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Ero una di quelle persone “dal brutto carattere”.

Dovevo darmi una calmata, ero veramente esagerato, non potevo continuare così.

Avevo un atteggiamento riprovevole e, soprattutto nei confronti dei miei pazienti, ero poco rispettoso. Talvolta mi scagliavo contro di loro. E questo, da un punto di vista sia professionale che umano, non andava affatto bene.
Ero addirittura arrivato a farmi riprendere due volte dall’amministrazione!

Per raddrizzarmi bisognava “suonarmele con la mazza della scopa”, come si suol dire.

Volevo riuscire a rapportarmi in modo diverso anche con mia sorella, perché la
vedevo come una tipa molto rigida, “il maresciallo di casa”, soprattutto da quando sono venuti a mancare i nostri genitori.

La morte di mia madre prima e di mio padre dopo, erano eventi che spesso mi facevano stare ancora male e questo ha contribuito a forgiare il mio modo di essere, accrescendo in me tanta rabbia e tanto rancore.

Non solo, molto ha influito anche la fine di un’importante relazione, che ha causato altro dolore.

A un certo punto mi sono rifugiato nel lavoro, sbagliando ulteriormente. E il fatto di stare solo, vivere da solo, mi ha dato l’occasione di chiudermi ancora di più in me stesso.

A volte mi nascondevo dietro una falsa emozione per far sì che non si capisse quello che provavo realmente.

La mia, seppur nascosta, sensibilità mi portava a farmi influenzare, proprio penetrare, dalle emozioni altrui e questa era una cosa che non mi faceva stare bene.

Ad esempio, anche il semplice fatto di ascoltare le esperienze di altre persone, che potevano essere anche un cantante o un attore, mi toccava profondamente. Troppo! Era una cosa che mi dava molto fastidio.

Quindi dovevo imparare a essere più distaccato.
Ascoltare, sì, le esperienze degli altri senza però farle diventare mie, senza farmi coinvolgere così tanto, ecco.

Sentivo anche la necessità di imparare a discernere le persone che meritavano la mia presenza, il mio affetto, la mia stima, da quelle che era meglio tenere alla larga. E di riuscire ad evitare che “tipi” di donne troppo sopraffattrici prendessero in mano le redini della mia vita. Quello che desideravo era avere al mio fianco una donna bella, ma bella interiormente.

Volevo anche essere più spensierato, più leggero, più giulivo.

Infatti una delle prime cose che disse Dario, il mio coach, appena ci siamo conosciuti è stato questo: “Tu sei un tipo troppo mentale”. Era vero, ne ero pienamente consapevole.

Per quello volevo avere l’opportunità di togliermi quella “cosa di dosso”, quel peso, per riuscire a vivere in maniera più tranquilla, più serena, senza pensare troppo, senza stare lì a criticarmi.

Quindi ho cercato qualcuno che potesse darmi una mano, qualcuno che mi potesse capire. Ed è apparso Dario, che mi ha dato subito l’idea di essere rassicurante, rasserenante, e ho pensato: “Chissà, forse è questa la persona che può fare al caso mio”.

Mi sono letteralmente spinto a partecipare alla conferenza e sono stato felice di averlo fatto.

Dopo quel giorno non ho avuto alcun dubbio, mi sono letteralmente affidato.

Avevo frequentato già dei corsi relativi alla crescita personale, ma mi sono serviti quando ero un introverso ragazzino, poi hanno lasciato il tempo che hanno trovato.

Il Metodo INCIMA secondo me riesce a passarti dei concetti che magari, anche se sei a un passo dal saperle quelle cose, nessuno ti dice in quel modo.

Ero contentissimo del fatto di non essere mai solo lungo il percorso.

Per me quella era la cosa più importante di tutte perché l’idea di sbagliare e di ritornare di nuovo come prima mi spaventava molto. Non volevo risultati negativi.

Volevo riuscire a dire a me stesso: “Sono convinto che questo è stato l’unico vero investimento giusto sulla mia persona”.

L’efficacia del Metodo è dato da tutto un insieme di cose, la cui ciliegina sulla torta è quando ti ritrovi da solo, in quel momento in cui raccogli tutto te stesso e ti carichi di energia vitale per affrontare un’altra intensa giornata.

Parlo del Mind Re-start.
Per me non è stato semplice praticarlo quotidianamente perché spesso lavoro anche 16 ore al giorno. Però se vuoi fare qualcosa, la fai.

E in questo caso ne vale la pena.
Ora va alla grande sotto tutti i punti di vista, mi è cambiato il mondo.

Il primissimo risultato tangibile è stato il fatto che è raddoppiato il mio lavoro, ho raddoppiato gli appuntamenti e sono più sereno dal punto di vista economico.

Questo più che altro mi ha fatto rendere conto che ero pronto a essere felice.

Ho acquisito serenità e non ho più la tachicardia. Non ho più tutti quei pensieri per la testa e anche se dovessero tornare, li mando via in un attimo.

Sono molto più attento di prima, ora riesco a fermarmi ed ascoltare, mentre prima non lo facevo, ero un fiume di parole, una dopo l’altra. Suscito molta più simpatia negli altri e provo più simpatia per me stesso.

Sono tranquillo e riesco finalmente ad essere calmo ed evitare situazioni spiacevoli, per me e per chi mi circonda.

I miei pazienti si sono accorti di questo mio cambiamento, così come anche i miei vicini di casa, mia sorella e tutti quelli che mi dicevano: “Insomma ragazzo, datti una calmata!”.

Beh, ora vedono finalmente una persona calma.

Prospero Crocco

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