevo.

A partire da tutte quelle fobie che mi impedivano di fare un sacco di cose, come per esempio viaggiare.

Mi sentivo pesante, mi sentivo grigia.

Sapevo che potenzialmente potevo fare tanto, ma non mi sentivo libera di muovermi come volevo.

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Era come se sentissi minacciata la mia libertà di azione, la mia libertà in generale.

Sentivo una forte energia che però veniva sprecata in tristezza e paure di ogni genere.

Volevo invece canalizzarla a mio favore.

Sentivo di vivere la mia vita al 50%.

Sapevo di poter ottenere qualcosa in più, che c’era una parte di me che voleva uscire, la sentivo, ma non sapevo come fare.

Mi sentivo pigra, svogliata, demotivata.

Avevo bisogno di essere più energica, più costante, più viva!

Era come se non avessi proprio energia e non sapevo nemmeno dove andare a prenderla.

E nel voler vivere la vita in modo pieno, c’era però la paura di prendermi delle responsabilità.

E di conseguenza avevo paura del successo, perché significava prendermi la responsabilità della mia vita.

Ne temevo le conseguenze, pensavo che sarei stata poi abbandonata.

Era come se, emergendo, non sarei stata più nella folla insieme agli altri, ma sarei rimasta sola.

Penso che questo fosse molto collegato a un’altra grande paura, che era quella del giudizio.

Un pensiero che mi veniva spesso era quello di non avere molta importanza per gli altri e di essere un po’ inutile, diciamo così.

Credevo sempre di dare fastidio, anche solo nel chiedere di andare a bere un caffè ad un amico.

Mi fissavo troppo anche nei ruoli, ad esempio nel ruolo di madre.

E forse anche in quello di figlia.

Anche nella relazione con mia madre le cose non andavano molto bene, dipendevo ancora troppo dal suo stato d’animo, quindi volevo capire come fare per tagliare quel cordone invisibile che faceva male sia a me che a lei.

E poi il classico timore che i miei figli potessero stare male, la paura di una malattia.

Ma io non volevo trasmettere tutti questi tormenti anche a loro.

Volevo che fossero felici.

Volevo una vita piena e appagante.

Non avevo degli obiettivi chiari, il mio sogno era quello di riuscire a definire un sogno, di riuscire a vederlo.

Se fossi riuscita a capire cosa mi piaceva davvero, ero disposta anche a cambiare lavoro.

Mi chiedevo: “com’è possibile che non ci sia niente che mi faccia stare bene, un hobby per esempio?”

Ma anche una cosa che mi piaceva fare, quasi mai la portavo a termine.

Avevo bisogno di trovare il mio posto, capire dove volessi stare, ritrovarmi.

E se quel Metodo INCIMA poteva essere anche solo una piccola mappa, sarebbe stato già tanto.

Avevo intravisto qualcosa su Facebook, perché volevo iscrivere mio figlio a 11eLode, la scuola di Cristina.

E poi una serie di “coincidenze” mi hanno portata a dire: “ma perché non provare?”

Io sono sempre stata molto razionale, molto diffidente.

E fino alla fine non ero completamente convinta di voler partecipare, però mi sono fatta guidare da qualcosa che andava oltre la mia parte logica.

Mi chiedevo: “ma quanto tempo ci vorrà? C’è comunque un tempo lungo per crescere…”

Una parte di me voleva provare, l’altra parte diceva: “ma dove stai andando?”

Alla fine ha vinto la prima e mi sono lanciata.

C’era un po’ di paura perché era un’esperienza che non avevo mai vissuto, con persone completamente estranee.

Era un po’ un lanciarsi nel vuoto.

Speravo di trovare degli strumenti che potessero darmi qualcosa in più rispetto a quello che avevo già trovato nel mio percorso personale, che avevo già iniziato per conto mio.

Ma, in una maniera molto franca e umile, mi sono aperta all’idea di farmi aiutare da chi ne sapesse più di me, che avesse raggiunto livelli più alti e avesse un sistema valido e già testato.

Io ero molto confusionaria, tendevo a fare il minestrone.

Quindi innanzitutto gli strumenti del Metodo hanno fanno ordine nella mia testa e nel mio bagaglio di informazioni.

Ti danno una traiettoria, ti permettono di rimanere in carreggiata e questa è una cosa fondamentale.

Perché io fino ad allora avevo cercato continuamente una soluzione, ma poi mi puntualmente mi perdevo.

Invece il Metodo ti dà quella sicurezza in più perché sai che quella è la direzione.

E poi la calma.

Ci sono degli strumenti, come il training mentale Mind Re-start, che ti aiutano ad allenarla e farla diventare una tua caratteristica.

E’ la calma la cosa da cui partire.

