392-0901097 info@metodoincima.it

Solitamente facciamo 2 errori principali nella realizzazione dei nostri obiettivi.

Errore numero 1
Osservare l’obiettivo futuro con gli occhi delle capacità attuali.

Quando ti poni un obiettivo, ti senti più piccolo dell’obiettivo.
C’è una vocina dentro di te che non conosce e teme le conseguenze di qualsiasi cambiamento e allora cerca di impedirtelo. Perché è più comodo lasciare tutto così com’è, rimanere come sei, senza mettere in pericolo il sistema.
Perché tutto ciò che è nuovo per la mente inconscia viene percepito come pericoloso per il sistema, come se stessi rischiando la vita.
Quindi ogni volta che ti poni un obiettivo quella vocina dentro di te ti dice: “non ce la farai, non è possibile, non è possibile per te, sei troppo impegnato, sei troppo grande, sei troppo piccolo…”
E tiri fuori i cosiddetti “ragionevoli perché no”, ossia tutti i motivi per cui, in modo ragionevole, non dovresti continuare.

Ad esempio perché non hai tempo, perché oggi ce l’hai ma domani non ce l’avrai, perché oggi e domani ce l’avrai, ma fra un mese non ce l’avrai, ecc..Perché hai iniziato tante cose e tante volte hai mollato, perché è troppo rischioso, perché… (ora continua tu).

Dunque, in modo ragionevole, la tua mente inconscia trova il modo per limitarti fino a rinunciare.
Uno di questi è che ti fa sentire piccolo rispetto all’obiettivo.
È successo a tutti, quando si inizia qualcosa tutto sembra più grande, ma è perché non abbiamo la conoscenza, non siamo preparati, non abbiamo l’allenamento.

Quindi bisogna tener conto di questo errore e darsi il tempo per crescere.
Vorrei parlare inglese fluentemente ma tutte le volte che ascolto un madrelingua sento una vocina che mi dice: “non riuscirai mai a parlare così o a comprendere”. La conseguenza è che molli. Poi, mosso dal desiderio ci riprovi. Poi molli ancora. Ed è così per tutto.

Quando ho cominciato a seguire i film in lingua originale, ho dovuto lottare con la mia parte interna che di continuo mi faceva prefigurare l’imminente fallimento e ho mollato e ripreso tantissime volte. Poi pian piano mi sono reso conto che riuscivo ad afferrare nuove parole e a comprendere dei dialoghi interi. Quella vocina non mi ha mai abbandonato, ma non mi sento più così “piccolo” rispetto all’obiettivo come qualche anno fa.
E, soprattutto, con l’allenamento, si è formata un’altra vocina dentro di me che mi ripete: “non importa se ora hai delle difficoltà, gradualmente ne avrai sempre meno e diventerà sempre più facile”.
Ricorda però che l’obiettivo deve essere importante per te. Se non lo è, gli ostacoli all’esterno e le resistenze interne avranno la meglio sulle tue forze volontarie.

Aderisci al Protocollo INCIMA21

INCIMA21 rappresenta il meglio del Metodo INCIMA racchiuso in un Protocollo per cambiare le tue abitudini in 21 giorni
in modo naturale, radicale e permanente.

Hidden Content

Poi c’è un secondo errore che commettiamo nel cammino di realizzazione dei nostri obbiettivi:

Errore n. 2
Confondere il sapere con il saper fare e il saper fare con l’essere.

Qui c’è bisogno che ti spieghi in modo semplice come funzionano i nostri 3 cervelli: la neocorteccia, il cervello limbico e il cervelletto.
Per semplificare, li chiamo cervello 1, cervello 2 e cervello 3.

