Le relazioni fanno schifo (se non sai come gestirle).

Le relazioni fanno schifo (se non sai come gestirle).

C’è molto da dire sulle relazioni che ci permettono di entrare in contatto con le persone in maniera autentica. Relazioni senza la violenza devastante dell’ego, senza ansia, senza fretta, senza tensione: sono le relazioni che costruiamo solo dopo aver interiorizzato le basi della comunicazione funzionale e solo dopo che abbiamo imparato a gestire le nostre risposte emotive agli stimoli che vengono dall’esterno.

Sì, le relazioni che ci fanno bene, sia quando si parla di lavoro e di colleghi, sia quando si parla di rapporti privati e intimi: un figlio, un compagno, una moglie. Probabilmente relazioni invisibili su Instagram o Facebook, storie che non hanno nessun follower.

La possibilità di creare rapporti gratificanti è un messaggio più che evidente: ci sono persone là fuori con le quali è possibile entrare in sintonia e costruire relazioni straordinarie, facilmente. Basta sapere come fare.

Non abbiamo bisogno di più numeri sui nostri social network, non abbiamo bisogno di più “like”. Abbiamo bisogno di più empatia. Le relazioni che contano non navigano in superficie, ma sono una meravigliosa sfida per creare i cambiamenti più belli, ovunque sia necessario.

Il prezzo sono i risultati che otteniamo in termini di gratificazione personale e professionale, in termini di qualità della nostra vita.

Questa è la quotidianità che ci piace vivere, questi i risultati che riusciamo a creare. I nostri studenti hanno sviluppato un ecosistema di persone reali che si nutrono a vicenda, in qualsiasi ambito delle loro vite. Costruiscono relazioni nel modo più saggio e accurato possibile. Dedicano parole, conversazioni e gesti a quelle persone che hanno la fortuna di avere accanto per tutta la vita.

Che tu sia un genitore, un marito o una moglie, un professionista o un imprenditore, avere le basi di una comunicazione funzionale è l’elemento chiave che distingue le relazioni di successo da quelle che falliscono e allontanano.

Pensa alle tue amicizie, al tuo lavoro, alla tua famiglia. Pensa al tuo modo di agire quando ne hai l’opportunità. Stai navigando a vista o stai costruendo relazioni umane che contano?

Con il Metodo INCIMA puoi scoprire come acquisire le abilità essenziali della comunicazione funzionale, gestire efficacemente i conflitti e mettere il turbo alle tue relazioni.

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La storia del cieco (e del perché è così potente).

La storia del cieco (e del perché è così potente).

Un vecchio cieco è seduto all’angolo di una strada trafficata nell’ora di punta. Davanti a lui la tazza dell’elemosina, a fianco il pezzo di cartone con su scritto: “Sono cieco, per favore aiutatemi”.

Un giovane pubblicitario passa da lì, vede il cieco con il suo cartello e la tazza vuota. Si toglie di tasca un pennarello spesso, gira il foglio di cartone, riscrive il messaggio e riprende la sua strada.

I passanti iniziano a riempire la tazza che, poco dopo, trabocca di monete. Il cieco, incredulo e felice, chiede a uno sconosciuto di dirgli cosa c’è scritto sul cartone. “C’è scritto”, dice lo sconosciuto, “Oggi è una bella giornata e io non posso vederla”.

Probabilmente hai letto e sentito questa storia molte volte. Cos’è che la rende sempre così potente e difficile da dimenticare?

La risposta è semplice.

I nostri risultati, di qualunque tipo essi siano, sono condizionati dalla qualità nostra comunicazione, che può ispirare fiducia, creare empatia, potenziare le relazioni in ogni ambito oppure generare, blocchi, chiusure, fallimenti.

Che tu sia un genitore, un marito o una moglie, un professionista o un imprenditore, avere le basi di una comunicazione funzionale è l’elemento chiave che distingue le relazioni di successo da quelle che falliscono e allontanano.

