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Ho avuto un vissuto non facile che mi ha fatto crescere con la convinzione di non essere all’altezza di niente.

Probabilmente per questo motivo, dopo la perdita di mio padre, ho deciso di diventare il braccio destro di mia madre.

Non solo l’ho aiutata a risolvere tutti i problemi che la vita ci ha riservato, ma sono diventata anche il suo “parafulmine”.

Successivamente ho perso anche mia madre ed è crollato quel fragile equilibrio che, in qualche modo, mi ero creata e tutto ciò che è rimasto insoluto è ricomparso: paure, insicurezze, confusione, turbamenti.

Vedevo tutto buio, mi sembrava di essere in un vicolo cieco.

Avevo bisogno di fare chiarezza dentro di me, nella mia vita e sui miei obiettivi.

Non avevo sogni nel cassetto.

Ero in balia delle mie emozioni e diventavo sempre più arrabbiata. 

Non riuscivo a superare la perdita importante di mia madre, però sapevo che su questo ci dovevo assolutamente lavorare perché avevo un marito, dei figli, insomma dovevo anche pensare alla mia famiglia.

E invece mi ero rinchiusa nella sofferenza ed esistevo soltanto io e il mio dolore.

Ero costantemente rivolta al passato, il quale aveva condizionato tutta la mia vita, tutte le mie scelte.

Ma era arrivato il momento di dire basta, di dare un taglio netto e guardare avanti.

Anche nel mio lavoro dovevo fare qualcosa di diverso, impegnarmi per avere una mole di lavoro maggiore, invece mi  accontentavo di poco.

Dovevo trovare la forza di uscire fuori, di propormi, smettere di nascondermi.

Io sono una grafologa giudiziaria e vedevo le mie colleghe che quando andavano in tribunale sapevano porsi, sapevano mantenere e gestire le relazioni, sapevano farsi valere.

La mia insicurezza invece non mi permetteva di fare lo stesso, mi facevo tanti problemi, era proprio un freno.

Avevo sempre paura di non farcela, paura di non riuscire, paure legate alla scarsa stima che avevo di me.

L’insicurezza ti porta a non affrontare niente.

La mia più grande paura era quella di non riuscire ad andare avanti, che veramente finisse tutto.

Avevo perso il sorriso, mi sentivo un caso disperato.

Ma era arrivata l’ora di dare un taglio, di dare priorità alla mia pace e alla mia serenità e di imparare ad accettare le avversità. 

Innanzitutto volevo essere più sicura, da questo poi sarebbe andato meglio tutto il resto, quindi anche il lavoro, il rapporto con mio marito, con le mie figlie.

Volevo trovare la forza di credere in me stessa ed essere più forte per affrontare la vita.

Volevo essere un punto di riferimento per le mie figlie, essere presente, saperle accompagnare nel loro cammino di crescita.

Per tutti questi motivi, desideravo diventare una persona migliore, più positiva, più sicura.

Così ho deciso di conoscere più da vicino il Metodo INCIMA.

È stata mia sorella che, accortasi del mio malessere, mi ha sollecitata a partecipare a una conferenza a Foggia.

Una delle cose che mi ha spinto poi ad iscrivermi è stato il cambiamento positivo di mia sorella stessa, che aveva già partecipato a una delle edizioni precedenti.

La molla principale è stata il pensare al fatto di avere una famiglia e una certa età, quindi dovevo darmi una mossa.

La scelta era tra il lasciare che andasse tutto a rotoli o prendere una decisione e andare avanti, riprendere in mano la vita.

Quindi mi sono detta: “sì, voglio cambiare, voglio andare avanti, voglio uscire da questa impasse in cui mi trovo, da questo vicolo cieco”.

All’inizio è tutto nuovo, non sai cosa andrai a fare, cosa succederà, le resistenze ci sono, così come i dubbi: “faccio bene o non faccio bene”…

Adesso capisco che semplicemente non volevo uscire dalla mia zona di comfort.

