Dare senza ricevere: quando il gesto vale più della ricompensa

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Cristina Bari e Dario Perlangeli | fondatori di “Metodo InCima"

Parliamo di

Dare senza ricevere: non solo un pensiero, ma un’esperienza vissuta

Ci siamo ritrovati da un giorno all’altro davanti all’imponderabile.
La situazione è surreale. Un sogno… o un incubo.

Incastrati in una mattonella spazio temporale in cui un treno in corsa inchioda sulle rotaie producendo un rumore assordante al quale segue un silenzio assoluto. Surreale.

Il silenzio del fare, del progettare, del chiedere. Sembra di vivere la quiete dopo la tempesta, ma io, al contrario, la sento più come una tempesta silenziosa dopo l’apparente vivere quieto.
Ad eccezione del personale impegnato in maniera attiva sul campo: personale medico, infermieri, volontari, forze dell’ordine ecc…
Non si chiede più nulla. Si è fermato tutto. Il motore economico di un’intera nazione è fermo.
Non si può chiedere ai propri clienti (parlo da imprenditore) di comprare ciò che possiamo offrirgli e non si può chiedere ad un creditore di pagare quello che ti deve. Vale per tutti in un perfetto stato di reciprocità ed equilibrio.
L’atmosfera è spettrale, tipica di un dopoguerra, anzi, di una guerra, visto che continuano ad esserci morti e feriti.

RICORDO I MIEI ANNI DI MAGGIORE COMPETIZIONE E DI LOTTA PER CONQUISTARMI DA VIVERE.ANNI DIFFICILI IN CUI ERO MOLTO PIÙ CONCENTRATO SUL RICEVERE CHE SUL DARE E IL DARE ERA COMUNQUE FINALIZZATO AL RICEVERE.

La carenza di risorse ti agita dentro, ti spaventa. A me spaventava. Avevo paura di non farcela. Avevo paura di fallire perché mi era già capitato.
Allora la lotta era giustificata. La competizione era motivata dal bisogno di ricevere, dal bisogno di soddisfare delle necessità.
Dalla “fame” anche se di altro tipo di cibo.
Cibo per le emozioni lo definisco.

Dare senza ricevere: dalla lotta per ricevere al desiderio autentico di donare

La paura ti genera un’incalzante e affannosa ricerca di risorse. Sei spesso insoddisfatto e sei affamato di appagamento.

Ho letto, pensato e mi sono formato con l’idea che ciò che ricevi è proporzionale a quello che dai e allora mi sono sempre dato da fare per dare di più, al fine di ricevere di più.

Ho lavorato tanto, tantissimo. Ho dato tanto, tantissimo. Ho anche ricevuto molto. Ero soddisfatto. Stanco ma soddisfatto. A volte troppo stanco, anche se soddisfatto.
Fino a quando la mia stanchezza non mi ha sfiancato.
Ho capito che nel mio modo di ottenere le cose, sebbene mi sembrasse etico dare di più per ottenere di più, c’era qualcosa che non andava.

Dare senza ricevere: la pratica della gratitudine

Ho così cominciato a lavorare sulla gratitudine, l’abbondanza, intese come percezioni anticipatorie dell’esperienza, non come risposte all’ esperienza.

Non è stato facile. Per chi come me era abituato a gioire dei risultati raggiunti e ad auto flagellarsi per i fallimenti, non era per niente facile, “sentire prima”.

La paura del dare senza ricevere: come superarla?

Ma ci ho lavorato perché da quando ho compreso quale fosse lo scopo della mia vita non mi sono più concesso di subire passivamente la mia incosapevolezza.

Ho studiato, ho fatto tanta ricerca, ho osservato e ho sperimentato ogni momento della mie giornate il mio personale piano strategico per il cambiamento.
E giorno dopo giorno sono riuscito a passare dall’altra parte.

Il mio fare non è più condizionato dal risultato che voglio raggiungere, ma ha un’altra finalità: quello di aiutare gli altri a migliorare se stessi in una logica di amore incondizionato verso il prossimo.

Mi sono sempre chiesto, da almeno una decina d’anni a questa parte se fosse proprio così o se mi stessi raccontando una bella storia. E ho avuto più volte la riprova che la mia non era una verità al 100%, anche se che comunque ero sulla buona strada.
Si, ho sentito più e più volte il sentimento di amore incondizionato verso le persone che mi chiedono il loro aiuto come coach. Moltissime volte direi. Forse migliaia di volte.
< Questo lo puoi fare quando va tutto bene mi sono detto. Non ti manca nulla, sei in salute, hai una splendida famiglia, successo nel lavoro, una buona condizione economica, è chiaro che riesci ad aiutare incondizionatamente >.
Forse si, forse no. Ma ci sono molte persone a cui non manca nulla che sono in costante competizione e continuano ad essere affamati di appagamento.
Così come ci sono delle persone in gravi difficoltà: dai problemi di salute, alla mancanza di una relazione d’amore, alla mancanza di un lavoro, o con problemi economici che riescono a provare un senso di solidarietà incondizionato.

