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Cercavo una soluzione per porre fine a delle difficoltà familiari, che riguardavano principalmente l’educazione di nostra figlia. Avevo determinate risposte dentro di me, che sapevo fossero quelle giuste, ma non riuscivo ad esprimerle e a metterle in pratica.

Questo stato di malessere, di non serenità in famiglia, mi provocava molta rabbia.

Ero sempre stato una persona allegra, a volte pure un po’ “superficiale”, aspetti di me che mi piacevano molto, ma che purtroppo avevo perso: ero diventato troppo serio.

Volevo essere più fiducioso e migliorare anche nei rapporti sociali con le altre persone. Ero abbastanza chiuso e spesso soffrivo per questa cosa, ma nonostante sapessi da dove provenisse questa mia timidezza, non riuscivo a liberarmene e
questo mi creava disagio.

Mi serviva innanzitutto una buona dose di sicurezza in me stesso e in quello che dovevo fare.

Questo mi avrebbe dato la possibilità di avere un rapporto migliore con gli altri, perchè se fossi stato più sicuro di me non mi sarebbero ritornate in mente le paure legate al passato, come quella di essere giudicato.

Il mio intento principale era quello di essere un buon padre, di trovare le giuste strategie per educare mia figlia, migliorare il rapporto con lei, essere più partecipe, più positivamente incisivo. Anche se mi rendevo conto che questa cosa non dipendeva solo da me, io volevo fare la mia parte.

<Devi migliorare per darle il meglio > < Mi dicevo spesso >

Desideravo ritrovare un’armonia interiore, sapevo che se fossi riuscito a stare in pace con me stesso e a vivere in modo meno serioso e rigido, in modo più leggero, sicuramente la mia vita sarebbe andata molto meglio.

Volevo capire se esistesse veramente qualcosa che mi potesse rendere forte, ma non solo nel breve periodo.

Cercavo una soluzione definitiva ai miei problemi.

Sono venuto a conoscenza del Metodo INCIMA casualmente: ho letto su Facebook qualcosa riguardante 11eLode, il doposcuola specializzato nell’allenamento emotivo e relazionale per bambini di Cristina, e piano piano ho iniziato ad approfondire, guardando dei video su youtube e leggendo qualche testimonianza sul sito internet.

La cosa che mi ha colpito di più è stata la corrispondenza tra quello che ascoltavo e leggevo con quelle che effettivamente erano le difficoltà della mia realtà quotidiana. Magari puoi anche riconoscere quali siano i problemi dentro di te, però quando lo senti dire da altre persone riesci ad avere un’idea più chiara ed evidente di ciò su cui devi lavorare.

Avevo trovato tante opinioni positivi sul Metodo, ma essendo una persona cinica “di natura”, avevo bisogno di vedere e di toccare di persona prima di dire di aver trovato quello che stavo cercando.

Comunque avevo deciso di non crearmi aspettative, avevo solo tanta curiosità e voglia di migliorarmi.

Alla fine tutto quello che desideravo era una serenità familiare e personale; per il resto, tutto sommato, non mi mancava niente. Volevo ritrovare la mia tranquillità, nel bene o nel male, nel senso che se questo avrebbe significato mettere fine alla mia vita matrimoniale, lo avrei accettato, ma volevo essere sicuro che fosse la scelta più giusta.

Nel primo colloquio con Cristina sia io che mia moglie avevamo capito chiaramente che i problemi con i figli partono da noi genitori. Quindi volevo capire dove stavo sbagliando e come potevo rimediare.

Ho così deciso di iniziare questo percorso e l’ho fatto io per primo, con l’accordo che dopo di me lo avrebbe fatto anche mia moglie. Ero entrato in quell’aula con lo scopo di migliorare il rapporto con mia figlia, quindi pensavo che mi dovessero istruire in questo senso.

In realtà poi ho capito che il lavoro è innanzitutto interiore, che riguarda te stesso.

La mia paura era quella di ritrovarmi sempre nella stessa situazione, di non concludere niente, di rimanere nella didattica del corso, quindi di non riuscire poi a mettere in pratica.

Ma con tutti gli strumenti che abbiamo ricevuto durante il percorso, questo pericolo non c’è mai stato.

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Ovvero il metodo che le donne di successo utilizzano giorno dopo giorno per vivere senza ansia e stress, trovare il giusto equilibrio casa-lavoro e godersi la serenità in famiglia e il successo professionale. 