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Cosa può insegnarci la più lunga ricerca di Harvard?

Cosa può insegnarci la più lunga ricerca di Harvard?

La ricerca Harvard Study of Adult Development è il più longevo studio sulla vita adulta mai condotto: le vite di 724 persone sono state seguite per 75 anni. Ai partecipanti sono state chieste, anno dopo anno, informazioni riguardo al lavoro, alla casa e alla salute.

Il direttore dello studio, Robert Waldinger, psichiatra al Massachussetts General Hospital e professore di psichiatria alla Harvard Medical School, ha parlato del progetto durante una TED Talk per illustrarne brevemente i risultati.

La scoperta sorprendente è che le nostre relazioni, e quanto queste ci rendono felici, hanno un’influenza potentissima sulla nostra salute.

Lo studio mostra che le relazioni strette e salde sono ciò che ci rende felici per tutto il corso della nostra vita, molto più dei soldi e della fama. I soggetti che erano più soddisfatti delle loro relazioni a 50 anni erano quelli più in salute a 80.

Le persone che, arrivate a 80 anni, avevano avuto e continuavano ad avere un matrimonio felice, rapporti professionali e familiari forti e veri, riferivano che il loro umore non si era abbattuto neanche nei giorni di maggior dolore fisico. Coloro che hanno mantenuto buone relazioni, hanno vissuto più felici e più a lungo.

Le relazioni gratificanti ci proteggono dai dispiaceri, ci aiutano a ritardare il declino mentale e fisico e sono i migliori segnali che predicono una vita lunga e felice.

Uno dei ricercatori, George Vaillant, ha dichiarato: “Quando lo studio è iniziato, a nessuno importava dell’empatia o dell’attaccamento. Ma la chiave per l’invecchiamento salutare è: relazioni, relazioni, relazioni”.

Sorprendente vero? Siamo animali sociali e dovremmo dare molta importanza alle relazioni molto più dell’importanza che diamo ai beni materiali o al possesso.

Più le persone sono attive, felice, si sentono davvero appartenere agli altri, più saranno sane e in salute. Tutto ciò è fantastico e molto emozionante.

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Se il contadino s’inc***a… il falegname risponde.

Se il contadino s’inc***a… il falegname risponde.

C’erano una volta due fratelli contadini che vivevano in due fattorie vicine. Un giorno litigarono per un piccolo malinteso che però crebbe giorno dopo giorno, esplodendo in accuse reciproche e terminando con una frattura che sembrava irreparabile.

Una mattina bussarono alla porta del fratello maggiore. Era un vecchio falegname con la cassetta degli attrezzi in spalla, che gli disse: “Cerco un impiego per qualche giorno, hai qualche lavoretto da fare? Posso aiutarti?”

“Sì”, disse il fratello maggiore. “Ho un lavoro per te. Vedi quella fattoria? È di mio fratello. La settimana scorsa c’era un prato tra di noi, poi lui ha portato una ruspa e ha scavato un fossato. Bene, voglio che tu mi costruisca una recinzione alta abbastanza da non vederlo mai più”.

Il falegname disse: “Penso di aver capito la situazione, farò un lavoro che ti piacerà”.
Il contadino andò in città per i suoi affari, mentre il falegname lavorò sodo tutto il giorno misurando, segando, inchiodando.

Verso il tramonto, quando il contadino tornò non poteva credere ai suoi occhi.

Il falegname aveva appena terminato il suo lavoro ma, al posto della recinzione, c’era un ponte che si estendeva da un lato all’altro del fossato. Dall’altro lato suo fratello minore stava venendo verso di lui con la mano tesa: “Ti voglio bene perché hai costruito questo ponte, nonostante tutto quello che ti ho detto e che ti ho fatto”.

I due fratelli si abbracciarono al centro del ponte. Poi si voltarono e videro il falegname issarsi la cassetta degli attrezzi sulla spalla. “Aspetta! Resta qualche giorno, c’è altro lavoro per te”.

