Siamo tutti potenzialmente campioni!

Siamo tutti potenzialmente campioni!

Immagina per un attimo di essere invitato a giocare una partita da uno dei tennisti più forti al mondo e che sta facendo tanto parlare di sé…

Ti sto parlando di Stefanos Tsitsipas, il tennista greco che il 14 giugno ha raggiunto il quarto posto nell’ATP, l’associazione che riunisce i giocatori professionisti del tennis maschile di tutto il mondo.

La tua prima reazione sarebbe il panico: “ma come, sono stato ufficialmente invitato da Tsitsipas in persona per fare delle figuracce?”.

Anche se non fosse la prima volta che giochi a Tennis, anche se avessi frequentato corsi per imparare questo sport, la tua racchetta tremerebbe alla sola idea di essere sfidato da un campione di quel calibro.

E già ti ci rivedi nel campo, più che a intercettare i suoi dritti e rovesci, a schivare letteralmente la palla che ti corre contro a una velocità micidiale.

Fuggire dal campo sarebbe la tua più grande tentazione!

Ma fermati un attimo: a parte il talento naturale (che sicuramente a Tsitsipas non manca), cosa differenzia te da lui?

La risposta è: l’allenamento e lo sviluppo delle capacità personali: psicologiche, fisiche, tecniche e tattiche. Giorni, anni, mesi di allenamento e crescita delle capacità personali.

Probabilmente anche lui, come te, ha subito delle schiaccianti sconfitte, degli incidenti di percorso, che lo hanno portato a dubitare per un momento, ostacoli che l’avrebbero portato a lasciare il tennis per sempre.

Ma lo sviluppo di altre capacità intermedie (propedeutiche) gli ha permesso di non desistere, di acquisire perseveranza e determinazione, anche quando l’obiettivo di una vittoria contro un avversario difficile può risultare inizialmente impossibile.

Non ti sarà stato difficile, per esempio, notare la calma, la concentrazione, la lucidità che contraddistinguono i campioni nei momenti che contano.

… beh sappi che queste prerogative non si sviluppano dall’oggi al domani, ma sono il frutto di un gran lavoro su sé stessi!

Questo vale per qualsiasi obiettivo: qualunque meta tu voglia raggiungere nella tua vita, avrai bisogno di sviluppare tante “skills”.

Forse non sapevi che, come ti ho accennato prima, esistono una serie di capacità intermedie che, come le tessere di un domino, innescano una reazione a catena irreversibile che (una volta avviata) cresce come un’onda, fino a spazzare via ogni ostacolo sul tuo cammino.

Nel Metodo INCIMA abbiamo sviluppato una procedura che abbiamo denominato “Capacità Domino”.

Nella nostra lunga esperienza, dopo migliaia di coaching individuali sono emerse delle capacità che più di altre risultano essere essenziali per realizzare una vita appagante sotto il profilo personale, professionale, delle relazioni in senso più ampio. Ne abbiamo individuate 19.

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Abbiamo fatto inoltre una scoperta eccezionale: alcune di queste capacità agiscono come “leva” su altre, scatenando un effetto domino.

Una volta individuata la “strategia domino”, si realizzano importantissimi progressi su tutte e 19 le capacità essenziali, pur concentrandosi solo su alcune di esse: solitamente tra 5 e 7.

Ne deriva una progressione inarrestabile che porta gradualmente ad alzare lo Standard Personale, fino a far risultare naturali obiettivi e risultati che prima non si immaginavano possibili (e con un dispendio energetico minimo).

Quindi, per assurdo, immagina di trovarti di nuovo faccia a faccia con un campione mondiale di Tennis, ma di aver allenato nel frattempo la calma e la lucidità, la concentrazione.

Certamente non scapperai o ti spaventerai quando ti arriveranno i colpi, ma cercherai di intercettarli e di gestire meglio la partita, nonostante il dislivello tra te e l’altro giocatore.