Ho vissuto questa esperienza con un crescendo di emozioni: più passava il tempo e più aumentava la mia voglia di conoscenza, in un clima calmo e sereno, di grande energia.

Mi sono arricchita anche dal punto di vista relazionale, è stato bellissimo vivere l’esperienza con un gruppo così coeso.

Inutile dire che gli esercizi di training mentale sono stati fondamentali per la creazione di quello stato di benessere che ora provo.

E io, che ero un soggetto molto nervoso, sono la prova del fatto che il Mind Re-start funziona, infatti mi sono calmata molto e, calmandomi, ho avuto chiarezza e sono più concentrata.

Ora mi sento non solo carica di energia positiva ma anche piena di gratitudine… avevo dimenticato questa sensazione!

E poi chiaramente anche le sessioni di coaching, le procedure step by step, la conoscenza acquisita durante le giornate dal vivo, insomma, tutto è importante.

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Forse per me la cosa più importante però è stata il riavvicinamento alla spiritualità, intesa come la capacità di comprendere sè stessi e il senso della propria esistenza, che era una cosa che avevo trascurato.

E invece alla fine, parlando di amore e di fiducia, mi sono resa conto che è proprio quello che ti fa andare avanti.

Ma la cosa che mi ha colpito nel profondo è stata quella di aver sognato, durante uno dei due weekend in Masseria, il volto nitido e sorridente di mia madre; non l’avevo mai sognata prima di allora e quella sera l’ho vista proprio vicinissima a me, che mi sorrideva ed era felice del fatto che io avessi scelto di fare questo percorso, come se mi stesse dando la sua approvazione.

Questa è stata una cosa che mi ha fatto riflettere, che mi ha fatto pensare di essere sulla strada giusta e mi ha dato ancora più forza.

Ero un pulcino impaurito.

Ora mi sento molto più forte e posso dire con certezza che ho fatto bene a fare questa scelta, a fare questo tipo di lavoro su me stessa.

Sono più calma, tranquilla e serena e sono molto più presente con mio marito e le mie figlie.

L’essermi lasciata il passato alle spalle per me era una cosa veramente impensabile fino a poco tempo fa.

Innanzitutto ho capito che mamma non c’è più ed è un dato di fatto, una cosa reale, e l’ho accettata con serenità, non potevo più stare attaccata a quel dolore.

Ora so che mia madre è sempre con me, non mi abbandonerà mai e io devo pensare al presente, al marito che ho trascurato, alle mie figlie.

Sono migliorate dunque le relazioni con la mia famiglia e con me stessa e anche l’atteggiamento nei confronti della vita stessa è cambiato.

Invece di lamentarmi, ora cerco di vivere l’aspetto positivo delle situazioni, anche le peggiori.

Cerco di vivermi la vita così com’è, se mi capitano delle cose negative, le affronto con pazienza e con la consapevolezza che fanno parte del gioco della vita.

Cerco di vedere le cose nel migliore dei modi, con altre lenti, sapendo che anche in quelle che possono sembrare esperienze negative c’è un insegnamento, qualcosa da imparare.

I momenti di difficoltà li supero cercando innanzitutto di accettare quello che succede, poi se posso farci qualcosa cerco di fare il meglio.

Se invece è qualcosa più grande di me, non mi faccio più travolgere dalle emozioni e accetto il fatto che non posso farci nulla.

Se dovessi descrivere il Metodo INCIMA a parole mie, direi che è un Metodo improntato sulla “spiritualità”, termine che non deve suonare strano perchè in realtà implica concetti molto semplici (non legati alla religione), sui quali dovremmo tutti quanti fermarci a riflettere.

È un Metodo che va dritto al cuore e ti apre la mente.

Alla fine per me è questo: fede, amore, spiritualità… e pratica, che va a rafforzare la conoscenza teorica.

Ed è grazie a questo che ho ripreso in mano la mia vita.

Francesca Santino

 

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