Bari, ​16 Ottobre - Nicolaus Hotel, ore 20

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All’inizio ero molto chiuso, avevo tanti di quelle “negazioni” in testa e non è stato facile aprirmi. Ero molto teso. Però il gruppo era molto unito e aperto alla possibilità di cambiamento e mi sono lasciato trasportare da quell’aria di condivisione e sostegno.

La parte teorica è stata fondamentale perché dare un senso scientifico, diciamo così, a tutto il lavoro che stavamo facendo per me era importante, soprattutto all’inizio, per accettare il percorso.

A un certo punto mi sono imbattuto in una scomoda verità: mettevo in atto troppo spesso il meccanismo di negazione, ossia negavo l’esistenza delle cose che avrebbero potuto provocarmi dolore.

In pratica dicevo a me stesso e agli altri che andava tutto bene, ma in realtà non andava bene per niente.

Solo quando me lo ha fatto notare Cristina ne ho preso atto e mi sono reso conto che aveva perfettamente ragione.
Quella sconvolgente scoperta su me stesso è stata determinante per il mio cambiamento.

Le sessioni individuali di coaching mi hanno messo davanti a me stesso, dandomi veramente la possibilità di non prendermi in giro, perché era quello che facevo. Adesso non lo faccio più, ammetto se sto male per qualcosa o se, ad esempio, sono
ben lontano dal raggiungimento di quello che vorrei, però lo ammetto e per me già quello è tanto.

Il training mentale Mind Re-start all’inizio per me era una cosa che mai avrei pensato di poter fare, non credevo in quel genere di pratica, nel senso che l’avevo sempre considerata una cosa sciocca, per cui l’approccio iniziale per me non è stato
facilissimo.

Oggi invece guai a chi mi toglie questa benefica abitudine!
È fondamentale, è qualcosa di cui senti proprio il bisogno.
Mi ha aiutato soprattutto nel trovare e mantenere la calma.

Il Metodo INCIMA mi ha insegnato ad essere grato e compiacermi di quello che avevo e degli obiettivi che riuscivo a raggiungere, cosa che troppo spesso davo per scontato e non mi godevo.

E questo è stato molto importante per raggiungere tutti i traguardi successivi.
Un grande cambiamento l’ho notato nel fatto di riuscire ad essere presente.
Prima non sapevo neanche cosa significasse la presenza, “la presenza di spirito”.

La cosa che mi ha aiutato molto è stato fermarmi in ogni azione che facessi, anziché lasciare che andassero in automatico senza nemmeno farci caso.

A partire, per esempio, dal fatto di essere superficiale nell’ascoltare le persone o nel dare dei giudizi a priori.
E’ normale che a volte possano tornare quei comportamenti, ma ora ci rido sopra e vado avanti.

Mi rendo conto di quelle volte in cui succede qualcosa di spiacevole e inizio a pensare: “non doveva andare così, doveva essere colì”… ma ora ci sto attento.

Dario ci disse che le cose sarebbero cambiate: “Voi magari non ve ne renderete conto ma lo vedranno gli altri”.
Allora tornando al lavoro ho chiesto riscontro ai miei colleghi, a persone dalle quali sapevo di ottenere una risposta sincera, ed effettivamente loro si sono resi conto soprattutto della mia calma.

Io me ne accorgo nella quotidianità, un esempio banale è il fatto di non arrabbiarmi più quando sono nel traffico.

La prendo con molta più leggerezza.

Prima cercavo di vivere la vita in modo frenetico e in modo molto preciso, nel senso che dovevo fare determinate cose in determinati orari, adesso no.

Adesso è cambiato tutto, sto dando delle priorità.

Anche per esempio la puntualità non è più un problema; prima ne facevo una questione di rispetto, mentre gli altri se ne infischiavano. Adesso non mi interessa più, non sto lì ad affannarmi per un qualcosa che serviva solo a me probabilmente, perché odiavo la possibilità degli imprevisti.

In me cresce sempre di più la volontà di mettermi in gioco, di mettermi alla prova, però con un’altra visione della vita.
Devo ringraziare Dario e Cristina che mi hanno dato la possibilità di vedere tutto da un altro punto di vista.

Mi auguro che altri trovino il senso critico che ho trovato io rendendomi conto dei miei limiti.

Anche se può sembrare difficile mettersi in discussione e migliorarsi, una volta fatto il primo passo, ci si accorge che la strada non è poi così in salita e che comunque ne vale sempre la pena!

Giancarlo Napolitano

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