L’esempio utilizzato è volutamente estremo, una provocazione per non soffermarsi sull’esempio in sé, evidentemente improbabile, e per focalizzare la tua attenzione sull’idea.

Notare alcuni cambiamenti ti porterà ad avere maggiore fiducia in te stesso, a sbloccare altre capacità e a impiegare maggiore energia nel migliorare le tue prestazioni tecniche… quindi sicuramente a battere giocatori di livello sempre più elevato.  

Chiaro che per diventare campioni ci voglia ben più di qualche anno di allenamento, ma si tratta di comprendere che qualunque successo presuppone un processo di crescita graduale e intenzionale.

Immagina di applicare l’Effetto Domino in ogni area della tua vita (lavoro, relazioni ecc…), di voler sviluppare per esempio delle buone abilità nella gestione degli stati d’animo, dello stress, della comunicazione, della flessibilità, del potere decisionale … Come cambierebbero le tue relazioni professionali, i tuoi rapporti personali, i tuoi risultati in ogni ambito.

E se desiderassi ricoprire un ruolo dirigenziale in un’azienda in cui parti da semplice impiegato ?

Non cambierebbe: all’inizio ti troveresti con delle competenze da semplice impiegato, ma col tempo acquisiresti nuove capacità, ti ritroveresti a gestire il personale, l’amministrativo o altri settori come se stessi bevendo un bicchiere d’acqua. Fantastico vero?

Tutto sembra impossibile finché non inizi a percorrere la strada perché diventi possibile!

Immagino che, dopo averti parlato di questi concetti, vorrai conoscere meglio queste 19 Capacità essenziali per il tuo miglioramento personale.

Allora fai il Test delle Capacità Domino e scopri quali capacità potenziare per realizzare i tuoi obiettivi => https://www.metodoincima.it/test-delle-capacita-domino/

Avrai anche la possibilità di scaricare il tuo report personale!

Sempre il meglio di te,

Dario Perlangeli

 

 

 

 

 

Il languishing: il nuovo male del 2021

Il languishing: il nuovo male del 2021

Ci sono mali visibili, evidenti, disagi dei quali riesci ad accorgerti subito: tristezza, noia, rabbia.

Poi ci sono mali invisibili, quei “fantasmi” che non vedi ma che ti trapassano e penetrano lentamente nella tua mente, nella tua pelle e diventano silenziosamente parte della tua condizione psico-fisica.

Nella realtà che vivi tutti i giorni, sta succedendo qualcosa di apparentemente innocuo, un fenomeno di cui forse avrai sentito parlare e che riguarda tutti noi, tanto grande che sta catturando l’attenzione dei più importanti psicologi del mondo.

Si tratta del “languishing”, termine che ricorda quello italiano “languire”, e che è stato coniato dal sociologo Corey Keyes, dopo aver osservato quante persone non se la passino bene nel periodo Covid, nonostante l’assenza di sintomi di disagio psicologico.

Un altro studioso, Adam Grant, psicologo dell’Università di Pennsylvania, in un articolo ha descritto quest’emozione come “un senso di stagnazione e di vuoto. Ti senti come se ti stessi confondendo tra i giorni, come se guardassi la tua vita da un finestrino appannato. (…) È l’assenza di benessere. Non hai sintomi di disagi psichici, ma non sei neanche il ritratto della salute mentale. Non funzioni al massimo delle tue capacità. Il ‘languishing’ spegne la tua motivazione e distrugge la tua capacità di concentrarti”.

Stagnazione, vuoto, apatia, tutti giorni ti sembrano uguali… non trovi niente di familiare?

Certo che sì! È lo stato d’animo che stiamo vivendo tutti in questo periodo di pandemia, restrizioni e “clausura”.

Lavori tutto il giorno e ti rimangono quelle tre ore concentrate di tempo libero in cui devi fare tutto, dalla spesa alle commissioni, ai figli che hanno bisogno di un aiuto nei compiti (e dico tre ore perché verso le 22 ormai da mesi scatta il coprifuoco in tutta Italia!).