Questi ragionamenti mi hanno aiutato a capire che, anche se la strada poteva essere giusta, ero ancora lontano dal traguardo che ho imparato ad immaginare e sognare da alcuni anni a questa parte: riuscire ad amare senza condizioni.

Riuscire a voler dare senza avere nulla in cambio.
L’universo ti restituisce quello che gli dai. Ne sono convinto. Ma se “dai” con il bisogno di ottenere quello che hai paura di non ottenere, allora l’universo ti restituisce ciò di cui hai paura. Il nulla. È un bel gioco di parole, lo so, ma non è difficile da capire.
Le paure sono la manifestazione delle nostre aspettative più profonde e noi attraiamo quello che ci aspettiamo di attrarre.
Quando percepisci l’ingratitudine degli altri e dell’universo è perché cadi nella logica del dare condizionato, del controllo, della competizione, della conservazione e non ti senti “ricambiato” per ciò che fai.
Sta rispecchiando la tua ingratitudine quando non hai fiducia nel dono che hai ricevuto, quando non guardi con consapevolezza a tutto quello che c’è preferendo osservare tutto quello che ti manca.
Ci vorrebbe un salto quantico. Da così a così!!
Ma i salti quantici, i grandi e repentini cambiamenti avvengono spesso a causa di esperienze estreme e auspicarsi un salto quantico è quanto meno coraggioso o incosciente, a meno che non venga generato da una esperienza straordinariamente positiva invece che negativa.

Il salto quantico del dare senza ricevere

Ho imparato a crescere gradualmente e continuo a farlo. Questa è l’unica via che conosco. Anche se posso contare su un Metodo che accelera i miei risultati so benissimo che alcune scorciatoie sono molto pericolose e nel tempo ti presentano il conto.
Ma il salto quantico c’è stato!!

E la causa scatenante è stato il Covid 19, Coronavirus nell’accezione più inquietante.

Quando tutto si è fermato ci siamo tutti ritrovati davanti al nostro specchio.
E cosa ci ha riflesso?
Ecco, io ho vissuto 4 fasi in pochissimi giorni:
  • La prima, mi sono negato il problema,
  • La seconda, l’ho riconosciuto e ho deciso di essere comunque sereno
  • La terza, ho provato qualche momento di paura
  • La quarta, ho sentito di voler dare tutto ciò che potevo dare e di fare tutto quello che avrei potuto dare, nella consapevolezza che non avrei chiesto nulla in cambio.
Ecco, è su questo punto che mi voglio soffermare. Non sull’aspetto razionale, che in tutta sincerità non mi interessa prendere in considerazione.

Voglio descrivere il mio “sentire”. Il sentimento dal cuore. Ripeto, non quello che mi dice la mia mente analitica.

Martedì 17 ottobre intorno alle 22:15 si è rotto il muro della mia mente analitica. È successo qualcosa che mi ha trasformato profondamente.

DURANTE LA MEDITAZIONE COLLETTIVA MI SONO SENTITO AFFERRARE DALL’UTERO DI MIA MADRE RIVIVENDO LA MIA NASCITA.

Davvero incredibile, o comunque indescrivibile..
Ho sentito di essere estratto dal basso verso l’alto.

Delle mani mi hanno tirato su per le spalle e ho cominciato a respirare e a piangere.

E subito dopo, il risveglio, ero sommerso da decine e decine di messaggi e commenti, da tutta Italia, dalla Spagna, dal Regno unito..
Quella meditazione ha prodotto una magia collettiva.
Sento che la condivisione di tutte queste emozioni ha squarciato il velo.

OGGI MI SENTO NELLA BEATITUDINE. NON HO PAURA. SONO NELLA PACE, NELLA QUIETE.

Quel treno in corsa si è fermato, ha inchiodato su se stesso e al rumore assordante ha fatto seguito una sensazione di pace non ordinaria, senza precedenti. Dal fare per il bisogno di ottenere al sentire di voler dare per il bene di tutti. Ecco cosa sento.
Se senti che è arrivato il momento di smettere di rincorrere e iniziare a donare con il cuore, se avverti il bisogno di evolvere ma non sai da dove cominciare, se desideri vivere con più senso, presenza e amore incondizionato… scopri anche tu il Metodo INCIMA. Ti aiuterà a ritrovare te stesso, a riconnetterti con il tuo scopo e a vivere il potere profondo del dare senza ricevere. È il momento di fare quel salto che stavi aspettando.

Se dentro di te senti che è il momento di fare sul serio, non ignorarlo. Inizia oggi il tuo percorso di coaching con il Metodo Incima.

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