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Ho toccato il fondo, rischiando di perdere tutto, compresa la mia famiglia.

Sono sempre stata una persona fondamentalmente sensibile ed estremamente buona, però questo lato del mio carattere faceva a cazzotti con il lato negativo, quello dell’istintività, che mi portava a non avere pazienza, a essere irascibile, scontroso, cupo e a farmi travolgere dalle situazioni esterne.

Mi sentivo diviso a metà: da una parte c’era una persona sensibile ed altruista, dall’altra una persona istintiva ed egoista. Dovevo trovare un modo completamente diverso di gestire determinate mie reazioni devastanti, sia a casa che a lavoro, e a non farmi trascinare dalle situazioni esterne.

Ho vissuto parte della mia vita per realizzare il mio ego più assoluto, non godendo di quello che di bello Dio mi offriva, mia moglie e i miei 3 figli. Con le mie figlie più grandi c’era poco dialogo e con mio figlio più piccolo vivevo la costante paura di non riuscire a dargli quello che “non” avevo ricevuto io.

Non riuscivo a godere del loro amore.

Forse l’essere cresciuto senza un padre mi ha creato un velo di ansia nel momento in cui dovevo essere padre a mia volta.

Sapevo che loro avevano bisogno di un padre migliore, che gli trasmettesse amore e serenità.
Invece io trasmettevo rabbia, ansia e tutti quei sentimenti negativi che non aiutavano affatto.

Ho lottato per decenni con la mia eterna paura di non riuscire ad avere una vita tranquilla, fino a trasformarmi in un insoddisfatto cronico.

Dedicavo la maggior parte del mio tempo al lavoro e poco o niente a me stesso e alla mia famiglia. Rientravo tardi da lavoro e nonostante questo non ottenevo i risultati che desideravo o li ottenevo con enormi sforzi, sacrifici, tensioni… un’eterna lotta.

Volevo far crescere la mia azienda, ma il mio modo di essere mi impediva di dare stimoli ai miei collaboratori, di essere più produttivo e mi faceva vivere con tanta ansia il mio ruolo da imprenditore.

Con il passare del tempo la mia ansia si è trasformata in rabbia.

Entravo in conflitto con tutti, con chiunque entrasse in contrasto con il mio modo di vedere le cose.

Ero tendenzialmente insoddisfatto di tutto, sia di quello che vivevo che di quello che facevo ed era sempre una continua ricerca di situazioni estreme, per fuggire dal doloroso onere di prendermi la responsabilità dei miei errori.
Sapevo di sbagliare però avevo paura di diventarne consapevole.

Il fondo l’ho toccato quando abbiamo avuto il terzo figlio, quando la paura di sempre si è elevata al suo picco più assoluto.
Per riuscire a vincere tutte queste tensioni ho intrapreso il viaggio più lungo che si possa mai fare.

Ho visto l’inferno con i miei occhi e in tutti i modi possibili.

Era iniziato un declino morale ed esistenziale che mi ha condotto quasi ad annullare completamente tutto quello che di bello Dio mi aveva donato, la mia famiglia.

Ho conosciuto la droga, il gioco d’azzardo e altre forme di ricerca di forti emozioni e di evasione dalla realtà.
Dopo 3 anni sono riuscito a riprendermi e ad uscire da tanta “merda”.

Ho cercato aiuto nella religione, ma il mio essere insoddisfatto, nervoso e arrabbiato prima o poi sarebbe riemerso. E così è stato.

Ancora una volta il mio atteggiamento mi ha portato a ricercare benessere effimero e volubile. E lì, in un attimo, ho visto la reale possibilità di perdere la mia famiglia, il loro amore, la nostra unione, tutto quello che io e mia moglie ci eravamo promessi per anni.

In quel momento che ho iniziato a cercare qualcosa o qualcuno che mi aiutasse.
E’ stato così che ho incontrato Silvio Di Giovannantonio, uno dei partecipanti del Metodo INCIMA.

Non sapevo nulla di lui né di quello che era stato il suo passato, ma avvertivo una sensazione piacevole tutte le volte in cui parlavo con lui. Successivamente ho letto la sua testimonianza sul sito, ho visto dei video su Facebook e ho capito quello che era stato il suo percorso.

Ho capito che forse era quello che serviva anche a me.

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(dal 13 aprile al 3 maggio 2020)

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Da una parte c’era il dubbio di non ottenere il risultato desiderato e dall’altra c’era il timore di dover cambiare radicalmente qualcosa nella mia vita.

Mi chiedevo, ad esempio, “e se scoprissi che è stato il lavoro a causarmi una serie di ansie e irascibilità, non è che poi lo devo cambiare? ”.

Da imprenditore, questo mi spaventava molto.
Così come mi preoccupava l’idea di staccare per un weekend dal lavoro, visto che non andavo nemmeno il tempo per andare in vacanza.

In realtà la mia più grande paura era che non sarei mai riuscito a cambiare davvero.
Che avrei fallito.Temevo di partire alla grande e poi “boom”, me ne sarei pentito e sarei ritornato alle mie vecchie abitudini.

Mi ritenevo un caso disperato.

Ma sapevo che avrei potuto considerarmi come una delle persone più belle che esistano al mondo se solo fossi riuscito a dare valore a quella parte del mio carattere, riuscendo a gestire quella parte negativa, istintiva.

Volevo sentirmi un campione, un campione di vita.