Vorresti programmare le giornate in modo diverso, ma non riesci, perché il tuo tempo è limitato.

Anche nei fine-settimana, soprattutto d’inverno, le prospettive non sono le migliori che avresti immaginato, perché la sera (come tutte le sere), ormai non si può fare nulla, se non buttarsi su una poltrona, leggere o al limite guardare qualcosa su Netflix.

E intanto, l’amico tizio o caio ti chiama per farti quel giro all’aria aperta di almeno un’ora, ma ti senti stanco, ormai ti sei assuefatto a quella poltrona, a quella routine.

“Chi me lo fa fare di cambiare programma?” ti sarai detto. Che tradotto significa: chi me lo fa fare di uscire dalla mia zona di comfort? E sì, perché senza accorgertene, ti sei trincerato in una “nuova bolla” di comodità, dove esisti solo tu e le tue nuove routine, tu e il tuo divano.

Non ti rendi conto che stai lentamente scivolando nella solitudine, sei indifferente alla tua apatia e alla tua stessa indifferenza, e quando non sei cosciente di quello che ti sta accadendo, sembra tu possa fare ben poco per aiutare te stesso.

Se ci fai caso, non soltanto la tua vita, ma anche le notizie sono diventate ripetitive.

E se non senti parlare del Covid, è perché spesso si parla di conseguenze politiche ed economiche legate alla malattia (sai che novità!).

Eppure, avrai sicuramente letto e osservato che, per quanto ne dica il main stream, ci sono tanti altri disturbi che nuocciono anche a livello psicologico.

Stress, attacchi d’ansia e di panico sono aumentati notevolmente… adesso devi fare i conti anche con l’apatia e la tua indifferenza!

Hai degli obiettivi da raggiungere, ma tutte queste restrizioni e impedimenti te li fanno apparire come un miraggio.

E allora trovare il lavoro dei tuoi sogni ti sembra ancora più difficile, così come costruire una relazione positiva, o realizzare qualsiasi progetto importante della tua vita.

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Perché se ti fai mille problemi per uscire all’aria aperta, figuriamoci a fare progetti!

Ma adesso che ti sto parlando, che sei venuto a conoscenza di quello che ti (ci) sta accadendo, vorresti giustamente trovare una soluzione.

Ti dirò… per quanto il “languishing” possa sembrarti qualcosa di nuovo e preoccupante (ci mancherebbe, tutto se trascurato può diventare grave…), non è qualcosa di irrisolvibile.

Il “languishing” di alcuni mesi fa, prima del Covid per intenderci, era rappresentato da altre forme di restrizioni: l’inadeguatezza, la paura del giudizio, i blocchi alle decisioni, la procrastinazione, la difficoltà ad autorealizzarsi come professionista e a livello personale, come genitore, marito, moglie.

Oggi è stato coniato questo nuovo termine, ma cos’è il languishing se non un nuovo modo per riflettersi in questo specchio chiamato vita e nuova opportunità per riconsiderare se stessi.

Ogni essere umano ha il dovere di elevare la propria coscienza e andare oltre le difficoltà e le sfide a cui è sottoposto quotidianamente.

È sempre una questione di mentalità e quindi di atteggiamento verso le cose e verso se stessi.

Del resto, anche oggi, in questo periodo così particolare ci sono persone che stanno cogliendo delle opportunità straordinarie, mentre altre languiscono in atteggiamenti vittimistici.

Perché non pensare che sia arrivato il tuo turno ? Ci sono dei motivi te lo assicuro, se alcune persone se la cavano sempre, in ogni situazione, e altre continuano ad arrancare.

Questi motivi hanno diversi nomi:  consapevolezza, amore per se stessi, capacità di credere nei propri obiettivi, conoscenza delle dinamiche mentali, robustezza psicologica, capacità di relazionarsi efficacemente ecc…

Il mondo ti chiede di crescere, cosa gli rispondi ?