“Mi piacerebbe restare”, disse il falegname, “ma ho molti altri ponti da costruire”.

Se potessi cancellare con uno schiocco di dita le reazioni istintive, i contrasti, l’orgoglio, il muro contro muro, gli attacchi gratuiti, i giudizi offensivi, i conflitti inutili, quanto sarebbero diverse le tue relazioni?

Parliamoci chiaro. I rapporti, di qualunque tipo essi siano, sono condizionati dalla qualità della tua comunicazione, che può ispirare fiducia e creare empatia… oppure far esplodere conflitti e contrasti che alla lunga portano a fratture irreparabili.

Ti piacerebbe imparare l’arte del falegname della nostra storia? Ti piacerebbe avere una cassetta degli attrezzi per acquisire le abilità essenziali della comunicazione funzionale, gestire efficacemente i conflitti e mettere il turbo alle tue relazioni?

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Cosa c’entra Jeff Bezos con la qualità delle tue relazioni?

Cosa c’entra Jeff Bezos con la qualità delle tue relazioni?

C’è una storia sul patron di Amazon che risale a quando era un ragazzino. Era in macchina con i suoi nonni, entrambi fumatori. Il piccolo Jeff aveva appena sentito in radio una pubblicità anti-fumo che spiegava quanti minuti ogni sigaretta toglie alla vita di una persona. E così, seduto lì sul sedile posteriore dell’auto, da tipico bambino precoce aveva fatto i conti e spiegato con orgoglio a sua nonna: “Nonna, hai perso nove anni di vita!”

La risposta tipica a questo tipo di sfacciataggine innocente sarebbe stata dare una pacca sulla testa al bambino dicendogli quanto è intelligente. La nonna di Bezos non lo fece, invece scoppiò in lacrime.

Fu dopo questo scambio di battute che il nonno di Bezos prese da parte suo nipote e gli insegnò una lezione che gli sarebbe rimasta impressa per il resto della sua vita. “Jeff”, disse suo nonno, “un giorno capirai che è più difficile essere gentili che intelligenti.”

Qualcuno potrebbe dire che il giovane Bezos non aveva fatto nulla di male. Aveva solo esposto dei fatti. Ma la verità, detta in un certo modo, fa male.

Questa storia coglie l’idea centrale di un presupposto pericoloso che sembra essere diventato cultura comune di questi tempi: avere ragione è una licenza per essere degli str***i totali.

Dopo tutto, perché dovresti pentirti se non hai commesso errori? Alcuni dicono che non c’è motivo di preoccuparsi dei sentimenti degli altri, se i fatti sono dalla tua parte.

Quando – durante le coaching individuali – parliamo con i nostri studenti, ascoltiamo versioni simili dello stesso errore che Jeff Bezos aveva fatto da bambino.

Nelle relazioni di qualsiasi tipo, il ragionamento è: “se ho abbastanza ragione, gli altri mi devono ascoltare”.

Ma, indovina un po’, questo non succede mai. Perché?

Perché non puoi motivare qualcuno ad uscire da convinzioni inconsce che sono diventate l’identità di quella stessa persona. Nessuno risponde bene quando la propria identità viene attaccata.

Essere intelligenti è facile. Anche umiliare qualcuno che ha torto, è facile. Ma mettersi nei suoi panni, guidandolo a uscire da convinzioni emotive e irrazionali (così come potrebbero essere emotive e irrazionali anche le TUE convinzioni…) – è tutto molto più difficile.

Parliamoci chiaro. Essere intelligenti va bene, ma l’empatia vale di più.

I rapporti, di qualunque tipo essi siano, sono condizionati dalla qualità della tua comunicazione, che può ispirare fiducia e creare empatia… oppure far esplodere conflitti e contrasti che alla lunga portano a fratture irreparabili.

Che tu sia un genitore, un marito o una moglie, un professionista o un imprenditore, avere le basi di una comunicazione funzionale è l’elemento chiave che distingue le relazioni di successo da quelle che falliscono e allontanano.

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