Il mio sogno era quello di poter ridere a squarciagola durante un pranzo a casa con i miei figli e mia moglie, oppure entrare in ufficio col sorriso, sfottere qualcuno e affrontare la giornata con fiducia e serenità. Questo era il mio sogno.

Il Metodo INCIMA era la mia ultima speranza per realizzarlo.

Così, nonostante la confusione che mi offuscava la mente e i sensi di colpa che mi strozzavano l’anima, ho deciso di chiedere al mio amico Silvio la possibilità di poter parlare con Dario e Cristina, le stesse persone che avevano aiutato lui.

Da quel giorno la mia vita è cambiata!

Già dal primo incontro con Cristina mi sono sentito rassicurato.
Gli ho praticamente buttato addosso 40 anni della mia vita in un’ora e mezza.
E mai avrei creduto di riuscire ad aprirmi e a parlare dei miei problemi con una persona che nemmeno conoscevo.

La tranquillità con cui Cristina mi ha accolto e la serenità che mi trasmetteva hanno fatto sì che prendessi la decisione definitiva di intraprendere questo percorso con loro.

Sarebbe stato stupido dire “non ho bisogno di niente e di nessuno”.

Anzi speravo nel fatto che ci sarebbe stata sempre una persona come punto di riferimento durante i due mesi in cui avrei seguito il percorso…e anche dopo.

Infatti le sessioni di coaching individuale hanno fatto una differenza straordinaria, per quanto riguarda il lavoro a livello personale. A me ha aiutato a tirare fuori quello che avevo dentro toccando in maniera specifica gli aspetti più importanti della mia vita. Con delicatezza, con rispetto, con amore.

Non mi sono mai sentito giudicato.

L’audio training mentale Mind Restart mi ha permesso, giorno dopo giorno, di acquisire una maggiore consapevolezza, una maggiore capacità di ascolto e di presenza.

Un senso di calma e di pace mai avuti prima.

Il lavoro di gruppo che si fa in aula, nel corso di due weekend, non si può descrivere con delle parole perché è intriso di emozioni bellissime. Si crea una tale coesione tra i partecipanti che permette di condividere in modo del tutto libero e naturale le proprie esperienze personali ed essere uno l’appoggio dell’altro.

E sembra strano detto da me, che ero una persona restia a fare amicizie facili, restia a dare confidenza, restia in tutto.
Ora di alcuni di loro, i miei nuovi amici, non ne posso più fare a meno.

Posso dire che da quando ho frequentato il percorso del Metodo INCIMA è cambiato tutto.

Mentre lo scrivo mi scendono le lacrime.

Sono cambiati i rapporti familiari, con mia moglie, con i miei figli, con mia madre.
Sono cambiati i rapporti lavorativi, con i clienti, con il personale.

E’ cambiato il mio sguardo alla vita, il modo di affrontare i problemi, di gestire le situazioni, di affrontare la giornata e soprattutto sono cambiato io.

Finalmente la mattina mi sveglio con il sorriso e sono carico di positività e concentrazione. Un sorriso che non vedevo più da decenni.

Mi sento una persona nuova e ho ritrovato quell’armonia che avevo ormai lasciato all’età di 13 anni.

Ora riesco a vivere il presente in ogni circostanza, ossia sono molto attento a quello che sto facendo, nel momento in cui lo sto facendo, che può essere la cena in famiglia, il dialogo con mio figlio, l’incontro di lavoro con il cliente oppure l’ascoltare mia moglie e scherzarci insieme, cosa che prima non avveniva.

Una delle cose fondamentali per il cambiamento è stato il fatto di riuscire a perdonare me stesso per tutta quella serie di errori che ho commesso in passato.

Ho riconosciuto le potenzialità che ho dentro di me, che ho sempre avuto e che erano nascoste, sepolte da altro.

Potenzialità che una volta tirate fuori mi hanno permesso di riuscire a gestire le mie emozioni, le situazioni e i rapporti con gli altri.

Oltre ad aver acquisito un profondo stato di calma e serenità, sono anche più intraprendente e determinato. Devo dire che a livello lavorativo non mi è mai mancata l’ambizione, ma era forzata, molto dura, era una lotta, una continua lotta.

Oggi quell’ambizione è una cavalcata rilassata, consapevole e soprattutto disinteressata rispetto a quello che potrebbero essere le reazioni e le decisioni altrui. E paradossalmente, più sono calmo e sereno, più ottengo risultati.

Dunque è cambiato il modo di raggiungere i miei obiettivi, ai quali comunque aspiro, ma che raggiungo con entusiasmo e fiducia di riuscirci.

Prima correvo ma in realtà non andavo in nessun posto.
Oggi è come se raccogliessi i frutti di quello che faccio in modo più gioioso e felice.

Grazie al Metodo INCIMA mi è cambiata la vita. Me la godo e sono grato di tutto quello che ho.

Sono più felice, più consapevole, più allegro, ma la cosa più bella è che ho iniziato a dedicare tempo anche a me stesso, apprezzando tutto quello che Dio ci permette di vivere.

Oggi comprendo, come non mai, quanto Dio sia dentro di me.
Ringrazio Cristina e Dario, due splendide persone che mi hanno permesso di ristrutturare la mia esistenza, che mi hanno fatto sentire di poter meritare ancora l’amore della mia famiglia.

È un percorso che non consiglierei solo a chi ha un problema, ma anche a chi vuole migliorare la visione della vita e imparare a vivere nella gratitudine.

Oggi mi faccio chiamare Giuseppe perché Pino non esiste più!

Giuseppe Gaudioso

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