Dario Perlangeli

 

 

 

 

 

Insieme siamo più forti. Insieme siamo più felici. Insieme è più facile.

Insieme siamo più forti. Insieme siamo più felici. Insieme è più facile.

Sono un tipo molto resiliente nel lavoro e nell’affrontare le esperienze quotidiane, ma ammetto che non è così nello sport. Non amo faticare, soffrire, andare al limite.

I miei sporadici tentativi di fare attività fisica, spesso motivati dal desiderio di fare qualcosa che sia salutare, cadono nel nulla e si perdono nella mia mancanza di continuità.

In questi giorni ho trovato nuovi stimoli nel correre per le vie di Barcellona, fino al suggestivo ed evocativo passaggio sotto l’Arco di Trionfo, che mi dà la sensazione di aver tagliato il traguardo di una maratona. 

In realtà ho corso appena mezz’ora e sia il giorno prima che il giorno dopo ho usato la scusa della pioggia e di aver fatto troppo tardi la sera per rinunciare.

È PIÙ FACILE QUANDO SI È IN COMPAGNIA, NON CREDI?

Qualunque cosa si faccia, farla in compagnia assume un sapore diverso e attiva energie sopite.

Così ho chiesto a mio figlio di correre insieme e per magia ho trovato la motivazione e l’energia per corre per quasi un’ora, ad una buona andatura e senza avvertire la fatica dei giorni precedenti.

Insieme siamo più forti. Insieme è meglio. Insieme siamo più felici. Insieme è più facile.

Non sei d’accordo?

Ricordi il celebre motto “Tutti per uno… uno per tutti “?

È quello che sentivi quando eri bambino e guardavi il film de “I Tre Moschettieri”.

Gli spadaccini gridavano questa frase quando impugnavano la spada prima di ogni eroica battaglia… E le vincevano tutte!

Non c’era una puntata dove non ottenessero una vittoria, e non è di certo un caso.

“Tutti per uno… uno per tutti” non è un semplice slogan, ma una forma di incoraggiamento che racchiude una filosofia di cui avrai già sentito parlare: il lavoro di squadra.

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Tutti si prodigano per uno come uno si prodiga per tutti gli altri. Trovo che non ci sia insegnamento più semplice e profondo per riassumere il concetto.

Questo perché i grandi risultati non li raggiungi mai da solo, c’è sempre dietro un team, una squadra, un gruppo.

Un giorno vi parlerò delle straordinarie dinamiche all’interno Team INCIMA. Mi limito a dirvi che ognuno di loro fa per 3 e tutti insieme raddoppiano l’efficacia e l’efficienza.

Ad oggi siamo in 8, fate voi il calcolo ed ecco spiegata la nostra rapida ed esponenziale crescita negli ultimi 12 mesi.

Investiamo molte energie per realizzare quella che definiamo “l’alleanza di cervelli perfetta” perchè prima di ogni cosa quello che conta è il sentirsi una famiglia. Sentirsi insieme.

Secondo una ricerca condotta da Woolley et al. (2010), perché un gruppo di lavoro sia altamente performante, non basta unire le singole intelligenze per raggiungere un obiettivo.

Occorre che ci sia una forte componente di sensibilità sociale. I membri di una squadra devono essere coesi, avere empatia, ascoltare gli altri, devono quindi avere forti abilità sociali.

Quindi sarai sicuramente d’accordo anche tu che una squadra funziona quando c’è fiducia, passione, stima reciproca.

Certo, è normale che non possa andare sempre tutto liscio. Ci sono momenti di grande positività e compattezza e momenti di conflitto. Ognuno ha il suo carattere e possono nascere fraintendimenti.

L’avrai sperimentato anche tu nei tuoi ambienti di lavoro, o perfino a casa.

LA FAMIGLIA È UNA VERA E PROPRIA SQUADRA. SE NON CI SI AIUTA A VICENDA, SE NON SI DIALOGA, NON SI PUÒ RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO DELLA SERENITÀ FAMILIARE.