Il cervello 1 è quello che utilizzi quando acquisisci nuove informazioni, quando sei impegnato a capire qualcosa, come quello che stai leggendo ora per esempio.
Più informazioni hai su come fare una determinata cosa, meno paura avrai di cominciare a farla.
Man mano che acquisisci informazioni a livello teorico, queste informazioni nella neocorteccia ti predispongono all’esperienza.
Ma, ovvio, non è ancora l’esperienza.
Il vero apprendimento non avviene nella neocorteccia, perché se tu continui solo a studiare rimani nella teoria e diventi un “filosofo”.
Purtroppo chi si avvicina al mondo dello sviluppo personale trascurando questo passaggio, cade molto presto nella frustrazione perché, pur sapendo tante cose, non riesce a tradurre quelle informazioni in risultati. Non sa come fare. Non ha un Metodo.
Se sei tra queste persone, sai benissimo di cosa sto parlando. Oppure conosci sicuramente almeno un “tuttologo” che predica bene e razzola male.
Sa tutto lui ma, all’atto pratico, fallisce miseramente e ripetutamente.
Fai dei corsi, ne fai tanti, leggi tanti libri, perché hai la volontà di riuscire e hai capito che quella è la strada per ottenere il risultato.

Ma ti sfugge un passaggio fondamentale: se non fai esperienza, se non pratichi, se non agisci, quelle informazioni non miglioreranno la tua vita, in nessun modo.
Uno dei motivi per cui ti sfugge è perché sei vittima del tuo sistema interno egoico.

Funziona così: < Più conoscenze hai, più ne vuoi e più studi >
Ma non fai una sola azione di tutto quello che hai letto.
Nel frattempo si riempie la tua libreria di tutti i tuoi autori preferiti, bravissimi, sicuramente fantastici, che dicono le cose in maniera stratosferica.

Tu non fai altro che riempire la tua neocorteccia di informazioni (teoriche).

E prima o poi, a meno che tu non scelga di essere un filosofo, cadrai in frustrazione.
Perché, talvolta è meglio non sapere che sapere e non riuscire a mettere in pratica. Non credi?
Delle volte è meglio essere ignoranti che avere tanta conoscenza e poi vedere accanto a te delle persone che riescono e tu continui a non riuscire.

Ti chiedi come mai. Perché, cosa ti manca, dove sbagli?

L’errore sta nel fatto di non passare al secondo e al terzo livello dell’apprendimento (secondo e terzo cervello).
Che cosa bisogna fare allora?

Bisogna interessare il “cervello 2”, il cervello limbico, quello che viene coinvolto quando si fa l’esperienza.
Se vuoi imparare a giocare a tennis, è chiaro che vedere una partita può essere interessante perché ti entusiasma, capisci il gioco, ti piace, ti carica. Inizi ad appassionarti a quel gioco.
Ma se tu vuoi giocare a tennis devi scendere in campo, fare l’esperienza.
E se vuoi giocare decentemente devi giocare, giocare, giocare, giocare.

Se vuoi raggiungere dei risultati devi allenarti, allenarti, allenarti.
Questo significa interessare il terzo cervello, che è il cervelletto.

È così che crei un automatismo, quindi una nuova abitudine.
E questa volta, anziché lasciare che siano i tuoi programmi inconsci a dirigere la tua vita, il programma lo puoi scegliere tu. Sei tu che scegli come programmare la tua mente e quali nuovi atteggiamenti e comportamenti vuoi che diventino automatici nella tua vita.

È così che funziona.
Quindi l’altro grande errore che facciamo è quello di confondere il pensare con il sapere e il sapere con l’essere o con l’automatismo.
Di solito noi ci fermiamo al “cervello 1”, investiamo solo la neocorteccia.
Ma se tu non crei l’automatismo, non riprogrammi inconsciamente quell’informazione, non accadrà mai nulla.
Se vuoi realizzare delle cose che sono importanti per la tua vita, non puoi fermarti al sapere.

Devi trasformare il sapere in saper fare e poi fare ripetutamente fino a creare l’abitudine.
Purtroppo pochi fortunati si avvicinano alla conoscenza delle dinamiche mentali per realizzare i propri obiettivi, ancora meno sono solo quelli che conoscono gli strumenti in grado di consentire un vero e duraturo cambiamento, e davvero una rarità coloro i quali sviluppano un metodo automatico per realizzare i propri obiettivi più facilmente e velocemente.

Buon apprendimento!!

Aderisci al Protocollo INCIMA21

INCIMA21 rappresenta il meglio del Metodo INCIMA racchiuso in un Protocollo per cambiare le tue abitudini in 21 giorni
in modo naturale, radicale e permanente.

Hidden Content