Inoltre gli strumenti ti permettono di ripartire ogni volta che ne hai bisogno e dal punto in cui vuoi, nel caso dovessi andare un attimo fuori strada

Così come anche le sessioni personalizzate di coaching.

Prima mi sentivo l’unica, la sola, a vivere certe emozioni ed esperienze.

Adesso invece so di stare all’interno di un gruppo dove questi concetti sono accettati dagli altri e vissuti anche da loro.

E’ bello e molto significativo poter far parte di un gruppo in cui non ti senti un pesce fuor d’acqua.

Dove non sono solo io a pensare certe cose, a voler crescere, a volermi mettere in discussione.

Col fatto di conoscere Dario, Cristina e tutto il loro team, i compagni di viaggio, tutti, quell’esigenza che sentivo ha acquistato realtà.

C’era davvero la possibilità di sentirsi meglio, ho per la prima volta creduto che fosse possibile anche per me.

Uno dei risultati maggiori è stato quello di fare piena esperienza di attimi di pura presenza.

Prima non mi rilassavo mai, correvo sempre dietro a qualcosa che credevo potesse farmi stare bene.

Facevo dipendere il mio benessere da fattori esterni, come ad esempio avere sempre la casa pulita e ordinata.

E mi dicevo che solo quando in casa fosse stato tutto perfetto allora avrei potuto rilassarmi.

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Relax che non arrivava mai, perché c’era sempre qualcosa fuori posto per me!

Ora invece non lego più il mio stato interiore alle condizioni esterne.

Finalmente ho degli obiettivi ben chiari.

Voglio dare il meglio ai miei bambini e iniziare a fare delle cose anche solo per me, per il puro piacere di divertirmi.

E poi sto acquistando un terreno, per poter costruire la casa dei miei sogni.

Già mi immagino lì, mentre i bambini giocano nel giardino…

L’essere più determinata rispetto a prima, credo che mi porterà a raggiungere tutti gli obiettivi che mi prefiggerò, a partire da quelli quotidiani.

Il Metodo INCIMA ti fa fare la svolta.

Per fortuna non ho dato retta a quella vocina che mi diceva: “continua a fare la vita che hai sempre fatto!”.

Martina Tarantino

Il cambiamento è possibile a qualsiasi età.

Il cambiamento è possibile a qualsiasi età.

All’età di 63 anni stavo ancora pensando cosa fare da grande.

Mi sono ritrovata all’improvviso a casa, dopo 40 anni di lavoro, in seguito a un prepensionamento forzato.

Non ero abituata a non lavorare e la vita da casalinga non mi piaceva per niente.

Ma soprattutto avevo il terrore di non riuscire ad avere una tranquillità economica per affrontare la vecchiaia serenamente.

Questa cosa mi destabilizzava completamente.

Dopo un po’ ho avuto la proposta di un nuovo lavoro, ma avevo tantissimi dubbi.

Mi riempivo di domande.

E mi continuavo a chiedere perché fossi sempre più incostante.

Non mi piaceva quell’azienda o credevo di non essere capace a fare quel lavoro?

Ero sempre più confusa.

Continuavo comunque a cercare altro.

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Ero alla ricerca di un’idea, di qualcosa…

Stavo pensando anche alla possibilità di aprire una mia attività, ma i rischi erano grossi.

Nella testa mi giravano troppi pensieri negativi.

E aumentava sempre più la preoccupazione del domani.

La speranza era quella di ritrovare quella serenità finanziaria che non c’era più, affrontare la pensione con una tranquillità economica.

Volevo vendere una casa per trasferirmi sul mare con mio marito.

Quello era il mio sogno.

Ma non ci riuscivo.

Nonostante avessi più tempo visto che non lavoravo, lo sprecavo senza concretizzare molto e questo mi dava fastidio.

E non riuscivo nemmeno a godermelo quel tempo libero.

Dovevo imparare ad essere più organizzata.

Continuavo a pensare a cosa potessi fare e la confusione aumentava.

Ero sempre più indecisa.

Oltre a una sicurezza economica, mi mancava anche quella sicurezza personale che mi avrebbe portato a fare una scelta saggia.

Mi ero molto chiusa e avevo problemi a entrare in relazione con degli estranei.

E questo alimentava l’ansia.

Volevo avere un po’ più la “faccia tosta”, per riuscire ad esprimere quello che pensavo.

E sistemare anche delle cose a livello familiare, relative a situazioni di scontro con alcuni componenti della famiglia in particolare.

Altra cosa che mi procurava molto malessere.

Il tutto era aggravato anche da alcuni problemi di salute, non gravissimi, che però mi causavano molto disagio, a volte mi costringevano a stare a letto tutto il giorno.