Vale anche per la coppia: Avere un obiettivo comune e la reciproca collaborazione possono fare grandi cose.

Pensa a uno dei più grandi visionari della storia, Cristoforo Colombo. Era un marinaio competente, aveva intuito l’esistenza di nuove terre, ma la scoperta dell’America non sarebbe stata possibile se avesse fatto tutto da solo.

Colombo era un team leader, ma dietro di sé aveva una ciurma di gente altrettanto esperta nella navigazione, che ogni giorno ha issato quelle vele, ha guidato un timone, ha sorvegliato la stiva.

I momenti di cedimento non sono mancati, a volte l’equipaggio era sul punto di non credere più al suo progetto.

Ma Colombo sapeva quanto l’equipaggio fosse importante. È stato un grande motivatore, ha risollevato il morale in momenti critici, e anche questo ha permesso di creare quel clima di fiducia necessario a rimettere in moto la squadra e a raggiungere quell’obiettivo che poi ha segnato la storia del mondo.

UNA NAVE PUÒ AVERE UN GRANDE CAPITANO, MA NON PUÒ ESSERE GUIDATA DA UN SOL UOMO.

L’equipaggio diventa l’ossatura, la struttura, il “motore” della nave.

Ogni componente della squadra segue un leader, ma ogni membro deve acquisire una sua leadership.

Non è una squadra di inservienti quella che vince, ma un insieme di leadership guidate da un leader.

Non pensare però che la leadership sia una qualità innata.

Magari ti avranno detto che “c’è chi nasce per comandare e chi per ubbidire”, ma le neuroscienze hanno dimostrato il contrario.

Sono le esperienze che viviamo a creare in noi le reti neurali e le convinzioni dell’autorevolezza, della determinazione.

Nessuno nasce leader o super esperto in qualcosa (a meno che tu non sia un genio dalla nascita).

Desideravo (e desidero tutt’ora) aiutare le persone a sviluppare una grande fiducia e sicurezza in sé stesse e poi negli altri.

Perché la fiducia in sé rende possibile la serenità, la serenità rende possibile la fiducia negli altri e la fiducia negli altri rende possibile il lavoro di squadra.

QUINDI, COME VEDI, È UN LAVORO DI CAMBIAMENTO CHE PARTE PRIMA DI TUTTO DA TE.

Tuttavia, la sola volontà da sola non può fare tutto, e ti ritrovi incastonato tra la tua voglia di migliorare te stesso e il rimanere fermo perché non hai gli strumenti per farlo.

È grazie a questo desiderio di aiutare gli altri e di “lavorare in squadra” con chi ne ha bisogno che ho fondato, insieme a mia moglie Cristina, il Metodo INCIMA.

Il Metodo INCIMA è il sistema di coaching personalizzato per riprogrammarsi al successo e liberarsi dal 70% dei blocchi emotivi in due mesi, anche da casa e con un allenamento di venti minuti al giorno.

Puoi scoprire di più sul Metodo Incima con la lettura del libro scritto da me e Cristina, i fondatori dello stesso Metodo: Mente Potente, il primo action book per iniziare a cambiare vita in 21 giorni. Lo trovi qui: www.mentepotente.it

Oppure se hai voglia di interagire con una persona gentile ed empatica in grado di ascoltarti e comprendere di cosa hai più bisogno in questo momento della tua vita, oppure puoi richiedere la consulenza gratuita GOALS, dopo aver effettuato il sondaggio a questo link https://form.typeform.com/to/J99seeYs.

Goals è una straordinaria opportunità per definire in modo gratuito e personalizzato i tuoi obiettivi e avere il suggerimento più giusto per te per garantirti di realizzarli.

Lasciati ascoltare e accompagnare da una voce competente e attenta. Tutto il nostro impegno è per sostenerti e garantirti di realizzare quello che vuoi e meriti.

Sempre il meglio di te,

Dario Perlangeli

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