I medici non sapevano dirmi quali fossero le cause, ipotizzavano che fosse lo stress.

Infatti quando ero più tesa la situazione peggiorava e io iniziavo ad andare un po’ in paranoia. Tutta questa serie di motivi mi hanno portato a riavvicinarmi al Metodo INCIMA dopo tantissimo tempo.

Io questo percorso lo avevo già fatto circa 10 anni prima.

E dopo tutti questi anni di lontananza, mi mancava.

In realtà ho sempre continuato a seguire Dario e Cristina sul loro sito, sulla pagina Facebook, sui canali Youtube.

A loro sono rimasta molto legata, anche perché ho avuto delle grandi soddisfazioni, dei ritorni importanti da quel percorso.

E ho visto che molte cose erano cambiate nel corso del tempo, quindi ero molto curiosa di sperimentare tutte queste novità.

Ed ero molto felice di rifarlo, è stata una scelta molto consapevole.

Erano maturati di nuovi i tempi per un’ulteriore svolta.

Ho approfittato di una conferenza di Dario a Lecce per portare anche mia nipote, che aveva bisogno di aiuto.

Diciamo che mia nipote è stata un po’ la scusa per riavvicinarmi al Metodo.

Alla fine abbiamo deciso di fare questo viaggio insieme.

Questa volta però ho promesso a me stessa che ce l’avrei messa tutta e soprattutto che sarei stata costante nel seguire le indicazioni che ci avrebbero fornito.

Quindi volevo evitare di essere incostante come lo ero stata in passato.

Ero intenzionata a ripartire con il piede giusto e non fermarmi più.

Mi sono resa conto che c’è stata un’evoluzione enorme nella metodologia del percorso rispetto a quando lo feci io.

Innanzitutto ora esiste un programma di training mentale che puoi fare a casa, il Mind Re-start ed è una cosa sacrosanta.

Le meditazioni mi danno carica ogni volta che le faccio.

La sessioni con il coach rimangono sempre uno strumento essenziale.

Ci sono momenti in cui l’attenzione cala, il coach se ne rende conto e interviene per darti una mano.

Ti aiuta a fare chiarezza, ad applicare le procedure, ti dà nuovamente fiducia quando si sta abbassando.

Ho ottenuto ancora più risultati dell’altra volta, sia per il nuovo sistema che è senza dubbio più efficace, sia per l’impegno che questa volta ci ho messo io.

Adesso sto meglio, ho meno pensieri negativi, se mi vengono me li faccio passare, nel senso che mi parlo, mi rassereno, ho un dialogo diverso con me stessa.

Prima avevo tante paure, adesso stanno diminuendo.

Posso dire di aver ritrovato quella serenità interiore che avevo perso.

Qualche mese fa ero molto insicura, indecisa, chiusa.

Adesso invece mi sento di nuovo sicura di potercela fare e questo mi dà felicità.

Sono più ottimista, più fiduciosa nelle mie capacità.

Il lavoro in gruppo mi ha aiutato a sentirmi stimolata.

Si crea un’energia totale che ti dà quella spinta necessaria per proseguire.

Io ci credo nell’unione delle forze, quanta più energia c’è più le cose si riescono a fare con maggiore facilità.

Sarebbe l’ideale rimanere sempre in gruppo.

Infatti, nonostante le mie difficoltà economiche, ho deciso di proseguire il mio cammino.

Questa volta non lo mollo.

Nonostante sono stata tanti anni lontana da questo sistema, ne ho sempre parlato bene.

Però adesso voglio rimanere più vicina e poter diffondere il messaggio del Metodo INCIMA tra la gente e aiutare più persone possibili.

La sento proprio come una mia missione di vita.

Mi rendo conto che se la moltitudine delle persone che incontro ogni giorno avesse queste conoscenze, non ci sarebbero tante cose brutte nel mondo.

Ci dovrebbero essere tante persone come Dario e Cristina, voglio loro bene come fossero miei figli e auguro ogni bene possibile a questi due ragazzi perché sono persone eccezionali, li sento molto vicini.

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Ecco perché mi piacerebbe aiutarli affinchè il Metodo INCIMA venisse conosciuto da una moltitudine di persone.

Perché è un Metodo che fa bene, non sono i soliti corsi motivazionali, dove poi sotto alla fin fine c’è solo l’interesse economico.

Quello è normale che ci sia anche, perché comunque dietro c’è tutto un contorno oneroso, c’è tanto impegno e dedizione, quindi è giusto che ci sia.

Però loro alla fine ti portano a conoscere la spiritualità.

La maggior parte degli altri corsi porta invece principalmente alla materialità.

C’è bisogno di spiritualità nel mondo.

E’ quello che fa la differenza.

Franca Tripoli